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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Migranti</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>Cinghiamattanza</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 00:52:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Kykeon Continuate a sventolare le vostre foglie di fico: una sincera ipocrisia trasuda dalle vostre bocche, le vostre lingue denunciano gli orrori commessi da voi stessi durante le piene di intolleranza. Approfondite le vostre lacerazioni: le differenze da voi discriminate con sottile ironia. Non smettete di offendere la memoria della Speranza, sbarrata da un vostro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Kykeon</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Continuate a sventolare le <strong><em>vostre</em></strong> foglie di fico: una sincera ipocrisia trasuda dalle <strong><em>vostre</em></strong> bocche, le <strong><em>vostre</em></strong> lingue denunciano gli orrori commessi da <strong><em>voi</em></strong> stessi durante le piene di intolleranza. Approfondite le <strong><em>vostre</em></strong> lacerazioni: le differenze da <em><strong>voi </strong></em>discriminate con sottile ironia. Non smettete di offendere la memoria della Speranza, sbarrata da un <strong><em>vostro</em></strong> uomo dotato di orecchie sensibili e con mani che hanno aggredito il grilletto, interrompendo il personale esodo verso una meta promessa, la stessa che ha restituito il sangue alla terra madre.</span><span id="more-3133"></span><br />
<span> Un cimitero a cielo aperto costeggia l’Arno e <strong><em>voi</em></strong> continuate a ballare sulle note delle urla di terrore: ricominciate a regalarci le lapidi ma noi continueremo a recidere le <strong><em>vostre</em></strong> radici, a scavalcare le <strong><em>vostre</em></strong> barriere, ad usare le mani per accarezzare. Non per trasformare le vite in cibo per vermi sotterranei. Noi, non <strong><em>voi</em></strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>KYKEON</span></p>
<p style="text-align: justify;">19 dicembre 2011</p>
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		<title>La &#8220;biodiversità&#8221; è un bene comune</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 00:47:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Lorenzo Lupoli Una grande manifestazione, pacifica e di massa. Questa la risposta che Firenze e i suoi cittadini hanno dato a pochi giorni dall&#8217;orrore di Piazza Dalmazia, stringendosi attorno alla comunità senegalese della città. Una comunità, quella africana, che in questi giorni ha dato un esempio di grande civiltà, dignità e maturità, organizzando una]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Lorenzo Lupoli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una grande manifestazione, pacifica e di massa. Questa la risposta che Firenze e i suoi cittadini hanno dato a pochi giorni dall&#8217;orrore di Piazza Dalmazia, stringendosi attorno alla comunità senegalese della città. Una comunità, quella africana, che in questi giorni ha dato un esempio di grande civiltà, dignità e maturità, organizzando una mobilitazione che è sfociata nel partecipato corteo che ha attraversato le strade cittadine pacificamente, senza creare disordini e tensioni.<br />
Una strana coincidenza quella che collega la reazione di questa comunità ferita e umiliata, con quella del quartiere torinese che poco più di una settimana fa aveva risposto barbaramente alla falsa notizia dello stupro di una giovane sedicenne, che aveva accusato di<span id="more-3130"></span> questo un rom del campo nomadi poco distante. Due fatti che in pochi giorni hanno scosso un&#8217; Italia che un po&#8217; ipocritamente si è risvegliata più razzista e intollerante rispetto al resto dei paesi europei.<br />
In pochi però, pare, abbiano capito quello che è successo veramente, al di là della cieca violenza che si è manifestata nei due episodi di razzismo.<br />
Nessuno, o forse in pochi, si sono interrogati sul perché una giovane donna di un paese democratico e sviluppato, sia arrivata a denunciare uno stupro inventato, pur di non dover ammettere di aver perso la propria “verginità”, piuttosto che parlare del suo primo rapporto sessuale con la propria famiglia; nessun interesse su quanto sia sessuofobica e allo stesso tempo volgare la nostra società, condizionata da antichi retaggi che il potere clericale d&#8217;Oltretevere continua ad alimentare, condizionando una destra filovaticana e una centro-sinistra conformista e moralista, il cui principale argomento di opposizione a Berlusconi e al berlusconismo è diventato la &#8220;questione morale&#8221; contro puttane e tacchi a spillo.<br />
Nessuno, se non in pochi, si sono chiesti perché accusare di un gesto così grave uno straniero, uno zingaro, e non un proprio coetaneo italiano, dopo anni in cui le peggiori campagne mediatiche securitarie di caccia al &#8220;deviante&#8221;, sono state avallate da autorevoli esponenti di destra quanto di centro-sinistra, spesso sindaci-sceriffo delle nostre città.<br />
Nessuno, seppure noi lo dicessimo da tempo, ha capito che legittimare la presenza di spazi sociali come quelli di Casa Pound, i “fascisti del terzo millennio” come amano definirsi i “nuovi” giovani camerati italioti, o sottovalutare il consenso che gruppi come Blocco Studentesco hanno ottenuto nelle nostre scuole e università, voleva dire sdoganare definitivamente il ritorno di organizzazioni neofasciste che prima o poi avrebbero colpito ancora, come nei giorni più bui dell&#8217;eversione nera.<br />
Il problema purtroppo non riguarda solo la destra “istituzionale” e di governo che copre e spesso finanzia l&#8217;arcipelago neofascista italiano, ma anche quella “sinistra” che ormai da anni considera sorpassati i temi dell&#8217;antifascismo, festeggiando il 25 aprile come una ricorrenza qualsiasi, superando di fatto la discriminante antifascista nel proprio DNA politico. Una “sinistra” che in nome di una presunta superiorità intellettuale, ha firmato appelli in difesa della libertà di manifestare dei gruppi orgogliosamente neofascisti, definendo illiberali e liberticide le posizioni di chi, come noi, vi si opponeva fermamente.<br />
Il tema dell&#8217;antirazzismo e dell&#8217;antifascismo sembrano tornare alla ribalta, solo grazie a due episodi subito ripresi dal circo mediatico che presto li dimenticherà per dare spazio al prossimo caso, come se non ci fossero piccoli episodi quotidiani di rigurgito fascista e di intolleranza razzista, mentre rimarranno il dolore e le vittime di una cultura dominante che, per rimanere tale, ha bisogno di volta in volta di individuare nel &#8220;diverso&#8221;, nello &#8220;straniero&#8221;, il capro espiatorio. A maggior ragione in tempo di forte crisi economico-sociale, per alimentare la guerra fra poveri e rafforzare il proprio mainstream culturale e politico a scapito di una qualche minoranza, etnica, politica o sessuale, creando un senso comune basato sulla paura dell&#8217;altra/o, meglio se diversa/o.<br />
