<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giovani Comunisti/e &#187; Federazione della Sinistra</title>
	<atom:link href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/category/federazione-della-sinistra/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress</link>
	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 16:08:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
		<item>
		<title>21 Gennaio 2011&#8230; Le ragioni del comunismo oggi</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/21-gennaio-2011-le-ragioni-del-comunismo-oggi.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/21-gennaio-2011-le-ragioni-del-comunismo-oggi.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 16:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione della Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica interna]]></category>
		<category><![CDATA[1921]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[FdS]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PCI]]></category>
		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=2111</guid>
		<description><![CDATA[clicca sulla manchette e scarica il programma]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="livorno" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/livorno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2112" title="livorno" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/livorno-400x230.jpg" alt="" width="400" height="230" /></a><span style="font-size: medium;">clicca sulla manchette e scarica il programma</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/21-gennaio-2011-le-ragioni-del-comunismo-oggi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Questo è il tempo, per i comunisti, di mettersi a disposizione della società</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/questo-e-il-tempo-per-i-comunisti-di-mettersi-a-disposizione-della-societa.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/questo-e-il-tempo-per-i-comunisti-di-mettersi-a-disposizione-della-societa.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 00:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Federazione della Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Oggionni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=1888</guid>
		<description><![CDATA[Intervento di Simone Oggionni al Congresso nazionale della FdS Care compagne e cari compagni, oggi avrei voluto essere all’Aquila, insieme ai nostri compagni che in queste ore stanno manifestando contro l’arroganza infinita di un potere che ha utilizzato la tragedia del terremoto per favorire speculazioni e alimentare con i soldi dello Stato clientele mafiose e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><strong><a class="lightbox" title="oggionni" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/oggionni.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1889" style="margin: 4px;" title="oggionni" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/oggionni.jpg" alt="" width="253" height="200" /></a>Intervento di Simone Oggionni al Congresso nazionale della FdS</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Care compagne e cari compagni, oggi avrei voluto essere all’Aquila, insieme ai nostri compagni che in queste ore stanno manifestando contro l’arroganza infinita di un potere che ha utilizzato la tragedia del terremoto per favorire speculazioni e alimentare con i soldi dello Stato clientele mafiose e malavitose. Compagni che oggi iniziano la raccolta di firme per presentare una legge di iniziativa popolare per la ricostruzione sostenibile, trasparente e democratica del territorio aquilano.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi avrei voluto essere a Catanzaro, in mezzo ai nostro compagni calabresi, per fare sentire al compagno del collettivo Riscossa, accoltellato poche settimane fa da una squadraccia fascista di fronte all’Università, la solidarietà antifascista del nostro popolo, che mentre combatte tutti i giorni la ‘ndrangheta e i poteri politici ed economici del territorio ed è lasciata sola dalle istituzioni a<span id="more-1888"></span> lottare fisicamente contro i rigurgiti sempre più frequenti di fascismo e di razzismo, ipotizza forme di democrazia diverse e più avanzate, costruisce reti di solidarietà con i soggetti studenteschi, con i migranti.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché dico queste cose? Perché o noi partiamo da qui – dalla lettura viva e quotidiana della realtà sociale e politica – oppure siamo già finiti, impantanati in un politicismo e in un tatticismo noiosi, logoranti, incomprensibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo deve essere – al contrario – il congresso del coraggio e della chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sento nell’animo di molti compagni dubbi, timori, titubanze che sono lo specchio di una linea politica dubbiosa, timorosa, titubante, come se avessimo in tutto quello che facciamo e diciamo il freno a mano tirato e una sorta di pudore e di insicurezza permanente.