<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Politica interna</title>
	<atom:link href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/category/politica-interna/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress</link>
	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 16:08:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
		<item>
		<title>Sempre più su&#8230; Lo spreco vs lo spread!</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/sempre-piu-su-lo-spreco-vs-lo-spread.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/sempre-piu-su-lo-spreco-vs-lo-spread.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 22:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3296</guid>
		<description><![CDATA[di Il nostro tempo è adesso.it Il tasso di disoccupazione giovanile sale sempre più su e ogni mese l&#8217;Istat ci consegna un nuovo record. E&#8217; la conferma che la disoccupazione giovanile e la precarietà, non lo spread, sono la vera emergenza. La fotografia è la seguente: 1 su 3 senza lavoro (e senza alcuna forma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Il nostro tempo è adesso.it</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tasso di disoccupazione giovanile sale sempre più su e ogni mese l&#8217;Istat ci consegna un nuovo record.<strong> E&#8217; la conferma che la disoccupazione giovanile e la precarietà, non lo spread, sono la vera emergenza.</strong> La fotografia è la seguente: 1 su 3 senza lavoro (e senza alcuna forma adeguata di welfare aggiungiamo noi). Gli altri 2 con lavori quasi sempre precari e compensi al di sotto della decenza. Riteniamo che l&#8217;agenda del governo debba ripartire da qui: dallo spreco di una generazione che oggi ottiene il record di disoccupazione nella storia italiana.<span id="more-3296"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ben vengano politiche europee per la creazione dell&#8217;occupazione giovanile, ma sia chiaro che il loro segno deve essere opposto a quello adottato finora: non ci stiamo a proseguire sulla strada fallimentare della riduzione dei diritti e del costo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema vero è la creazione di nuovi posti di lavoro, con l&#8217;investimento sulla conoscenza, sull&#8217;occupazione dei giovani e delle donne. Bisogna eliminare la precarietà riducendo drasticamente le tipologie contrattuali più precarizzanti, ed estendere gli ammortizzatori sociali, anziché ridurli.</p>
<p style="text-align: justify;">E infine va istituito un reddito di inserimento che tolga i giovani dalla morsa della precarietà e del lavoro nero: e bisogna farlo con risorse vere, non con architetture prive di finanziamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la crisi a dover dettare l&#8217;agenda di Governo ma i bisogni delle persone e la loro dignitá: lo abbiamo sempre detto, e lo ripetiamo a beneficio dei componenti del Governo e a quanti, come recentemente Eugenio Scalfari, hanno sostenuto il contrario. I sacrifici per uscire da questa crisi economica e sociale li chiediamo alla finanza e ai poteri forti dell&#8217;economia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutto questo il comitato <strong>Il nostro tempo é adesso</strong> lancia una staffetta di azioni: <strong>domani a Napoli</strong> alle 11,30 a in piazza del Gesù, i giovani precari daranno la loro lezione al governo dei Professori. Seguiranno azioni nella altre città. <strong>A Roma</strong> l&#8217;appuntamento è per <strong>lunedì</strong> pomeriggio, per prendere la parola sulla precarietà da cancellare, sul welfare da estendere, su una generazione da valorizzare.</p>
<p>IL NOSTRO TEMPO E&#8217; ADESSO.IT</p>
<p>1° febbraio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/sempre-piu-su-lo-spreco-vs-lo-spread.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra forconi e destra serve un salto di qualità</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/tra-forconi-e-destra-serve-un-salto-di-qualita.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/tra-forconi-e-destra-serve-un-salto-di-qualita.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[movimento dei forconi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3228</guid>
		<description><![CDATA[di Marco Giordano e Francesco Bellina ll cosiddetto movimento dei forconi ha bloccato in questi giorni buona parte della Sicilia, attirando l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica. Le rivendicazioni di tale movimento sono in linea di principio condivisibili, poiché sono espressione del disagio sociale di piccoli imprenditori, agricoltori,pescatori, autotrasportatori che soffrono la crisi e le sue conseguenze, che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Marco Giordano e Francesco Bellina</strong></p>
<p style="text-align: justify;">ll cosiddetto movimento dei forconi ha bloccato in questi giorni buona parte della Sicilia, attirando l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica. Le rivendicazioni di tale movimento sono in linea di principio condivisibili, poiché sono espressione del disagio sociale di piccoli imprenditori, agricoltori,pescatori, autotrasportatori che soffrono la crisi e le sue conseguenze, che sono stritolati nella morse del credito, che subiscono il rincaro della benzina.<br />
Ma dietro la rabbia ed un linguaggio che allude alla rivolta, ci sono una serie di elementi fuorvianti. Innanzitutto, se guardiamo alla storia dei suoi leader, vediamo una micidiale combinazione di personaggi legati ai movimenti autonomisti, di persone vicine ai<span id="more-3228"></span> movimenti di estrema destra, nonché di soggetti con presunti legami con la criminalità organizzata.<br />
Il movimento dei forconi, con toni populistici, cerca di intercettare ampi strati popolari usando semplificazioni, nutrendosi della sfiducia nella politica e del peggiore qualunquismo. E, come già successo nella storia della Sicilia, si ripresenta sempre quella spinta localista antiitaliana che non ha nulla da invidiare a quella della Lega Nord: nel secondo dopoguerra assumeva la forma del separatismo e del banditismo di Salvatore Giuliano, l&#8217;esecutore della strage di Portella della Ginestra, la prima strage dell&#8217;Italia repubblicana ; oggi ha le sembianze dell&#8217;autonomismo clientelare e dei poteri forti al governo della Regione, peraltro con la complicità del Pd.<br />