I temi dell&#8217;antirazzismo e dell&#8217;antifascismo si intrecciano nuovamente, e assieme a quello dell&#8217;antisessismo, ci interrogano alla pari sul fatto di come la rifondazione culturale e politica della sinistra non possa eluderli per un progetto alternativo di società.<br />
Una domanda, a questo punto mi pare necessaria, e la pongo prima di tutto a noi stessi: è possibile considerare la “biodiversità” di tutti gli esseri viventi, un bene comune fra quelli fondanti il nostro progetto d&#8217;alternativa? La &#8220;biodiversità&#8221; di chi ha un&#8217;etnia, un genere, un orientamento sessuale o una religione differenti dalle nostre?<br />
Io penso che questo sia necessario, e che non debba essere mai più subordinato ad altro, che debba essere alla base di una grande alleanza democratica che abbia come compagne/i di avventura più che i fondatori di un nuova coalizione elettorale, i migranti e le migranti e tutte/i le/i &#8220;diverse/i&#8221; in viaggio con noi verso una futura umanità.</p>
<p>LORENZO LUPOLI<br />
Alternativa ribelle &#8211; Ribalta</p>
<p>19 dicembre 2011</p>
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		<title>Stalingrado in ogni città</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 00:40:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni e Daniele Maffione “Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Simone Oggionni e Daniele Maffione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista</em>.” (Legge Scelba, paragrafo 1, 20 giugno 1952)</p>
<p style="text-align: justify;">L’omicidio di Firenze, compiuto dal militante di Casapound, Gianluca Casseri, ha portato agli onori delle cronache un problema contro cui i Giovani Comunisti si battono da anni, spesso insieme all’ANPI ed alle reti antifasciste autorganizzate, ma nel pressoché totale silenzio di gran parte delle altre organizzazioni politiche: in Italia proliferano gruppi e movimenti che non propugnano soltanto una <span id="more-3125"></span>nostalgica rievocazione del fascismo, ma addirittura inneggiano esplicitamente al nazismo, all’antisemitismo, alla segregazione “razziale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Casapound, che ha a Roma, sotto l’egida protettiva del Sindaco Alemanno, la propria roccaforte, ha preso le distanze dalla carneficina di Casseri. Il suo leader carismatico, Gianluca Iannone, già cantante del gruppo nazi-rock ZetaZeroAlfa, ha definito Casseri una persona “introversa” ed “instabile mentalmente”. Ciò non impedisce a Iannone ed ai suoi camerati di ribadire l’impegno “sociale” di C.p.i., esplicitamente definito il “fascismo del III millennio”. Tramite le “occupazioni non-conformi”, che godono spesso dell’appoggio e della copertura istituzionale di Pdl e della Destra di Storace, C.p.i. dispone anche di una fitta rete di pub in diverse città, che servono economicamente l’organizzazione e che nascondono, sovente, piccoli arsenali fatti di spranghe di ferro, coltelli, mazze da baseball, tirapugni, chiodi e rudimentali ordigni esplosivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente Casapound si è addirittura dotata di un sedicente “gruppo di protezione civile”, La Salamandra, che non è affiliato alla Protezione Civile vera e propria, ma che, in compenso, cela una reale attività di addestramento para-militare, con tanto di corsi di arti marziali e campi di formazione in montagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo averla costituita nel 2003 e averla riempita di picchiatori provenienti dalla Fiamma tricolore e di ultras del neofascismo romano, Casapound nel 2008 l’ha trasformata in una associazione di promozione sociale dedita ai pestaggi e alle aggressioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso nome di questo gruppo è un omaggio ad Ezra Pound, noto antisemita. Casapound, del resto, non si è fatta scrupoli nel commemorare anche il compleanno di Hitler, la figura di Robert Brasillach, un collaborazionista francese del regime nazista, o di indicare il 25 aprile come una data di “lutto nazionale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tramite finanziamenti pubblici e privati, provenienti da camerati che, con un’abile operazione di mimetismo istituzionale, sono stati eletti in partiti di centrodestra, C.p.i. ha lanciato un’operazione egemonica nella galassia dell’estrema destra italiana, presentandosi come una forza antagonista concorrenziale alle altre formazioni del neofascismo, come Forza Nuova di Roberto Fiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Casapound non è che il fenomeno più appariscente di un problema che è radicato da tempo nel nostro Paese e con cui non si è mai voluto chiudere realmente i conti. La destra istituzionale ha da sempre utilizzato il braccio armato del neofascismo per reprimere i movimenti dei lavoratori e di contestazione sociale. Basti ricordare il ruolo giocato da organizzazioni come Ordine Nuovo durante la strategia della tensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il proliferare di gruppi locali come gli Hammerskin in Lombardia, Veneto Fronte Skinheads, gli Apulia Skinheads, Stupor Mundi in Campania, solo per citarne alcuni, non è altro che l’espressione compiuta di un processo di maturazione degli ambienti neofascisti in un esplicito richiamo al neonazismo. Alcuni trovano copertura istituzionale da partiti come il Pdl e la Lega nord. Altri rifiutano l’interlocuzione istituzionale e dispongono di una rete di legami internazionali con altre formazioni neonaziste in giro per l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni gruppi, poi, tentano un’opera di proselitismo anche nelle file della sinistra radicale, facendo leva su un generico anticapitalismo e anti-imperialismo che cela – invece – le peggiori posizioni anti-marxiste, revisioniste e negazioniste. Ci riferiamo alla composita galassia “comunitarista” e dei “rosso-bruni”, che condividono con Casapound (che è arrivata addirittura, per accreditarsi negli ambienti giovanili della sinistra, ad utilizzare icone e riferimenti della nostra storia, come Che Guevara e Gramsci) questo tentativo di sfondare a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che è certo è che la galassia dell’estrema destra italiana non è omogenea al proprio interno. Alcuni gruppi sono eredi del neofascismo degli anni Settanta, come dimostra la simpatia e l’organicità di alcuni terroristi neri per le formazioni più recenti. Altri se ne pongono in netta discontinuità. Non solo nei riferimenti, ma anche nelle pratiche, questi gruppi si suddividono in tipologie d’intervento diverso: c’è chi si presenta come un “centro sociale” (Casapound), chi come un’associazione “culturale” (Veneto Fronte Skinheads), chi come un movimento (Fiamma Tricolore) e chi come un partito politico (La Destra di Storace o Forza Nuova). I richiami teorici sono dei più differenti e