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo al tema delle alleanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo affrontato in questi mesi e lo stiamo affrontando tuttora in modo altalenante, contraddittorio, prima rifiutando qualsiasi ragionamento sui contenuti e sui programmi con il Pd, poi facendo alleanze nella stragrande maggioranza degli enti locali, salvo poi tornare a ripetere – più recentemente &#8211; che non ci sono le condizioni per alcun accordo programmatico con il centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora oggi, ieri, ci sono interviste e dichiarazioni di compagni che dicono cose molto diverse tra loro e tutti sembrano avere certezze granitiche e aggiungo una buona dose di pregiudizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo prima di affermare verità dogmatiche iniziare a discutere di programmi, di contenuti? Vogliamo avanzare con forza al Paese e quindi anche al centrosinistra alcuni punti di carattere programmatico che noi riteniamo essenziali, evocativi di un progetto di cambiamento?</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo parlare di scuola, Università pubblica, precarietà, crisi, politiche economiche e fiscali e vedere su queste cose cosa dice il centro-sinistra? Vogliamo parlare di lotta vera e sociale alle mafie, vogliamo parlare della cricca, delle leggi speciali, delle speculazioni dell’Aquila?</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure dobbiamo stare allo stadio, dividendoci tra chi tifa per un accordo di governo e chi tifa per la più beata solitudine?</p>
<p style="text-align: justify;">Stesso discorso vale per il rapporto con Sinistra Ecologia e Libertà. Noi diamo troppo spesso l’impressione di essere in balia degli eventi. Diamo talvolta l’impressione di rincorrere Vendola (dimenticandoci tra l’altro di analizzare quello che rappresenta il vendolismo in questa democrazia malata e sempre più presidenzialista) e talvolta, ancora più spesso, di concepirlo come il nostro principale nemico, con un atteggiamento di ostinata chiusura a qualsiasi forma di rapporto di collaborazione e di unità d&#8217;azione con quella formazione politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questo secondo atteggiamento è figlio di una sindrome di subalternità, di inferiorità, come se noi dovessimo tarare la nostra fisionomia politica, il nostro profilo politico, in base a quello che fa Sinistra Ecologia e Libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">No, cari compagni, noi siamo un&#8217;altra cosa, siamo un soggetto politico che deve trovare in sé la propria ragione di esistere, il proprio progetto politico, e che per accorgersi che esiste non deve specchiarsi in casa d’altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare di quella sindrome della sconfitta che riguarda la nostra identità e che si manifesta nel fatto che ogni volta che diciamo che siamo comunisti dobbiamo fare penitenza pubblica sugli errori e sugli orrori del nostro passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei che in questo congresso si potesse semplicemente dire che siamo comunisti e che vogliamo costruire un unico grande e forte partito comunista italiano!</p>
<p style="text-align: justify;">E che siamo fieri di essere piccoli uomini seduti sulle spalle di giganti che hanno fatto la Resistenza, sconfitto il fascismo, conquistato con il sangue e il sudore salario, diritti, tutele per milioni di lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché è proprio in ragione di quella storia – dovremmo ricordarcelo più spesso – noi oggi possiamo chiamare “comunismo” il nostro progetto di rivoluzione, di eguaglianza e di libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, il mio è un invito a scrollarci di dosso questa sindrome della sconfitta che ci condiziona così pesantemente, anche nei risvolti per così dire più intimi e soggettivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Scegliendo bene i passaggi tattici ma soprattutto individuando con chiarezza la nostra linea strategica, quello che vogliamo essere non per noi ma per il Paese, per le lotte sociali, per il conflitto di classe e per i lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Io la dico così: noi dobbiamo fare due cose, semplici ma determinanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima: costruire una soggettività comunista e d&#8217;alternativa che metta fine