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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Dai territori</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Il dissenso non si arresta. La vostra repressione non ci fermerà!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:11:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[honoris causa]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giovani Comuniste/i &#8211; Bologna Oggi 30 Gennaio 2012 siamo scesi, con centinaia di altri studenti, nelle strade di Bologna dando vita ad un corteo per protestare contro la laurea honoris causa al presidente Napolitano. Non serve né ricordare né giustificare le motivazioni della contestazione al Presidente della Repubblica, complice dell’istituzione dei CPT quando era]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovani Comuniste/i &#8211; Bologna</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi 30 Gennaio 2012 siamo scesi, con centinaia di altri studenti, nelle strade di Bologna dando vita ad un corteo per protestare contro la laurea honoris causa al presidente Napolitano.</p>
<p style="text-align: justify;">Non serve né ricordare né giustificare le motivazioni della contestazione al Presidente della Repubblica, complice dell’istituzione dei CPT quando era ministro dell’Interno e, da Presidente, della legge Gelmini e di tutte di tutte le leggi che hanno portato alla distruzione del mondo dell’università e del lavoro e non ultimo, colpevole in prima persona del vergognoso insediamento del governo Monti, un governo privo di legittimità popolare formato da quella casta di banchieri che ha portato tutta l’Europa e il mondo intero all’attuale<span id="more-3287"></span> crisi di sistema.L’impressionante dispiegamento di forze messo in atto dalla questura ci ha impedito di poter portare la nostra legittima protesta e di far sentire il nostro dissenso pacifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Troviamo vergognoso ed insensato che, mentre da una parte si chiedono sacrifici ormai insostenibili (e le manifestazioni di protesta delle più varie categorie lavorative di questi giorni lo dimostrano ampiamente) a chi lavora, vengano spese decine di migliaia di euro dell’erario statale per blindare letteralmente una parte del centro di Bologna, per permettere questa cerimonia farsa di auto-celebrazione e di legittimazione di un ceto economico-politico e delle sue disastrose scelte.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta del governo alle legittime rivendicazioni che vengono dalle piazze italiane è chiara: repressione, arresti, manganelli e città completamente blindate per distruggere ogni lotta e movimento ed instaurare ancora più nettamente il pensiero unico neoliberista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il dissenso non si arresta. La vostra repressione non ci fermerà!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">GIOVANI COMUNISTE/I &#8211; BOLOGNA</p>
<p>31 gennaio 2012</p>
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		<title>Caro sindaco Stefàno, a Taranto i giovani ci sono</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:48:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovani Comuniste/i &#8211; Taranto “Un tempo  primi a guardare, cercare e trovare la strategia per decidere ed agire per esortare la cittadinanza attiva erano proprio gli studenti. Le proteste trovavano contenuti e sostanza tra i banchi dell’università e subito dopo nei licei per poi approdare in assemblea o in piazza a fianco dei lavoratori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovani Comuniste/i &#8211; Taranto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Un tempo  primi a guardare, cercare e trovare la strategia per decidere ed agire per esortare la cittadinanza attiva erano proprio gli studenti. Le proteste trovavano contenuti e sostanza tra i banchi dell’università e subito dopo nei licei per poi approdare in assemblea o in piazza a fianco dei lavoratori in un civile dibattito.<br />
Il mio augurio e che questo silenzio sia dovuto ad una pausa di riflessione: insomma sono sicuro che non sia una vera assenza di passioni sociali e di  distanza dal “bene comune”.”<span id="more-3266"></span><br />
Ecco riassunta in poche righe di uno scarno comunicato divulgato su facebook quello che il sindaco di Taranto pensa dei giovani della sua città. L&#8217;immagine che ne esce non è delle migliori. Mentre la crisi divampa e getta sul lastrico intere categorie di lavoratori e imprenditori i giovani che fanno? Dove sono?<br />
Iniziamo da quest&#8217;ultima domanda. Parlare di giovani a Taranto non ha senso se si prescinde da due dati: a) negli ultimi dieci anni la popolazione fra i 20 e i 34 anni è diminuita di duemila unità (senza considerare i tantissimi che, pur lontani da Taranto, continuano a conservare la residenza); b) nell&#8217;ultimo triennio in tutta la provincia si sono persi 12 mila posti di lavoro nella fascia d&#8217;età che va dai 25 ai 34 anni. Le prospettive che si presentano di fronte a un giovane tarantino al momento sono dunque due: emigrazione o disoccupazione.<br />
