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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Scuola</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Libri usati e mercatino: da 7 anni a Pescara con i GC</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 18:42:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Luca Rossi e Giulia Candeloro Il mercatino del libro usato proposto dai GC a  Pescara, ormai per il settimo anno consecutivo, è un posto dove vendere i  propri libri usati e acquistare quelli per l’anno successivo a metà  prezzo,  riuscendo ad alleggerire di circa 300 euro la spesa annua che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="griffinlibriusati" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/griffinlibriusati.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1358" style="margin: 4px;" title="griffinlibriusati" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/griffinlibriusati.jpg" alt="" width="282" height="180" /></a><strong><em>di Luca Rossi e Giulia Candeloro</em></strong> Il mercatino del libro usato proposto dai GC a  Pescara, ormai per il settimo anno consecutivo, è un posto dove vendere i  propri libri usati e acquistare quelli per l’anno successivo a metà  prezzo,  riuscendo ad alleggerire di circa 300 euro la spesa annua che  le famiglie si trovano costrette ad affrontare per consentire ai propri  figli di studiare.<br />
Questa iniziativa nasce con l&#8217;intento di arginare  il costo dei libri e di proporre un alternativa  efficace alle  speculazioni delle case editrici che stampano ogni anno nuove edizioni,  magari identiche a quelle precedenti, solamente per trarne un maggior  profitto.                                                                                                                                                  Organizzare il mercatino vuol dire anzitutto dare una risposta  concreta alla crisi e al problema del caro libri,  per offrire un  servizio <span id="more-1357"></span>alla comunità dimenticata da tutte le altre forze politiche. Ma  non è tutto, ci offre anche l’occasione per reclamare, in quanto  Comunisti, il comodato d’uso e la distribuzione gratuita dei testi  scolastici e universitari per le famiglie con il reddito più basso, o  per pubblicizzare, anche tramite la distribuzione di un semplice  volantino, le altre campagne che da anni portiamo avanti, come ad  esempio quella contro lo smantellamento della scuola pubblica.<br />
Non  una semplice attività di solidarietà quindi, ma una vera e propria  iniziativa politica, perché ci concede un rapporto diretto con le  persone e un ampio spazio mediatico nel territorio, necessari per far  crescere in tutti uno spirito critico nei confronti delle problematiche  attuali,  interloquendo con chiunque venga vedere e/o comprare i libri,  spiegandogli perche il libro dell’anno prima, magari del fratello  maggiore, non va più bene per l’anno in corso; bisogna raccontare come  la strutturazione delle scuole sul modello aziendale, in balia delle  leggi del libero mercato e della mala politica, per tappare i buchi  creati da banchieri e capitalisti, tagli i fondi alla cultura e alle  strutture pubbliche, producendo una mercificazione dell&#8217;istruzione sulle  spalle delle famiglie. In tutto ciò i fondi alle scuole private non  vengono limati nemmeno di un centesimo.<br />
Inoltre il mercatino è il  modo più efficace per aggregare ed avvicinare ragazze e ragazzi ai GC,  con un rinnovato interesse per il mondo della politica; non è  selezionare libri, venderli, la parte più importante. La cosa che fa di  un mercatino del libro usato un’esperienza come poche è l’aria  che si  respira dentro il circolo.<br />
Dal momento in cui si montano gli scaffali   fino a quello in cui si devono riporre in un angolo continua a  sentirsi aria di  casa, di amicizia, di aiuto reciproco. Così quando  sembra che fuori, oltre la  saracinesca, muoia sempre più lo spirito di  socializzazione, dentro si fa sempre più interessante. L’anno scorso, a  Pescara, il mercatino è stato un  momento importante per molte persone.  Il numero dei partecipanti è aumentato ed  i risultati sono stati più  soddisfacenti degli anni passati. Ma non importa che i risultati si  facciano sempre migliori, è più importante aver condiviso con  molti  ragazze/i un’estate diversa. Chi si occupava della cassa, chi cercava i  libri leggendo le liste che madri e ragazzi ci consegnavano, chi  ragionava su come rilanciare la nostra attività, cosa organizzare una  volta chiuso il mercatino, chi più semplicemente sul proprio idolo   musicale. Chi attaccava un cartellone al muro, chi condivideva con  centinaia di persone il caldo afoso.<br />
In più il mercatino è  funzionale anche al sostentamento dei GC che possono poi svolgere  attività politica con una buona base economica.  Ci consente di uscire  pubblicamente come unica e vera alternativa possibile ad un sistema  ormai deteriorato, impegnata nell’offrire una risposta alla crisi. È  proprio sul fare che possiamo coinvolgere nuove persone nella nostra  organizzazione. Abbiamo parlato tanto su come uscire dalla crisi, da  sinistra e dal basso, è arrivato il momento di smettere con i buoni  propositi e ripartire con azioni concrete, su quello che il nostro  territorio ci offre;  organizzare un mercatino del libro usato non è che  un primo passo!</p>
<p style="text-align: justify;">LUCA ROSSI &#8211; Portavoce GC Pescara<br />
GIULIA CANDELORO &#8211; Portavoce GC Pescara</p>
<p>28 Luglio 2010</p>
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		<title>Grande concorso!!! Gelmini? Sarta subito!</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 11:32:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Guglielmo La Cognata, Marinella Spina e Giovanni Lo Castro Siamo un gruppo di insegnanti che, anche grazie ad un piccolo premio di satira, cercano di dare voce ad una scuola agonizzante ma ancora capace di stupire. Le saremmo estremamente grati se potesse dare visibilità alla nostra iniziativa, aderendo al gruppo“Premio Gelmini sarta subito!”, estendendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="gelminigrandeforbice" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/gelminigrandeforbice.jpg"><img class="size-full wp-image-1284 alignright" style="margin: 4px;" title="gelminigrandeforbice" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/gelminigrandeforbice.jpg" alt="" width="274" height="190" /></a><em><strong>di</strong><strong> Guglielmo La Cognata</strong>, <strong>Marinella Spina</strong></em><strong> </strong>e<strong> </strong><em><strong>Giovanni Lo Castro</strong></em> Siamo un gruppo di insegnanti che, anche grazie ad un piccolo premio di satira, cercano di dare voce ad una scuola agonizzante ma ancora capace di stupire. Le saremmo estremamente grati se potesse dare visibilità alla nostra iniziativa, aderendo al gruppo“Premio Gelmini sarta subito!”, estendendo l’invito ai suoi contatti, pubblicando il link <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=131383966892803&amp;ref=mf">http://www.facebook.com/group.php?gid=131383966892803&amp;ref=mf</a> Un saluto cordialissimo e un tir con rimorchio di in bocca al lupo!<span id="more-1283"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Guglielmo La Cognata, Marinella Spina, Giovanni Lo Castro</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PREMIO DI SATIRA<br />