alla persistenza nel nostro Paese di due partiti comunisti divisi e distinti. È un dato di realtà totalmente irrazionale che va rimosso. Non ha senso, nessuno ne capisce il senso: Rifondazione comunista e il Partito dei comunisti italiani debbono unirsi in un unico soggetto politico, che sia la casa di tutti le comuniste e di tutti i comunisti del nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda: guai a noi se ci accontentassimo di celebrare la nostra identità e rimanessimo chiusi nei nostri recinti. Questo è il tempo in cui i comunisti devono mettere a disposizione – è questa la seconda cosa che dobbiamo fare &#8211; la nostra forza per un progetto complessivo di rinascita e di ricostruzione di un campo ampio della sinistra italiana. E non siamo noi a decidere chi ne fa parte, cancellando per essere chiari dal nostro orizzonte quelle forze che a parte del nostro gruppo dirigente non piacciono.</p>
<p style="text-align: justify;">Aprire quindi un processo unitario e non fare l’errore di pensare che questo congresso chiude il percorso unitario.</p>
<p style="text-align: justify;">A chi replica che questo ragionamento pecchi di politicismo, rispondo che è esattamente il contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Politicista – e autolesionista – sarebbe chi continuasse a guardare al proprio ombelico e non capisse che la piazza del 16 ottobre, la grande battaglia per il lavoro contro l’arroganza di Confindustria e di Marchionne, ci impone di stare uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Unità, quindi. Unità tra i comunisti e unità della sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è sufficiente, perché io ho l&#8217;impressione che l&#8217;altra parola chiave di cui il nostro congresso ha bisogno e dovrebbe discutere è questa: il rinnovamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo concludo.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo bisogno di un rinnovamento e di una innovazione a 360°.</p>
<p style="text-align: justify;">Rinnovamento delle pratiche: perché quello che facciamo non è più sufficiente, non è più adeguato. Ancora non abbiamo capito, collettivamente, che la politica si fa anche in rete, su Internet e che gli spazi di democrazia e di visibilità si riconquistano non soltanto rivendicando la presenza in televisione e sui giornali che ci manca ma anche costruendo un profilo di esposizione pubblica (nella realtà materiale e in quella virtuale) nuovo, accattivante, generazionale, interattivo che altre forze politiche invece, con grande profitto sono state già da diverso tempo in grado di costruire.</p>
<p style="text-align: justify;">Rinnovamento dei linguaggi, perché a volte le parole d&#8217;ordine che noi proponiamo, la vera e propria grammatica dei nostri interventi, non ha nulla a che vedere con la vita materiale quotidiana di milioni di lavoratori, di gente comune, che vede e respira nel nostro linguaggio pura ideologia perché sente che le cose che diciamo, il modo con cui le diciamo, è sconnesso con il proprio.</p>
<p style="text-align: justify;">E rinnovamento anche, me lo consentirete, nel partito e nella sua immagine, a tutti i livelli. Un partito che non manda avanti e che, in una certa misura, non si fa guidare dai giovani è un partito già morto. Attenzione: il nostro obiettivo non è rottamare i gruppi dirigenti. L’obiettivo è chiedere a tutti noi di tracciare un bilancio serio degli ultimi anni per riflettere criticamente su quel misto di indifferenza e insofferenza che determina tra di noi le relazioni tra adulti e giovani. Un atteggiamento che è bene una volta per tutte mettere da parte e abbandonare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un mondo che cambia troppo rapidamente per rimanere attardati nella difesa delle nostre antiche certezze e parallelamente delle rispettive, e altrettanto antiche, rendite di posizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo osare con tutto il coraggio di cui siamo capaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma prima di tutto il resto – e concludo – dobbiamo crederci. Perché la politica non si fa soltanto con la consapevolezza razionale e con il cinismo ragionieristico della correttezza dei propri obiettivi. La politica si fa anche con i sentimenti, con la nostra volontà, con il nostro entusiasmo, con la nostra passione e la nostra voglia di cambiare il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica a sinistra si fa anche con il cuore. È anche per questo che mi sento di dire che è giunta l&#8217;ora di buttare il cuore oltre ogni ostacolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI</p>
<p style="text-align: justify;">Primo Congresso nazionale della Federazione della Sinistra</p>