Ciò rende estremamente delicato il tessuto civile della città; eppure in questi anni – e in questi ultimissimi mesi in particolare – le iniziative da parte dei movimenti giovanili non sono mancate. Vogliamo parlare del Cloro Rosso: più di duecento eventi organizzati in due anni di occupazione della ex Martellotta fra presentazioni di libri, spettacoli teatrali, dibattiti, concerti? O di LINK e della sua instancabile lotta per affermare ogni giorno i diritti degli studenti universitari all&#8217;interno delle facoltà tarantine e della città, ponendo al centro delle sue politiche la figura dello studente come risorsa e perno dello sviluppo culturale e sociale della nostra comunità.  Se al sindaco poi sta a cuore una discussione sulla crisi come ha fatto a dimenticarsi del ciclo di seminari da lui stesso patrocinato (“Oltre la crisi. Itinerari dentro il mondo che cambia”, promosso  fra gli altri dallo stesso Link e da Siderlandia), svoltosi a Taranto fra novembre e dicembre proprio nelle aule dell&#8217;Università? E come è possibile che gli sia sfuggito il lavoro di promozione dei talenti artistici locali svolto dalle ragazze e dai ragazzi di Palacool? Per non parlare della straordinaria opera di riappropriazione degli spazi comuni portata avanti da Ammazza che Piazza. A proposito di “spazi”&#8230; il sindaco ricorda che qualche mese fa si costituì una rete di associazioni allo scopo di rivendicare luoghi per la socialità e la cultura? Se andasse a spulciare fra le sue carte certamente troverebbe la lettera protocollata in cui gli si chiedeva un incontro per discutere della questione. Lettera che non ha mai avuto una risposta.<br />
Ecco, se tutti questi gruppi – e molti altri ancora – si fossero lasciati demotivare dalle precarie condizioni economiche e dalle difficili aspettative che caratterizzano le persone che li animano in questi anni Taranto sarebbe stata una città decisamente più chiusa, gretta, provinciale di quanto già non sia.<br />
Piuttosto&#8230; cosa ha fatto in cinque anni l&#8217;amministrazione Stefàno per offrire opportunità ai giovani presenti in città e richiamare quelli emigrati in altre parti d&#8217;Italia? Qualcosa a dire il vero l&#8217;ha fatta: ha sgomberato per ben due volte il Cloro Rosso, continuando a ritardare i lavori di ristrutturazione della ex scuola Martellotta; ha chiuso la porta in faccia – come si è già ricordato – alla moltitudine di soggetti che chiedevano spazi per le proprie attività; ha lasciato che l&#8217;unica struttura messa in piedi in questi anni per sviluppare il protagonismo giovanile, il Cantiere Maggese, venisse gestito ben al di sotto delle sue possibilità (negli stabili di Largo San Gaetano vi sono ancora una intera sala di registrazione e una di montaggio inscatolate). Per non dire della Biblioteca civica, luogo di studio per centinaia di studenti tarantini, che continua ad essere gestita con criteri che qualsiasi esperto di biblioteconomia considererebbe di un altro secolo (e non si contano i disservizi che quotidianamente gli utenti devono subire: soprattutto, in questa stagione, la mancanza di riscaldamenti).<br />
Tante altre cose invece la giunta Stefàno non ha fatto: per esempio una politica in grado di incentivare la crescita e la stabilizzazione anche in chiave professionale delle molteplici attività sociali e culturali espresse dai diversi gruppi. Questi al momento vengono alimentati da una sola risorsa: la volontà dei loro componenti. E&#8217; possibile, nel terzo millennio, accettare che una città che non voglia essere un semplice dormitorio in funzione delle attività produttive che insistono sul territorio non abbia un tessuto di servizi sociali e culturali di elevata qualità professionale? Quanti posti di lavoro si riuscirebbero a ricavare da una politica che incentivasse la crescita di questo settore? Quante intelligenze respinte si riuscirebbe ad attrarre con il loro carico di competenze e conoscenze?<br />
Purtroppo però la giunta Stefàno questo problema sembra non esserselo posto. Con le sue azioni sbagliate e con le sue mancanze ha piuttosto lanciato un messaggio: “questa non è una città per giovani”. Non ci si lamenti se poi un numero crescente di ragazze e ragazzi in questi anni abbia abbandonato Taranto portando con sé il disprezzo per le sue classi dirigenti.<br />
Ma forse Stefàno queste tendenze le ha ben presente e sa che si prepara a candidarsi alla guida di una città che col passare del tempo si farà sempre più vecchia – per cui l&#8217;elettorato giovanile diventa poco interessante. Ma non crede, caro sindaco, che provocando i giovani di questa città – gli stessi che nel 2007 si recarono alle urne in massa per votarla, sperando in un reale cambiamento – la sua rielezione corra qualche rischio?</p>
<p>GIOVANI COMUNISTE/I &#8211; TARANTO</p>
<p>29 gennaio 2012</p>
