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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Giovani Comunisti</title>
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		<title>Lettera di una giovane comunista: &#8220;Ho 19 anni e mi iscrivo ai GC&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 18:33:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Annalisa Sono una ragazza di 19 anni, è venuto il momento anche per me di entrare nel mondo universitario e poi, del lavoro. Voglio essere sicura di poter avere un futuro, che ho capito da tempo che questo attuale governo non può assicurarmi, io come cittadina pretendo l&#8217; uguaglianza, l&#8217;informazione, la giustizia (quella buona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="femmcom" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/femmcom.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1352" style="margin: 4px;" title="femmcom" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/femmcom.jpg" alt="" width="272" height="185" /></a><strong><em>di Annalisa</em></strong> Sono una ragazza di 19 anni, è venuto il momento anche per me di entrare nel mondo universitario e poi, del lavoro. Voglio essere sicura di poter avere un futuro, che ho capito da tempo che questo attuale governo non può assicurarmi, io come cittadina pretendo l&#8217; uguaglianza, l&#8217;informazione, la giustizia (quella buona e giusta), la sicurezza sul lavoro, il lavoro stesso, tutto quello che mi ha permesso di identificarmi in questo partito dal momento in cui ho iniziato a capire qualcosa. Voglio anch&#8217;io combattere il &#8220;berlusconismo&#8221;, e vorrei che come me migliaia di giovani italiani comincino ad interessarsi di politica e ad attivarsi per cambiare qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">ANNALISA</p>
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		<title>&#8220;Uniti siamo tutto, divisi siam canaglia&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 18:15:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
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		<description><![CDATA[di Andrea Salutari Ci sono momenti in cui la rabbia dentro il cuore è difficile da placare.  Questo è uno di quelli. Viviamo una stagione tragica per i lavoratori che, con la crisi, ha  ricevuto un ulteriore colpo di grazia. Credo di essere uno dei tanti giovani che ben rappresentano il dramma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a class="lightbox" title="comun" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/comun.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1308" title="comun" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/comun.jpg" alt="" width="154" height="184" /></a>di Andrea Salutari</strong></em> Ci sono momenti in cui la rabbia dentro il cuore è difficile da placare.  Questo è uno di quelli. Viviamo una stagione tragica per i lavoratori che, con la crisi, ha  ricevuto un ulteriore colpo di grazia. Credo di essere uno dei tanti giovani che ben rappresentano il dramma di  un&#8217;intera generazione. Ho spalle grosse e forti, ma mi è difficile riuscire a tenere la schiena  dritta.<br />
Da una parte vivo la mancanza di diritti che i nostri genitori avevano  conquistato negli anni delle lotte. E&#8217; dura trovare il coraggio di  vivere senza un salario sicuro, la precarietà ci trasforma in schiavi  che non possono permettersi nulla.<br />
E&#8217; dura lavorare sentendosi una macchina, una merce col proprio numero  di riconoscimento.<span id="more-1307"></span><br />
Ma è nulla confronto alla disperazione e alla paura di non essere  rinnovati e di perdere il lavoro. Contratti di settimana in settimana,  che con la crisi attuale spesso significa nessun rinnovo, nessun lavoro,  nessun indenizzo, nessuna cassa integrazione. Soltanto un aiuto  costante dai propri cari, il trasformarsi in un tutto-fare per ogni occasione, permette l&#8217;attuale  sopravvivenza, ma fino a quando?<br />
Dall&#8217;altra parte la ferita più profonda però proviene da dentro. Quel  sentirsi solo, emarginato da una società che ti usa come schiavo, quando  e dove vuole perché tragico è il bivio: prendere o lasciare, e lasciare  significherebbe la fame.<br />
Per questo sono grato al Circolo PRC di Nichelino, un circolo formato  prevalentemente da operai che tanto mi hanno insegnato. Compagni che la  lotta l&#8217;hanno pagata sulla proprio pelle, compresi i licenziamenti dalla  stessa Fiat. La forza nostra è la coesione nell&#8217;agire e nell&#8217;unità  politica e morale nei momenti di sofferenza.<br />
La lotta portata dagli operai di Pomigliano, quel 36% che a testa alta  ha votato NO, è la conferma che la speranza di cambiamento è viva, che  con la lotta può trasformarsi in vittoria, ossia maggiori diritti e  maggiori salari.<br />
In questi giorni il compagno (vorrei chiamarlo ancora così) Capozzi,  impiegato di sesto livello alla Fiat Mirafiori, è stato licenziato  perché ha usato l&#8217; e-mail aziendale per diffondere, a quaranta colleghi,  un volantino in cui i lavoratori polacchi di Tichy esprimevano  solidarietà ai colleghi di Pomigliano in vista del referendum.  Licenziamento che sta colpendo altri due operai dello stabilimento Fiat  di Melfi.<br />
L&#8217;obiettivo è evidente. Dividere i lavoratori e colpirne uno per  educarne cento. Intimidire qualsiasi forma di lotta, che oggi può essere  un volantino web o l&#8217;adesione ad uno sciopero. Con Capozzi, militante  del PD di Nichelino, in passato ho anche avuto scontri, ed alcune sue  accuse tutt&#8217;ora feriscono il mio orgoglio di compagno. Anche per questo alcuni compagni, con tono  provocatorio, non se la sono sentita di dare una solidarietà piena,  proprio perchè questa situazione degenerante è alimentata dalla  posizione del PD sempre più lontana dai lavoratori, sempre più vicina  alla confindustria.<br />
Con calma e sangue freddo bisogna affermare che le contraddizioni sono  evidenti, ma non si deve fare il gioco dei veri nemici. Politicamente  non condivido e non rispetto il suo schieramento politico che  sicuramente è complice di questa situazione.<br />
Ma voglio riconoscere il coraggio di aver mandato quella email. A me  basta questo per dare il mio sostegno al 200%<br />