<p style="text-align: justify;">Roma, Hotel Ergife, 21 Novembre 2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/questo-e-il-tempo-per-i-comunisti-di-mettersi-a-disposizione-della-societa.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Unità, nelle lotte, dei comunisti e della sinistra</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/unita-nelle-lotte-dei-comunisti-e-della-sinistra.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/unita-nelle-lotte-dei-comunisti-e-della-sinistra.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 00:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Federazione della Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[Prc]]></category>
		<category><![CDATA[unità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=1883</guid>
		<description><![CDATA[Pubblichiamo il documento dei giovani per il Congresso della Federazione della Sinistra Guardiamo al congresso della Federazione della Sinistra con grande speranza. Per la prima volta dopo tanti anni intravediamo, infatti, la possibilità di invertire la tendenza che ha segnato l&#8217;intero arco storico della nostra esperienza politica: la tendenza alla scissione, al frazionamento, alla divisione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><em><a class="lightbox" title="nuovosimboloFdS1" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/nuovosimboloFdS1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1891" title="nuovosimboloFdS1" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/nuovosimboloFdS1.jpg" alt="" width="201" height="200" /></a>Pubblichiamo il documento dei giovani per il Congresso della Federazione della Sinistra</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Guardiamo al congresso della Federazione della Sinistra con grande speranza. Per la prima volta dopo tanti anni intravediamo, infatti, la possibilità di invertire la tendenza che ha segnato l&#8217;intero arco storico della nostra esperienza politica: la tendenza alla scissione, al frazionamento, alla divisione e per questa via all&#8217;indebolimento dei comunisti e della sinistra italiana. In questo anelito finalmente unitario sta la ragione di fondo della nostra profonda condivisione del processo federativo.<br />
Come giovani compagne e compagni iscritti ai soggetti aderenti alla Federazione siamo impegnati in un processo parallelo di unificazione delle nostre rispettive esperienze organizzate. Esso ha uno sviluppo e un percorso autonomo, che vedrà entro febbraio<span id="more-1883"></span> lo svolgimento di un grande appuntamento fondativo.<br />
Dentro la crisi economica del capitalismo, dentro la crisi sociale e culturale del nostro Paese vogliamo ricostruire, un soggetto generazionale comunista e di sinistra che, con una prospettiva di autonomia dalle forze moderate, fronteggi gli attacchi violentissimi contro la nostra generazione che è sotto gli occhi di tutti e motiva il nostro impegno unitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo costruendo l&#8217;unità non negli accordi verticistici o nei patti tra gruppi dirigenti, ma dentro la condivisione di esperienze di lotta, di campagne (a partire dalla grande iniziativa di massa contro la precarietà e il collegato lavoro), di partecipazione al movimento studentesco, di iniziative politiche che rappresentano la stella polare e al contempo il significato più profondo del nostro stare insieme.<br />
<a class="lightbox" title="presidenzacongressofds2" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/presidenzacongressofds2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1884" style="margin: 4px;" title="presidenzacongressofds2" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/presidenzacongressofds2.jpg" alt="" width="242" height="181" /></a>Abbiamo attraversato l’Onda e lottato insieme ai giovani operai di Pomigliano che non si sono voluti piegare al ricatto della Fiat, abbiamo occupato scuole e Università, dentro il percorso “Uniti contro la crisi”, contro i processi di privatizzazione e i tagli e abbiamo reclamato, assieme alle migliaia di giovani migranti che popolano le città italiane, diritti di cittadinanza e diritti sociali per tutti. Abbiamo fatto dell’antifascismo militante la cifra fondante della nostra identità insieme ad una nuova generazione di resistenti che contrasta ogni giorno quartiere per quartiere i rigurgiti di neofascismo, xenofobia, razzismo, antisemitismo. Abbiamo dato vita attivamente a tutti i Pride e agli appuntamenti del movimento GLBTQI consapevoli che il diritto ad un amore e ad una sessualità liberi e autodeterminati sono condizioni determinanti per una società democratica. Abbiamo riempito le piazze d’Italia l’8 ottobre, il 16 ottobre, il 17 novembre con le nostre parole d&#8217;ordine. Siamo pronti a farlo di nuovo in tutte le date che il movimento individuerà.<br />