finanche in materia religiosa i neofascisti si distinguono fra atei e cattolici. Nonostante queste differenziazioni, la violenza, l’odio ed il revisionismo storico rimangono sempre i comun denominatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma attenzione: le idee ributtanti dell’estrema destra rischiano di attecchire, in un contesto di profonda ineguaglianza sociale quale quello attuale e nel quale l’arroccamento in difesa di una presunta purezza comunitaria e “razziale” rischia di essere percepita come una soluzione plausibile ai grandi guasti del capitalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti, insieme al Partito della Rifondazione Comunista, da sempre si battono per l’applicazione della Costituzione scaturita dalla Resistenza antifascista. Oltre alla XII Disposizione transitoria e definitiva della Costituzione, che impedisce la ricostituzione del disciolto partito fascista, chiediamo che vengano applicate le leggi antifasciste del 1952 (Legge Scelba, che applica la XII Disposizione e punisce il reato di associazione ed apologia del fascismo) e del 1993 (Legge Mancino, che estende il reato all’odio razziale ed all’antisemitismo). Non solo, chiediamo che venga fatta luce su tutte le inchieste giudiziarie a carico di dirigenti ed esponenti neofascisti, come Fiore e Iannone, che sono state insabbiate o gettate nel cassetto da qualche magistrato compiacente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tramite la nostra organizzazione, in tutto il Paese stiamo strutturando una fitta rete di responsabili che documentino le attività dei gruppi neofascisti, pronti a denunciarne pubblicamente l’operato e le coperture istituzionali o giudiziarie. Ma non ci limiteremo ad un lavoro di contro-inchiesta. In tutta Italia da tempo i Giovani Comunisti hanno attivato una rete di solidarietà con le realtà autorganizzate e promosso campagne di autofinanziamento per sostenere i procedimenti giudiziari a carico degli antifascisti. Favoriamo apertamente l’iscrizione ad associazioni storiche e di rilevanza morale, come l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, anche per incalzare tutta la sinistra all’unità e a recuperare un ruolo che non sia soltanto commemorativo, ma che parli al presente e contrasti in forma attiva il riemergere della violenza squadrista e di idee che propinano odio, ponendosi al di fuori della nostra democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, infatti, ci troviamo di fronte ad un curioso fenomeno prodotto di questi tempi cupi, di maggioritario e di revisionismo: alcuni sostengono, anche a sinistra, che in democrazia tutti (anche i fascisti) devono poter esprimere il proprio pensiero! Il nostro lavoro quotidiano all’interno delle scuole, delle ANPI, delle reti autorganizzate è volto proprio a spiegare che l’Italia è una Repubblica democratica fondata su due pilastri: il lavoro e l’antifascismo. Ecco perché ci battiamo con tutte le nostre forze non solo contro i gruppi neofascisti, ma anche contro le nuove forme di sfruttamento capitalista nei luoghi produttivi, come sta accadendo nella fabbrica di Pomigliano, o contro le politiche ultra-liberiste del governo Monti, volte a privatizzare gli enti pubblici ed azzerare gli enti locali, come le province, che sono composti da assemblee elette dal popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi siamo con quelle decine di migliaia di persone, native e migranti, che sono scese in piazza per gridare il proprio sdegno per il massacro di Firenze. A nostro parere, vi è soltanto un requisito per essere italiani: essere antifascisti!</p>
<p style="text-align: justify;">Come Giovani Comunisti a gennaio lanceremo una campagna nazionale sull’antifascismo, rivolta alle nuove generazioni. Il nostro intento è restituire la memoria ed una consapevolezza critica a milioni di giovani italiani intorpiditi da quasi venti anni di berlusconismo, televisione ed abulia politica. Lottiamo per difendere ed applicare la Costituzione italiana e lo Statuto dei lavoratori. Per questo siamo convinti che oggi la lotta vada estesa ad ogni fabbrica, ad ogni scuola, ad ogni luogo di lavoro precario, con l’obiettivo di far crescere una cultura e una forza comunista che diano voce agli oppressi e siano in grado di aggregare una sinistra politica e sociale di alternativa, capace di battere il neofascismo e superare il neoliberismo capitalista.</p>
<p>SIMONE OGGIONNI<br />
Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i</p>
<p>DANIELE MAFFIONE<br />
Responsabile naz.le antifascismo &#8211; Giovani Comuniste/i</p>
<p>19 dicembre 2011</p>
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		<title>Il porto di Palermo non è una galera, liberi/e tutti/e!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 12:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Belligero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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		<description><![CDATA[Rinchiusi dietro gigantografie di Duffy Duck e Willy il coyote oltre 300 tunisini attendono, da giorni, al largo del porto di Palermo che le autorità italiane decidano del loro destino. Tappezzata da sorrisi ammiccanti dei protagonisti Looney Tunes, la nave “Fantasy” della compagnia Grimaldi Lines esprime appieno quanto ci sia di grottesco e tragico dell’odissea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="IMMIGRAZIONE: EMERGENZA CLANDESTINI A LAMPEDUSA" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/IMMIGRATI-LAMPEDUSA11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2883" title="IMMIGRAZIONE: EMERGENZA CLANDESTINI A LAMPEDUSA" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/IMMIGRATI-LAMPEDUSA11-400x300.jpg" alt="" width="269" height="202" /></a>Rinchiusi dietro gigantografie di Duffy Duck e Willy il coyote oltre 300 tunisini attendono, da giorni, al largo del porto di Palermo che le autorità italiane decidano del loro destino. Tappezzata da sorrisi ammiccanti dei protagonisti Looney Tunes, la nave “Fantasy” della compagnia Grimaldi Lines esprime appieno quanto ci sia di grottesco e tragico dell’odissea dei migranti, che prima erano trattenuti illecitamente a Lampedusa e adesso sulle navi; infatti la “Moby Vincent” ancorata al largo dei cantieri navali, e la “Audacia”, situata a 200 m dall’antico foro italico di Palermo, si uniscono alla prima creando così una vera e propria flotta di navi galera dove gli immigrati sono stipati. Per mare sono venuti e in mare restano. <span id="more-2880"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le creazione di questi CIE galleggianti non è che l’ennesimo grave episodio di gestione emergenziale dell’immigrazione dal Nordafrica: la proclamazione delle stato d’emergenza e la conseguente decretazione d’urgenza gli hanno permesso di ignorare le garanzie fondamentali della Costituzione e di utilizzare forme di detenzione in strutture improvvisate, come la collina della vergogna a Lampedusa, la stazione marittima