Di fronte a questo fenomeno, appare evidente come proprio i poteri forti soffrano il malessere prodotto dalla tecnocrazia, come dimostrano le misure di Mario Monti e le politiche dell&#8217;Unione europea: serve rispolverare la destra populista per riprendere consenso sociale. Questa è sempre stata la ricetta delle classi dominanti nei momenti di crisi e nelle fasi cruciali della storia italiana ed europea. Classi dominanti che in Sicilia si sono caratterrizate per avere superifici di contatto con la criminalità organizzata: da qui la categoria interpretativa di borghesia mafiosa.<br />
Il nostro compito, il compito delle forze della sinistra di alternativa e dei comunisti, richiede allora un salto di qualità. Oggi più che mai appare necessario la costruzione di un polo di sinistra per l&#8217;alternativa di società, che sappia mettere insieme le forze politiche e sociali che vogliono uscire da sinistra alla crisi. Un insieme di forze che prosciughi l&#8217;acqua in cui nuota lo squalo del populismo autonomista, spezzando il suo consenso tra la piccola impresa, i piccoli produttori ed i lavoratori dipendenti attraverso un programma di rottura con il neolibersimo.<br />
Un programma che parta da alcune parole semplici: interventi pubblici per difendere i siti produttivi, reddito di cittadinanza per i disoccupati, maggiori diritti per i precari, centralità del lavoro a tempo indeterminato, difesa dei beni comuni , difesa e ampliamento dello stato sociale, investimenti nelle enrgie rinnovabili.<br />
Un programma da far vivere nel bel mezzo dei conflitti sociali della nostra isola: nele manifestazioni degli operai dei cantieri navali di Trapani e di Palermo, nelle mobilitazioni dei lavoratori della conoscenza costretti ad emigrare, nei quartieri popolari delle nostre città dove spesso mancano i servizi essenziali. Un programma di rivendicazioni e di lotta che faccia tesoro di quanto ci hanno insegnato Peppino Impastato, Pio La torre,Danilo Dolci, la lotta dei braccianti che occupavano le terre, le pratiche di antimafia sociale: sono queste le vere rivoluzioni, non certo gente che alle ultime elezioni amministrative era candidata nelli site dell&#8217;Mpa, non certo gente che individua i prorpi referenti politici in Forza Nuova, non certo gente che attua metodi di intimidazione criminale verso coloro che non aderiscono alla protesta, che attua blocchi stradali senza interventi da parte delle forze dell&#8217;ordine, a differenza di quanto succede a studenti e lavoratori ricoperti di denunce.<br />
Crediamo che l&#8217;esperienza siciliana sia l&#8217;esempio più calzante di quello che spesso ripetiamo per descrivre la fase che viviamo: crediamo che in Sicilia, forse più che altrove, l&#8217;alternativa sarà davvero tra socialismo o barbarie</p>
<p style="text-align: justify;">MARCO GIORDANO e FRANCESCO BELLINA</p>
<p style="text-align: justify;">23 gennaio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/tra-forconi-e-destra-serve-un-salto-di-qualita.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il bipolarismo col trucco (svelato)</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-bipolarismo-col-trucco-svelato.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-bipolarismo-col-trucco-svelato.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 22:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[bipolarismo]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3186</guid>
		<description><![CDATA[di Gianni Ferrara È ineccepibile la declaratoria dell&#8217;inammissibilità dei referendum sulla legge elettorale vigente da parte della Corte costituzionale. Ineccepibile perché l&#8217;accoglimento avrebbe procurato un vuoto normativo incolmabile nell&#8217;ordinamento costituzionale. Avrebbe colpito al cuore il Parlamento privandolo della possibilità di rieleggerne i suoi componenti per un tempo indefinito, quello della approvazione di una nuova legge]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Gianni Ferrara</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È ineccepibile la declaratoria dell&#8217;inammissibilità dei referendum sulla legge elettorale vigente da parte della Corte costituzionale. Ineccepibile perché l&#8217;accoglimento avrebbe procurato un vuoto normativo incolmabile nell&#8217;ordinamento costituzionale. Avrebbe colpito al cuore il Parlamento privandolo della possibilità di rieleggerne i suoi componenti per un tempo indefinito, quello della approvazione di una nuova legge elettorale. La democrazia italiana sarebbe stata privata della certezza di disporre, in ogni momento, dello strumento che ne possa consentire la sopravvivenza. Se il porcellum la distorce, la soffoca, la comprime mutilandola, il referendum<span id="more-3186"></span> proposto per… abolirlo (?) la avrebbe ibernata.<br />
Lo si sapeva, lo avevamo detto, ripetuto. Mirare a resuscitare il mattarellum era come promettere di resuscitare i morti. Un&#8217;ambizione eccessiva, credo anche … blasfema, quella covata dai promotori. Più volte la Corte costituzionale aveva negato che si potesse ammettere un referendum che impedisse per un solo giorno la piena disponibilità del sistema elettorale, l&#8217;esercizio in qualsiasi momento del potere di scioglimento delle Assemblee parlamentari. Più volte la Corte aveva negato che si potesse produrre la reviviscenza delle norme giuridiche abrogate. Se ondeggiante era stata la sua giurisprudenza su altri requisiti delle richieste di referendum, sulla impossibilità di richiamare in vigore leggi, articoli, commi, singoli disposti legislativi su cui era caduta la falce dell&#8217;abrogazione, detta giurisprudenza era stata sicura, costante, inflessibile. Lo si sapeva.<br />
L&#8217;intento dei promotori era altro, duplice. Era quello di stroncare l&#8217;iniziativa, appena emersa nel giugno scorso, di richiedere un referendum sul porcellum che senza precludere in ogni momento la possibilità di azionare il procedimento elettorale, producesse l&#8217;effetto di determinare la configurazione di un sistema elettorale di tipo proporzionale e che consentisse agli elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Il loro obiettivo reale era cioè la perpetuazione del bipolarismo coatto. Il mattarellum si prestava perfettamente a perpetuarlo ed a fingere che si volesse abolire il porcellum.<br />
Un doppio falso, un doppio inganno è stato usato per raccogliere le firme. Va detto. Va gridato.<br />