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		<title>Solidarietà agli arrestati No TAV</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 20:49:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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		<category><![CDATA[Val di Susa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Andrea Salutari e Andrea Procopio Questa notte è avvenuto il blitz della polizia che ha portato all&#8217;arresto di 26 militanti no tav e diversi obblighi di dimora in tutta Italia, per gli scontri avvenuti il 3 Luglio durante la grande manifestazione nazionale no tav contro il non-cantiere di Chiomonte, noi abbiamo documentato la nostra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Andrea Salutari e Andrea Procopio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa notte è avvenuto il blitz della polizia che ha portato all&#8217;arresto di 26 militanti no tav e diversi obblighi di dimora in tutta Italia, per gli scontri avvenuti il 3 Luglio durante la grande manifestazione nazionale no tav contro il non-cantiere di Chiomonte, noi abbiamo documentato la nostra verità n questo reportage (link) Dopo la militarizzazione della Val di Susa si è deciso di attuare la criminalizzazione di qualsiasi forma di resistenza alla distruzione di un intero territorio relativamente alla realizzazione di un&#8217;opera dissennata e speculativa qual è la Tav. Tra gli arrestati Guido Fissore, consigliere comunale di Villarfocchiardo (valle di susa) da<span id="more-3251"></span>sempre convinto sostenitore della lotta non-violenta contro la TAV in Valle di Susa, Giorgio<br />
Rossetto del csoa Askatasuna e Andrea Vitali, responsabile organizzativo Prc di Torino a cui va la nostra piena solidarietà.<br />
Noi abbiamo sulla pelle e nei ricordi quell&#8217;incredibile mobilitazione popolare. Una manifestazione combattiva e piena di entusiasmo che ha dimostrato ai poteri forti che è possibile, utile e necessario cambiare il modello di società in cui viviamo. La violenza, proprio come a Genova, fu delle forze dell&#8217;ordine che lanciarono il gas CS, l&#8217;uso del CS in guerre internazionali è stato definitivamente vietato nel 1997 con l&#8217;entrata in vigore della convenzione sulle armi chimiche di Parigi, firmata nel 1993, ma tutto&#8217;ora utilizzato in Val di Susa. Ma è<br />
anche della politica che pone i suoi capricci al bene della cittadinanza, una politica che si mostra insensibile ai bisogni della valle e spende più di 40 miliardi per una linea ferroviaria che non servirà mai a nessuno. La TAV Torino &#8211; Lione è la punta dell&#8217;iceberg di questa follia imposta da governi che non rispondono più ai propri elettori. In Val di Susa sono sospesi i diritti, la democrazia è ferita, le reti e i muri ce lo ricordano giorno dopo giorno. Noi siamo ragazzi giovani e meno giovani che cercano di costruirsi una prospettiva di futuro, un&#8217;occasione di riscatto, delle possibilità qualsiasi! Tutto questo ci viene continuamente negato dalla mafia che presiede alla destra del padre onnipotente della nostra repubblica pseudo-democratica che ci insegna diritti e<br />
doveri con il manganello. La lotta della Val di Susa non appartiene solo a noi. E&#8217; una lotta popolare che spaventa la politica, questa lotta è diventata un bene comune da difendere a tutti i costi.<br />
Quello che è accaduto è l&#8217;ennesimo, gravissimo tentativo di delegittimare una grande lotta popolare che da oltre 20 anni è attiva in Valle di Susa, contestando un&#8217;opera inutile che porterà solo ingenti danni ambientali e alla salute delle persone. Il movimento no tav non si arrenderà perchè non si può arrestare un movimento popolare che si batte per difendere il proprio territorio da faccendieri senza scrupoli.<br />
Piena solidarietà e piena vicinanza a tutti gli arrestati; non riusciranno a fermare il nostro movimento&#8230;sarà dura&#8230;la resistenza continua..</p>
<p>ANDREA SALUTARI<br />
Coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti Torino</p>
<p>ANDREA PROCOPIO<br />
Giovani Comunisti S.Ambrogio (Val di Susa)</p>
<p>Prossimi appuntamenti (in aggiornamento)<br />
26/1/2012, Ore 17,00<br />
Torino &#8211; Piazza castello presidio no tav di solidarietà con gli arrestati<br />
26/1/2012, Ore 20:30<br />
Bussoleno &#8211; Fiaccolatà di solidarietà<br />
28/1/2012, ore 15<br />
Torino &#8211; Manifestazione (presto tutte le info)</p>
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		<title>Chiediamo con forza le dimissioni di Alemanno</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 22:26:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[fascisti]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[neofascisti]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Alemanno da giovane era un frequentatore della sede MSI di via Acca Larenzia a Roma e conosceva bene la famiglia Giannotta, tenutaria e testimonial di quella sede. Carlo, il pater familias, e due figli Fabio e Mirko. Fabio si contraddistingue per una serie di rapine e scassinamenti, l’ultimo 5 anni fa con il botto dello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alemanno da giovane era un frequentatore della sede MSI di via Acca Larenzia a Roma e conosceva bene la famiglia Giannotta, tenutaria e testimonial di quella sede. Carlo, il pater familias, e due figli Fabio e Mirko.<br />