Ma tutto ciò non è sufficiente. Per questo anche la Federazione della sinistra deve osare, con uno scatto di coraggio mai come oggi indispensabile.<br />
In questo percorso vogliamo dare il nostro contributo affermando con chiarezza tre cose molto semplici.<br />
La prima: non ha più senso che esistano due partiti comunisti, Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti italiani, divisi e distinti. Il processo unitario nel quale siamo impegnati deve prevedere al suo interno anche la riunificazione dei due partiti comunisti, come elemento di semplificazione di un panorama politico dentro il quale la compresenza di due partiti comunisti è totalmente irrazionale e priva di ragione politica. Auspichiamo quindi una riunificazione non ideologica, non nominalistica, non basata cioè semplicemente sulla comune denominazione, ma una riunificazione politica, che poggi cioè sulla oggettiva convergenza di programmi, idee, prospettive, sia tattiche sia strategiche, che oggi esiste tra i due partiti comunisti, consapevoli che nel dibattito tra noi le differenze, che pur esistono e vanno vissute come un valore, non coincidono più esattamente con l&#8217;appartenenza ai diversi partiti. Affinché questo percorso sia utile e proficuo è necessario inoltre compiere uno scatto sul metodo di discussione interna: uscire dalle cristallizzazioni su posizioni di parte, privilegiando invece la sintesi dalle divisioni su scelte passate che in larga parte non abbiamo vissuto, e ricostruire, in una dimensione moderna, partecipata e plurale, quell&#8217;intellettuale collettivo di cui oggi sentiamo tremendamente la mancanza.<br />
La seconda: non è più il tempo, se mai c&#8217;è stato, in cui i comunisti potevano rimanere chiusi nel recinto autocelebrativo della propria identità. Oggi è il tempo di mettere la forza dei comunisti a disposizione di un progetto complessivo di rinascita e di ricostruzione di un campo ampio della sinistra italiana. Va quindi avviato, a partire da questo congresso, un progetto che sappia parlare a tutte le forze della sinistra italiana e che unisca, su di un piano di reciproca parità, riconoscendone e rispettandone i rispettivi profili identitari e strategici, tutte le esperienze politiche e sociali che si riconoscono nella sinistra. Da questo punto di vista è del tutto evidente che il perimetro della Federazione della sinistra è ampiamente insufficiente. Un processo realmente unitario diventa irrinunciabile perché il Paese, i suoi conflitti, stanno esprimendo con le lotte e le mobilitazioni un grado di insubordinazione rispetto all’assuefazione bipolarista imposto dalle forze maggiori (a partire dal Pd) che necessita di una sponda politica che sappia rappresentare la parte migliore del Paese e, nello specifico, i lavoratori. Poniamo il tema dell’unità della sinistra quindi sul terreno contestuale della politica e della società, proprio perché l’obiettivo a cui guardiamo è la rottura della separazione tra i due livelli, consapevoli  di come gli approcci politicisti abbiano al contrario portato a tragiche sconfitte nel recente passato.<br />
Il terzo contributo che noi diamo riguarda l&#8217;innovazione e il rinnovamento. Riteniamo quanto mai urgente il rinnovamento delle pratiche e degli strumenti di lotta politica (a partire dalla rete, territorio oggi centrale ma ancora inesplorato a causa di nostri enormi limiti soggettivi);  l’innovazione della teoria , perché ad oggi  il nostro linguaggio e le nostre modalità comunicative sono oggettivamente distanti dalla vita materiale quotidiana di milioni di lavoratori; il rinnovamento anagrafico, infine, del partito e della sua immagine a tutti i livelli, perché un soggetto politico che non sappia investire nelle giovani generazioni (quelle stesse che stanno dimostrando, da Genova all’Onda alle lotte operaie e studentesche di questi mesi, di sapere mettere in campo capacità e passioni) non ha futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Danilo Borrelli<br />
Gianpiero Cesario<br />
Francesco D’Agresta<br />
Manuela Grano<br />
Giordano Lorefice<br />
Simone Oggionni<br />
Emanuele Pagano<br />
Daniele Quatrano<br />
Angela Sinisi<br />
Alessandro Squizzato</p>
<p style="text-align: justify;">21 Novembre 2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/unita-nelle-lotte-dei-comunisti-e-della-sinistra.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mettere in evidenza la diversità dei comunisti</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/mettere-in-evidenza-la-diversita-dei-comunisti.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/mettere-in-evidenza-la-diversita-dei-comunisti.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 17:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione della Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=1766</guid>