Sgombrato il campo dai disegni perversi dei pasdaran del bipolarismo (e della negazione del diritto alla rappresentanza in Parlamento degli elettori che non indovinano il vincitore della … gara podistica alla conquista del seggio parlamentare dei due, tre quattro, cinque o anche più candidati in ciascun collegio) il problema che si pone è quello della nuova legge elettorale. I diciassette anni di berlusconismo insegnano: mai più maggioritario, è tempo di ricostruire la democrazia in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">GIANNI FERRARA</p>
<p style="text-align: justify;">da Liberazione del 15 gennaio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-bipolarismo-col-trucco-svelato.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>20 gennaio, i GC in piazza contro la troika della crisi</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/20-gennaio-i-gc-in-piazza-contro-la-troika-della-crisi.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/20-gennaio-i-gc-in-piazza-contro-la-troika-della-crisi.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 12:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[vertice]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3176</guid>
		<description><![CDATA[del Coordinamento nazionale GC Il 20 gennaio Roma ospiterà il vertice tra Merkel, Sarkozy e Mario Monti: tre dei maggiori responsabili della speculazione finanziaria sui titoli di Stato europei e quindi della crisi economica che ha investito l&#8217;Europa e tutto l&#8217;Occidente capitalistico. I Giovani Comunisti aderiscono all&#8217;appello lanciato dal segretario del Prc Paolo Ferrero a]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>del Coordinamento nazionale GC</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 20 gennaio Roma ospiterà il vertice tra Merkel, Sarkozy e Mario Monti: tre dei maggiori responsabili della speculazione finanziaria sui titoli di Stato europei e quindi della crisi economica che ha investito l&#8217;Europa e tutto l&#8217;Occidente capitalistico.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti aderiscono all&#8217;appello lanciato dal segretario del Prc Paolo Ferrero a costruire per il 20 a Roma una manifestazione di protesta contro le politiche dei governi liberisti europei. Questa sarà l&#8217;accoglienza che riserveremo agli autorevoli ospiti internazionali del nostro presidente del Consiglio. Saremo in piazza convinti che soltanto respingendo le politiche di macelleria sociale l&#8217;Italia e l&#8217;Europa<span id="more-3176"></span> possono avere un futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Aderiamo all&#8217;appello e lo rilanciamo, rivolgendoci alle forze giovanili della sinistra, ai movimenti sociali, alle organizzazioni studentesche e ai collettivi. L&#8217;opposizione al governo Monti è una necessità improrogabile, in primo luogo per una generazione &#8211; la nostra &#8211; che anche a causa delle sue politiche oggi non vede alcun futuro se non una condizione di precarietà, bassi salari e disoccupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, per riavviare un processo di convergenza delle forze e dei movimenti della sinistra d&#8217;alternativa, saremo in piazza il 20 gennaio, chiamando tutte le nostre strutture territoriali al massimo della mobilitazione.</p>
<p style="text-align: justify;">COORDINAMENTO NAZIONALE GIOVANI COMUNISTE/I</p>
<p style="text-align: justify;">12 gennaio 2012</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/20-gennaio-i-gc-in-piazza-contro-la-troika-della-crisi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il colpo mortale di Monti alla libertà di stampa</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-colpo-mortale-di-monti-alla-liberta-di-stampa.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-colpo-mortale-di-monti-alla-liberta-di-stampa.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 14:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3113</guid>
		<description><![CDATA[Lettera aperta a Mario Monti Come Lei certamente sa la manovra che il Suo governo ha predisposto rischia di assestare un colpo mortale a un centinaio di giornali che attualmente usufruiscono dei contributi diretti all’editoria ex legge 7 agosto 1990, n. 250: un sostegno già erogato in misura modesta e incerta negli importi, oltre che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Lettera aperta a Mario Monti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come Lei certamente sa la manovra che il Suo governo ha predisposto rischia di assestare un colpo mortale a un centinaio di giornali che attualmente usufruiscono dei contributi diretti all’editoria ex legge 7 agosto 1990, n. 250: un sostegno già erogato in misura modesta e incerta negli importi, oltre che pesantemente differito nel tempo.La cessazione dell’applicazione della legge n. 250, prevista all’articolo 29 del recente decreto, avrà riflessi gravissimi sul pluralismo dell’informazione e sulla stessa democrazia, considerato che causerà la fine delle pubblicazioni per l’intero settore della stampa di partito, cooperativa e di idee, notoriamente penalizzato da forti disparità nell’accesso al mercato pubblicitario.  Le saranno altrettanto note le conseguenze occupazionali dell’entrata in vigore dell’articolo 29 del <span id="more-3113"></span>decreto e il contraccolpo economico per l’erario, in relazione agli oneri assistenziali che lo Stato dovrebbe accollarsi in seguito alla chiusura di molte decine di testate e la conseguenza perdita di molte centinaia di posti di lavoro, per un volume di spesa persino superiore a quello che sarebbe necessario per reintegrare il Fondo per l’editoria.<br />
Quanto alla necessità, altresì prevista dall’articolo 29 del decreto, di stabilire diversi, più severi e oggettivamente verificabili criteri di accesso ai contributi, Le ribadiamo che un rigoroso riordino del settore e il disboscamento della giungla delle sovvenzioni è una rivendicazione che noi per primi abbiamo più volte avanzato, sempre inascoltati. Se però i tempi di questo auspicabile intervento di riordino dovessero risultare lunghi, e si procedesse nel frattempo con i tagli di risorse previsti, la riforma arriverebbe a situazione ormai compromessa, quando i giornali in questione avranno gioco forza cessato di esistere.<br />