La vera battaglia è far nostro il motto &#8220;uniti siamo tutto, divisi siam  canaglia&#8221;. La nostra filosofia deve essere questa, la nostra lotta deve  essere la più unitaria possibile. La FIAT reagisce cosi dopo il  referendum di Pomigliano. Ricordiamo e non scordiamo, che Capozzi è solo  una pedina. Domani a chi toccherà?A quale azienda? A quali lavoratori?</p>
<p>Per questo esprimo piena solidarietà mia e di tutta l&#8217;organizzazione  provinciale dei Giovani Comunisti Torino 2.0.<br />
Ma rilancio: perché non proviamo una vera azione unitaria di classe con e  per i lavoratori.<br />
Nei mesi scorsi, al consiglio regionale del Piemonte, abbiamo proposto  una legge contro la delocalizzazione delle aziende all&#8217;estero. Il Pd  l&#8217;ha bocciata definendola &#8220;bizzarra&#8221;. Se è vero che &#8220;uniti siamo tutti,  divisi siam canaglia&#8221; iniziamo una lotta contro la precarietà, contro la  legge 30,contro le delocalizzazioni.<br />
L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ripartiamo da  qui, ripartiamo con il ristabilire quei diritti dei lavoratori  conquistati negli anni di lotta pura. Il nostro augurio quindi è: oggi  compatti ad esprimere solidarietà, domani uniti nella lotta.</p>
<p>&#8220;Prima di tutto manganellarono i noglobal e io non dissi niente, perché  erano solo casinisti<br />
Poi manganellarono i valsusini e io non dissi niente, perché erano  lontano da casa mia<br />
Poi manganellarono gli aquilani e io non dissi niente, perché non ero  terremotato<br />
Infine manganellarono gli operai e io non dissi niente, perché ero  disoccupato.<br />
Un giorno manganellarono me, e non c&#8217;era rimasto nessuno a protestare&#8221;</p>
<p>ANDREA SALUTARI<br />
Coordinatore provinciale Giovani Comunisti Torino 2.0</p>
<p style="text-align: justify;">15 Luglio 2010</p>
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		<title>Avanguardia del Partito (per la giovanile della Rifondazione Comunista)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 21:53:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>

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		<description><![CDATA[di Dmitrij Palagi, Coordinatore  Regionale GC Toscana La domanda da cui si dovrebbe partire è:  che senso ha una giovanile in un partito che elettoralmente non  rappresenta neanche il 2% degli italiani? Perché impegnarsi  nella costruzione di un’organizzazione interna ad una struttura politica  che in molte realtà ha difficoltà evidenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a class="lightbox" title="calvin&amp;hobbes-mirror(small)" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/calvinhobbes-mirrorsmall.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1226" style="margin: 4px;" title="calvin&amp;hobbes-mirror(small)" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/calvinhobbes-mirrorsmall.jpg" alt="" width="270" height="200" /></a>di Dmitrij Palagi, Coordinatore  Regionale GC Toscana</em></strong> La domanda da cui si dovrebbe partire è:  che senso ha una giovanile in un partito che elettoralmente non  rappresenta neanche il 2% degli italiani? Perché impegnarsi  nella costruzione di un’organizzazione interna ad una struttura politica  che in molte realtà ha difficoltà evidenti di militanza e  pianificazione?</p>
<div style="text-align: justify;">
<div>
<p>Fuori da ogni ubriacatura  giovanilista, che in passato ha reso anche i GC luogo di  carrierismo appiattito sul livello del Partito, occorre inserirsi nel  contesto attuale, consapevoli che le critiche del passato rischiano di  essere fuori tempo per il presente. A noi spetta il compito di  intercettare le generazioni che, orwellianamente, possono comprendere  il passato per controllare il futuro. Riuscire ad essere avanguardia  del Partito, sapendo che non vale lo schema del 1921, in cui  l’avanguardia del PSI decide di scindersi <span id="more-1225"></span>e dare vita al Partito  Comunista d’Italia. Non esistono le condizioni per cui si può parlare di  un Partito riformista e una giovanile rivoluzionaria. Esiste un partito  che ha scarse condizioni di salute, che talvolta pare  una barca priva dei mezzi necessari per tenere una rotta chiara  (navigando con rimedi di fortuna). Esiste una situazione interna fin  troppo dilaniata dalle divisioni, talvolta neanche di  contenuto, per cui si finisce che alcuni compagni si vantano di un  Partito Comunista “fatto di frazioni” (Rifondazione come una  Federazione?).</p>
<p>Immaginatevi di andare in una scuola  occupata, con ragazzi dai 14 ai 18 anni. Immaginatevi  un intervento lungo contro il Governo, la Gelmini, l’estemporaneità di  alcune proteste, contro l’ambiguità del PD e gli errori fatti (anche dai  comunisti) nel corso degli anni, rispetto ai tagli e all’apertura verso  le privatizzazioni. Finito il discorso, se ben impostato, è probabile  che alcuni verranno a chiedere, in termini non leninisti, “che  fare?”. Qui trova spazio l’invito a entrare in una giovanile  attenta alle problematiche specifiche (che esistono) degli  under30, dalla scuola all’università, dal precariato ai diritti civili:  problematiche specifiche, quantomeno, perché emergono spesso per  la prima volta nella loro vita, con un livello di  reazione ed elaborazione completamente diverso da quello di un “non  giovane”. Occorre declinargli la linea del Partito adattandola  alla realtà specifica, abbozzare la narrazione della Rifondazione  Comunista, del progetto politico che punta all’uscita dal  capitalismo.</p>
<p>Attraverso lo studio e la  formazione si prende atto del passato, attraverso la militanza si opera  nel presente, attraverso la politica si costruiscono campagne per  l’immediato futuro. Già riuscire a trattare di questo, senza  spaventare o allontanare chi non si è mai interessato alla politica, è  impresa ardua. Figuriamoci mettersi a spiegare che nel Partito ci sono  quelli buoni e quelli meno buoni, quelli stalinisti e quelli  movimentisti, quelli rivoluzionari e (udite, udite!) gli opportunisti.  Nella giovanile di un Partito occorre superare tutti quei  difetti che Rifondazione Comunista sta mostrando in questi mesi,  con rancori legati ad un vissuto che vede sempre più ridotti  (numericamente) i comunisti, con dirigenti che finiscono per essere  generali senza truppe, con discussioni e polemiche, spesso  autoreferenziali.</p>