GELMINI SARTA SUBITO!<br />
PIU’ SI TAGLIA PIU’ SI RAGLIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Art. 1) Fateci ridere, liberateci dalle ragnatele mentali, stupiteci. Ogni cosa ha sempre un’altra faccia, come la luna. E’ questo il lato delle cose che genera meraviglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 2) La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita e aperta a tutti coloro i quali non hanno Ketchup nelle vene.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 3) L’obiettivo di fondo di questa sfida all’ultimo neurone è quello di utilizzare la forza comunicativa della satira per coinvolgere il personale docente e non docente, le famiglie, gli studenti, tutti coloro i quali non hanno il quoziente intellettivo di una nespola, in una discussione critica sui rischi e le opportunità legate ai rilevanti cambiamenti che investiranno l’universo formativo, il luogo dove i sogni imparano a camminare. Pertanto, il contenuto dell’opera deve essere inscindibilmente connesso al tema del premio: “LA SCUOLA DELLE LIBERTA’ ”.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 4) Sono ammesse poesie, battute, filastrocche, slogan, barzellette, brevi epigrammi, vignette, canzoni, miniracconti, qualunque idea creativa, purché di lunghezza tassativamente non superiore a 30 righe da 60 battute (una cartella, spazi inclusi). Ogni partecipante può inviare un solo scritto<br />
(anche in lingua straniera, dialetto o “gotico vampirico”, purché accompagnato da traduzione italiana).</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 5) Gli scritti vanno inviati esclusivamente via e-mail, in formato .doc, entro e non oltre il 15 Settembre 2010, al seguente indirizzo: <a href="mailto:gelmini.sarta.subito@hotmail.it">gelmini.sarta.subito@hotmail.it</a>. Ogni candidato deve allegare all’elaborato un breve curriculum, i dati anagrafici e una dichiarazione firmata attestante che l’opera è di esclusiva produzione personale, inedita, mai premiata né segnalata in altri concorsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 6) La valutazione delle opere è affidata al giudizio insindacabile e inappellabile della giuria, i cui nomi verranno resi noti il giorno della premiazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 7) I primi classificati riceveranno come premio oltre l’attestato, la coppa e la pubblicazione on line dell’opera, la visibilità garantita dalla partecipazione al concorso di idee e … una sorpresa indimenticabile! L’attribuzione dei premi è subordinata, pena la decadenza, alla presenza dei vincitori (o di loro delegati) alla cerimonia conclusiva.<br />
La premiazione si terrà in data e luogo da destinarsi, indicativamente a Catania intorno alla fine del mese di settembre. Luogo e giorno precisi verranno comunicati direttamente ai vincitori via e mail; gli altri concorrenti potranno verificarli su Facebook, digitando “Premio Gelmini sarta subito!”, oppure richiederli per posta elettronica all’indirizzo: <a href="mailto:gelmini.sarta.subito@hotmail.it">gelmini.sarta.subito@hotmail.it</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 8) Pur garantendo la massima attenzione, la Segreteria declina ogni responsabilità per l’eventuale smarrimento degli elaborati</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 9) Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie opere. Non verranno presi in considerazione gli scritti pervenuti in ritardo, che violano le regole del bando, che si collocano al di là dei confini della decenza e del buon gusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 10) I diritti delle opere che partecipano al concorso restano di completa ed esclusiva proprietà degli autori, ad eccezione di quelli concernenti la pubblicazione a stampa e/o on line (a cura degli organizzatori del premio, senza alcun compenso per gli autori).</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 11) Con l’invio degli elaborati partecipanti al premio, l’interessato acconsente, ai sensi della normativa vigente sulla privacy, al trattamento dei dati personali, limitatamente agli scopi del concorso in oggetto. I dati dei concorrenti non verranno comunicati né diffusi a terzi e in qualsiasi momento si potrà chiedere l’aggiornamento o la cancellazione, scrivendo alla nostra segreteria.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 12) L’organizzazione si riserva il diritto di apportare modifiche al presente regolamento, qualora dovessero verificarsi circostanze contingenti non previste. In tal caso, verrà data tempestiva comunicazione agli interessati.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 13) Con l’invio dell’elaborato l’autore attesta, sotto la propria responsabilità, che l’opera è in regola con le norme del bando di concorso, che ne ha preso visione e che ne accetta ogni sua parte. Per quanto non esplicitamente dichiarato è abilitata a decidere, in piena autonomia, la segreteria del Premio.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 14) Per eventuali informazioni potete rivolgervi all’indirizzo e-mail: <a href="mailto:gelmini.sarta.subito@hotmail.it">gelmini.sarta.subito@hotmail.it</a> .</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 15) BUON DIVERTIMENTO!</p>
<p style="text-align: justify;">GUGLIELMO LA COGNATA</p>
<p style="text-align: justify;">MARINELLA SPINA</p>
<p style="text-align: justify;">GIOVANNI LO CASTRO</p>
<p style="text-align: justify;">10 Luglio 2010</p>
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		<title>Il nostro appello per la scuola pubblica</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-nostro-appello-per-la-scuola-pubblica.html</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 20:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giansandro Barzaghi L’Associazione &#8220;NonUnodiMeno&#8221; si è  fatta promotrice, insieme ad altre Reti, di questo Appello per la difesa  e la riqualificazione della SCUOLA PUBBLICA. Crediamo che la situazione sia particolarmente grave e tale da esigere  una mobilitazione delle coscienze di ognuno e delle varie espressioni  delle realtà associative e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a class="lightbox" title="giulemanidallasp" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/giulemanidallasp.jpg"><img class="size-full wp-image-1181 alignleft" style="margin: 4px;" title="giulemanidallasp" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/giulemanidallasp.jpg" alt="" width="251" height="168" /></a>di Giansandro Barzaghi</em></strong> L’Associazione &#8220;NonUnodiMeno&#8221; si è  fatta promotrice, insieme ad altre Reti, di questo Appello per la difesa  e la riqualificazione della SCUOLA PUBBLICA. Crediamo che la situazione sia particolarmente grave e tale da esigere  una mobilitazione delle coscienze di ognuno e delle varie espressioni  delle realtà associative e di movimento, con l’impegno a partecipare a tutte  le mobilitazioni di protesta e autoconvocate in difesa dei principi alla  base di questo Appello, compreso lo SCIOPERO GENERALE  del 25 giugno.  Vi chiediamo perciò di aderire a questo Appello  in forma collettiva o individuale per dare un forte segnale di controtendenza.<span id="more-1180"></span>PER L’ASSOCIAZIONE &#8220;NONUNODIMENO&#8221; &#8211;  IL PRESIDENTE &#8211; GIANSANDRO BARZAGHI</p>