Nel rivolgerLe la richiesta di un incontro urgentissimo, Le anticipiamo l’invito a un intervento che scongiuri l’apertura di una grave crisi occupazionale ed eviti in extremis un vulnus irreversibile alla libertà di stampa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong id="ctl00_mainContent_firma">di C. Sardo, l’Unità &#8211; S. Menichini, Europa &#8211; M. Tarquinio, Avvenire &#8211; L. Boriani, la Padania &#8211; D. Greco, Liberazione &#8211; N. Rangeri, il Manifesto &#8211; M. De Angelis, Secolo d&#8217;Italia &#8211; E. Macaluso, Riformista &#8211; F. Zanotti- Fisc</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-colpo-mortale-di-monti-alla-liberta-di-stampa.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dieci domande al Presidente del Consiglio Mario Monti&#8230;</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/dieci-domande-al-presidente-del-consiglio-mario-monti.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/dieci-domande-al-presidente-del-consiglio-mario-monti.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 21:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[dieci domande]]></category>
		<category><![CDATA[governo tecnico]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3056</guid>
		<description><![CDATA[di Carlo Gubitosa 1) Senatore Monti, il 2 gennaio scorso in un editoriale sul Corriere della Sera lei ha parlato dell’”illusionismo marxista” criticando “la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica”, plaudendo alle “due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne” e affermando che “grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Carlo Gubitosa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1) Senatore Monti, il 2 gennaio scorso in un editoriale sul Corriere della Sera lei ha parlato dell’”illusionismo marxista” criticando “la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica”, plaudendo alle “due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne” e affermando che “grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili”. Pragmaticamente, lei pensa che<span id="more-3056"></span> l’abbandono del massimalismo ideologico in favore di un sano realismo debba applicarsi anche a chi teorizza l’autoregolazione del mercato, l’assenza di regole e di stato come motore dello sviluppo, i sostegni statali alle banche come puntelli dell’economia e altre teorie economiche neoliberiste che non hanno finora trovato riscontro nella realta’ dei fatti?</p>
<p style="text-align: justify;">2) Sempre per le affermazioni di cui al punto 1, non crede che le sue dichiarazioni di obsolescenza dello statuto dei lavoratori e del sistema di diritti precedente agli accordi FIAT di Pomigliano sia una visione squisitamente politica e a suo modo “schierata”, ben lontana dall’immagine di “tecnico super partes” che le e’ stata attribuita dagli organi di informazione?</p>
<p style="text-align: justify;">3) Senatore Monti, a quanto risulta lei continua a ricoprire il ruolo di membro del “Research Advisory Council” del “Goldman Sachs Global Market Institute”. Proprio la Goldman Sachs, secondo i dati diffusi da Milano Finanza, avrebbe innescato “l’ondata di vendite di Btp italiani, poi seguita dagli hedge fund e dalle altre banche d’oltreoceano”. Non pensa che i rapporti pregressi con questa banca d’affari, descritta dalla stampa specializzata come protagonista delle speculazioni sui titoli di stato italiani, possano legittimare le ipotesi di un conflitto di interessi tra il suo ruolo di consulente al servizio di una banca privata e il ruolo di garante della tenuta economica nazionale che un Presidente del consiglio e’ chiamato a ricoprire nell’interesse di tutti i cittadini?</p>
<p style="text-align: justify;">4) Senatore Monti, la Costituzione Italiana, al secondo comma dell’articolo 59, prevede che “il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. E’ noto a tutti il suo ricco curriculum nei settori dell’economia, della finanza e della politica europea. Non sono noti tuttavia i suoi successi in campo sociale, artistico e letterario, e la sua attivita’ scientifica sembra limitata allo sviluppo del modello di Klein-Monti, che secondo quanto riportato da Wikipedia “descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio Nobel Lawrence Klein”. Lei crede che questi studi, comparabili a molti altri lavori realizzati da ricercatori ed economisti italiani, siano stati gli “altissimi meriti nel campo scientifico” che le hanno valso l’ingresso nel Senato della Repubblica? Oppure le cause fondanti della sua nomina sono legate a circostanze diverse dai suoi meriti scientifici, e alla necessita’ di imboccare una “scorciatoia” forzando l’istituto costituzionale dei senatori a vita per mettere al governo in tempi rapidi e senza passare dalla “formalita’” delle elezioni una persona percepita come affidabile dagli operatori dei mercati finanziari? In questa seconda ipotesi, quali sono secondo lei le condizioni che possono legittimare agli occhi di una opinione pubblica sempre piu’ distante dalla classe politica un governo guidato da un senatore di fresca nomina che non ha mai ricevuto neppure un voto dai cittadini italiani?</p>
<p style="text-align: justify;">5) Senatore Monti, il 26 settembre scorso davanti alle telecamere de “La7″, lei ha dichiarato che “stiamo assistendo, e non e’ un paradosso, al grande successo dell’euro, e la manifestazione piu’ concreta del grande successo dell’Euro e’ la Grecia”. Alla luce dei successivi sviluppi della situazione politica ed economica in Grecia, delle conseguenti tensioni sociali e della recente crisi di governo, lei conferma l’opinione espressa in quella circostanza oppure ci sono delle nuove considerazioni da fare per valutare le conseguenze della perdita di sovranita’ monetaria dei paesi dell’area euro in tutti i loro aspetti?</p>
<p style="text-align: justify;">6) Senatore Monti, lei e’ stato il primo presidente del Bruegel, un prestigioso “think tank” economico basato a Bruxelles, oltre ad essere membro della “Commissione Trilaterale” fondata dal magnate David Rockefeller. Cosa risponde ai critici che in virtu’ della sua appartenenza a questi gruppi vedono in lei un “alfiere del neoliberismo”, temendo che anche in Italia la BCE e il Fondo Monetario Internazionale si appoggino a lei per introdurre politiche spinte di deregulation fatte di privatizzazioni dei servizi pubblici, smantellamento dello stato sociale, compressione dei diritti in nome della competitivita’, aumento delle disuguaglianze tra classi sociali, allargamento della forbice tra ricchi e poveri (l’ISTAT segnala gia’ un 10% di italiani sotto la soglia di poverta’ relativa), e altre iniziative redditizie per i mercati ma dalle conseguenze potenzialmente devastanti per i cittadini, che con il nome di “aggiustamenti strutturali” hanno gia’ danneggiato le economie di molti paesi dell’Africa e dell’America Latina?</p>