Fabio si contraddistingue per una serie di rapine e scassinamenti, l’ultimo 5 anni fa con il botto dello spacco alla gioielleria con Nuccetelli. Mirko pure lui ha un passato lontano di furti a gioiellerie.<br />
Alemanno purtroppo per i romani viene eletto Sindaco e nomina Mirko Giannotta, diventato impiegato dell’AMA, a dirigere il decoro urbano, con il compito di pulire i muri di Roma di manifesti abusivi e di scritte. Il bravo Mirko però “tende” a non cancellare le svastiche di cui pullula Roma né a rimuovere i manifesti lugubri e clandestini di commemorazione di killer dei NAR.<br />
Alemanno da Sindaco dice che ci sono troppe pistole e armerie in mano alla Mala: un Sindaco tutto law and order. Peccato che l’armeria della Mala trovata dai carabinieri all’Alessandrino a fine 2011 era di Nuccetelli, il compagno di merende di Fabio Giannotta!<br />
E che dire del tentato omicidio a Tivoli, all’inizio dell’anno, dell’impiegato ATAC Francesco Bianco, ex NAR, assunto sotto il Campidoglio retto da Alemanno? Quel Bianco autore di invettive velenose antisemite durante una giornata lavorativa, il 14 dicembre 2110, in ATAC&#8230;<br />
Poi in queste ore apprendiamo che Carlo Giannotta, il pater familias, è stato fermato dai Carabinieri del ROS come indiziato per il tentato omicidio di Francesco Bianco, cosa di cui si sospetta anche la complicità del figlio Fabio… Di Mirko leggiamo che è stato sottoposto a perquisizione sempre dallo stesso ROS….<br />
La giustizia e le indagini facciano il loro corso, la politica di una opposizione seria e determinata  faccia però il proprio ruolo e chieda le dimissioni di Alemanno, interrompendo ogni logica di accordi anche istituzionali con questo Sindaco. La “fascisteria” cui ogni giorno siamo sottoposti, spesso più come farsa che come sostanza, è impresentabile: liberiamo Roma Bene Comune da questo sonno della Ragione, prima che siano generati i mostri.</p>
<p style="text-align: justify;">CLAUDIO ORTALE<br />
Vicepresidente del consiglio del Municipio ROMA 19 e Capogruppo PRC-FDS</p>
<p style="text-align: justify;">14 gennaio 2012</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le strade e le piazze sono di chi ama</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 13:48:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[senegalesi]]></category>

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		<description><![CDATA[di GC Palermo Di fronte ai fatti accaduti lo scorso 13 dicembre a Firenze, l’unica parola che resta scolpita nella mente dei più è la parola «sgomento». Già, lo sgomento e lo sdegno immediato (e forse anche lo stupore, chissà) di chi proprio non riesce a spiegarsi razionalmente come Samb Modou e Diop Mor senegalesi,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong>di GC Palermo</strong></p>
<p align="JUSTIFY">Di fronte ai fatti accaduti lo scorso 13 dicembre a Firenze, l’unica parola che resta scolpita nella mente dei più è la parola «sgomento». Già, lo sgomento e lo sdegno immediato (e forse anche lo stupore, chissà) di chi proprio non riesce a spiegarsi razionalmente come Samb Modou e Diop Mor senegalesi, siano stati uccisi a sangue freddo in pieno giorno da parte del cinquantenne Gianluca Casseri. Prima lo sdegno certo; poi però la rabbia e la lucidità. Questo ennesimo atto criminale, razzista e premeditato non è infatti un’azione isolata, nata da deviazioni improvvise, alterazioni della personalità o possibili turbe psichiche, come molti media si affrettano a riferire. No!<span id="more-3119"></span></p>
<p align="JUSTIFY">Questo gesto è solo la conseguenza ovvia, il risultato finale, si potrebbe cinicamente dire, di un progetto subdolo e meschino che parte da lontano e persiste ancora oggi, che purtroppo ha ancora lunghe radici nel nostro paese. Radici temporali e spaziali; Radici profonde; spesso tristemente dissimulate da ciarpami e foglie istituzionali che si ostinano a negarne, a coprire, a cancellarne l’inveterata memoria: il neo- fascismo.</p>
<p align="JUSTIFY">Da anni assistiamo ormai a raid notturni contro i campi rom, a devastazioni e saccheggi nei quartieri periferici dove vivono i migranti (a Palermo, recenti protagonisti sfortunati sono alcuni membri della comunità Tamil che vivevano nel quartiere della Zisa), a pestaggi ed intimidazioni di ogni sorta da parte di gruppi giovanili, o formazioni di estrema destra figlie di una strategia tanto violenta quanto precisa ed organizzata.</p>
<p align="JUSTIFY">I centri di CasaPound (della quale faceva parte Casseri, così come è stato rivendicato dalla stessa organizzazione), il movimento di Forza Nuova e altre sigle xenofobe minori continuano ad operare liberamente nel territorio italiano, trovando linfa vitale sia nei luoghi marginali e disagiati, sia nei nuclei cittadini a noi più consoni e prossimi, occultando sotto l’apparente veste politica, e “culturale”(per esempio presentazioni di libri,cene, dibattiti. A Palermo lo scorso febbraio alla libreria Mondadori, durante la presentazione di un testo, le forze dell’ordine ‘proteggevano’ l’ingresso stesso della libreria da alcuni studenti. Perché mai?&#8230;.) certi concetti di feroce odio razziale e intolleranza. Repressioni e frustrazioni inesauste che trovano sfogo in episodi del tutto fuori luogo e assurdi. Tutto questo va fermato ora e subito. Prima che sia troppo tardi.</p>