<pre style="text-align: justify;" lang="x-western"> 
</pre>
<p style="text-align: justify;">Appello per la scuola pubblica.<br />
Sulla scuola si gioca un’idea di società e di futuro. Lo sanno bene i molti insegnanti che, nonostante tutto, ogni giorno  danno vita alle tante buone pratiche, che oggi vengono profondamente  umiliate dai tagli micidiali e dalla manovra finanziaria. Una manovra  che va a colpire pesantemente i lavoratori del comparto pubblico e la  loro professionalità, così come la qualità dello stato sociale che  abbiamo fino a oggi conosciuto in Europa e in Italia. Una politica capace di guardare lontano, una politica di progetto e di  tensione ideale, dovrebbe essere in grado di comprendere che la scuola,  la formazione lungo tutto l’arco della vita, la conoscenza sono delle  priorità strategiche per il nostro Paese, soprattutto in una fase di  grave crisi economica e sociale. Invece la riproposizione delle fallimentari strategie neo-liberiste  vorrebbe ridurre anche la formazione e gli stessi diritti civili e  sociali a una merce che sottostà alle regole del mercato e della  concorrenza tra pubblico e privato. Contro questa riduzione di tutto a  merce, noi opponiamo una concezione alta, secondo la quale la cultura e  il sapere sono dei beni comuni e perciò non mercificabili e non  alienabili, come l’acqua, l’aria, la salute, la terra, la biodiversità e  la vita stessa. In questo senso la cultura e il sapere sono un diritto universale e non  un privilegio di pochi. La cultura e la conoscenza possono essere uno strumento di riscatto  sociale, che permette di capire la nostra storia e di dialogare con  quella degli altri, di capire il passato e di costruire il futuro per sé  e con gli altri. Pertanto rifiutiamo concezioni e pratiche discriminatorie nei confronti  di studenti che provengono da altri Paesi, in quanto la scuola è il luogo per eccellenza di incontro tra  storie e culture diverse e come tale non può che essere il luogo dell’accoglienza e dell’integrazione  reciproche. Per queste ragioni continuiamo a sostenere che la scuola della  Costituzione è una frontiera strategica per la democrazia, un presidio  di partecipazione, di collegialità e di sapere critico. È un laboratorio  di democrazia e di formazione della cittadinanza attiva e consapevole. Così  la vollero i nostri padri costituenti. Così noi oggi dobbiamo  vivificarla, secondo una nuova concezione della stessa cittadinanza che  si basi sullo ius soli e non sullo ius  sanguinis. Ed è per questi motivi che la scuola pubblica va sostenuta, qualificata e  non smantellata. Di fronte a questa vera e propria deriva culturale e sociale che degrada  la qualità della scuola pubblica italiana, a partire dai suoi livelli  di eccellenza &#8211; come il tempo pieno della scuola primaria, occorre  domandarsi se il disegno strategico dell’attuale Governo sia solo quello  delle ragioni economiche e finanziarie, oppure se ci sia un progetto  reazionario ben più pericoloso, che va indagato:<br />
1) La scuola torna a essere il luogo della separazione  sociale, violando i principi e i valori della nostra Costituzione, svilendo la professionalità dei docenti e licenziando  migliaia di precari con 16 anni di lavoro in media alle spalle, il più grande licenziamento di massa che la  storia del nostro Paese ricordi.<br />
2) Si parte dalla scuola per ridefinire le gerarchie  sociali, stabilendo: a) un percorso formativo per le future classi dirigenti (liceizzazione); b) un altro per le figure tecnico-specialistiche (istituti tecnici); c) un terzo che conduce direttamente al lavoro – addirittura con lo  scandalo dell’assolvimento a 15 anni dell’obbligo scolastico  nell’apprendistato. Pertanto questa Controriforma non ha nulla di epocale, se non i tagli  devastanti. Ripropone, cioè, il modello rigido di tipo gentiliano,  cosiddetto “a canne d’organo”, con la classica tripartizione tanto cara a  certa imprenditoria, che impedisce ogni elasticità nel passaggio da un canale  all’altro, stroncando definitivamente il “Biennio Unitario” e  riproponendo la divisione tra il sapere e il saper fare.<br />
3) Secondo i Ministri Tremonti e Gelmini, la scuola deve  tornare a essere autoritaria e repressiva, con il solo effetto di  aumentare la dispersione e l’abbandono scolastico e cioè penalizzando  quegli studenti che hanno un ben preciso retroterra culturale e sociale.  “Ma se si perde loro – la scuola non è più scuola.  È un ospedale che cura i sani e respinge i malati” (Don  Milani). Infine non possiamo non sottolineare, con il massimo della  preoccupazione, la pericolosità di un disegno lucido che vorrebbe  smantellare “quell’organo costituzionale” di cui ci parlava Calamandrei,  ovvero la scuola pubblica, statale. Si vorrebbe, cioè, trasferire a livello nazionale il “Modello Lombardo”  dei “Bonus” alle famiglie che mandano i figli alle scuole private  (famiglie benestanti fino a 200.000 €), mettendo sullo stesso piano  settore pubblico e settore privato, in regime di concorrenza tra loro,  come è avvenuto per la sanità lombarda. Insomma “mandando in malora le scuole di stato per dare la prevalenza  alle scuole private” (Calamandrei). Pertanto, le Associazioni aderenti al presente APPELLO, pienamente  consapevoli del disegno che questo Governo sta portando avanti nella  direzione dello smantellamento della scuola pubblica statale, si  propongono di dare vita alla più ampia opposizione sociale e culturale  unitariamente a tutti quei movimenti, organizzazioni sindacali e forze  politiche che vorranno sostenere questa battaglia per il futuro del  nostro Paese e della nostra democrazia.<br />
Questo APPELLO lo rivolgiamo anche a  tutti i lavoratori della scuola, a tutti gli studenti e ai genitori  affinché alta si alzi la voce di chi la scuola contribuisce a farla e a  costruirla ogni giorno. Le ragioni per una scuola pubblica di qualità e per uno stato sociale  degno di questo nome, le ragioni della buona scuola e di tante buone  pratiche, sono di gran lunga superiori alla miseria di chi vorrebbe  ridurre questo Paese all’ ignoranza. Noi non ci  stiamo. E per questo sosterremo tutte le mobilitazioni di  protesta e autoconvocate in difesa dei principi alla base del presente  APPELLO, compreso lo sciopero generale del 25 giugno.<br />