<p style="text-align: justify;">7) Senatore Monti, in merito alla sua esperienza come Commissario europeo per la Concorrenza, molti commentatori le riconoscono il merito di aver fatto applicare le regole europee della concorrenza perfino alla Microsoft, una delle piu’ grandi e ricche aziende del mondo, capace di mettere in difficolta’ perfino le piu’ autorevoli istituzioni antitrust statunitensi. Le chiedo quindi quali provvedimenti ritiene opportuno adottare relativamente all’abuso di posizione dominante nel settore televisivo dell’azienda Mediaset, aggravato da ripetute e indebite ingerenze nel servizio pubblico televisivo di esponenti politici riconducibili a Mediaset (a cominciare dallo stesso Presidente del Consiglio uscente). Tali ingerenze sono ampiamente documentate con atti giudiziari e intercettazioni telefoniche che dimostrano al di la’ di ogni ragionevole dubbio l’esistenza di una strategia che accomunava esponenti Rai e parlamentari dell’uscente maggioranza nell’obiettivo di depotenziare il servizio pubblico televisivo a vantaggio dei network commerciali.</p>
<p style="text-align: justify;">8) Senatore Monti, lei e’ membro della “Commissione Permanente” del gruppo Bilderberg, un club privato riservato a personalita’ autorevoli, a cui le cronache attribuiscono il potere di condizionare le politiche degli stati sovrani con riunioni a porte chiuse e vietate ai giornalisti. In qualita’ di privato cittadino, fino a ieri lei poteva partecipare a qualsiasi riunione privata senza essere tenuto a comunicare a chicchessia informazioni in merito alle sue attivita’. Tuttavia, in qualita’ di senatore della Repubblica, le chiedo se attualmente lei non ritenga incompatibile con la trasparenza richiesta ad un capo di Governo (e in generale a tutti i rappresentanti delle istituzioni) la segretezza imposta ai partecipanti delle riunioni Bilderberg, e se in virtu’ di questa incompatibilita’ lei intende semplicemente cessare le sue partecipazioni a queste riunioni oppure comunicarne i contenuti ai cittadini italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">9) Senatore Monti, le cronache la segnalano anche come “advisor” della Coca-Cola company, un marchio globale noto in tutto il mondo. In Italia, tuttavia, abbiamo nel viterbese aziende che producono ottimo chinotto dal 1949, e pertanto vorrei chiederle quali sono le misure che intende adottare per tutelare i prodotti italiani dalla globalizzazione dei mercati, per tutelare il lavoro italiano dalla delocalizzazione delle imprese, per tutelare i lavoratori italiani dalla concorrenza sleale di paesi ed economie dove il costo del lavoro risulta piu’ basso che altrove per l’indebolimento dei diritti fondamentali nel lavoro o per la mancata applicazione delle regole stabilite nelle Convenzioni dell’International Labour Organization (ILO).</p>
<p style="text-align: justify;">10) Senatore Monti, a quanto risulta lei e’ stato allievo del Premio Nobel per l’economia James Tobin, sostenitore di una tassa nota come “Tobin Tax” che ha l’obiettivo di disincentivare le manovre finanziarie puramente speculative con l’applicazione di una leva fiscale, permettendo di deviare nelle casse degli stati sovrani, e quindi ai cittadini, parte degli enormi profitti del settore finanziario. Lei e’ stato piu’ volte indicato come un tecnico in grado di mettere freno alle speculazioni economiche per anteporre l’interesse sociale collettivo all’interesse economico privato, e quindi le chiedo se nel suo programma di governo e’ compresa l’introduzione di una tassazione simile a quella proposta dal suo ex professore James Tobin, e in caso di risposta negativa quali sono le misure che intende adottare per disincentivare le operazioni speculative sui titoli di stato italiani. Nel ringraziarla in anticipo per la sua risposta a questi interrogativi, le porgo i miei piu’ cordiali saluti.</p>
<p>CARLO GUBITOSA</p>
<p>Liberazione, 17 novembre 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/dieci-domande-al-presidente-del-consiglio-mario-monti.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è poco da festeggiare. C&#8217;è da fare opposizione!</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/ce-poco-da-festeggiare-ce-da-fare-opposizione.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/ce-poco-da-festeggiare-ce-da-fare-opposizione.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 01:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3053</guid>
		<description><![CDATA[di Simone Oggionni Le dimissioni di Berlusconi di queste ore sono un fatto epocale. Chiudono un’epoca tristissima della nostra storia nazionale, durante la quale il sistema di potere e di valori berlusconiano ha cambiato nel profondo il volto del Paese. Quest’Italia che oggi può svegliarsi dall’incubo è più povera di quanto non fosse nel 1994.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le dimissioni di Berlusconi di queste ore sono un fatto epocale. Chiudono un’epoca tristissima della nostra storia nazionale, durante la quale il sistema di potere e di valori berlusconiano ha cambiato nel profondo il volto del Paese. Quest’Italia che oggi può svegliarsi dall’incubo è più povera di quanto non fosse nel 1994. Più ingiusta e diseguale socialmente, ma soprattutto corrotta e umiliata nella sua antropologia profonda. È un Paese che ha assorbito e radicato nelle viscere tutti i peggiori tratti del berlusconismo: l’individualismo, l’egoismo proprietario, la prepotenza e l’arroganza padronale, l’indifferenza. Soltanto i prossimi anni ci diranno quanto l’infezione sia<span id="more-3053"></span> profonda e quanto tempo ci vorrà per curarla. Ma se il nostro male fosse solo questo, saremmo tranquilli e potremmo almeno per ora festeggiare la caduta del tiranno e iniziare a progettare il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">E tuttavia, per quanto paradossale e duro sia riconoscerlo, non è facile in queste ore festeggiare come vorremmo. Perché il rischio concretissimo che abbiamo davanti a noi è che al posto del regime di Berlusconi si insedi un governo tecnocratico diretta espressione di quei poteri finanziari ed economici e di quelle istituzioni in nome dei quali Berlusconi ha governato in questi anni, demolendo tante conquiste del movimento operaio dei decenni scorsi, a partire dai diritti dentro i luoghi di lavoro e dallo Stato sociale. Oggi quei poteri, che non si fidano ancora del centro-sinistra (e per questo impediscono le elezioni anticipate) ma neppure più di Berlusconi, chiedono il conto e assumono direttamente nelle proprie mani la nostra sovranità nazionale, utilizzando come strumento quel Mario Monti per dieci anni Commissario Europeo, presidente europeo della Trilateral di Rockfeller e <em>international advisor </em>della Goldman Sachs, la banca d’affari più potente del mondo. Insomma: il più affidabile rappresentante di quei poteri forti che il governo Berlusconi ha difeso e rappresentato e che, non dimentichiamocelo, sono la causa e l’origine di quella crisi economica che oggi Monti sarebbe chiamato ad attenuare.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo quindi ad un passaggio delicatissimo. Quel giorno della liberazione tanto agognato oggi, visto da vicino, è molto diverso da come lo avevamo immaginato.</p>