		<description><![CDATA[intervento di Simone Oggionni alla Direzione nazionale del PRC Ho notato nella relazione di Ferrero un vuoto che onestamente mi preoccupa. Tra due settimane svolgeremo il congresso nazionale della Federazione della Sinistra, siamo nel pieno delle due settimane nelle quali abbiamo compresso i congressi territoriali. La relazione si è giustamente dilungata sugli scenari futuribili di]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a class="lightbox" title="bandieraobl" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/bandieraobl.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1767" style="margin: 4px;" title="bandieraobl" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/bandieraobl.jpg" alt="" width="220" height="165" /></a>intervento di Simone Oggionni alla Direzione nazionale del PRC </em></strong>Ho notato nella relazione di Ferrero un vuoto che onestamente mi preoccupa. Tra due settimane svolgeremo il congresso nazionale della Federazione della Sinistra, siamo nel pieno delle due settimane nelle quali abbiamo compresso i congressi territoriali. La relazione si è giustamente dilungata sugli scenari futuribili di carattere istituzionale ma non ha detto nulla sulla Federazione della Sinistra, sul suo congresso, sulle sue prospettive, sulle campagne che intendiamo mettere in campo, sul suo profilo sociale e politico. Mi sarei aspettato quantomeno un bilancio dei congressi territoriali in corso. Che cosa percepisco io sui territori? Fondamentalmente tre cose.<span id="more-1766"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La prima è che i compagni vivono con angoscia il rovesciamento di senso a cui la politica ci costringe (discutendo in maniera pervasiva degli scandali sessuali di Berlusconi e non della crisi, della casa di Montecarlo e non dei tagli alla scuola e all’Università pubblica) e ci chiedono di svolgere un’opera di controcanto, di essere una voce fuori dal coro, il megafono delle lotte operaie. Quindi ci chiedono concretezza, meno tatticismo e meno politicismo. Ci chiedono di individuare insieme una linea politica e sociale più che di parlare della legge elettorale. Di fare tante campagne come quella sulla norma del collegato lavoro che riduce a 60 giorni il limite massimo di tempo entro il quale i precari con un contratto irregolare possono impugnarlo legalmente e quindi ci chiedono di mettere il partito concretamente al servizio della nostra gente.</p>
<p style="text-align: justify;">Seconda cosa: i compagni vivono con soddisfazione, con grande speranza l’avvio del processo unitario a sinistra e di riunificazione in primo luogo dei comunisti. Questi sentimenti sono nobili e non vanno, come tutti i sentimenti, in primo luogo quelli dei nostri compagni, ridicolizzati. A maggior ragione quando si fondano, come in questo caso, su basi di validità oggettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">In terzo luogo c’è un disorientamento rispetto ai passi indietro compiuti con queste modalità congressuali, all’assenza di democrazia nelle scelte dei delegati, ad un congresso che si è definito pattizio ma che, fuori dalla retorica, rende impossibile quella discussione politica vera e profonda che anche in questa sede è stata rivendicata. La rende impossibile perché il soggetto politico che la discute e la decide coinciderà con i gruppi dirigenti delle correnti dei diversi partiti e non con il popolo largo dei nostri iscritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, e cioè che il gruppo dirigente rischia davvero di rimanere più indietro della nostra base, cosa dobbiamo fare? Io condivido il fatto che la nostra linea politica, oggi, debba rimanere questa, fondata sull’alleanza democratica e sull’offensiva unitaria a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Come cambierebbe questa linea se andasse in porto l’ipotesi del governo tecnico o, peggio ancora, come si percepisce dai desiderata di D’Alema, finiani e Udc, di un governo di transizione con un profilo “interventista”, che faccia non solo la riforma della legge elettorale ma anche riforme sociali ed economiche? Guardate, sbaglieremmo se mantenessimo i paraocchi e non la rivedessimo, ma bisogna capire in quale direzione.  