IL NOSTRO APPELLO E’ STATO RILANCIATO ANCHE DA RETE  SCUOLE.  Ecco il link: <a href="http://www.retescuole.net/contenuto?id=20100616210135">http://www.retescuole.net/contenuto?id=20100616210135</a><br />
Primi firmatari dell’appello:<br />
<img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> NonUnoDiMeno-</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Gruppo ONG lombarde “Portare il mondo a scuola”: Sofia Borri. Alessandra Botta. Carlo Capello. Gabriela Cattaneo. Silvana Citterio. Christian Elevati. Valeria Emmi. Massimiliano Lepratti. Marina Medi. Chiara Paganuzzi. Giacomo Petitti. Manuela Pursumal. Mariangela Querin. Marilena Salvarezza. Pina Sardella. Cinzia Turla. Patrizia Minella.</p>
<p style="text-align: justify;">e le Associazioni, i Coordinamenti,  i Centri Studi e di Ricerca: . Direttivo dell’ Associazione EducaCi . CESPI (Centro Studi Problemi Internazionali) · AsPem · CRES (Centro Ricerca Educazione allo Sviluppo) · Gruppo “Educazione allo Sviluppo” di CoLomba (Cooperazione     Lombardia) · Intervita Onlus · Mani Tese· · Rete Ellis (Educazioni, Letterature e Musiche, Lingue, Scienze  storiche e geografiche) · SIEM (Società Italiana Educazione Musicale) di Milano . MCE Nazionale (Movimento Cooperazione Educativa) . CGD Lombardia (Coordinamento Genitori  Democratici della Lombardia) . CMA (Comitato Milanese per l’ Acqua)  . Fondazione Roberto Franceschi Onlus</p>
<p style="text-align: justify;">Per aderire: <a href="mailto:info@nonunodimeno.net">info@nonunodimeno.net</a></p>
<p style="text-align: justify;">Aderiscono all’appello:</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Simone Oggionni, portavoce nazionale Giovani Comunisti</p>
<p style="text-align: justify;">Jole Garuti: Direttrice Associazione  Saveria Antochia Omicron</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Giovanna Capelli: Segreteria Rifondazione  Comunista</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Amalia Navoni: Il Coordinamento Nord Sud del  Mondo .</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Vincenzo Viola, docente, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Sandra Cangemi, giornalista, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Giorgio Riolo: Associazione Culturale Punto Rosso</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Nicola Iannaccone: Arci Ragazzi, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Anna Miculan: Associazione Adesso Basta</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Giulio Leghissa: Associazione Adesso Basta</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Liliana Leotta, docente e counselor professionale</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Attilio Paparazzo: Segreteria FLC-CGL</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Gemma De Magistris,  docente filosofia Ist.  Artemisia Gentileschi, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Vicenzo Cutolo, ex docente, Presidente  Associazione EducaCi, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Raffaele Di Paolo, ex dirigente scolastico</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Roberto D’Avolio, RSU Ist. Galileo Galilei,  Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Marco Fassino, docente Liceo Carducci, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Paola Tramezzani, Coordinamento Genitori  Democratici Lombardia</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Patrizia Minella, Centro Studi Problemi  Internazionali</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Basilio Rizzo, Consigliere Comunale Lista Dario  Fo, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Roberto Biorcio, docente facoltà di Sociologia U.  Bicocca, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Giuseppe Deiana, docente, Presidente Centro  Culturale Puecher, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Giovanna Procacci, docente sociologia Scienze  Politiche U. Statale, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Dina Rimauro, Dipartimento Nazionale Conoscenza  PRC,  Vicenza</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Barbara Cattaneo, docente scuola infanzia, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Gianna Baresi, docente Istituto Tecnico  Commerciale Abba Ballini, Brescia</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Giancarlo Vitali Ambrogio, giornalista,  Consigliere IC8, Bologna</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Maria Luisa Vecchi, docente Liceo Artistico  Statale Brera, Milano</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Maria Lenti, scrittrice, Dipartimento della  Conoscenza PRC, Urbino</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Sergio Corradi, ex docente, Segreteria circolo  PRC, Rho</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Roberto Fogagnoli, docente Liceo  Classico/Linguistico Zanella, Schio</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Vito Meloni, Responsabile Nazionale Scuola PRC</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Paolo Magliani, giornalista, La Spezia</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Claudia Rancati, docente, Vicenza</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Orazio Sturniolo, docente Liceo Scientifico  Copernico, RSU, Bologna</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Maria Cristina Visioli, Bologna</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Beppe Nicollini, docente scuola superiore secondo  grado, Roma</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Viviana Codemo, docente Ist. Classico/Scientifico  Virgilio, Milano</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Pinuccia Silicati, Bovisa Teatro, Milano</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Cesare Ungaro, Bovisa Teatro, Milano</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Cristina Agosti, docente Istituto Tecnico  Commerciale, Bollate</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Piergiorgio Bergonzi, Responsabile Nazionale  Scuola PdCI</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Teresa Gangemi, docente Liceo Scientifico,  Olgiate Comasco</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Roberto Fogagnoli, docente, Vicenza</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Gianrica Filippi, docente scuola infanzia,  Seriate</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Ivana Filippi, docente scuola infanzia, Segrate</p>
<p><img src="http://www.nonunodimeno.net/dist/puce.gif" alt="-" width="8" height="11" /> Sergio Colombo, docente Istituto Tecnico Statale  Cannizzaro, Rho</p>
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		<title>Diritto allo studio e precarietà: la nostra agenda</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 16:22:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Flavio Arzarello, Coordinatore naz.le FGCI La maggior parte dei giovani vive oggi una situazione drammatica,  stretta tra le difficoltà del sistema formativo, ed un mondo del lavoro  precario e sottopagato che ci relega ad un&#8217;esistenza sospesa.