o queste navi, inaccessibili alla stampa e alle associazioni. “Il concentramento forzato in non luoghi, di persone che non hanno commesso alcun crimine, riportano a episodi che la storia d’ Europa avrebbe dovuto cancellare e che invece continuano a ripetersi sotto i nostri occhi.” Borderline Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dai primi sbarchi avvenuti all’inizio del 2011 l’isola di Lampedusa è stata vittima di una gestione predisposta e finalizzata al verificarsi di episodi esplosivi come l’incendio del centro di contrada Imbriacola e le successive violenze che sono scoppiate nell’isola il 21 settembre scorso. “Era da tempo che tutti quelli che dovevano sapere, erano a conoscenza dello stato di degrado e di nervosismo che nel centro di Lampedusa si viveva quotidianamente” sostiene Giacomo Sferlazzo dell’associazione Askavusa di Lampedusa “molti lo avevano detto, ed era prevedibile che lasciare i ragazzi tunisini in quelle condizioni e in più essendo a conoscenza che i rimpatri erano lo scopo finale della loro attesa, avrebbe causato una grande rivolta, e così è stato.” Questo è solo l’ultimo, e il più grave, degli episodi susseguitisi dall’inizio del 2011 e la risposta delle istituzioni a ciò che è stato colpevolmente causato dalle stesse è un’altra gravissima sospensione dello stato di diritto che non può essere in alcun modo accettata.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli immigrati sono privati della libertà personale da settimane, senza avere mai incontrato un avvocato ne’ essere mai stati condotti davanti a un giudice di pace per la convalida del trattenimento, per di più a bordo di navi che hanno assunto le funzioni di Centri di identificazione ed espulsione galleggianti. Vengono violati così i più elementari diritti umani, a partire dal diritto di difesa e di controllo giurisdizionale sulla libertà personale. Eppure non ha rilevato la minima violazione dei diritti umani il deputato regionale del PD Tonino Russo, secondo le dichiarazioni scandalose rilasciate al GR regionale, “I migranti a bordo delle navi sono in buone condizioni; sono assistiti regolarmente, dormono in cabine fornite di lenzuola e in poltrone reclinabili. Alcuni tunisini che hanno avuto dei malori sono stati trasportati in ospedale, altri sono stati medicati direttamente a bordo da personale sanitario”. L’onorevole dimentica però che le detenzione illegittima rimane anche se le persone non vengono fatte morire di fame e sete.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo dopo quattro giorni di detenzione il PD è riuscito a prendere una posizione che non si burlasse dei diritti fondamentali dell’uomo: Alessandra Siracusa e Pino Apprendi, dopo una visita di tre ore a bordo delle navi, hanno dichiarato che anche se fossero rinchiusi in un Hotel a cinque stelle rimarrebbe un sequestro di stato. Inoltre hanno verificato la condizione giuridica delle persone trattenute, tra cui ci sono sei minori e una donna, sola, in mezzo a un gruppo di uomini. Duecento immigrati sono trattenuti nella Moby Vincent e un altro centinaio sull’Audacia. La Fantasy la scorsa domenica ha traghettato 221 migranti tunisini da Palermo al porto di Cagliari. Questi destinati ad essere identificati nel centro di prima accoglienza di Elams e poi rimpatriati. Sinora è inascoltata la protesta di centinaia di manifestanti che alle 17.00 di ogni pomeriggio si riuniscono in presidio difronte al porto. Cercano di richiamare la cosiddetta società civile attorno all’emergenza della discriminazione delle minoranze in Italia, ma, alla vigilia delle primarie della sinistra palermitana, chissà in quanti avranno il coraggio di denunciare questi abusi, nella bella Italia, patria del diritto.</p>
<p>GIORGIA MIRTO</p>
<p>Responsabile Migranti Giovani Comunisti/e Palermo</p>
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		<title>Aiutiamo gli schiavi delle angurie a Nardò</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 22:45:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Giovani Comunisti esprimono pieno sostegno allo sciopero  autorganizzato dai braccianti immigrati che lavorano alla raccolta delle angurie a Nardò, in provincia di Lecce, oggi al quinto giorno di lotta contro le condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti, per cui vengono pagati anche meno di 20 euro al giorno per una giornata lavorativa che]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">I Giovani Comunisti esprimono pieno sostegno allo sciopero  autorganizzato dai braccianti immigrati che lavorano alla raccolta delle angurie a Nardò, in provincia di Lecce, oggi al quinto giorno di lotta contro le condizioni di sfruttamento a cui sono sottoposti, per cui vengono pagati anche meno di 20 euro al giorno per una giornata lavorativa che arriva a 10 ore sotto il sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel lavoro stagionale vengono sfruttati ogni anno migliaia di lavoratori migranti che, costretti dalla povertà, accettano condizioni di lavoro durissime e salari da fame, condizioni superate nella storia del nostro Paese dalle lotte sindacali e politiche del Novecento, ma che <span id="more-2791"></span>oggi si ripetono sulla pelle del nuovo proletariato dalla composizione estremamente frammentata, facilmente esposto al ricatto del lavoro nero e del caporalato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi i lavoratori si sono radunati in assemblea ed hanno iniziato a discutere dei propri diritti e delle necessarie risposte da mettere in campo, riuscendo a superare le divisioni culturali date dalle diverse provenienze nazionali, divisioni continuamente rafforzate da chi li vuole più facili da sfruttare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sciopero è portato avanti con grande coraggio dai lavoratori che sfidano le minacce di morte ricevute dai caporali, principali organizzatori del loro sfruttamento assieme ai proprietari agricoli. i lavoratori chiedono che venga rispettato il compenso stabilito dal contratto provinciale che prevede come salario minimo il doppio di quello che attualmente ricevono, e la fine dell&#8217;intermediazione dei caporali.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal fine i braccianti di Nardò chiedono al Prefetto di Lecce di istituire un tavolo di confronto tra aziende agricole sindacati e lavoratori per avere risposte immediate contro lo sfruttamento del lavoro nero, per ottenere diritti e il giusto compenso a un lavoro durissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; necessario che ciascuno per le sue possibilità e il suo ruolo rompa il muro d&#8217;omertà verso le condizioni di questi lavoratori, grazie ai quali va avanti gran parte della produzione agricola e dei profitti che si riversano sul complesso del territorio ma di cui i lavoratori non beneficiano minimamente. E&#8217; necessario inoltre un ruolo più combattivo del sindacato nella tutela e nell&#8217;organizzazione dei lavoratori stagionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sostegno importante a questa lotta completamente autorganizzata viene dato in loca dalla masseria Boncuri, dove un gruppo di volontari dell&#8217;associazione Fisnis Terrae e della Brigata di Solidarietà Attiva, responsabili del campo di accoglienza dei migranti, ha lanciato la campagna &#8220;ingaggiami contro il lavoro nero&#8221; e offre quotidianamente un sostegno attivo e non meramente assistenzialistico ai lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi nostri compagni partecipano a questa importante esperienza di sostegno alle lotte dei braccianti. Questi sono i dettagli per sostenere economicamente la masseria Boncuri e quindi la lotta dei braccianti:</p>