Abbiamo un precedente: nel 1995, dopo il ribaltone di Bossi e la caduta del governo Berlusconi noi riuscimmo a coniugare l’opposizione nettissima al governo Dini con il tentativo di riallacciare, allora nelle forme della desistenza, un rapporto con le forze democratiche. È quello che dovremmo fare anche in questa occasione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dentro quello scenario, come ovviamente in quello con cui attualmente ci confrontiamo, c’è il tema della costruzione dell’unità della sinistra. È sicuro che SeL vuole o vorrebbe fare parte della partita? No. È sicuro che Vendola venga riconquistato ad una prospettiva di alternativa? Ovviamente no. Quello che è certo è che se noi non proseguiamo l’offensiva unitaria a sinistra, SeL verrà risucchiata inevitabilmente e definitivamente nel gorgo del Partito democratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma che cosa manca ad un discorso come questo, come a tutti quelli che ho sin qui sentito? Mancano i contenuti. Su questo si verifica il buon senso delle proposte e delle cose dette.</p>
<p style="text-align: justify;">Sui contenuti e non su altro noi siamo diversi dalla Bindi che esprime solidarietà alla Marcegaglia e da Fassino che sostiene che la guerra in Afghanistan è una missione di pace!</p>
<p style="text-align: justify;">Sui contenuti e non su altro siamo molto simili a chi, con noi, è sceso in piazza il 16 ottobre a fianco della Fiom e a chi, con noi, sta costruendo i comitati referendari per la difesa dell’acqua pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Dico ancora due cose e concludo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le primarie non ci appartengono come cultura politica. Anche quando in Rifondazione Comunista nel 2005 c’era chi le difendeva a spada tratta, c’era anche chi diceva allora quello che in molti dicono adesso: che le primarie sono un modello di politica personalistica e presidenzialistica che non ci piace.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia le primarie diventeranno, se si andasse a nuove elezioni, l’evento centrale dell’agenda politica della sinistra e potrebbero diventare lo strumento per discutere di contenuti e per chiedere ai candidati di svelare, oltre agli slogan, il proprio profilo programmatico e di farlo capire alla nostra gente.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, il nodo dei rapporti sociali. Io insisto: la Cgil avrà una linea concertativa, e va combattuta. Epifani sta facendo marcia indietro rispetto alla parola d’ordine dello sciopero generale, e va incalzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quando parliamo della Cgil non possiamo metterci in cattedra. 6 milioni di lavoratori sono una massa imponente di lavoratori che ci vieta di utilizzare nei loro confronti supponenza. Perché il rischio è che la parte della Cgil che vuole un sindacato più conflittuale e che quindi guarda a sinistra (comprese grandi categorie, oltre alla Fiom), non ci trova – impegnati come siamo nella critica permanente – e si rivolge ad altri, come dimostra il recente congresso di SeL.</p>
<p style="text-align: justify;">SIMONE OGGIONNI<br />
Intervento alla Direzione nazionale del PRC &#8211; 4 Novembre 2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/mettere-in-evidenza-la-diversita-dei-comunisti.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Appello &#8211; contributo per la discussione verso il 1° Congresso della FdS</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/un-contributo-alla-discussione-verso-il-1%c2%b0-congresso-della-fds.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/un-contributo-alla-discussione-verso-il-1%c2%b0-congresso-della-fds.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 16:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Federazione della Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[PdCI]]></category>
		<category><![CDATA[Prc]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=1761</guid>
		<description><![CDATA[primi firmatari: Dmitrij Palagi e Mattia Nesti Organizzazione e radicamento: per rompere il muro della censura mediatica E’ ormai evidente ad ognuno, tanto da divenire uno dei principali argomenti di discussione fra i compagni e le compagne, la censura mediatica che è stata instaurata a discapito della Federazione della Sinistra e dei comunisti in questo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { color: #0000ff } --></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a class="lightbox" title="Settembre" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/Settembre.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1762" style="margin: 4px;" title="Settembre" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/Settembre-400x266.jpg" alt="" width="214" height="193" /></a><em>primi firmatari: Dmitrij Palagi</em></strong><em><strong> e Mattia Nesti</strong></em> Organizzazione e radicamento: per rompere il muro della censura mediatica<br />