Crisi economica, crisi democratica e crisi della politica sono i tratti  distintivi della società italiana per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a class="lightbox" title="fedsinprec" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/fedsinprec.jpg"><img class="size-full wp-image-1076 alignright" style="margin: 4px;" title="fedsinprec" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/fedsinprec.jpg" alt="" width="267" height="200" /></a>di Flavio Arzarello, Coordinatore naz.le FGCI</em></strong> La maggior parte dei giovani vive oggi una situazione drammatica,  stretta tra le difficoltà del sistema formativo, ed un mondo del lavoro  precario e sottopagato che ci relega ad un&#8217;esistenza sospesa.<br />
Crisi economica, crisi democratica e crisi della politica sono i tratti  distintivi della società italiana per come la viviamo oggi, nella quale,  con delle eccezioni significative, il riscatto individuale non passa  quasi mai attraverso lotte collettive.<br />
In questo quadro difficilissimo siamo chiamati a costruire il nostro  punto di vista, il nostro orizzonte di lungo periodo e le nostre  battaglie nell&#8217;immediato.<span id="more-1075"></span><br />
La crisi economica e le soluzioni che il Governo italiano sta adottando &#8211;  in linea con gli altri Governi europei – sono coerenti con lo spirito  di far pagare ai lavoratori la crisi causata dal mondo della finanza e  l&#8217;intervento pubblico, per anni bollato come anacronistico, viene  utilizzato unicamente per salvare i grandi gruppi finanziari e le banche  le cui scelte, come noto, sono la causa stessa della crisi.<br />
C&#8217;è un secondo aspetto, altrettanto grave e preoccupante, che non è da  sottovalutare: l&#8217;utilizzo della crisi economica per il restringimento  degli spazi di democrazia. L&#8217;oscuramento di qualunque voce di dissenso è  parte, forse la più importante, della strategia anticrisi del Governo  Berlusconi: costruire una coltre fumosa fatta di telegiornali plasmati e  intrattenimento becero, per nascondere la crisi, per nascondere ad  esempio che la disoccupazione nel 2009 ha toccato l&#8217;8,6 % e che la  cassaintegrazione nei primi quattro mesi del 2010 è aumentata del 52%.<br />
Da dove ripartire? &#8216;Noi la crisi non la paghiamo&#8217; e &#8216;Popoli d&#8217;Europa  sollevatevi&#8217;, per dirla con due slogan: unire, cioè, condizione  materiale e critica al sistema, costruire un nuovo immaginario  collettivo che torni a simboleggiare il riscatto per un&#8217;intera  generazione. Questa, a mio avviso, è la sfida che si apre di fronte a  noi nei prossimi mesi e anni di attività politica.<br />
Segnalo, come elementi in controtendenza, nell&#8217;Italia narcotizzata del  2010, la grande mobilitazione dei ricercatori contro la riforma Gelmini e  i suoi tagli, che ha unito studenti e docenti nelle manifestazioni e  occupazioni di questi giorni, e il grande risultato ottenuto dal  referendum sull&#8217;acqua pubblica, che colpisce uno degli assi portanti,  anche ideologici, del neoliberismo in versione italiana, e cioè la  privatizzazione dei servizi pubblici locali.<br />
Questi due elementi, insieme a tante altre realtà in lotta, ci dicono  che esiste, nella società prima che nel quadro politico, lo spazio per  una ripresa.<br />
Le organizzazioni politiche, è bene che ne prendiamo coscienza, anche  quelle di alternativa, oggi stentano ad essere percepite come uno  strumento utile per organizzare la rabbia, la voglia di cambiamento di  una generazione nata tra la fine degli anni &#8216;80 e i primi anni &#8216;90 che  spesso si organizza fuori dai Partiti: è anche questa una delle ragioni  del consenso raccolto da Beppe Grillo alle ultime elezioni regionali.<br />
Uscire dal politicismo, costruire luoghi, anche fisici, di discussione,  di confronto, di aggregazione, nel tempo in cui la socialità spesso è  distrutta può essere un modo per tentare di tornare in sintonia con la  società.<br />
E&#8217; ora di mettere in campo un&#8217;offensiva, larga, aperta, partecipata, sui  temi del lavoro e dei saperi. Un salario più degno, lotta alla  precarietà e al lavoro nero, con uno sguardo particolare per le  condizioni del Mezzogiorno, devono essere i tre corni lungo cui  sviluppare le nostre mobilitazioni.<br />
In questi anni in cui la destra ha sviluppato un senso comune che oggi è  tristemente egemone, è riuscita ad intrecciare gli interessi delle  classi padronali con la destrutturazione di un sistema formativo che  viene piegato completamente agli interessi dei privati. Deve essere  chiaro, quindi, che le nostre battaglie, per una scuola e un&#8217;Università  aperte, accessibili e pubbliche e quella per il lavoro sono strettamente  connesse e sono parte della lotta per costruire una società organizzata  in modo radicalmente diverso.<br />
Non pensiamo tuttavia in modo autoreferenziale, di poter costruire  questo percorso senza una consultazione, vera, ampia, reale, dei  soggetti politici e sociali che sui territori sono impegnati a costruire  il conflitto insieme a noi.<br />
Il campeggio della Fgci e dei Gc, dopo la prima esperienza dell&#8217;anno  scorso, se saremo all&#8217;altezza, può diventare l&#8217;occasione per fare un  primo bilancio di questo percorso, e soprattutto, di proiettarci verso  l&#8217;autunno. Un autunno che rischia di essere drammatico sul piano  sociale,  e che tuttavia può rappresentare per tutte e tutti noi  l&#8217;occasione del riscatto. Chiamiamo dunque a discutere insieme a noi le  associazioni studentesche, i collettivi, i sindacati, i tanti gruppi  nati per resistere alla crisi, penso prima di tutto all&#8217;esperienza  romana, e organizziamo insieme la resistenza ed il cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">FLAVIO ARZARELLO<br />
Coordinatore nazionale FGCI</p>
<p style="text-align: justify;">21 Maggio 2010</p>
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		<title>Quel boomerang dell&#8217;ora di religione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 09:11:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La decisione del Consiglio di Stato di ammettere l’insegnamento della religione cattolica come materia da computare nei crediti scolastici è un nuovo capitolo di una saga che non avrà fine se non con una riforma a tutto tondo delle interrelazioni tra Chiesa Cattolica, religioni e scuola della Repubblica Italiana.
Un capitolo questo che indubbiamente assegna al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong></strong><img class="alignleft size-full wp-image-1030" style="margin: 4px;" title="noreligione2" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/noreligione2.jpg" alt="" width="200" height="200" />La decisione del Consiglio di Stato di ammettere l’insegnamento della religione cattolica come materia da computare nei crediti scolastici è un nuovo capitolo di una saga che non avrà fine se non con una riforma a tutto tondo delle interrelazioni tra Chiesa Cattolica, religioni e scuola della Repubblica Italiana.<br />
Un capitolo questo che indubbiamente assegna al ruolo dei cattolici nella scuola pubblica una nuova funzione: la materia diventa quindi un viatico per crediti che, in una mentalità industrialista per tutti gli ordini e gradi del nostro apparato istruttivo, saranno appetibilissimi per ogni studente, per ogni studentessa. Vince quindi, per ora, il presupposto che pone la religione al pari <span id="more-1029"></span>dell’insegnamento della matematica, del latino, del greco, dell’italiano, della filosofia e della storia, eccetera, eccetera.<br />