<p><strong>IBAN: IT10N0335901600100000018770</strong><br />
<strong>BANCA PROSSIMA</strong><br />
<strong>OGGETTO: sostegno braccianti Nardò</strong></p>
<p style="text-align: justify;">red. 4 agosto 2011</p>
</div>
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		<title>Il lampedusano che viene da Portofino!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 12:32:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lampedusa. «Lampedusa sta vivendo un momento storico unico &#8211; ha esclamato il presidente Lombardo difronte all’aula consiliare del municipio &#8211; per la prima volta un presidente del Consiglio sull’isola!». L’attenzione dei cittadini tutti e dei giornalisti è incentrata sull’arrivo di Berlusconi e delle sue promesse. Poco importa se nel frattempo sul molo del Porto ci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="lampedusa-silvio-berlusconi" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/lampedusa-silvio-berlusconi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2366" style="margin: 4px;" title="lampedusa-silvio-berlusconi" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/lampedusa-silvio-berlusconi-400x265.jpg" alt="" width="276" height="183" /></a>Lampedusa. «Lampedusa sta vivendo un momento storico unico &#8211; ha  esclamato il presidente Lombardo difronte all’aula consiliare del  municipio &#8211; per la prima volta un presidente del Consiglio sull’isola!».  L’attenzione dei cittadini tutti e dei giornalisti è incentrata  sull’arrivo di Berlusconi e delle sue promesse. Poco importa se nel  frattempo sul molo del Porto ci sia stato il delirio. La prima nave,  giunta per spostare i migranti dell’isola alla “terra ferma”, ha  ormeggiato alla Cala Francese. Si tratta del Battaglione San Marco che  con mezzi anfibi preleverà dal porto i migranti e li porterà a bordo.  Tutte le altre navi arriveranno invece al porto commerciale di Cala  Pisana. Già alle otto di mattina la nave Grimaldi aveva attraccato e  iniziato la pulizia del mezzo. Alcuni ormeggiatori dichiarano<span id="more-2365"></span> che  nell’arco di 72 ore si concluderanno le procedure di imbarco. La  capienza stimata è di circa diecimila passeggeri. Intanto nella notte è  avvenuto il primo trasferimento dall’isola. Tutti gli eritrei ospitati  nel centro di prima accoglienza sono stati spostati a Porto Empedocle.  Lungo il molo la polizia si sta affrettando per le procedure  d’identificazione. Come negli ultimi giorni, gli immigrati sono seduti,  anche delle ore, in ginocchio lungo banchina: è il metodo della polizia  per mantenere la situazione sotto controllo e identificare i gruppi in  cui sono divisi i migranti. Dieci a volta, dai diversi gruppi e in modo  casuale, vengono prelevati, fatti mettere in fila e infine scortati fino  al pullman del “Lampedusa Accoglienza”. E’ l’unica sede per  l’identificazione e anche lì le condizioni dei migranti sono precarie:  il centro distribuisce solo un kit con cibo, vestiti e scheda  telefonica, ma mancano perfino le coperte e il mangiare per tutti.  Intanto nella giornata ci sono stati altri due sbarchi, passati quasi  inosservati. La tensione lungo il molo era tangibile: i migranti  stremati e costretti a terra non mangiano da giorni, ma soprattutto, più  delle condizioni fisiche, sono provati dalla paura di un rimpatrio.  Alcuni cercano di intrufolarsi in altri gruppi nella speranza di essere  identificati prima; questo aggrava l’esasperazione dei gruppi. I  poliziotti con i caschi antisommossa intervengono con i manganelli per  placare le risse. Arrivano a minacce pesanti. «Se qalcuno si comporta  ancora così vi scanno e vi porto in Tunisia», urla un agente in borghese  col manganello in mano. Solo da ieri sera un’ordinanza ministeriale ha  permesso l’istallazione di un ospedale da campo della Croce rossa. Fino a  l’altro ieri operavano all’interno della tenda del ministero degli  Interni, dividendo lo spazio con Save the Children. Contemporaneamente è  iniziato il piano di “bonifica” e di pulizia del porto. Intanto nel  paese già dalle prime ore del mattino alcuni lampedusani antirazzisti  avevano preparato striscioni di protesta contro il governo presso la  sede dell’associazione Askavusa. Alla notizia che il premier avrebbe  tenuto il suo discorso nella piazza antistante al municipio i  manifestanti, tra cui gli attivisti di Legambiente, hanno provato ad  esibire i loro striscioni, ma hanno avuto subito una contestazione  esplicita da parte di altri cittadini che hanno violentemente impedito  la protesta. Le autorità presenti sul palco hanno incitato ad escludere  ogni forma di contestazione politica.</p>
<div style="text-align: justify;">«State facendo politica sulle nostre spalle! Manco so di quale  partito è Berlusconi, che mi importa se è di destra!», urla un  lampedusano contro i contestatori, prima di aggredire fisicamente  un’attivista e strapparle di mano lo striscione. «Siamo un popolo civile  e rispettoso &#8211; incalza il sindaco in carica Dino de Rubeis &#8211; adesso si  fa quello che dico io o il presidente non esce di casa. Lombardo  rappresenta tutta la Sicilia, io sono l’ultimo dei servi ma padrone di  casa qui, quindi ci metto la faccia». Dalla maggioranza all’opposizione  Pd, un unico grido all’unità dunque, che impedisce la protesta pacifica.  Ma già all’inizio del  raggruppamento nella platea due fazioni ben  distinte si sono disposte da un lato all’altro del palco.</div>
<div style="text-align: justify;">Da una parte  le madri che qualche giorno fa erano scese sul molo per protestare  d’essere state lasciate da sole. Sono fiduciose adesso e aggiungono:  «Destra o sinistra non cambia niente, do fiducia a Berlusconi ma anche a  Prodi avrei dato un’opportunità. Stiamo a vedere quali sono le novità».  Dall’altra gli occupanti del municipio. E’ Caterina F., assistente  sociale,  a dire che «Mi aspettavo qualcosa prima dal governo, non ora  dopo cinquanta giorni. Sono come un padre o una madre che dopo aver  abbandonato un figlio cercano dopo di rimediare comprandogli un  giocattolo. Queste sono le promesse e i soldi che ci vogliono dare, ma  non restituiranno la dignità di Lampedusa. Sono per i diritti umani per  tutti, ma noi e gli immigrati siamo stati trattati come numeri. Ognuno  ha progetti e sogni che deve perseguire. Ora mi sento delusa. Come una  donna che viene abbandonata dal suo compagno, io mi sento abbandonata  dal governo».</div>