<p style="text-align: justify;">La percezione di una democrazia in crisi verticale è così forte da non consentirci soddisfazioni incaute. Come in Grecia, così in Italia. Perde la democrazia, si restringono pesantemente gli spazi della politica e del controllo pubblico e mediato sulle scelte di interesse collettivo. Va in crisi l’idea che la volontà popolare determini ed indirizzi i Parlamenti e l’azione dei governi. Questo paradigma fondativo della nostra Repubblica e della nostra Costituzione, già pesantemente messo in discussione dal populismo di destra e di sinistra e dalla parallela vandea anti-politica, subisce oggi un colpo durissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo davanti a noi scenari diversi. È possibile che la pressione e il residuo potere contrattuale di Berlusconi faccia sì che il governo Monti nasca con un impegno a termine e che quindi in primavera si torni a votare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma difficilmente il quadro politico italiano dopo questi giorni di travaglio e ancora di più dopo la nascita del nuovo governo sarà uguale a come lo abbiamo fino ad oggi conosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prese di posizione delle forze politiche determinano, per ciascuna, un punto di non ritorno. Coloro i quali si illudono di poter chiedere al nuovo governo forme di redistribuzione e di equità sociale dimostrano una colossale ingenuità, che in politica equivale ad una colpa.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto al Pd, che in queste ore sta accettando di sostenere il nuovo governo, sappia che non solo sta compromettendo la posizione di vantaggio elettorale accumulata in questi anni. Sta definitivamente abdicando ad una funzione di alternativa la cui possibilità era tutta nelle sue mani. Una parte di quel partito lo vuole, strategicamente. Un’altra parte ne è costretta, ma lo sta allo stesso modo accettando.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi atteggiamenti rischiano di segnare una forte ipoteca sul futuro. Sull’interesse generale del Paese, che rischia di uscire da un tunnel (quello di Berlusconi) per infilarsi in un altro (quello del regime monetario dell’Unione Europea e delle sue banche). Ma anche sull’interesse specifico della sinistra italiana, che rischia di esplodere di fronte al cambiamento di scena.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro compito è contrastare senza alcuna ambiguità il governo Monti, in qualunque forma esso prenderà vita; e aggregare immediatamente tutte le forze politiche e sociali contrarie alla grande coalizione, costruendo con loro un’opposizione di sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Caduto Berlusconi, diventa determinante capire, con grande nettezza, chi accetta di adeguarsi alle pretese della Banca Centrale Europea e chi vuole mantenersene autonomo. La nostra strada è una sola.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI</p>
<p style="text-align: justify;">13 novembre 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/ce-poco-da-festeggiare-ce-da-fare-opposizione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Possiamo ancora esprimere in modo pacifico le nostre idee?</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/possiamo-ancora-esprimere-in-modo-pacifico-le-nostre-idee.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/possiamo-ancora-esprimere-in-modo-pacifico-le-nostre-idee.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 21:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti/e]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3049</guid>
		<description><![CDATA[di Simone Oggionni Il clima a Roma è pesante. Scriviamo adesso, a distanza di qualche giorno dai fatti del 3 novembre, e a dieci giorni dalla giornata di mobilitazione studentesca convocata per il prossimo 17 novembre. Ad una distanza che ci consente quindi la maggiore lucidità e la maggiore chiarezza possibili. La sera del 2]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il clima a Roma è pesante. Scriviamo adesso, a distanza di qualche giorno dai fatti del 3 novembre, e a dieci giorni dalla giornata di mobilitazione studentesca convocata per il prossimo 17 novembre.<br />
Ad una distanza che ci consente quindi la maggiore lucidità e la maggiore chiarezza possibili.<br />
La sera del 2 novembre il Questore di Roma Francesco Tagliente consegna alle agenzie un comunicato stampa surreale, avvisando preventivamente gli studenti medi di Roma che «scendere in piazza senza preavviso [li avrebbe] esposti a responsabilità penali, civili ed amministrative» e invitando i presidi a «informare i diretti interessati delle possibili conseguenze» delle proprie azioni.<span id="more-3049"></span><br />
Poche ore dopo, nella notte tra il 2 e il 3 novembre, cinque militanti dei Giovani Democratici – a cui ribadiamo tutta la nostra fraterna solidarietà – vengono aggrediti da una squadra di militanti di estrema destra mentre attacchinano manifesti vicino a via dei Prati Fiscali. Successivamente viene reso noto che questi squadristi sono dirigenti e militanti di Casa Pound, conosciuti molto bene a Roma sia dalle forze dell’ordine sia dall’Amministrazione comunale, con la quale Casa Pound intrattiene, a diversi livelli, rapporti più che noti.<br />
Il mattino del 3 novembre accade poi quello che non dovrebbe accadere in nessuno Stato di diritto.<br />
Prima delle 8 in alcuni Licei della città i dirigenti scolastici applicano le indicazioni del Questore. Al Tasso il vicepreside Benedetti, collaborando con ufficiali della Digos e della Questura, accompagna per strada gli studenti agli interrogatori dei funzionari di Ps. Alcuni sono identificati, filmati e diffidati dal partecipare ad una manifestazione che, in quei minuti, non è neppure iniziata.<br />