In realtà il fenomeno religioso andrebbe insegnato nei luoghi di culto, da persone atte a farlo e disposte a farlo verso non tanto chi vi si avvicina per ottenere dei crediti (espressione economicista che violenta lo spirito di apprendimento che dovrebbe avere qualunque scuola pubblica) e aumentare quindi il proprio punteggio in vista degli esami.<br />
Anche questa è una operazione di mercato e così passa nelle menti dei giovani che saranno certamente disposti a studiare la storia delle religioni, i culti, con uno specialissimo riferimento a quello cattolico, a sentire qualche sorta di predica dottrinale sul valore della famiglia, sulla morale, sulla sessualità e su tutta la risma di sacramenti che sono sparsi nella vita di un credente ma pure di qualche miscredente.<br />
Che questa, in fondo, sia una vittoria della severità cattolica per l’autorevolezza del messaggio di Santa Romana Chiesa nelle scuole italiane è tutto da dimostrare. Si potranno conteggiare gli aumenti di iscrizione alla presenza all’ora di religione, ma quanto questo si traduca in un vero apprendimento sarà difficile poterlo verificare.<br />
Ma già, come si dice… se non li puoi combattere, allora fatteli amici. E che c’è di meglio per uno studente se non offrirgli i punti di credito in cambio della sua attenzione verso la dottrina cattolica?<br />
Mi sembra anche molto offensivo questo modo di intendere l’insegnamento di una religione. Ammesso che una religione si possa insegnare e non apprendere, invece, attraverso percorsi fortemente diversi da quelli di un apprendimento da un libro che narra fatti logici (o quasi) e cronologici e li inserisce nell’aurea misteriosa del divino, attribuendo al tutto una verità mistica, un dogmatismo incessantemente presente in ogni parola, virgola o punto interrogativo.<br />
Nell’interrogazione, nel dubbio, lì nasce la vera fede, e nasce proprio da un principio di agnosticismo disposto a mutarsi in fede quando le corde del nostro “io”, dell’anima – per dirla con Ratzinger – passano dalla non conoscenza alla percezione dell’impercettibile sul piano materiale, dimostrativo. Si ha fede non grazie a dei crediti scolastici. Si impara la storia del Cristianesimo al massimo, con un’ora di religione. Ma questo potrebbe farlo tranquillamente qualunque insegnante di Storia e filosofia. E potrebbe farlo molto bene.<br />
Ma certamente al Vaticano non andrebbe mai bene, perché direbbe che gli insegnanti potrebbero non essere di fede, forse potrebbero essere di qualche altra fede religiosa, o peggio politica e quindi dare una interpretazione storica basata su giudizi che influenzerebbero negativamente il giovane cristiano seduto al suo banco e tutto attento ad apprendere le ragioni di una grande epopea dell’umanità, di grandiosi misteri, di visioni sconosciute, di tremende prospettive.<br />
La religione andrebbe insegnata nelle scuole della Repubblica solamente come fenomeno storico e sociologico. Ma la Chiesa Cattolica sollecita da sempre non tanto l’insegnamento di una religione, quanto l’evangelizzazione similare a quella che viene fatta durante il sermone messale.<br />
E poi, vedete, io ho sempre frequentato l’ora di religione a scuola. Soprattutto al liceo classico. E non si può certo dire che ne sia venuto fuori un virtuoso cattolico di provata fede. E, lo posso cominciare a dire, “ai miei tempi” non esistevano crediti scolastici. Il che rafforza ancora di più la tesi secondo cui è molto difficile ispirare un sentimento religioso tra i banchi della scuola pubblica.<br />
Chi ha la vocazione sa dove può recarsi: i seminari esistono per questo. Chi non ha la vocazione, ma ama la storia ed è incuriosito dalle religioni, potrà studiarle a scuola nell’ora di storia, nel corso del programma ministeriale.<br />
Per il resto siamo nelle mani degli uomini e, per chi crede, in quelle di dio. Amen.</p>
<p style="text-align: justify;">MARCO SFERINI</p>
<p style="text-align: justify;">11 Maggio 2010</p>
<p style="text-align: justify;">da <a href="http://www.lanternerosse.it" target="_blank">www.lanternerosse.it </a></p>
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		<title>Resistenza, la Gelmini la cancella!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 10:03:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Semplicemente non c&#8217;è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno  dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come  antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto  anno, dedicato allo studio dell&#8217;epoca contemporanea, dall&#8217;analisi delle  premesse della I guerra mondiale fino ai nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-746" style="margin: 4px;" title="partigianifi" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/partigianifi.jpg" alt="" width="260" height="180" />Semplicemente non c&#8217;è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno  dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come  antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto  anno, dedicato allo studio dell&#8217;epoca contemporanea, dall&#8217;analisi delle  premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova  articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata  dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è  successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale.  Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da  Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un<span id="more-745"></span> intero anno di studi al  Novecento. Nella formulazione dei temi fondamentali, le indicazioni  nazionali precisano che «non potranno essere tralasciati i seguenti  nuclei tematici»: l&#8217;inizio della società di massa&#8230;«il nazismo, la  shoah e gli altri genocidi del XX secolo, la seconda guerra mondiale, la  guerra fredda (il confronto ideologico tra democrazia e comunismo),  l&#8217;aspirazione alla costruzione di un sistema mondiale pacifico (l&#8217;Onu),  la formazione e le tappe dell&#8217;Italia repubblicana».<br />
Si passa poi alla formazione dell&#8217;Unione europea e agli Usa, «potenza  egemone, tra keynesismo e neoliberismo», senza tralasciare «il rapporto  tra intellettuali e potere politico», da affrontare in modo  interdisciplinare. A differenza dei vecchi programmi, parole come  antifascismo, Resistenza, Liberazione sono sparite. «Nessuna operazione  di rimozione», dice a ItaliaOggi Max Bruschi, consigliere del ministro  dell&#8217;istruzione, Mariastella Gelmini, e presidente della cabina di regia  sulle indicazioni nazionali dei licei. «I programmi hanno individuato  alcuni nuclei fondamentali lasciando grande libertà alle scuole, ai  docenti. Quando parliamo di seconda guerra mondiale e della costruzione  dell&#8217;Italia repubblicana per noi è evidente che è inclusa la  Resistenza». Eppure sulla Shoah, per esempio, si precisa che lo studio  deve ricomprendere anche gli altri genocidi, una precisazione che  manifesta una sensibilità storica e politica sui cui non si è disposti  ad affidarsi all&#8217;autonomia e alla bravura dei docenti. «La Shoah è un  unicum, poi ci sono altri genocidi su cui non si può far finta di  niente. Ciò non toglie, sull&#8217;altro fronte, che la Resistenza è un valore  imprescindibile, mai pensato di declassarla». Il punto è che un elenco  di fatti significativi di un periodo può facilmente essere accusato di  parzialità se non li cita tutti. «Il nostro non è un elenco esaustivo e  prescrittivo, abbiamo solo indicato macrotemi», dice Bruschi. Che nega  che possa esserci il rischio che la Liberazione finisca per essere  liquidata in due righe e la lotta partigiana magari in una nota. «Che  esagerazione, non c&#8217;è nessun rischio di questo tipo. Ma se il fatto che  nei programmi non c&#8217;è la parola Resistenza è un problema, allora&#8230;  possiamo sempre reinserirla», ribatte.<br />
