Categoria: Memoria e cultura

Buon compleanno, Comandante!


Pio La Torre, un comunista contro la mafia

di Francesco Bellina

Sono passati ventinove anni da quel 30 aprile del 1982, quando persero la vita  l’allora Segretario Regionale del PCI, Pio La Torre e il suo autista, Rosario Di Salvo. Pio è stato ucciso a colpi di pistole e mitragliette perché dedicò la sua vita alla lotta alla mafia e al bene di contadini, operai e di tutti i siciliani. E’ Pio la Torre nel lontano 1949, da membro del Consiglio Federale del PCI, a dare inizio all’occupazione delle terre incolte affinché venissero assegnate in parti uguali a tutti i braccianti che ne avessero bisogno.

Con lo slogan: “LA TERRA A TUTTI!” inizia una lunga battaglia per la terra e i diritti, capace di far tremare padroni e padrini siciliani, fino a coinvolgere decine di migliaia di braccianti e cittadini.

Gagarin, il comunista che volò per primo nello spazio

di Andrea Parti

Il 12 aprile 1961, alle 9:07 (ora di Mosca), il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin scrive una delle pagine più sensazionali dell’intera storia dell’umanità. A bordo della navicella Vostok 1, montata su un vettore balistico R7 appositamente modificato per l’occasione, compie un volo intorno alla Terra, raggiungendo un’altitudine massima di 302 km e una minima di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km orari. Atterrerà 108 minuti dopo la sua partenza, davanti all’incredula Anna Tartakova, contadina di una fattoria collettiva, nella regione di Saratov.

Nato il 9 marzo 1934 a Klushino, un villaggio nei pressi di Smolensk, vive in un kolchoz, dove il padre lavora come falegname. Nonostante l’invasione nazista, Yuri riesce a trasferirsi a Mosca e a frequentare la scuola superiore, passando poi alla scuola tecnico industriale di Saratov. Nel 1955 si iscrive a un circolo aereonautico e, sempre nello stesso anno, svolge con successo il suo primo volo in solitario a bordo di uno YAK-18. Grazie all’ottimo risultato scolastico entra nell’Accademia Aereonautica Sovietica di

Valerio vive… un’idea non muore mai

di Ketty Bertuccelli

“Siamo amici di suo figlio e vorremmo parlargli”, tre ragazzi armati e con il volto coperto fanno irruzione in casa Verbano, al quarto piano di Via Montebianco 114 al quartiere Montesacro (Roma).
Legano e imbavagliano la madre e il padre e attendono l’arrivo del loro unico figlio Valerio, 18 anni, il 25 febbraio 19, che in quel momento è ancora a scuola. Gli assassini, dotati di pistole munite di silenziatore, lo aspettano per quasi un’ora ai genitori dicono che devono solo fare delle domande, vogliono sapere solo dei nomi.  Passano circa 50 minuti, durante i quali gli assassini rovistano nella camera da letto di Valerio.

Foibe, i lucchetti dell’antifascismo

dal Corriere dell’Irpinia, 11 Febbraio 2011

Era stato annunciato come il primo tassello di un confronto aperto alle diverse forze politiche su una tragedia, come quella della Foibe, da sempre oggetto di polemiche e scontri ideologici. Invece, l’incontro ha lasciato spazio allo “scontro”, a conferma della difficoltà di superare le divergenze che esistono tra differenti formazioni politiche sulla rilettura del passato del paese. E’ bastata un’azione goliardica di un gruppo di giovani antifascisti, come hanno voluto definirsi, dei lucchetti sistemati davanti ai cancelli del centro sociale, a innescare tensioni con i gruppi di destra, gli esponenti di Generazione Futuro Avellino (movimento giovanile di Fli) riuniti al Della Porta per riflettere sulla tragedia degli italiani infoibati con una video-conferenza. A tal punto da rendere necessario l’intervento della

Giornata della memoria…

SHALOM!

Per non dimenticare. MAI!

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