Al Mamiani circa cinquanta ragazzi vengono identificati dalla Digos. Stesso discorso per il Virgilio: minacce e schedature per disincentivare preventivamente la partecipazione degli studenti alla mobilitazione. Chissà se vengono in seguito acquisiti anche i registri delle presenze, come avveniva all’avvento del fascismo durante le manifestazioni antifasciste.<br />
Episodi simili avvengono al Righi, Lucrezio Caro, Visconti, Augusto, Morgagni, Newton e Talete.<br />
Dalle 9 del mattino, quello che tutti abbiamo letto: centinaia di studenti concentrati alla stazione Tiburtina vengono aggrediti e caricati senza alcun motivo, e poi trattenuti per ore dalle forze dell’ordine e identificati. Fanno riflettere le parole pronunciate da Alemanno, che rivendica l’intervento delle forze dell’ordine e lo giustifica anche qualora l’ordinanza non ci fosse stata.<br />
Arriviamo ad oggi: l’ordinanza di Alemanno non è ancora stata revocata e tutto lascia intendere che non verrà revocata. Tecnicamente, ogni manifestazione programmata per il 17 novembre è, ad oggi, vietata. Giuridicamente e politicamente, il perdurare del divieto contro la manifestazione del 17 novembre è un colpo gravissimo alla nostra Costituzione e alla cultura democratica di Roma.<br />
Il movimento studentesco in queste ore sta convocando assemblee di istituto in ogni scuola per decidere il da farsi. Contemporaneamente, i Cobas hanno esplicitato la propria volontà di manifestare il 17 insieme agli studenti per riprodurre in piazza quell’unità tra lavoratori e studenti indispensabile in una fase straordinaria come questa. Anche gli universitari, che partiranno da piazzale Aldo Moro, saranno presenti.<br />
Noi ovviamente non vogliamo sovradeterminare le scelte degli studenti medi romani. Il 17 è la loro giornata di mobilitazione, e noi abbiamo semplicemente promosso e aderito ad una data che riteniamo centrale per le potenzialità che contiene: rivitalizzare il movimento a partire dal protagonismo studentesco, tornare a scrivere – dopo il 15 ottobre – una pagina di lotta e di mobilitazione importante e scevra dagli episodi di stupida violenza sui quali abbiamo già espresso la nostra condanna.<br />
Non vogliamo sovradeterminare le scelte degli studenti ma diciamo a loro che se decidessero di sfilare in corteo, sia che l’ordinanza venisse confermata sia che l’ordinanza venisse rimossa, noi saremo con loro, incondizionatamente dalla loro parte. E garantendo allo stesso tempo, per parte nostra, le condizioni e l’agibilità politica di cui un corteo ha bisogno per poter risultare efficace.<br />
Al contempo chiediamo al Questore di farci capire cosa ha intenzione di fare ed, eventualmente, quali indicazioni ha ricevuto. O si garantisce concretamente la libertà di manifestare e si applica la Costituzione, oppure si vieta la libertà di manifestare, si applicano le schedature preventive degli studenti, si ricorre ai manganelli e alle cariche e allora si calpesta la Costituzione.<br />
Non c’è una terza via. Noi siamo responsabili e vogliamo esprimere in maniera pacifica le nostre idee (che, lo si sta capendo anche in queste ore, sono ormai le idee della maggioranza del Paese). A Roma, in Italia, è ancora possibile farlo?</p>
<p>SIMONE OGGIONNI</p>
<p>da Liberazione del 10 novembre 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/possiamo-ancora-esprimere-in-modo-pacifico-le-nostre-idee.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In mobilitazione contro Alemanno, la crisi e la repressione</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/in-mobilitazione-contro-alemanno-la-crisi-e-la-repressione.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/in-mobilitazione-contro-alemanno-la-crisi-e-la-repressione.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3040</guid>
		<description><![CDATA[I Giovani Comunisti con gli studenti oggi per le vie di Roma sfidando i divieti autoritari del sindaco Denunciamo con forza il clima di militarizzazione e repressione messo in atto oggi a Roma. Già dalle prime ore della giornata, infatti, davanti alle maggiori scuole della Capitale abbiamo assistito all’identificazione e all’intimidazione di decine di studenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I Giovani Comunisti con gli studenti oggi per le vie di Roma sfidando i divieti autoritari del sindaco</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Denunciamo con forza il clima di militarizzazione e repressione messo in atto oggi a Roma. Già dalle prime ore della giornata, infatti, davanti alle maggiori scuole della Capitale abbiamo assistito all’identificazione e all’intimidazione di decine di studenti ad opera di appartenenti alle forze dell’ordine. Non possiamo tollerare che le nostre scuole vengano considerate territorio di guerra da presidiare con camionette e agenti in borghese. Non possiamo accettare i continui divieti imposti a tutta la città: dalla limitazione dei cortei al diritto di muoversi liberamente per le nostre strade. Non possiamo accettare le cariche selvagge nei confronti di una manifestazione pacifica composta il larga parte da studenti medi.<span id="more-3040"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Alemanno e Berlusconi devono  assumersi le proprie responsabilità. Chiediamo con forza le dimissioni del Sindaco e del Governo, veri responsabili della crisi che stiamo vivendo e delle politiche repressive che continuiamo a subire. Ci riprenderemo l’agibilità democratica che ci viene negata.</p>
<p>GIOVANI COMUNISTI &#8211; ROMA</p>
<p>3 novembre 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/in-mobilitazione-contro-alemanno-la-crisi-e-la-repressione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Noi indignati, loro indegni (parte seconda)</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/noi-indignati-loro-indegni-parte-seconda.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/noi-indignati-loro-indegni-parte-seconda.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 23:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[indignati]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=3019</guid>