I programmi infatti non sono ancora definitivi. Genitori, insegnanti e  associazioni possono dire la loro alla Gelmini sul forum dell&#8217;Indire.  C&#8217;è tempo fino al 22 di aprile.<br />
“Protesteremo, protesteremo con il ministro Gelmini, innanzitutto. E  coinvolgeremo tutti a tutti i livelli, politici, sindacalisti, storici,  perché si rimedi a un grave errore, una vergogna». Al telefono dalla sua  casa romana, il 91enne Massimo Rendina, medaglia d&#8217;oro della Guerra  contro il nazifascismo, presidente dell&#8217;Anpi di Roma, l&#8217;associazione  nazionale partigiani d&#8217;Italia, ha l&#8217;indignazione appassionata di quando  era partigiano a Torino. Eppure dal ministero assicurano che non c&#8217;è  stata nessuna volontà politica di cancellare la Resistenza o la  Liberazione non citandole espressamente nei programmi di storia&#8230; «È  una dimenticanza pericolosa. C&#8217;è il tentativo, da un po&#8217; di tempo, di  rimuovere il nostro passato, la cui conoscenza è già così flebile. Si  vuole mettere tutto sullo stesso piano, tutti colpevoli e tutti  innocenti, i ragazzi partigiani e i repubblichini di Salò, senza così  far capire come è nata l&#8217;identità democratica dell&#8217;Italia». E ricorda  come, ministro della pubblica istruzione Rosa Russo Iervolino, «ci fu il  primo riferimento diretto nei programmi di storia al fascismo,  l&#8217;antifascismo e alla Resistenza. Il ministro Berlinguer poi lo chiarì  con una circolare. Tornare indietro è un errore dal punto di vista  culturale e politico, una lesione alla memoria storica del paese». C&#8217;è  chi rivendica la necessità di riscrivere la storia di quegli anni  dolorosi, di mettere in luce gli errori e i delitti commessi da una  parte e dall&#8217;altra. «Ma glissare sulla Resistenza, con la scusa che  tanto è compresa tra le tappe dell&#8217;Italia repubblicana, farla finire  magari in una nota a piè di pagina di un libro di testo, non è  revisionismo, è confusionismo», ribatte Rendina, «io vado in giro nelle  scuole, i ragazzi non sanno nulla&#8230; Non c&#8217;è bisogno di confondere le  acque, non gli facciamo un buon servizio».</p>
<p style="text-align: justify;">ALESSANDRA RICCIARDI, da Italia Oggi</p>
<p style="text-align: justify;">31 Marzo 2010</p>
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		<title>Aggressione neofascista a Tor Vergata. Le istituzioni dove sono?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 11:59:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ora basta. Questa mattina un gruppo di cinquanta neofascisti, verosimilmente del Blocco Studentesco e di Casa Pound, ha aggredito una ventina di compagni dentro la facoltà di Giurisprudenza a Tor Vergata a Roma. Tre compagni sono ricoverati in ospedale, in condizioni ancora da accertare. Non è accettabile che venga concesso alle organizzazioni neofasciste di tenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-678" style="margin: 4px;" title="universita-antifascismo" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/universita-antifascismo.jpg" alt="" width="254" height="180" />Ora basta. Questa mattina un gruppo di cinquanta neofascisti, verosimilmente del Blocco Studentesco e di Casa Pound, ha aggredito una ventina di compagni dentro la facoltà di Giurisprudenza a Tor Vergata a Roma. Tre compagni sono ricoverati in ospedale, in condizioni ancora da accertare. Non è accettabile che venga concesso alle organizzazioni neofasciste di tenere iniziative pubbliche dentro le Università pubbliche. Non è accettabile che questi squadristi continuino ad agire indisturbati, a Roma e in tutta Italia.<span id="more-677"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non è accettabile che queste organizzazioni esistano. Vanno soppresse. Esiste una Costituzione e la XII disposizione finale e transitoria è tuttora in vigore, checché ne pensino Berlusconi e Alemanno. In attesa che il Rettore di Tor Vergata, gli organi competenti e tutte le istituzioni democratiche se ne rendano conto, e agiscano secondo coscienza e secondo le leggi, noi non staremo a guardare.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo a fianco degli studenti democratici, solidarizziamo con i compagni aggrediti, con il Collettivo Lavori in Corso di Tor Vergata, e faremo la nostra parte per liberare Roma da questo vero e proprio cancro.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI</p>
<p style="text-align: justify;">ANNA BELLIGERO</p>
<p style="text-align: justify;">15 Marzo 2010</p>
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		<title>Corteo studentesco contro la riforma Gelmini</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 00:43:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 12 marzo 2010 è l’anniversario del “Processo di  Bologna” (12 marzo 1999), il piano della Comunità Europea ideato per  unificare e aziendalizzare le università, soffocando la Ricerca ed il  Sapere alle pure e semplici logiche del profitto, col chiaro fine di  creare professionalità a basso costo. A questo Processo europeo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-674" style="margin: 4px;" title="corteo studentesco 12-03-10" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/corteo-studentesco-12-03-10.jpg" alt="" width="320" height="182" />Il 12 marzo 2010 è l’anniversario del “Processo di  Bologna” (12 marzo 1999), il piano della Comunità Europea ideato per  unificare e aziendalizzare le università, soffocando la Ricerca ed il  Sapere alle pure e semplici logiche del profitto, col chiaro fine di  creare professionalità a basso costo. A questo Processo europeo si sono  legate negli anni le varie riforme italiane (Berlinguer, Moratti), o  sedicenti tali (Gelmini): parte dei risultatidisastrosi di questi  interventi li viviamo oggi sulla nostra pelle di giovani e di studenti,  ma gli effetti peggiori li vedremo &#8211; e comprenderemo appieno -solo tra  qualche anno.  Lavoratori di ogni età e studenti subiscono assieme<span id="more-673"></span> la  precarietà, la mercificazione del sapere, le privatizzazioni dei beni e  dei servizi pubblici (l’acqua,le fonti energetiche, e l’Istruzione).</p>
<p style="text-align: justify;">Non può esseci merito, nella vita come nello studio, senza qualità:  qualità della vita degli insegnanti e dei ricercatori (che invece sono  precari), e qualità della vita degli studenti (con trasporti efficienti e  scuole chenon cadono a pezzi, o peggio).</p>
<p style="text-align: justify;">E no anche al “buono scuola” che il leghista Cota minaccia di  reinserire in Piemonte, che renderebbe ancora più povera la scuola  pubblica, arricchendo soltanto le scuole private.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi motivi i Giovani Comunisti di Torino sono  scesi nuovamente in piazza al fianco degli studenti per dire No alla  riforma Gelmini, No al carolibri eno al carotrasporti. 3000 Studenti,  insegnati ed lavoratori della scuola hanno manifestato a Torino con  tanta rabbia e decisione. Rabbia per il soppruso della Gelmini,  decisionenella per una scuola pubblica e gratuita.  Il corteo si è  concluso in piazza Castello, dove una delegazione di manifestanti ha  chiesto alla Regione Piemonte un contributo economico per tagliare di  unterzo il costo degli abbonamenti riservato agli studenti. Abbiamo  assistito ad un selvaggio lancio di uova e carta ignienica contro la  sede del Miur a dimostrazione dello stato emotivo di noi studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">I GC di Torino hanno presidiato il  Rettorato dell’Università, la sede Rai e ci siamo resi partecipi  dell’occupazione della camera di commercio torinese Contro la Gelmini ed il governo Berlusconi  NON UN PASSO INDIETRO “Indietro? Neanche per prendere la  rincorsa” E. Che Guevara.</p>