<p align="JUSTIFY">Noi, Giovani Comunisti di Palermo nell’esprimere sincera e viva solidarietà alla comunità senegalese fiorentina, invitiamo tutti quanti a tenere alto il livello di attenzione per le strade , nelle piazze, nelle scuole e nelle università.</p>
<p align="JUSTIFY">Per chi l’avesse dimenticato, riportiamo qui sotto il testo delle Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione., <a href="http://www.miolegale.it/norma_estesa/Scelba-Legge-645-1952-partito_fascista.html">Legge 20 giugno 1952, n. 645</a>, Scelba.</p>
<p align="JUSTIFY">«Art. 1 &#8211; (Riorganizzazione del disciolto partito fascista).</p>
<p align="JUSTIFY">Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».</p>
<p align="JUSTIFY">Le strada sono di chi ama. Antifascisti sempre.</p>
<p align="JUSTIFY">GIOVANI COMUNISTE/I &#8211; PALERMO</p>
<p align="JUSTIFY">15 dicembre 2011</p>
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		<item>
		<title>Le ingerenze del PD nelle lotte delle donne</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/3106.html</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 12:07:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[di Erica Rampini Il giorno in cui ho preso la tessera di Partito mi sono immediatamente dimessa dal mio ruolo di responsabile locale di UDI (Unione Donne in Italia) di Arezzo, perché ho sempre creduto fortemente nello statuto, considerato da me come una specie di vangelo, dove si diceva a chiare lettere che l’associazione era]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Erica Rampini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno in cui ho preso la tessera di Partito mi sono immediatamente dimessa dal mio ruolo di responsabile locale di UDI (Unione Donne in Italia) di Arezzo, perché<strong> ho sempre creduto fortemente nello statuto, considerato da me come una specie di vangelo, dove si diceva a chiare lettere che l’associazione era apartitica</strong>. Per me questo era ed è un valore aggiunto, poiché credo fermamente che la politica delle donne non debba essere vista né da destra né da sinistra ma solo esclusivamente dagli occhi femminili. La mia tessera non esclude però la mia militanza, che spero possa essere più attiva e partecipata di prima, come non verrà<span id="more-3106"></span> compresso il mio impegno a favore delle donne e dei loro diritti all’interno del mio partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho conosciuto UDI durante le lezioni universitarie e per la stesura della mia tesi, una ricerca sulla presenza e sulla partecipazione femminile alla resistenza</strong>. Le donne escono dalla sfera privata e dal ruolo di “angeli del focolare” in cui erano inquadrate, entrano nel pubblico e aderiscono in prima persona, a volte anche a costo della vita, alla causa della liberazione dell’Italia. <strong>Finita la guerra, dal ‘45 al ’56, l’UDI contribuisce a risanare le forme in cui si organizza la vita civile e la pubblica amministrazione, ponendo i primi elementi di una nuova cittadinanza per le donne</strong>. Molte le battaglie che l’associazione fa per favorire una reale emancipazione della donna nella società italiana. Battaglie sociali che hanno portato, ad esempio, a un nuovo diritto di famiglia e al referendum sulla legge 194.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2003 UDI rilegge il proprio acronimo, Unione Donne Italiane, trasformandolo in Unione Donne in Italia, per sottolineare la propria attenzione alle donne che, nate altrove, vivono in Italia. Un’apertura totale verso tutte, senza distinzione né discriminazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Succede però che il 3 e il 4 Dicembre 2011 durante il Congresso, UDI perde la sua connotazione di associazione apartitica. <strong>Vince una linea diversa, una linea voluta da alcune donne referenti al movimento del Se Non Ora Quando</strong>. Riporto di seguito alcune parti tratte dal blog femminismo al sud “Negli ultimi tempi leggo che le fasi congressuali e le elezioni degli organi direttivi dell’associazione, in modi burocraticamente più che leciti, hanno praticamente fatto fuori tutto il gruppo che stava portando avanti quella modalità. <strong>Persone più vicine a Pd e/o Cgil si riprendono l’Udi e dalle ultime notizie pare che vogliano portare le loro truppe dentro Snoq e alle manifestazioni Snoq-iane</strong>.” Assistiamo così alla perdita totale di quella libertà di criticare qualsivoglia governo o qualsivoglia legge/manovra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci chiediamo “A fronte di questi sommovimenti e di queste cose che restano in ombra ma che sembrano legate all’uso del femminile, delle donne, in piazza a legittimazione di partiti, governi, linee politiche varie,: l’11 dicembre in piazza cosa andate a fare? Quali sono i temi sui quali siete chiamate a manifestare? Il 13 febbraio era la dignità rosa e berlusconi l’orco, e oggi? A sostegno del governo Monti? Per fare da spalla alla finta opposizione della Cgil alla riforma pensionistica?”