<p>Fuori da noi si registrano grandi  movimenti, dal continuo subbuglio di proteste più o meno  estemporanee (Onda, Popolo Viola, vertenze aziendali, …) alla  crisi della Seconda Repubblica. In molti ci diciamo (ormai da mesi però)  che il 2013 sarà un punto imprescindibile da cui passare e che questo  periodo privo di imminenti scadenze elettorali deve prepararci a questo  primo traguardo. Vero. Cosa vuol dire però? Siamo consapevoli che non  sarà la situazione attuale quella che si presenterà nel 2013? Occorre tornare a ipotizzare concretamente il contesto in cui ci  muoviamo e ai GC va il compito di contrastare la degenerazione  che in molte scuole e università è maggioritaria (per non  parlare dei luoghi di lavoro dove imperversa il precariato): disinteresse,  ignoranza, indifferenza, superficialità, scoraggiamento, mancanza di  speranza. Non è un caso se questi sentimenti, talvolta, vengono  incanalati in forze di chiara matrice fascista e neofascista.</p>
<p>La voglia di cambiamento che  abitualmente ogni ragazzo e ragazza vive, almeno in una fascia d’età,  arriva a coincidere da subito con il desiderio di auto  realizzazione. Il punto non è come cambiare il mondo, come  pensare un sistema alternativo a quello attuale. Il punto è come  sistemare se stessi e, magari, anche gli altri, comunque solo se  possibile, in un chiaro livello gerarchico. Il volontariato, la difesa  della legalità, le singole istanze sociali: sono realtà in cui resiste  l’idea di solidarietà, però non più connotata da una visione “di  classe” e spesso del tutto priva di progettualità.</p>
<p>Non c’è studio, non c’è comprensione del  presente e quindi non ci si può aspettare nessun movimento politico. I  GC hanno senso se recuperano il senso di una storia gloriosa (non priva  di pagine oscure) che è capace di guardare in basso a sinistra ma anche volgere lo sguardo in alto (sia per sognare,  sia per comprendere i messaggi di chi ci ha preceduto come Saramago,  recentemente scomparso). “Veniamo da lontano e andiamo lontano”:  di questo dobbiamo convincerci noi per primi e poi farlo comprendere  anche agli altri. Quando offendono o scherniscono con l’aggettivo  comunista (che varia dal venduto opportunista all’estremista nostalgico  fuori dal tempo) occorre guardare negli occhi l’interlocutore, senza  spaventarlo, e spiegargli che noi abbiamo un’analisi del  presente completa (scientifica) e una proposta politica  per il futuro adatta al presente (che quindi usa i metodi  di analisi marxisti ma non può riproporre modelli del  passato). L’orgoglio della propria storia e l’umiltà nell’agire  presente, la convinzione delle proprie idee e il rispetto degli  altri.</p>
<p>Ragionare di elezioni e alleanze non ha  alcun senso se non siamo capaci di capire se Rifondazione mira a una  togliattiana democrazia progressiva o ad essere un partito  rivoluzionario in senso stretto (o, come auspico, altre prospettive). Non  ha alcun senso discutere di tattica se non si conosce la strategia.  I GC hanno il dovere di prescindere dalle distrazioni, dai litigi (che  sono cosa diversa rispetto alle discussioni) e di mettersi al servizio  del Partito, portando idee nuove, senza distaccarsi dal Partito e dalla  propria storia ma conservando un’autonomia, che deve tradursi  nella creazione di sfere di competenze diverse (perché  l’equivalente di una giovanile asservita ai gruppi dirigenti del Partito  è una giovanile asservita ai gruppi dirigenti delle minoranze interne).  Da giovani comuniste e comunisti abbiamo il compito storico di creare un’avanguardia  che riadatti la forma partito al presente.</p>
<p>Formazione, partito sociale, sostegno ad  ogni vertenza dei lavoratori, radicamento nel territorio: tutti aspetti  che devono convergere nella definizione di un progetto politico  che ci vede impegnati nel lungo periodo e che ci rende chiaro non tanto  “cosa fare” (perché confrontandosi con la realtà dovremo essere sempre  capaci di correggerci e autocriticarci) ma il “perché si fa”.  Dare nuovamente un senso alla parola comunista e non lasciare che le  singole aree diano le loro risposte Le aree servono se declinano  visioni diverse di una linea di Partito, e così potranno declinare in  modo diverso le visioni di come dev’essere una giovanile. Se  poi qualcuno vorrà applicare l’entrismo e fare un partito nel partito lo  faccia. Nell’attuale situazione storica non possiamo certo metterci a  indagare su chi fa cosa. L’importante è che il gruppo dirigente diffuso  dei GC e del Partito definiscano la linea politica (che sia chiara), per  ridare fiducia e speranza ai militanti, per convincere sempre più  giovani ad entrare nel PRC e perché la Federazione della Sinistra sia un  progetto serio, dentro al quale i comunisti possano contribuire  in modo centrale all’edificazione di un polo alternativo e autonomo dal  duopolio PD-PDL.</p>
<p style="text-align: justify;">I comunisti sono quelli che non  si arrendono alla realtà ma la comprendono e la piegano al proprio  progetto politico. Torniamo ad esserlo.</p>
</div>
</div>
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		<title>L&#8217;inchiesta e il radicamento dei GC nell&#8217;università</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 08:54:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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di Matteo Quarantiello Si è conclusa il 9 Luglio la presentazione dei risultati dell&#8217;inchiesta sugli affitti rivolta agli studenti universitari “fuori sede” in affitto a Cagliari. L&#8217;iniziativa ha visto protagonisti i Giovani Comunisti universitari e in particolare quelli che svolgono rappresentanza studentesca all&#8217;interno del progetto UniCa 2.0. Poco più di un anno fa infatti, sotto [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a class="lightbox" title="universitaegc" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/universitaegc.