		<description><![CDATA[di Simone Oggionni In questi giorni in molti ci siamo cimentati in un dibattito che aiutasse il movimento a ripartire dopo la botta del 15 ottobre. Colpisce, per una volta, la sostanziale convergenza delle analisi e dei giudizi di pressoché tutte le realtà e soggettività che compongono questo movimento. Una convergenza – mi sia consentito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Simone Oggionni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni in molti ci siamo cimentati in un dibattito che aiutasse il movimento a ripartire dopo la botta del 15 ottobre. Colpisce, per una volta, la sostanziale convergenza delle analisi e dei giudizi di pressoché tutte le realtà e soggettività che compongono questo movimento. Una convergenza – mi sia consentito rilevare anche quest’ulteriore dato – che c’è ed è forte anche nel nostro partito e nella Federazione della Sinistra.<br />
In cosa si sostanzia questa convergenza? In tre concetti essenziali: che la manifestazione è stata, in sé, straordinaria (il più grande corteo nel mondo, mezzo milione di persone, unite da obiettivi molto avanzati di alternativa e di critica delle politiche neo-liberiste); che la gestione dell’ordine pubblico nella manifestazione è stata scellerata e – nello specifico di piazza San Giovanni – semplicemente<span id="more-3019"></span> vergognosa; che le azioni di vigliaccheria e di violenza da parte di qualche centinaio di incappucciati sono quanto di più lontano non solo dall’obiettivo della manifestazione, ma anche dall’idea di società e di mondo che abbiamo in testa.<br />
A partire da questi punti fermi, vorrei avanzare schematicamente quattro ipotesi che integrino le premesse su cui tutti concordiamo.<br />
La prima ipotesi che suggerisco è questa: le violenze sono state la conseguenza pratica di una volontà politica: quella di far saltare il corteo pacifico promosso da una serie di soggetti (tra cui il nostro partito) ai quali si imputa una sostanziale subalternità alle logiche del governo e del capitale.<br />
Questa tesi – esplicitata nelle settimane scorse in rete e sui siti di questa parte della galassia antagonista – è appunto una tesi politica. Come tale dobbiamo leggerla e come tale dobbiamo riuscire a batterla, sapendo che ha rappresentato una piccolissima parte di quel corteo, ma sapendo anche che ha avuto la forza di catalizzare su di sé tutta l’attenzione mediatica nei giorni successivi al 15.<br />
Non penso, infatti, che si possa ridurre il tutto a questione di ordine pubblico (certo, le forze dell’ordine avrebbero dovuto e potuto fare diversamente, ma un ragionamento che facesse leva principalmente su quest’aspetto condurrebbe sul piano logico ad invocare ulteriore repressione, tutto il contrario di ciò di cui abbiamo bisogno) né che siano valide le analisi pseudo-sociologiche circolate in questi giorni. Si parla di rabbia sociale. Forse chi non ha dato fuoco alle utilitarie pagate a rate posteggiate in via Cavour è meno arrabbiato di chi lo ha fatto, è meno socialmente a disagio, subisce meno gli effetti della crisi? O forse esiste una composizione materiale e di classe granitica dei soggetti che hanno compiuto quegli atti, tale da definire un blocco sociale (precario, proletario, subalterno) omogeneo? Evidentemente no. Su questo terreno va rimossa ogni ambiguità, che rischia di diventare funzionale al messaggio politico regressivo di cui parlavo prima.<br />
Secondo punto. La rabbia sociale, al contrario, è una cosa molto seria ed ha attraversato, con un livello alto di maturità e coscienza, il corteo nella sua pluralità. Se non si è creato l’effetto contagio e gli episodi di violenza sono rimasti episodi singoli, deprecati ed espulsi dalla stragrande maggioranza del corteo, senza nemmeno trasformarsi – come qualcuno avrebbe voluto – in pratiche embrionali di “riot”, come nel 14 dicembre studentesco, è proprio perché il movimento, nel suo corpo, è più maturo e responsabile della sua testa, dei tanti apprendisti stregoni così come dei suoi presunti gruppi dirigenti, sui quali ultimi insiste la responsabilità – per esempio – di aver consentito una conformazione del corteo che vedesse in prossimità dell’apertura (e cioè in un punto nevralgico) la presenza di gruppi ben poco rappresentativi, totalmente privi di una organizzazione interna e di un servizio d’ordine e ben poco disponibili a rifiutare pratiche e azioni incompatibili con lo spirito della manifestazione.<br />
Terzo punto. Ritengo che vada presa di petto la questione dell’anti-politica e dell’ostracismo nei confronti delle forze organizzate, e in primo luogo nei confronti dei partiti. Questo vento qualunquista, che soffia nel Paese, è giunto sin dentro le riunioni e le assemblee preparatorie del corteo. Non è più accettabile che Rifondazione Comunista, la Federazione della Sinistra e i suoi giovani organizzino circa 200 pullman da tutta Italia (un numero infinitamente superiore a quello di qualsiasi altro gruppo presente in piazza il 15 e paragonabile soltanto a quello delle due centrali sindacali, Fiom e Cobas, organiche al percorso del comitato), garantiscano dal primo all’ultimo minuto la tutela e l’incolumità di migliaia di manifestanti ma siano – in nome di questa maldestra cultura anti-partitica – confinati nelle retrovie del corteo, lasciando allo stesso tempo gruppi ben più esigui, ben meno rappresentativi (e con responsabilità a cui prima alludevo) alla testa del corteo.<br />
Quarto elemento. Dobbiamo capire da dove ripartire. Il rifiuto dell’anti-politica e dell’ostracismo nei confronti dei partiti e delle organizzazioni di massa è un primo punto fermo. Rifondazione Comunista, che non ha né ha mai avuto velleità avanguardiste e si è sempre collocata dentro i movimenti, con una vocazione paritetica che le è sempre stata riconosciuta, è parte del percorso di ricostruzione e di rilancio del movimento. Tanto quanto gli altri, ma non è la ruota di scorta di nessuno. Siamo in campo, e vogliamo moltiplicare le parole e le ragioni del conflitto, come la Fiom meritoriamente si è incaricata di fare venerdì a piazza del Popolo. Ma, soprattutto, vogliamo costruire, su basi nuove, un luogo permanente nel quale si possano ritrovare tutte le forze, le strutture, le reti, i singoli che condividono una prospettiva di alternativa e pratiche coerenti con questo obiettivo. Come a Genova dieci anni fa, quando il movimento riprese la parola soprattutto attraverso i Forum sociali in ogni territorio e sperimentò forme di rappresentanza che misero al centro valori, pratiche condivise e soprattutto i contenuti (efficaci in quanto posti in essere da una massa critica significativa) di un’alternativa possibile al neo-liberismo. Uniti e con le idee chiare: questa è la nostra strada.</p>
<p>SIMONE OGGIONNI</p>
<p>da Liberazione del 23 ottobre 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/noi-indignati-loro-indegni-parte-seconda.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