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La visibilità acquisita da SNOQ è solo frutto di una campagna politica nata sull’antiberlusconismo, e UDI non ha bisogno di questa pubblicità: la notorietà l’ha acquistata grazie a lotte e campagne (50e50, Immagine Amiche, La staffetta) fatte nei territori grazie all’azione di donne che ci credevano a priori, senza una forte politicizzazione piovuta dall’alto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovo assurdo continuare a fare battaglie solo sulla rappresentanza politica e nei luoghi dove si decide, e come invitò Alfio Nicotra durante il congresso del PRC, dobbiamo tornare ad occuparci di problemi sociali, come UDI ha sempre fatto; perché accade ancora oggi, che una ragazza di 16 anni sia costretta ad inventarsi uno stupro commesso da un rom, pur di nascondere ai genitori la perdita della verginità per paura e timore del loro giudizio. C’è ancora molto da fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei ringraziare le mie compagne di avventura che continuano a fare una forte resistenza (<a href="http://udichesiamo.wordpress.com/" target="_blank">udichesiamo.com</a>),  in quanto, come me, si sentono private di alcuni diritti fondamentali. E vorrei ricordare loro che UDI nacque dalla resistenza, che magari grazie a voi e alla vostra battaglia, potrebbe ritornare.</p>
<p style="text-align: justify;">ERICA RAMPINI</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani Comuniste/i &#8211; Arezzo</p>
<p style="text-align: justify;">14 dicembre 2011</p>
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		<title>Contro i divieti di Alemanno, per la libertà di manifestazione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 23:57:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giovani Comunisti/e &#8211; Roma “Questa mattina il gruppo regionale della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio ha presentato un ricorso al Tar per chiedere l’immediata sospensione e l’annullamento definitivo dell’ordinanza blocca cortei, disposta dal sindaco Alemanno il 18 novembre”.  Lo rende noto il capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi. “Tale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovani Comunisti/e &#8211; Roma</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Questa mattina il gruppo regionale della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio ha presentato un ricorso al Tar per chiedere l’immediata sospensione e l’annullamento definitivo dell’ordinanza blocca cortei, disposta dal sindaco Alemanno il 18 novembre”.  Lo rende noto il capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Tale provvedimento – continua Peduzzi &#8211; è l’ennesima iniziativa della giunta capitolina per impedire l’espressione del dissenso contro le politiche di macelleria sociale portate avanti dal governo e dalla Bce. Il sindaco Alemanno e la sua giunta utilizzano in maniera pretestuosa l’ordine pubblico e l’agibilità della città per blindare il territorio e criminalizzare chi lotta per i propri diritti: non sono i cortei a rendere inagibile questa città, ma la mancanza di investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture e l’affidamento della mobilità ai privati che offrono un pessimo servizio pur di ricavare il massimo dei profitti”.</p>
<p style="text-align: justify;">“L’ordinanza blocca cortei è quindi un’illegittima sospensione della Costituzione messa in atto dal sindaco Alemanno. Continueremo a mettere in campo tutti i mezzi a nostra disposizione contro questo ed ogni tentativo di restrizione degli spazi di agibilità democratica e di repressione del conflitto sociale”, conclude Peduzzi.</p>
<p style="text-align: justify;">GIOVANI COMUNISTI/E &#8211; ROMA</p>
<p style="text-align: justify;">30 novembre 2011</p>
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		<title>Casapound Salerno e l&#8217;iniziativa sul Che. I Giovani Comunisti/e di Salerno rispondono</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 16:31:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giovani Comunisti/e &#8211; Salerno Gli scopi di Casapound sono molteplici, uno dei primi è quello di ottenere una rilevanza mediatica, cosa che sono riusciti ad ottenere grazie a 5-6 articoletti di giornali locali. Un altro scopo è quello certamente di provocare noi comunisti con l’appropriazione di un mito innanzitutto marxista che da sempre è]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovani Comunisti/e &#8211; Salerno</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli scopi di Casapound sono molteplici, uno dei primi è quello di ottenere una rilevanza mediatica, cosa che sono riusciti ad ottenere grazie a 5-6 articoletti di giornali locali. Un altro scopo è quello certamente di provocare noi comunisti con l’appropriazione di un mito innanzitutto marxista che da sempre è il nostro punto di riferimento per la sua lotta internazionalista, etica, materialista