Categoria: Lavoro

Sempre più su… Lo spreco vs lo spread!

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di Il nostro tempo è adesso.it

Il tasso di disoccupazione giovanile sale sempre più su e ogni mese l’Istat ci consegna un nuovo record. E’ la conferma che la disoccupazione giovanile e la precarietà, non lo spread, sono la vera emergenza. La fotografia è la seguente: 1 su 3 senza lavoro (e senza alcuna forma adeguata di welfare aggiungiamo noi). Gli altri 2 con lavori quasi sempre precari e compensi al di sotto della decenza. Riteniamo che l’agenda del governo debba ripartire da qui: dallo spreco di una generazione che oggi ottiene il record di disoccupazione nella storia italiana.

Licenziamenti a mano libera

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di Manuele Bonaccorsi

Rendere più facili i licenziamenti e liberalizzare il mercato del lavoro produce crescita economica e favorisce i giovani; anche perché in Italia è quasi impossibile licenziare i vecchi assunti, mentre i nuovi l’articolo 18 non sanno neppure cos’è. Due assiomi ripetuti senza sosta nel dibattito pubblico. Eppure basta solo dare un occhio a leggi e dati per accorgersi che si tratta di falsità colossali.

Milioni di licenziati con l’articolo 18. Licenziare non è impossibile a causa dell’articolo 18. Altrimenti le lavoratrici della Omsa starebbero ancora producendo calze e gli operai della Fiat di Termini Imerese automobili. I metalmeccanici della Innse non sarebbero dovuti salire su una gru per difendere il proprio posto di lavoro. Messo a rischio senz’altro ingiustamente, da un punto di vista morale ed economico, ma in maniera ineccepibile dal punto di vista legale. «Attualmente ci saranno alcune centinaia di migliaia di lavoratori licenziati che erano difesi dall’articolo 18. E milioni sono stati coloro che hanno perso il posto con le ristrutturazioni degli anni

Liberiamoci della precarietà

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Assemblea nazionale 19 e 20 novembre

La precarietà non è un destino, né un dato immodificabile a causa di oscure leggi di mercato. Per questo possiamo liberarcene! La precarietà è il frutto di scelte (e non scelte) politiche. E’ un problema di felicità e di libertà negate, di diritti, di continuità di lavoro e di reddito, è un problema di opportunità e di competenze sprecate. E’ un problema di soldi, di previdenza e di tempo rubato. E’ la difficoltà a vivere il presente, ad avere una casa, a immaginare il futuro. E’ la paura di invecchiare in miseria.

Emblema della crisi.
Proprio la precarietà è il filo rosso che lega il modello economico che ha prodotto la crisi e le politiche di austerity invocate per contrastarla. E’ il terreno su cui questo modello di sviluppo ha mostrato il suo volto più feroce: lo smantellamento del welfare

Tutte le piazze dello SCIOPERO GENERALE!

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di Paolo Ferrero

Lo sciopero generale di oggi è molto importante. Per questo voglio innanzitutto voglio ringraziare tutti i lavoratori e le lavoratrici che lo stanno facendo in queste ore e ringraziare la CGIL e il sindacalismo di base che lo hanno proclamato.
Uno sciopero importante non solo perché la manovra del governo è una manovra ingiusta: difende i ricchi e i privilegi delle caste mentre attacca pesantemente i diritti sindacali e le condizioni di vita dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori – pubblici e privati – dei precari.
La manovra, oltre ad essere ingiusta è anche recessiva – cioè aggraverà la crisi economica – e favorirà la speculazione finanziaria, che continua tranquillamente a fare il suo sporco lavoro in tutta Europa.

L’unità parte dai diritti

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Consiglio ai compagni la lettura di questo articolo di Campetti a proposito di un intervento di Emanuele Macaluso. Lo ritengo utile per la nettezza della critica e per la sobrietà nell’indicare un rischio – quello delle divisioni  – che sarebbe mortale. (S.O.)

di Loris Campetti

Nel conflitto che divide il sindacato più importante per numeri, storia e cultura, la Cgil, c’è un punto di analisi comune, quasi un’ovvietà: l’unità dei sindacati è fondamentale per vincere. Chi pensa che la rottura possa avere un effetto palingenetico, liberatorio, si sbaglia di grosso. Ha ragione Maurizio Landini a dire che la Fiom non intende uscire dalla Cgil per la semplice ragione che la Fiom è la Cgil, l’ha fatta nascere. La Fiom fa i suoi primi vagiti nel 1901 come sindacato generale e tale è rimasto nei 110 anni della sua vita.

La Camusso, l’accordo ed il ruolo della sinistra. Il coraggio di divorziare dalla CGIL

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di Matteo Iannitti

Chissà se Susanna Camusso ha pensato alle straordinarie giornate del 16 ottobre, del 28 gennaio e del 6 maggio mentre firmava l’accordo su contratti e democrazia sindacale con Confindustria, Cisl, Uil e Ugl? Probabilmente ha rivisto nei suoi occhi quei migliaia di giovani, di cui il 29,6 % disoccupati, che sfilavano davanti alle fabbriche e nelle piazze di tutte le città d’Italia. Ha ricordato quelle tute blu che minacciate da Marchionne hanno comunque, nonostante le sue velate direttive, votato per la dignità, anche a costo di perdere il posto di lavoro. Per alcuni secondi sarà addirittura ritornata a quelle contestazioni a Bonanni, Angeletti, Confindustria, Marchionne di chi non accettava di svendere i propri diritti. Chissà se ha rivisto quegli studenti arrabbiati che chiedevano da ottobre

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