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1195" style="margin: 4px;" title="universitaegc" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/universitaegc.jpg" alt="" width="270" height="169" /></a><em><strong>di Matteo Quarantiello </strong></em>Si è conclusa il 9 Luglio la presentazione dei risultati dell&#8217;inchiesta sugli affitti rivolta agli studenti universitari “fuori sede” in affitto a Cagliari. L&#8217;iniziativa ha visto protagonisti i Giovani Comunisti universitari e in particolare quelli che svolgono rappresentanza studentesca all&#8217;interno del progetto UniCa 2.0. Poco più di un anno fa infatti, sotto iniziativa dell&#8217;UDU Cagliari e dell&#8217;associazione Jan Palach, si è dato vita ad un progetto per la costruzione di un gruppo di rappresentanza universitaria. In occasione delle elezioni dell&#8217;Aprile 2009 anche i GC, parte del movimento “dell&#8217;Onda” e un gruppo di studenti delle case dello studente aderisce al progetto<span id="more-1194"></span>, gettando le basi per la nascita di un associazione ampia e schierata nell&#8217;ateneo sardo che stravince le elezioni studentesche a tutti i livelli. I GC portano a casa un ottimo risultato, eleggendo una dozzina di rappresentanti nei consigli di facoltà, un compagno nel CDA dell&#8217;università e costruendo intorno alla propria organizzazione una rete di consenso guadagnata sul campo. Oggi i GC hanno anche rappresentanti nei consigli di corso e tre membri nel consiglio degli studenti dell&#8217;ateneo.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversi mesi fa in assenza di una struttura dei Giovani Comunisti è stato il dipartimento federale “Conoscenza” del PRC di Cagliari ad essere il luogo d&#8217;incontro dei compagni giovani che lavoravano nell&#8217;università ed&#8217;è stato anche il luogo di elaborazione dell&#8217;iniziativa sugli affitti.</p>
<p style="text-align: justify;">In Aprile finalmente, dopo la conferenza nazionale di Pomezia che ha ridato gambe ai Giovani Comunisti, è partita l&#8217;inchiesta sugli affitti targata GC e UniCa 2.0.</p>
<p style="text-align: justify;">La città di Cagliari è storicamente denominata la “città delle tre M”: Mattone, Massoneria, Medicina, e la lobby nel settore immobiliario è famosa per essere trasversale a tutta una serie di settori, non in ultimo la politica. Cagliari è anche una città universitaria che non ha mai considerato a sufficienza il fenomeno sociale degli studenti che ogni anno popolano sempre più il capoluogo della Sardegna. Da qui l&#8217;idea di un&#8217;inchiesta che viaggiasse su un doppio binario: da un lato la denuncia politica ad un annoso problema di cui tutti sanno ma tutti tacciono a qualsiasi livello; dall&#8217;altro un&#8217;iniziativa che quantificasse il fenomeno in relazione al problema studentesco e proponesse una strada per aprire una vertenza tesa a risolvere il problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi giorni di Aprile nasce così il blog www.UnicAffitti.info, che diventa rapidamente il punto di riferimento dell&#8217;iniziativa, grazie anche alla diffusione sul social network “Facebook”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per due mesi una quindicina di militanti dei Giovani Comunisti hanno diffuso il questionario di venti domande da loro elaborato nelle mense universitarie e via internet. Gli studenti “fuori sede” che si ritrovano a pagare affitti in nero, senza alcuna tutela sindacale e a prezzi esorbitanti per poter studiare nell&#8217;università di Cagliari, sono stati il campione di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa “UnicAffitti” cattura l&#8217;attenzione delle radio locali e delle associazioni che da tempo si spendono per contrastare la giungla degli affitti in nero, questo aiuta la diffusione del questionario e del blog. La diffusione del questionario diventa inoltre l&#8217;occasione per volantinare nell&#8217;università, parlare del problema con gli studenti, farlo tornare argomento di discussione sulla stampa o fra le chiacchierate informali nelle facoltà. Vengono raggiunti i mille questionari compilati nel mese di Maggio e i giovani comunisti preparano un&#8217;analisi dettagliata, organizzando una presentazione pubblica per discutere i risultati con la presidente dell&#8217;ERSU (ente regionale per il diritto allo studio universitario in Sardegna) e i sindacati SUNIA e CGIL.</p>
<p style="text-align: justify;">La tanto attesa presentazione dei risultati viene posticipata nel mese di Giugno a causa della campagna elettorale, cadendo in un periodo infelice, tra facoltà ormai vuote, appelli d&#8217;esame e studenti fuori sede che tornano nei rispettivi paesi. Il successo dell&#8217;iniziativa si attesta però fuori da ogni previsione, la partecipazione studentesca dignitosa e il risalto mediatico strepitoso. Nei giorni successivi infatti l&#8217;iniziativa cattura l&#8217;attenzione delle radio, TV e testate locali, dando enorme visibilità allo studio effettuato e alle organizzazioni promotrici (GC e UniCa 2.0).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi snocciolata nella relazione sui risultati è lunga e articolata, difficile da esporre decontestualizzandola dai dati per cui vi rimando ai riferimenti per i dettagli. Nella parte conclusiva dell&#8217;elaborato però i Giovani Comunisti lanciano una proposta concreta dall&#8217;alto contenuto politico, rivolta sopratutto all&#8217;ente regionale. Gli studenti “fuori sede” subiscono il continuo ricatto del proprio padrone di casa a causa della mancata unità e dell&#8217;impossibilità di aprire una vertenza che dovrebbe agire su un arcipelago di situazione diversificate. Si è così avanzata la proposta, coperta dalla relativa documentazione legale, di fare in modo che sia l&#8217;ente regionale a fare da intermediario per chi cerca casa, affinché gli studenti abbiamo un unico interlocutore a cui rivolgersi e col quale poter aprire delle rivendicazioni sindacali. Questo scardinerebbe il mercato degli affitti in nero, potrebbe portare alla pretesa di un calmiere sui prezzi e tutte una serie di ricadute positive. Il fulcro della proposta è stato ripreso in modo impeccabile da una parte della stampa (cosa assai rara), consentendo ai Giovani Comunisti di dimostrare l&#8217;utilità pratica dell&#8217;unità nelle lotte, da contrapporsi alla malsana idea di concertazione individuale che ormai sta divampando soprattutto nel mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">La chiave del successo dell&#8217;inchiesta