<p style="text-align: justify;">GIOVANI COMUNISTE/I PIEMONTE</p>
<p style="text-align: justify;">www.gcpiemonte.org</p>
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		<title>12 Marzo, GC in piazza con Cobas e Cgil per la scuola pubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 22:58:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In un momento così difficile per la democrazia nel nostro Paese riteniamo essenziale che gli studenti e i lavoratori della scuola ritrovino un pieno protagonismo, manifestando la loro contrarietà a questo Governo e ai suoi provvedimenti. La Costituzione sta subendo i colpi di un attacco senza precedenti. La scuola pubblica della Costituzione, il diritto allo studio e ai saperi, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-658" style="margin: 4px;" title="vauro_studente" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/vauro_studente.gif" alt="" width="200" height="247" />In un momento così difficile per la democrazia nel nostro Paese riteniamo essenziale che gli studenti e i lavoratori della scuola ritrovino un pieno protagonismo, manifestando la loro contrarietà a questo Governo e ai suoi provvedimenti. La Costituzione sta subendo i colpi di un attacco senza precedenti. La scuola pubblica della Costituzione, il diritto allo studio e ai saperi, è nel mirino di questa destra liberticida. Le/i Giovani Comuniste/i aderiscono per questo ad entrambe le manifestazioni del 12 marzo prossimo, sia quella convocata dalla Cgil sia quella convocata dai Cobas.<span id="more-657"></span> La prima perché dimostra una grande attenzione su temi quali la redistribuzione della ricchezza, la tassazione delle rendite patrimoniali, la difesa inflessibile della scuola pubblica, la cancellazione del reato di clandestinità, in una fase in cui i migranti sono uno dei bersagli privilegiati della destra e del Governo. La seconda perché  mette in campo parole d’ordine nettissime sul fronte della scuola, dell’Università e della ricerca, contro l&#8217;eliminazione di discipline non asservibili al mercato (o almeno con più difficoltà rispetto ad altre), contro l&#8217;abbassamento dell&#8217;obbligo scolastico a 15 anni, contro i licenziamenti e la continua precarizzazione dei lavoratori della conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Saremo nelle piazze assieme a studenti e lavoratori, per difendere il diritto allo studio e al lavoro, contro la precarietà, per una scuola qualificata di tutte/i e per tutte/i, pubblica, laica, democratica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">ANNA BELLIGERO e SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoce nazionali Giovani Comuniste/i</p>
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		<title>Il debole dominio del capitalismo sulla scuola italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fin dalla nascita delle prime società divise in classi, la classe predominante esercitava il suo dominio anche e soprattutto sul piano culturale; passarono secoli prima che il diritto all&#8217;istruzione fosse esteso anche ai ceti sociali più bassi. Questo perché le classi dominanti dovevano (e devono), per mantenere il loro potere, influenzare, con una cultura manipolata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-495" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-dominio-di-un-capitalismo-debole-e-oligarchico-anche-sulla-scuola-italiana.html/simbolofdsnew"><img class="alignleft size-full wp-image-495" style="margin: 4px;" title="simboloFdSnew" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/simboloFdSnew.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Fin dalla nascita delle prime società divise in classi, la classe predominante esercitava il suo dominio anche e soprattutto sul piano culturale; passarono secoli prima che il diritto all&#8217;istruzione fosse esteso anche ai ceti sociali più bassi. Questo perché le classi dominanti dovevano (e devono), per mantenere il loro potere, influenzare, con una cultura manipolata o con semplice disinformazione gli strati sociali più infimi. Spesso i ceti sociali disagiati non ricevevano nemmeno una cultura di base. Tutto questo perché un popolo ignorante o disinformato è più facilmente controllabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio sono gli Stati Uniti d’America, che fondano il loro dominio sull’ignoranza e la disinformazione, in primis del popolo americano stesso al quale vengono somministrate quotidianamente pillole di propaganda spacciate per verità assoluta tramite media, giornali, telefilm e qualunque altro strumento di comunicazione di massa. E a questo tipo di sistema ci stiamo avvicinando anche noi. Ci sono già riusciti per quanto riguarda i media, i programmi di “storia”, i telefilm, la TV in generale, i giornali e via dicendo. Il nostro governo si sta muovendo in tale direzione anche per quanto riguarda l’ambito scolastico in quanto tale.<br />
<span id="more-409"></span> Reputiamo, in quanto comunisti democratici italiani, e quindi eredi della cultura gramsciana, inaccettabile la riforma Gelmini e le leggi che mirano a colpire la scuola pubblica italiana. Prima di tutto i tagli economici hanno letteralmente azzoppato le più prestigiose scuole pubbliche di importanti città italiane e messo in seria difficoltà le scuole minori e meno importanti. I tagli ai fondi scolastici ha causato una serie di conseguenze assolutamente negative: senza soldi le scuole sono costrette ad annullare i corsi di recupero per gli studenti che non raggiungono la sufficienza, ad eliminare dal programma i corsi in più di lingua straniera, a rimandare la manutenzione degli edifici in cui si svolgono le lezioni, a rischio e pericolo di chi là dentro sta per più di cinque ore quotidianamente. In secondo luogo la riforma Gelmini causerà il licenziamento pressocchè sicuro dei professori precari, e metterà in discussione i professori di ruolo con un punteggio basso all’interno della scuola. Questo perché riducendo il numero delle ore di Italiano (come prevede la riforma Gelmini in tutti i licei, fatta eccezione per quello classico, e negli istituti professionali) si avrà automaticamente una serie di ore di meno che verranno scalate ad alcuni professori, che in molti casi si dovranno trasferire in un&#8217;altra scuola o perderanno direttamente il posto di lavoro. E non solo, riducendo gli indirizzi di studio a 6 e colpendo attraverso diverse manovre legislative gli istituti professionali, si colpirà fortemente il mondo del lavoro indirettamente. Poiché colpendo istituti professionali come il nautico, colpisci automaticamente anche il mondo dei cantieri navali e tutto quel che lo circonda.<br />
La riforma Gelmini è il tentativo di un capitalismo debole e oligarchico ormai anche troppo sviluppato ed esteso (con il suo eccellente sistema di favoritismi, raccomandazioni ecc.) in Italia, di colpire la scuola pubblica e il sistema scolastico italiano. Gli studenti dovranno occuparsi esclusivamente di calcio e TV, in politica dovranno votare Berlusconi ed essere anti-comunisti, per il resto potranno anche morire di fame e di stenti, potranno restare disoccupati a vita, o potranno introdursi nella società tramite sistemi di potere illegali e corrotti. Ma guai a loro se azzarderanno idee progressiste e di sinistra! E’ questo il progetto della nostra classe dirigente, che nella pratica si rispecchia perfettamente nella riforma Gelmini.</p>
<p style="text-align: justify;">PASQUALE CALAPSO, FGCI Messina<br />
SALVO COSTA, GC Messina</p>
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