<div style="text-align: justify;">«Il Presidente», esordisce Silvio Berlusconi, parlando in terza  persona, «non è venuto prima perché ha il vizio di risolvere il  problemi». Presentando la sua azione come un “piano” diviso in vari  punti, profetizza il cambiamento dell’Isola.  Lampedusa, avamposto  dell’Europa civilizzata e porta per la democrazia, tornerà in appena 60  ore alla normalità. Sarà impedita la presenza di immigrati nell’isola,  anche nel centro di identificazione. «Ci saranno solo lampedusani a  Lampedusa» e per garantirlo ci sarà un nave sempre ormeggiata nel porto  per  trasferire i nuovi sbarcati. Ha promosso un’azione  “imprenditoriale”, comprando i pescherecci tunisini per togliere loro il  mezzo per arrivare. Un’altra novità che dovrebbe scoraggiare il viaggio  è il tentativo di «convincimento» per il rimpatrio, manifestando così  l’inutilità del rischio del viaggio.</div>
<div style="text-align: justify;">Ha poi illustrato il “Piano Colore:  stile Portofino”, propone di intonacare le case con colori vivaci,  aggiungere il ciottolato nelle strade e i corrimano. Per rilanciare il  turismo promette dei servizi nella Rai e nei suoi canali Mediaset sul  paradiso che è sempre stato Lampedusa. La folla si infervora però alla  dichiarazione che saranno abolite le tasse per le importazioni e le  esportazioni: prima esperienza in Italia, istituirà una Zona Franca per  la tassazione. Come forma di sanatoria perenne inoltre, annuncia la  creazione di una Zona a Burocrazia Zero, in cui per esempio i gestori  dei locali non dovranno più aspettare le certificazioni del Comune, ma  la regolamentazione sarà fatta ad attività già avviata. «I giornali di  sinistra dicono che io curo solo i miei interessi», ha ironizzato  annunciando l’acquisto della villa Le Due Palme. «Gli interessi di  Lampedusa oggi sono anche interessi miei e io sono uno di voi». Dato  inoltre il grande sforzo umanitario che la popolazione dell’isola ha  sostenuto negli ultimi mesi, al prossimo consiglio dei ministri  Berlusconi sosterrà la candidatura di Lampedusa al Premio Nobel per la  Pace.</div>
<p style="text-align: justify;">FORUM ANTIRAZZISTA DI PALERMO</p>
<p style="text-align: justify;">31 Marzo 2011</p>
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		<title>Per una unità democratica contro ogni forma di razzismo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 22:40:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Valerio Todeschini Varese, giovedì 22 luglio scorso, una ragazza viene insultata e picchiata sull’autobus perchè si lamenta del caldo. E le viene gridato  “sporca negra, negra di merda”. Un atto, l’ennesimo purtroppo, che ci da il senso di come nella città giardino ormai sempre più si sta insinuando una sorta di razzismo diffuso, strisciante,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="RosaParks" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/RosaParks.jpg"><img class="size-full wp-image-1372 alignright" style="margin: 4px;" title="RosaParks" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/RosaParks.jpg" alt="" width="237" height="180" /></a>di Valerio Todeschini </strong></em>Varese, giovedì 22 luglio scorso, una ragazza viene insultata e picchiata sull’autobus perchè si lamenta del caldo. E le viene gridato  “sporca negra, negra di merda”. Un atto, l’ennesimo purtroppo, che ci da il senso di come nella città giardino ormai sempre più si sta insinuando una sorta di razzismo diffuso, strisciante, che diventa una giustificazione per gli atti più brutali, verso chi è ritenuto diverso (sia dal punto di vista razziale che sessuale). Varese, la Lombardia, che dal punto di vista<span id="more-1371"></span> economico dovrebbero essere, e probabilmente lo sono,  il ponte dell’Italia intera verso il resto del mondo, a livello sociale invece si chiude sempre di più. Si chiude verso le altre etnie, verso gli immigrati, verso chi è portatore di idee diverse e di stili di vita diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non riusciamo ad aprirci, a capire che la multiculturalità può essere una risorsa. Guardiamo città come Londra, New York, l’esempio più calzante e famoso di città globali. Lì la multiculturalità, nonostante problematiche che persistono (anche gravi), è stata messa a valore. La città si è aperta ai processi globali, sapendo ad esempio coagulare le diverse culture creando qualcosa di nuovo e importante che dia il senso di un’immagine veramente globale, a partire dall’economia fino alle arti. Qui invece a Milano facciamo l’EXPO e chiudiamo le Kebabberie, poniamo seri limiti alla contaminazione tra culture diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo grazie alla poca lungimiranza della classe politica che ci governa: ci riferiamo ovviamente a PDL e LEGA NORD. Questi due partiti non solo non fanno niente per invertire questa tendenza di chiusura verso il diverso (a una settimana dal fatto citato all’inizio rimane un silenzio assordante, quello dei due partiti che governano questa provincia), che piano piano porta all’aumentare del razzismo diffuso nella società, ma anzi cavalcano i sentimenti più beceri e pericolosi che esistono tra il popolo. La politica ha pesanti responsabilità, con la loro propaganda questi due partiti sdoganano e legittimano atteggiamenti come quello descritto all’inizio, quando Maroni afferma che “con gli immigrati bisogna essere più cattivi” da una giustificazione alla società per mettere in atto questi comportamenti, di picchiare una ragazza sul pullman perchè si lamenta per il caldo, di uccidere un ragazzo perchè ruba due biscotti in un bar a Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal Governo alle Giunte comunali questa destra legittima e cavalca la guerra tra i poveri, anzi la fa crescere, approfittando della crisi economica. Guardiamo cos’è successo l’anno scorso, nel 2009, l’anno di massima crisi. Mentre si licenziavano decine di migliaia di lavoratori nel mondo, le 500 aziende più ricche aumentavano del 335% i loro profitti, le più grandi multinazionali hanno aumentato quest’ultimi del 210%. Questa crisi l’hanno pagata i più deboli: i lavoratori, i pensionati, i precari. E in Italia? Mentre in Italia si attaccano le pensioni senza dire che il 49% dei pensionati prende meno di 500 euro, il 64% di chi possiede uno yacht dichiara di essere un nullatenente. Il Ministero delle Finanze  ci dice che l’evasione in Italia è pari a 120 MIliardi di Euro. Davanti a tutto questo il Governo Berlusconi attua una manovra iniqua, che fa pagare la crisi alle fasce più deboli: dopo questa Finanziaria chi è senza lavoro e aspetta la pensione di vecchiaia la prenderà dopo un anno e quindi ci rimetterà 550 euro al mese, che per 13 mensilità fa 7550 euro. Ecco cosa fa questa destra! Fa pagare la crisi