come strumento politico è stata nel non lasciarla come iniziativa fine a se stessa. Durante la presentazione si è costruito il primo embrione di mailing list fra gli studenti fuori sede presenti (che va ad aggiungersi ai numerosissimi contatti su Facebook), e dopo la discussione si è fortificata la rete indispensabile fra studenti, associazionismo e sindacato per la costruzione di un comitato di rivendicazione per il prossimo autunno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intero progetto è quindi a buon punto, si son gettate le basi per la costituzione di un comitato, supportato dal sindacato, che ha già una proposta da rivolgere alle istituzioni. L&#8217;ente regionale è già “tirato per la giacca” dalla stampa, che su questo argomento continua a rincarare la dose in questi ultimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">La diffusione via internet è stata indispensabile per il successo dell&#8217;intera iniziativa, non solo per diffondere le informazioni, ma la stessa compilazione del questionario è avvenuta per quasi la metà del campione via internet. I dati dell&#8217;inchiesta sono ora disponibili in rete e hanno già trovato l&#8217;interesse di altri gruppi politici a sinistra oltre che della stampa e degli studenti. Nel frattempo il blog e la pagina Facebook continuano ad essere il punto di riferimento, quest&#8217;ultima in particolare nei giorni immediatamente successivi alla presentazione dei dati ha raddoppiato i propri iscritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni riferimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Blog</strong>: http://unicaffitti.info</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Facebook</strong>: http://www.facebook.com/pages/UnicAffittiinfo/119229558102955</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Relazione consultabile online o scaricabile</strong>: http://unicaffitti.altervista.org/risultati-inchiesta/</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta si è rivelata uno strumento efficace sotto tantissimi aspetti, ha permesso di conquistare un&#8217;ottima credibilità contribuendo ad abbattere il pregiudizio che spesso latita intorno alle organizzazioni politiche e nei confronti delle realtà comuniste in particolare. Partire da un&#8217;analisi concreta e reale e su questa elaborare una riflessione, sia politica che scientifica è stata giudicata in modo lodevole da più parti e ha sfatato il mito di ideologizzazione o di posizioni aprioristiche che vengono spesso attribuite anche ai Giovani Comunisti. L&#8217;analisi reale in pieno spirito marxista ha permesso di confermare una denuncia politica che non avrebbe avuto lo stesso peso se non fosse stata accompagnata, dati alla mano, come l&#8217;inchiesta sugli affitti ha permesso di fare. Lo strumento dell&#8217;inchiesta dunque ha permesso di portare avanti informazione fra gli studenti più di quanto una semplice campagna informativa non farebbe e contemporaneamente è riuscita a dare misura del fenomeno in modo da poter elaborare strategie risolutive.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta ha saputo trovare la giusta mediazione fra dato scientifico e inchiesta politica, nella parte finale infatti si sono potuti trarre interessantissime proposte ed elaborare accurate analisi dei commenti liberi lasciati dagli studenti, sul ruolo delle istituzioni e sul metodo da noi proposto dell&#8217;inchiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vero lavoro di radicamento nel territorio parte proprio da iniziative come questa, trovare nell&#8217;esperienza reale gli strumenti con cui articolare il conflitto, dargli organizzazione e prospettiva politica, supportarlo nella lotta e nelle rivendicazioni per contestualizzare l&#8217;iniziativa in un quadro politico complessivo. L&#8217;iter è lungo e diviso in varie fasi ma è uno strumento importante per distinguere l&#8217;attività politica di un partito comunista da quella di altre forze di sinistra. La reale capacità di forgiare la propria proposta nell&#8217;esperienza che viene vissuta da chi soffre un disagio e la capacità di connettere questo disagio col mondo istituzionale senza lasciarlo qualcosa di distaccato e lontano dai problemi dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">MATTEO QUARANTIELLO</p>
<p style="text-align: justify;">Rappresentante studenti nel CDA dell&#8217;università di Cagliari<br />
Coordinamento Nazionale GC</p>
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		<title>Tesseramento 2010 ai GC: difenditi, iscriviti!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 21:19:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Tesseramento 2010]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="manifestogc45b" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/manifestogc45.jpg"><img class="size-medium wp-image-1152 aligncenter" title="manifestogc45b" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/manifestogc45b-280x400.jpg" alt="" width="327" height="469" /></a></p>
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		<title>Difenditi! Iscriviti ai Giovani Comunisti!</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 19:52:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>

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clicca sul manifesto e scaricalo in altissima definizione
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="difenditi2b" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/difenditi2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1146 aligncenter" title="difenditi2b" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/difenditi2b-280x400.jpg" alt="" width="344" height="493" /></a></p>
<p style="text-align: center;">clicca sul manifesto e scaricalo in altissima definizione</p>
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		<title>Diritto allo studio e precarietà: la nostra agenda</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 16:22:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[di Flavio Arzarello, Coordinatore naz.le FGCI La maggior parte dei giovani vive oggi una situazione drammatica,  stretta tra le difficoltà del sistema formativo, ed un mondo del lavoro  precario e sottopagato che ci relega ad un&#8217;esistenza sospesa.