e soprattutto anti-autoritaria. I fascisti di Casapound quindi non dovrebbero avere nulla a che fare con il Che, ma come già ripetuto il loro scopo non è quello dell’esaltazione del nostro mito. Per citare un loro ex-amico tutt’ora assessore provinciale alle politiche giovanili Antonio Iannone<span id="more-3028"></span>  “Casapound ha una grande crisi d’identità ed una grande confusione”, mai come in questo caso siamo d’accordo con l’assessore fascista al contrario di alcuni membri di  Casapound che lo invitano a non sbagliare a parlare di Casapound continuando con “di certo una celtica al collo non fa di  te un camerata”,  sarebbe lecito ricordare sia alla stampa che alla polizia postale (che controlla il web onde evitare scontri da parte dell’ultra sinistra ?!?) di dover innanzitutto rendersi conto  che tante azioni, parole e simboli, ripetuti fino alla nausea da movimenti come Casapound, o partiti come Forza Nuova,sono  tutt’ora vietati dal nostro ordinamento (legge 645/1952, detta “Legge Scelba”) e per sottolinearlo abbiamo aperto un’inchiesta telematica sul nostro profilo facebook dove si possono trovare tutte le foto che dimostrano tale illegalità.<br />
Vorremmo chiarire inoltre che “i gruppi di sinistra Salernitani” non sono intenzionati al boicottaggio e alla contestazione, ma sono totalmenti indifferenti alle azioni infantili di Casapound volte a richiamare l’attenzione e a cercare lo scontro che sia sul web o che sia fisico. Continueremo con la nostra vera lotta politica senza aver bisogno di scoop giornalistici.</p>
<p>GIOVANI COMUNISTI/E &#8211; SALERNO</p>
<p>26 ottobre 2011</p>
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		<title>GC Varese: &#8220;Ecco come è andata a Roma&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 09:40:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[GC Varese]]></category>
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		<description><![CDATA[Hanno incontrato i rappresentanti dei media i vertici dei Giovani comunisti (Federazione della sinistra) per esporre il loro punto di vista sugli scontri di Roma sabato scorso. Scontri ai quali erano presenti. A parlare è Valerio Todeschini, che fa parte del coordinamento nazionale dei Giovani comunisti. “I black blok hanno seminato il caos: hanno attaccato il corteo,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Hanno incontrato i rappresentanti dei media i vertici dei Giovani comunisti (Federazione della sinistra) per esporre il loro punto di vista sugli scontri di Roma sabato scorso. Scontri ai quali erano presenti. A parlare è Valerio Todeschini, che fa parte del coordinamento nazionale dei Giovani comunisti. “I black blok hanno seminato il caos: hanno attaccato il corteo, hanno sfasciato auto, hanno preso di mira un supermercato dove lavoravano dei precari. Li condanniamo senza appello, la loro azione era diretta contro la piattaforma della mobilitazione e contro il coordinamento”. Tra l’altro i drigenti dei Giovani comunisti non hanno escluso che si ci siano state anche infiltrazioni neofasciste.<span id="more-2981"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una quarantina di varesini hanno partecipato alla manifestazione di Roma, che poi si è trasformata in un vero e proprio pomeriggio di guerriglia urbana. 32 di loro erano sotto i 27 anni. Una brutta esperienza, come raccontano i dirigenti dei Giovani comunisti, in quali però criticano anche la gestione della piazza da parte delle Forze dell’ordine. “Ci sono state cariche indiscriminate, blindati che attraversavano velocissimi piazza San Giovanni, un blindato che si è scontrato anche con un camion dei Cobas”. Una situazione caotica e pericolosa. Come rimarca Francesco Ilardo, del coordinamento provinciale di Varese, “c’è stata, da parte delle Forze dell’ordine, una pesante sottovalutazione ed errori, che devono fare riflettere sulle responsabilità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Contrari, i due dirigenti, contro le proposte del versamento di una cauzione prima della manifestazione (“si restringe la possibilità di manifestare”) e di legge speciali. ”Non si può paragonare la situazione attuale a quella degli anni Settanta – dicono -, allora lo Stato era sotto attacco”. Per loro è inconcepibile il divieto di organizzare un corteo che il sindaco Alemanno ha opposto alla Fiom. “Una cosa gravissima, che non si è mai vista nella storia dell’Italia democratica”.</p>
<p>da VARESE REPORT.it del 19 ottobre 2011</p>
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		<title>Lecco, bilancio del mercatino del libro</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 09:02:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[GC Lecco]]></category>
		<category><![CDATA[libri usati]]></category>
		<category><![CDATA[mercatino]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovani Comunisti &#8211; Lecco In questi giorni sta per terminare, per il secondo anno consecutivo, l’attività del “Mercatino del libro usato” per le scuole superiori pubbliche lecchesi: ultime consegne di denaro e libri non venduti e quest’ulteriore esperienza sarà conclusa. Centinaia sono state le persone, studenti e studentesse, genitori, che hanno usufruito del servizio,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giovani Comunisti &#8211; Lecco</strong></p>