ai più deboli, ai pensionati, ai precari; ma contemporaneamente dice a quest’ultimi che stanno peggio perchè ci sono gli stranieri (che pagano i contributi e quindi le pensioni ai nostri anziani, soldi che probabilmente non vedranno perchè una volta finito di lavorare torneranno nel loro paese d’origine), perchè c’è chi ci ruba il lavoro; quando loro fanno in modo di peggiorare le nostre condizioni di vita, quando affermano che Marchionne può tranquillamente spostare la produzione FIAT in Serbia senza nemmeno curarsi di tutti i soldi che i contribuenti italiani hanno versato nelle casse di quell’azienda. Ecco qual è il binomio di questa destra, tagliare sulle fasce più deboli e dare la colpa a quelli che stanno peggio, ecco cosa fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Alimentano quindi così il razzismo, gli creano il terreno politico per crescere. In tutto questo Berlusconi afferma che vuole cambiare la Costituzione. Ma in quale direzione? Mi sembra che se queste sono le premesse, il senso è uno: togliere quelle parti che ancora difendono le classi più povere, e togliere quegli elementi che ancora pongono un freno al razzismo dilagante su cui questa destra cresce. Noi crediamo che questo progetto vada fermato. Crediamo che davanti a tutto questo la sinistra deve avere il coraggio di impostare una battaglia unitaria con tutti quei soggetti, politici e sociali, che ancora fanno della lotta contro il razzismo uno dei loro punti fondamentali.<br />
Bisogna unire tutte le forze democratiche in questa battaglia per difendere la nostra costituzione. La Federazione della Sinistra, che unisce (finalmente) diverse anime della sinistra, è pronta da subito a confrontarsi su questo terreno, contro ogni forma di razzismo, per la salvaguardia dei valori fondamentali contenuti nella nostra Costituzione nata da quella bellissima lotta contro il fascismo che si chiama Resistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">VALERIO TODESCHINI</p>
<p style="text-align: justify;">29 Luglio 2010</p>
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		<title>Quei passeggeri di &#8220;etnia rom&#8221;&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 22:12:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Simone Oggionni Guardate questa foto (per ingrandirla cliccate sopra la foto): è una scheda che tutti i capitreno della linea Roma Tiburtina &#8211; Avezzano di Trenitalia dovranno da oggi compilare e restituire ai padroni, indicando la presenza sui treni di &#8220;eventuali viaggiatori di etnia ROM&#8221;. Questa è l&#8217;Italia. Un Paese in cui il razzismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/trenetriom.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-1007 alignleft" style="margin: 4px;" title="trenetriom2" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/trenetriom2.jpg" alt="" width="190" height="269" /></a>di Simone Oggionni</em></strong><br />
Guardate questa foto (per ingrandirla cliccate sopra la foto): è una scheda che tutti i capitreno della linea Roma Tiburtina &#8211; Avezzano di Trenitalia dovranno da oggi compilare e restituire ai padroni, indicando la presenza sui treni di &#8220;eventuali viaggiatori di etnia ROM&#8221;. Questa è l&#8217;Italia. Un Paese in cui il razzismo ha sfondato e il fascismo che lo sorregge sta vincendo. Denunciamo questa vergogna, diffondiamo questa notizia, costruiamo iniziative antirazziste in tutta Italia, mobilitando la nostra organizzazione per una campagna di massa contro la xenofobia, il fascismo, il razzismo di Stato.  Anche a questo devono servire i comunisti, e in primo luogo i Giovani Comunisti. Non abbassiamo la testa, non rinunciamo alla nostra coscienza critica, che è una delle poche cose buone che sono rimaste in questo Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI</p>
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		<title>1° Marzo: la nostra rabbia contro il razzismo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 19:45:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[primo marzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo in versione testuale e PDF il volantino dei GC di Milano Facciamo appello a lavoratori e studenti, italiani e stranieri, a partecipare alle iniziative previste per il primo marzo. Questa giornata di protesta riguarda tutti noi: i fatti di Rosarno segnano un punto di non ritorno. E’ l’ora di scatenare la nostra intolleranza verso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 4px;" title="primo marzo senzadi noi" src="http://4.bp.blogspot.com/_fmnIKx3y3v8/S0NhM-P_VMI/AAAAAAAAIa4/WmjGIP5Vda8/S235/chisiamo.jpg" alt="" width="235" height="157" /><em>Pubblichiamo in versione testuale e PDF il volantino dei GC di Milano</em></p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo appello a lavoratori e studenti, italiani e stranieri, a partecipare alle iniziative previste per il primo marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa giornata di protesta riguarda tutti noi: i fatti di Rosarno segnano un punto di non ritorno. E’ l’ora di scatenare la nostra intolleranza verso l’intolleranza razziale. I mass media, la Confindustria e i due poli politici (Pd e Pdl) ci immergono ogni giorno nel veleno razzista. Rivolgono la nostra rabbia verso gli immigrati perché sia distolta l’attenzione dalla crisi epocale di questa società. Non si pensi al crack finanziario, ai soldi pubblici regalati alle banche, ai tagli a sanità e scuola pubblica, all’emergenza mutui e affitti. Così ci tolgono ogni nostro diritto e ci ne lasciano uno solo: quello di linciare chi sta peggio di noi mettendo alla gogna lo straniero.<span id="more-424"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Fuori dai luoghi comuni, ecco la verità: non esiste alcun legame tra i tassi di criminalità e i migranti. Il tasso di criminalità tra italiani e stranieri è praticamente identico (fonti Istat). I lavoratori stranieri lavorano di più: 12 punti in più di tasso di attività rispetto agli italiani. Sono i primi a perdere il posto di lavoro: 2 punti in più di tasso di disoccupazione rispetto ai lavoratori italiani (rapporto Caritas). Producono il 10% del Pil e sono pagati il 30% in meno per la stessa mansione. Quindi non rubano né il lavoro né i servizi, ma producono più ricchezza e possono usufruire tre volte meno dei servizi degli italiani. I migranti complessivamente pagano 4 miliardi di euro di tasse e versano 7 miliardi di euro all’Inps. Sono i nostri italianissimi imprenditori a portare avanti una campagna di isolamento culturale e legislativo degli stranieri per poter coltivare la propria “propensione alla ricerca di manodopera a basso costo” (vedi XV ricerca Insu, Fondazione Cariplo).</p>
<p style="text-align: justify;">I delitti compiuti dagli stranieri sono legati all’84% alla condizione di clandestinità. Leggi securitarie che inaspriscono la condizione del migrante lo gettano più facilmente nella clandestinità e nelle braccia di lavoro nero e criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è altra soluzione che una lotta unitaria tra migranti e italiani per difendere e migliorare le nostre condizioni di vita:<br />