Crisi economica, crisi democratica e crisi della politica sono i tratti  distintivi della società italiana per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a class="lightbox" title="fedsinprec" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/fedsinprec.jpg"><img class="size-full wp-image-1076 alignright" style="margin: 4px;" title="fedsinprec" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/fedsinprec.jpg" alt="" width="267" height="200" /></a>di Flavio Arzarello, Coordinatore naz.le FGCI</em></strong> La maggior parte dei giovani vive oggi una situazione drammatica,  stretta tra le difficoltà del sistema formativo, ed un mondo del lavoro  precario e sottopagato che ci relega ad un&#8217;esistenza sospesa.<br />
Crisi economica, crisi democratica e crisi della politica sono i tratti  distintivi della società italiana per come la viviamo oggi, nella quale,  con delle eccezioni significative, il riscatto individuale non passa  quasi mai attraverso lotte collettive.<br />
In questo quadro difficilissimo siamo chiamati a costruire il nostro  punto di vista, il nostro orizzonte di lungo periodo e le nostre  battaglie nell&#8217;immediato.<span id="more-1075"></span><br />
La crisi economica e le soluzioni che il Governo italiano sta adottando &#8211;  in linea con gli altri Governi europei – sono coerenti con lo spirito  di far pagare ai lavoratori la crisi causata dal mondo della finanza e  l&#8217;intervento pubblico, per anni bollato come anacronistico, viene  utilizzato unicamente per salvare i grandi gruppi finanziari e le banche  le cui scelte, come noto, sono la causa stessa della crisi.<br />
C&#8217;è un secondo aspetto, altrettanto grave e preoccupante, che non è da  sottovalutare: l&#8217;utilizzo della crisi economica per il restringimento  degli spazi di democrazia. L&#8217;oscuramento di qualunque voce di dissenso è  parte, forse la più importante, della strategia anticrisi del Governo  Berlusconi: costruire una coltre fumosa fatta di telegiornali plasmati e  intrattenimento becero, per nascondere la crisi, per nascondere ad  esempio che la disoccupazione nel 2009 ha toccato l&#8217;8,6 % e che la  cassaintegrazione nei primi quattro mesi del 2010 è aumentata del 52%.<br />
Da dove ripartire? &#8216;Noi la crisi non la paghiamo&#8217; e &#8216;Popoli d&#8217;Europa  sollevatevi&#8217;, per dirla con due slogan: unire, cioè, condizione  materiale e critica al sistema, costruire un nuovo immaginario  collettivo che torni a simboleggiare il riscatto per un&#8217;intera  generazione. Questa, a mio avviso, è la sfida che si apre di fronte a  noi nei prossimi mesi e anni di attività politica.<br />
Segnalo, come elementi in controtendenza, nell&#8217;Italia narcotizzata del  2010, la grande mobilitazione dei ricercatori contro la riforma Gelmini e  i suoi tagli, che ha unito studenti e docenti nelle manifestazioni e  occupazioni di questi giorni, e il grande risultato ottenuto dal  referendum sull&#8217;acqua pubblica, che colpisce uno degli assi portanti,  anche ideologici, del neoliberismo in versione italiana, e cioè la  privatizzazione dei servizi pubblici locali.<br />
Questi due elementi, insieme a tante altre realtà in lotta, ci dicono  che esiste, nella società prima che nel quadro politico, lo spazio per  una ripresa.<br />
Le organizzazioni politiche, è bene che ne prendiamo coscienza, anche  quelle di alternativa, oggi stentano ad essere percepite come uno  strumento utile per organizzare la rabbia, la voglia di cambiamento di  una generazione nata tra la fine degli anni &#8216;80 e i primi anni &#8216;90 che  spesso si organizza fuori dai Partiti: è anche questa una delle ragioni  del consenso raccolto da Beppe Grillo alle ultime elezioni regionali.<br />
Uscire dal politicismo, costruire luoghi, anche fisici, di discussione,  di confronto, di aggregazione, nel tempo in cui la socialità spesso è  distrutta può essere un modo per tentare di tornare in sintonia con la  società.<br />
E&#8217; ora di mettere in campo un&#8217;offensiva, larga, aperta, partecipata, sui  temi del lavoro e dei saperi. Un salario più degno, lotta alla  precarietà e al lavoro nero, con uno sguardo particolare per le  condizioni del Mezzogiorno, devono essere i tre corni lungo cui  sviluppare le nostre mobilitazioni.<br />
In questi anni in cui la destra ha sviluppato un senso comune che oggi è  tristemente egemone, è riuscita ad intrecciare gli interessi delle  classi padronali con la destrutturazione di un sistema formativo che  viene piegato completamente agli interessi dei privati. Deve essere  chiaro, quindi, che le nostre battaglie, per una scuola e un&#8217;Università  aperte, accessibili e pubbliche e quella per il lavoro sono strettamente  connesse e sono parte della lotta per costruire una società organizzata  in modo radicalmente diverso.<br />
Non pensiamo tuttavia in modo autoreferenziale, di poter costruire  questo percorso senza una consultazione, vera, ampia, reale, dei  soggetti politici e sociali che sui territori sono impegnati a costruire  il conflitto insieme a noi.<br />
Il campeggio della Fgci e dei Gc, dopo la prima esperienza dell&#8217;anno  scorso, se saremo all&#8217;altezza, può diventare l&#8217;occasione per fare un  primo bilancio di questo percorso, e soprattutto, di proiettarci verso  l&#8217;autunno. Un autunno che rischia di essere drammatico sul piano  sociale,  e che tuttavia può rappresentare per tutte e tutti noi  l&#8217;occasione del riscatto. Chiamiamo dunque a discutere insieme a noi le  associazioni studentesche, i collettivi, i sindacati, i tanti gruppi  nati per resistere alla crisi, penso prima di tutto all&#8217;esperienza  romana, e organizziamo insieme la resistenza ed il cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">FLAVIO ARZARELLO<br />
Coordinatore nazionale FGCI</p>
<p style="text-align: justify;">21 Maggio 2010</p>
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		<title>Buon Primo Maggio!</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 11:22:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Maggio]]></category>