<p>In questi giorni sta per terminare, per il secondo anno consecutivo, l’attività del “Mercatino del libro usato” per le scuole superiori pubbliche lecchesi: ultime consegne di denaro e libri non venduti e quest’ulteriore esperienza sarà conclusa.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Centinaia sono state le persone, studenti e studentesse, genitori, che hanno usufruito del servizio, esattamente 258 utenti hanno potuto risparmiare cifre più o meno considerevoli nell’acquisto di libri, comperati alla metà del prezzo. 2634 volumi sono passati tra le nostre mani, accuratamente registrati, ordinati e sistemati all’interno della sede cittadina del PRC, di questi 632 sono stati venduti. L’acquisto a volte è stato sfavorito dalla stampa di nuove edizioni da parte delle case editrice e/o dalla nuova adozione di libri promossa da alcuni docenti.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">E’ per questi numeri che ci riteniamo estremamente soddisfatti di aver riproposto tale servizio, con lo scopo di coniugare utilità sociale e battaglia politica: la lotta contro il carolibri, infatti, va di pari passo alla rivendicazione di un libero accesso ai saperi e della garanzia di un reale diritto allo studio, questioni che da anni stiamo affrontando convintamente all’interno del movimento studentesco lecchese, che coinvolge studenti di scuole superiori e universitari.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Oltre al risultato concreto è stata positiva la collaborazione creatasi tra i/le Giovani Comunisti/e di Lecco e diversi altri ragazzi/e impegnati/e nel Collettivo Studentesco lecchese. Si è trattato di un un’attività volontaria e gratuita, una comunione di forze e di intenti indirizzata ad offrire un servizio alla collettività, convinti che la conoscenza debba essere patrimonio di tutti, indistintamente.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Non ci fermeremo qui!</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Continueremo a mobilitarci per una scuola libera, di qualità, accessibile a tutti, muovendoci contro il rincaro di libri, mezzi di trasporto scolastico, cercando di continuare nel tentativo di consapevolizzare gli stessi studenti della città; battendoci contro le aule pollaio, con più di 30 alunni, il taglio di professori e personale Ata, la dequalificazione dell’offerta formativa e didattica, per una messa in sicurezza degli edifici scolastici a rischio. Sono questi gli effetti concreti di un sistema che getta l’istruzione nelle mani del mercato, che mercifica il sapere, progetto tanto caro al Governo Berlusconi impegnato nel tentativo di delegittimare e spogliare di risorse, tramite gli oltre 8 miliardi di euro di tagli a scuole ed università pubbliche, ciò che rappresenta la crescita e il futuro di un Paese ed è fonte di democrazia e pluralismo.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Parallelamente a questo ci troviamo ad assistere a continui e maggiori finanziamenti statali ad istituti privati, nonostante il dettato dell’articolo 33 della nostra Costituzione, le università diventano fondazioni e gli ultimi tasselli di Stato sociale vengono smantellati con il pretesto di una crisi causata da trent’anni di liberismo selvaggio, speculazioni finanziarie e strapotere delle banche.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">“Noi la crisi non la paghiamo”, era uno dei nostri motti, oggi modificabile con “noi il debito non lo paghiamo”: per questo, terminato il Mercatino, continueremo a stare all’interno delle nostre scuole, intervenuti per promuovere la partecipazione alla manifestazione regionale studentesca del 7 Ottobre a Milano, a quella europea del 15 Ottobre a Roma contro il neoliberismo e i diktat di Bce e Fmi, organizzando assemblee per discutere ed informare, volantinaggi e presidi nel tentativo di costruire una massa critica in grado di formulare proposte e programmi per un’alternativa di società oltre che di scuola.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Ci attende l’appuntamento del 17 Novembre, giornata mondiale del diritto allo studio, di straordinaria importanza per il mondo studentesco. Saremo presenti nella nostra città, con i nostri colori, le nostre voci, la nostra indignazione e la nostra rabbia.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Ci riconosceranno, ci auguriamo, coloro che hanno incontrato i nostri volti e le nostre istanze nel percorso del Mercatino e speriamo ora ci possano maggiormente capire e sostenere, perché la costruzione di un’alternativa passa da noi, giovani di questo paese, mai stanchi di lottare, perché “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”.</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p style="text-align: left;" lang="it-IT" align="RIGHT">Giovani Comunisti Lecco-Collettivo Studentesco Lecchese</p>
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