abolizione della Bossi-Fini, del pacchetto sicurezza e del reato di clandestinità: no al permesso di soggiorno a punti!<br />
chiusura dei Cpt/Cie (Centro di identificazione ed espulsione): gli stranieri che perdono il lavoro non devono cadere nello stato di clandestinità!</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun muro e nessuna forza di polizia potrà fermare la pressione di milioni di persone che sfuggono dalla povertà dei propri paesi di origine. Per questo l’unica società sicura è quella dove tutti abbiano i propri diritti:<br />
diritto alla casa per tutti: requisizione degli appartamenti sfitti e reintroduzione dell’equo canone sugli affitti; piano di edilizia popolare e credito pubblico per chi vuole comprare casa<br />
diritto al lavoro per tutti: ridurre l’orario a parità di salario per poter lavorare meno e far lavorare tutti blocco dei licenziamenti: le aziende che licenziano siano prese in mano dallo Stato e fatte funzionare per il bene della collettività<br />
scuola pubblica, di massa e di qualità per la piena integrazione dei figli dei migranti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gcmilano.altervista.org/spip/IMG/primo_marzo_milano.pdf" target="_blank">Scarica il volantino in PDF</a></p>
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		<title>GLI INVISIBILI DI ROSARNO</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 12:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>

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		<description><![CDATA[tratto da www.rifondazione.it Caro Ministro Maroni, le foto che esponiamo nel sito sono quelle scattate ben cinque anni fa alla Cartiera di Rosarno. La Cartiera, archeologia di una industrializzazione meridionale ipotizzata, era già da molti anni hotel della modernità, riservato, qualche mese l&#8217;anno, a braccianti invisibili. Non c&#8217;è che dire, un cinque stelle di polveri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Rosarno_lavoro_nero_0911.jpg"></a><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Rosarno_lavoro_nero_0912.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-221" title="Rosarno_lavoro_nero_09(1)" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Rosarno_lavoro_nero_0912-1023x682.jpg" alt="" width="443" height="295" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">tratto da <a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/">www.rifondazione.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Caro  Ministro  Maroni, <a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/" target="_blank"> le  foto  che  esponiamo  nel  sito</a> sono quelle<br />
scattate  ben  cinque  anni  fa  alla  Cartiera di Rosarno. La Cartiera,<br />
archeologia  di  una industrializzazione meridionale ipotizzata, era già<br />
da  molti  anni hotel della modernità, riservato, qualche mese l&#8217;anno, a<br />
braccianti  invisibili. Non c&#8217;è che dire, un cinque stelle di polveri di<br />
amianto,  di  puzzo  di  ogni  genere, di improbabili pareti di cartone,<br />
destinato  a  quegli uomini e donne che leggi ingiuste fanno clandestini<br />
cancellando loro diritti e dignità. Noi non abbiamo tollerato! La parola<br />
tolleranza  non  appartiene  a noi che preferiamo riconoscere diversità,<br />
mescolare  culture, costruire le identità in divenire, ma in questo caso</p>
<p><span id="more-203"></span></p>
<p>la usiamo in modo pertinente.Non   abbiamo   tollerato  e  non  tolleriamo  l&#8217;ingiustizia  di  quella<br />
precarietà  che  ti  fa  schiavo.  Abbiamo  raccolto  l&#8217;urlo  dei  tanti<br />
movimenti che da anni denunciavano le condizioni di vita di questi nuovi<br />
braccianti  e  abbiamo fatto da deputati della XV legislatura un viaggio<br />
dantesco  nei gironi infernali dell&#8217;agricoltura meridionale modello PAC.<br />
Non  abbiamo  tollerato  quelle  strade  della  vergogna  dove i giovani<br />
braccianti  espongono  braccia  che  i  caporali selezionano e svendono.<br />
Rosarno,  Foggia,  Cassibile,  San  Nicola  Varco, città dell&#8217;ortofrutta<br />
meridionale diventano tappe consuete di una tratta umana drammatica dove<br />
i pericolosi intrecci tra criminalità, assenza di diritti, precarietà si<br />
fanno   vera   e   propria   schiavitù.  Noi  queste  città  le  abbiamo<br />
attraversate,  trascorrendo  intere giornate ad ascoltare storie di vita<br />
drammatiche. Questi “pericolosi” clandestini sospesi tra il sogno di una<br />
opportunità  e  la  dura realtà che non la consente chiedevano di essere<br />
visti,  chiedevano “soggiorno”. Una richiesta che abbiamo fatto nostra e<br />
portata  in  quel  Palazzo  così  distante  dalle vite in carne ed ossa.<br />
Abbiamo  chiesto  con  forza  e,  superando resistenze anche del governo<br />
Prodi, ottenuto una Commissione di Indagine Conoscitiva sull&#8217;agricoltura<br />
meridionale,  che  non  ha  concluso  l&#8217;iter  ma  che  mostra  un quadro<br />
interessante.  Abbiamo proposto noi, che non tolleriamo l&#8217;ingiustizia di<br />
rispondere  ai  desideri  di  cittadinanza  e di dignità, consentendo ai<br />
nuovi   braccianti  di  essere  cittadini  attraverso  il  “permesso  di<br />
soggiorno”  per  tutti.  Noi  che  non  tolleriamo  l&#8217;ingiustizia  e che<br />
sappiamo che bisogna battere il mercato criminale, quello che tratta gli<br />
esseri  umani  come  merce, abbiamo chiesto di istituire un collocamento<br />
pubblico  in  cui  far  incontrare  braccianti  e imprenditori agricoli.<br />
Imprenditori  agricoli  sottoposti  alle  dure  leggi  di  una  Politica<br />
Comunitaria  che distrugge le agricolture locali e determina la crisi di<br />
piccoli   imprenditori,   delle   criminalità   che   impongono   “altre<br />
guardianie”,  a  danno  di  qualità  del  prodotto,  dell&#8217;ambiente e dei<br />
diritti  dei  lavoratori.  Lei  ministro che invece tollera tutto questo<br />
addita  i  “clandestini”come i responsabili dell&#8217;insicurezza collettiva.<br />
Li  ha perseguitati con l&#8217;infame pacchetto sicurezza, li ha perseguitati<br />
qualche  mese fa a San Nicola Varco in una spietata caccia all&#8217;uomo allo<br />
scopo  di  riempire  il  CIE  di  Bari Palese e di consegnare il terreno<br />
regionale  nelle mani della camorra. Oggi lei dichiara di non volere più<br />
tollerare  i  clandestini di Rosarno, non vuole vedere le contraddizioni<br />
che anche la sua politica di violenza produce. Le consigliamo di provare<br />
a non tollerare più l&#8217;ingiustizia che noi mai abbiamo tollerato. Abroghi<br />
il  pacchetto  sicurezza  e  garantisca  immediatamente  il  permesso di<br />
soggiorno a tutti quegli invisibili dell&#8217;agricoltura.</p>
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