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/PrimoMaggioA3.pdf" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-954" title="primomaggiomilano" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/primomaggiomilano.jpg" alt="" width="387" height="546" /></a></p>
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		<title>Costruire l’alternativa alle destre e al Pd, ripartiamo dalle lotte e dai GC</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 19:16:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pubblichiamo il Documento politico finale del secondo documento al coordinamento nazionale del 18 aprile 2010, bocciato con 9 voti a favore
L’esito delle elezioni regionali costituisce una bocciatura senza appello della linea politica proposta dal partito e dalla maggioranza dei Gc alla conferenza nazionale di Pomezia. Rispetto alle europee perdiamo complessivamente circa 300mila voti (il 32%), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong><img class="alignright size-full wp-image-140" style="margin: 4px;" title="comunisti.bmp" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/comunisti.bmp.jpg" alt="" width="241" height="172" />P</strong></em><strong><em>ubblichiamo il Documento politico finale del secondo documento al coordinamento nazionale del 18 aprile 2010, bocciato con 9 voti a favore</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’esito delle elezioni regionali costituisce una bocciatura senza appello della linea politica proposta dal partito e dalla maggioranza dei Gc alla conferenza nazionale di Pomezia. Rispetto alle europee perdiamo complessivamente circa 300mila voti (il 32%), con risultati particolarmente negativi in Lombardia e in Campania. Laddove la Fds si e’ presentata in coalizioni di centrosinistra il risultato non e’ stato positivo, considerati i risultati negativi in Emilia Romagna, Calabria, Piemonte etc… In Campania e in <span id="more-943"></span>Lombardia la scelta della Fds di presentarsi in modo autonomo dal centrosinistra non e’ stato il frutto di una volontà di rottura, ma solo la conseguenza della scelta del Pd di non averci in coalizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Va registrato il sorpasso di SeL che, al di là del dato pugliese, si conferma con una posizione politica governista e con modalità clientelari, avendo come scopo l’emarginazione o la subalternità del nostro partito al Pd, come dimostra la vicenda dello sbarramento elettorale in Puglia: si propone un’offensiva unitaria verso Vendola, quando è chiaro come in realtà Sinistra e Libertà è interessata alla costruzione di un nuovo centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">La Fds dunque non  solo non ha intercettato neanche una minima parte di quel milione di voti perso dal Pd, ma si  rivela essere un soggetto privo di alcun progetto politico al di là delle discussioni sulle liste elettorali, con un’assenza di contenuti programmatici e di conflitto impressionanti, frutto di una costruzione verticistica tra le componenti politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo scenario, colpisce l’assenza di un’analisi seria sulle nostre responsabilità rispetto all’exploit di Beppe Grillo: ancora una volta non si vuole guardare in faccia alla realtà. Non possiamo metterci sulla difensiva e limitarci a indicare i limiti senz’altro veri come il populismo del Movimento Cinque stelle, che in 4 regioni su 5 supera il nostro dato elettorale, con preoccupanti punte di consenso in Val Susa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo movimento d’opinione, che è senz’altro episodico, è capace però di entrare in pieno sulle nostre contraddizioni, a partire dal nostro appoggio a giunte regionali responsabili di privatizzazioni e politiche di devastazione del territorio, utilizzando uno spazio politico lasciato vuoto dall’assenza di un profilo chiaro ed alternativo al bipolarismo degli affari.</p>
<p style="text-align: justify;">Aver declamato l’emergenza democratica contro i Cota e le Polverini di turno, sacrificando in nome del fronte contro le destre qualsiasi possibilità di alternatività a chi sosteneva la Tav o l’abolizione dell’art. 18. Una politica suicida che rischia di dare un colpo di spugna all’ottimo lavoro di decine di nostri circoli realmente attivi sul territorio e riconosciuti nei movimenti, come dimostrato dal caso della Val Susa. Ancora una volta la costruzione dell’organizzazione e il suo radicamento non possono fare a meno di un orientamento strategico che la maggioranza rifiuta di assumere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è un esempio la posizione pilatesca che si decide di assumere sulle elezioni per il CNSU.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza assumersene la responsabilità politica, la relazione del portavoce nazionale dà il via libera alla candidatura di compagni in liste che hanno come unica caratteristica comune un antiberlusconismo di facciata, senza curarsi del moderatismo, del sostegno alle politiche baronali e privatizzatrici che allignano al loro interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Siccome l’accordo è già fatto, l’intervento e la contrarietà dei compagni che sono state espresse nel coordinamento contano ben poco, e questi sono i frutti avvelenati della mancanza di una seria discussione sul nostro intervento nel movimento studentesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fa una proposta di campagne (acqua, antifascismo, legge 30, campeggi, feste, radio, ecc…) valida ma avulsa dalle risorse economiche e militanti del partito, non provando a costruire un percorso che faccia davvero dei GC il motore della ricostruzione della Rifondazione Comunista come opposizione sociale e politica alle destre. Non abbiamo bisogno di metterci tra i promotori di un’iniziativa solo perché qualche dirigente vi faccia un passaggio veloce,ma per costruirci attorno una vasta mobilitazione di compagne e compagni, per prepararla con la discussione e con la socializzazione delle esperienze dei territori.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di una proiezione internazionale del nostro lavoro come GC deve essere volta a costruire relazioni e connessioni in Europa e nel mondo, aderendo al processo fondativo della V Internazionale, e traendo lezioni da esperienze di lotta e opposizione come dimostrano le sinistre in Grecia, Portogallo, Francia e Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa fase di rafforzamento delle destre passa per la crescita del livello dello scontro da parte delle forze neofasciste: le manifestazioni programmate il 2 maggio a Milano e la marcia su Roma del 7 vanno fermate con una mobilitazione sociale e politica di massa, organizzando appuntamenti di piazza per rilanciare una nuova stagione di lotta antifascista.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Paolo Cipressi</p>
<p style="text-align: justify;">Margherita Colella</p>
<p style="text-align: justify;">Emanuele Cullorà</p>
<p style="text-align: justify;">Gemma Giusti</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Molinaro</p>
<p style="text-align: justify;">Deborah Pezzani</p>
<p style="text-align: justify;">Ilario Pinnizzotto</p>
<p style="text-align: justify;">Simone Raffaelli</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Savino</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">9 voti a favore</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La preside di Psicologia nega la parola ai GC di Caserta</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/la-preside-nega-la-parola-ai-gc-di-caserta.html</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 23:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Questione di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi 23 aprile 2010 si conclude la campagna &#8220;Donne e diritti negati, chi paga di più la crisi del capitalismo?&#8221;, promossa dai Comitati in difesa della scuola pubblica di Caserta e di Aversa e dal Coordinamento provinciale delle/dei Giovani comuniste/i, dopo 20 giorni di lavoro all’interno delle scuole di Terra di Lavoro attraverso l’allestimento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-890 alignright" style="margin: 4px;" title="donnedirittinegat" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/donnedirittinegat.jpg" alt="" width="200" height="284" />Oggi 23 aprile 2010 si conclude la campagna &#8220;Donne e diritti negati, chi paga di più la crisi del capitalismo?&#8221;, promossa dai Comitati in difesa della scuola pubblica di Caserta e di Aversa e dal Coordinamento provinciale delle/dei Giovani comuniste/i, dopo 20 giorni di lavoro all’interno delle scuole di Terra di Lavoro attraverso l’allestimento di mostre fotografiche sulle conquiste del movimento femminista oggi sotto attacco e diffusione di materiale politico di controinformazione sulla questione femminile ai tempi della crisi economica. L’assemblea pubblica conclusiva avrà luogo alle ore 15:30 nella federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, sita in Via de Martino 13, (Parco Snicer) a Caserta.<span id="more-889"></span><br />
In principio l’assemblea conclusiva doveva svolgersi al Polo Scientifico di Caserta, nell’aula A della facoltà di Psicologia,ma a 24 ore dall’iniziativa quest’aula ci è stata negata attraverso diverse manovre burocratiche.<br />
Lo scorso 9 aprile infatti, due studentesse di Psicologia, in qualità di rappresentanti delle organizzazioni promotrici dell’iniziativa, hanno fatto richiesta dell’aula concordando con la presidenza la formula migliore per evitare di intralciare le regolari attività accademiche.<br />
Soltanto mercoledì scorso, il 21 aprile, siamo venuti a conoscenza della contrarietà della preside, Alida Labella, di concedere uno spazio su richiesta di uno studente qualunque della facoltà (che secondo la preside non ha la possibilità di richiederlo) e che per tanto era necessaria la mediazione di un rappresentante di facoltà che garantisse la sua supervisione sull’iniziativa. Dopo la ricerca estenuante di un rappresentante in grado di poter difendere il diritto all&#8217;agibilità democratica della facoltà, la mattina del 22 aprile ci è stata negata nuovamente l’aula poiché la stessa preside telefonicamente ha imposto un’ulteriore condizione, ovvero l’attesa di un consiglio di facoltà per vagliare la possibilità di concedere uno spazio per un’iniziativa dai contenuti politici. Al di là della totale disattenzione verso l’importanza della tematica che affronteremo in questa assemblea (in una fase generale di violenti attacchi ai più elementari diritti democratici), è scandaloso come la presidenza di Psicologia accolga senza problemi richieste di occupazione di suolo pubblico interne all’università, per propaganda elettorale finalizzata al rinnovo del CNSU, da parte di organizzazioni studentesche legate a partiti politici di destra, on tanto di simboli e volantini informativi, denunciamo anche una mancata attenzione alle nostre richieste e all&#8217;iter seguito nel rispetto delle regole e dei tempi accademici, non corrisposti: in più di 10 giorni a nessuno è venuto in mente di negare in forma scritta l&#8217;utilizzo dell&#8217;aula, di fatto provando a farci trovare di fronte al fatto compiuto, senza alcuna modalità di rispetto dei comuni canoni democratici.<br />
Ci domandiamo, a questo punto, quale sia il concetto di democrazia che vige nelle nostre facoltà e soprattutto per chi vale la democrazia, ma non ci arrendiamo. L’assemblea sulla questione femminile e la crisi economica si farà comunque anche se in una sede più piccola dell’aula A di Psicologia,interverranno esponenti dell&#8217;associazione Spazio Donna,del centro Luna Piena, per la prevenzione e il parto naturale,lo sportello immigrati della CGIL, e rappresentanti del comitato insegnati precari istituitosi quest&#8217;anno a Caserta e Benevento. La battaglia per la difesa dell’agibilità politica degli studenti e del loro diritto alla libertà d’espressione non tarderà ad essere al centro del lavoro del Comitato in difesa della scuola pubblica e dei Giovani Comunisti a Caserta e in tutta la provincia, anche questa è una testimonianza dei tempi bui che imperversano sulla società italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">COORDINAMENTO PROVINCIALE DEI GC DI CASERTA</p>
<p style="text-align: justify;">23 Aprile 2010</p>
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