E’ ormai evidente ad ognuno, tanto da divenire uno dei principali argomenti di discussione fra i compagni e le compagne, la censura mediatica che è stata instaurata a discapito della Federazione della Sinistra e dei comunisti in questo Paese.<br />
Per quanto proprio la FdS sia sempre stata in prima linea nella difesa della libertà d’informazione (manifestazione del 3 ottobre 2009 a Piazza del Popolo, mobilitazione estiva contro la legge bavaglio…), sembra che tutti i principali mezzi di informazione televisivi e cartacei abbiano scelto di “imbavagliarsi” ogniqualvolta si presenti la necessità di parlare della FdS o, più genericamente, delle lotte sociali che attraversano il nostro Paese.<br />
Una censura palesatasi in modo ancora più evidente in occasione della manifestazione del 16 ottobre scorso,<span id="more-1761"></span> quando le decine di migliaia di bandiere della Federazione, pure apparse, proprio per la loro presenza ovunque nel corteo, su foto e servizi televisivi, non sono bastate a volte nemmeno a degnare la FdS di una citazione nella cronaca della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza imboccare la scorciatoia del vittimismo, tuttavia, sarebbe opportuno riflettere su quanto la Federazione stessa abbia contribuito a generare la propria scomparsa dai media.<br />
La recente iniziativa dell’assessore toscano alle Politiche Sociali Salvatore Allocca (Prc/FdS), salito sul tetto di una struttura pubblica per denunciare la macelleria sociale del Governo, ci insegna che quando si costruisce una protesta visibile si riesce anche a bucare la quotidiana censura dei media (bastava leggere, in quei giorni, le prime pagine di tutti i principali quotidiani a diffusione regionale).<br />
Con la consapevolezza che la FdS non può inventarsi ogni giorno una nuova forma di lotta utile a dare visibilità alle nostre proposte e, con esse, alla condizione di milioni di lavoratori, studenti, precari, pensionati, disoccupati, anch’essi censurati, crediamo che l’unica risposta a questa situazione possa giungere dall’utilizzo sistematico e consapevole di quella struttura e di quel radicamento territoriale (sedi, circoli, militanti) che, in particolar modo grazie ai partiti preesistenti (Prc e Pdci), la Federazione possiede a differenza della stragrande maggioranza della altre soggettività politiche, come l’IdV, SEL, il PD (le cui “Feste Democratiche” vivono spesso solo grazie a personale assunto dal partito), per non parlare poi di forze di maggioranza come il PdL o l’UdC.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci lasciammo al Teatro Brancaccio a Roma, lo scorso 5 dicembre 2009 in occasione della kermesse che lanciava la Federazione della Sinistra, con l’impegno, nei mesi successivi, a portare avanti tre campagne nazionali che, muovendosi in tutti i territori, avrebbero dovuto caratterizzare la nascita e il progetto politico della FdS: acqua pubblica, no al nucleare, abrogazione della Legge 30.<br />
Ad un anno di distanza, con un’autocritica tanto severa quanto necessaria, possiamo dire che in merito a quell’impegno abbiamo fallito clamorosamente.<br />
La FdS, in questi mesi, è stata eccezionale per la sua capacità di stare e vivere in ogni conflitto, dalle lotte della FIOM e dei precari fino alle mobilitazioni degli studenti e dei ricercatori, ma non è riuscita a costruire poche e ben delineate campagne nazionali capaci di qualificarne il profilo politico e l’utilità sociale.<br />
Certo, 1 milione e 400mila firme raccolte per il referendum sull’acqua sono un risultato eccezionale cui la FdS, più di ogni altro soggetto politico, ha dato un contributo fondamentale; tuttavia, senza prescindere dall’indispensabile “offensiva unitaria”, in primis verso i compagni e le compagne di base di SEL, di cui tanto si è parlato, sarà impossibile rompere il muro della censura mediatica senza essere capaci di avviare su tutto il territorio nazionale, riscoprendo la necessità di organizzare e pianificare la propria azione, 2-3 campagne politiche proprie e caratterizzanti della Federazione della Sinistra.<br />
L’organizzazione del 16 ottobre, i pullman, i volantinaggi, le iniziative…, ha dimostrato che abbiamo i mezzi e le qualità per farlo.<br />
Non è più sufficiente parlare di “uscita a sinistra dalla crisi”. E’ necessario declinare tale slogan con proposte concrete, chiare e comprensibili da portare come FdS in ogni angolo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornare a essere utili: fuori dal Parlamento, dentro gli enti locali</p>
<p style="text-align: justify;">La migliore qualità dimostrata fino ad oggi dalla Federazione della Sinistra, come detto, è stata la sua capacità di essere presente in ogni vertenza, in ogni lotta, in ogni movimento.<br />
Tutti i compagni e le compagne, tuttavia, si saranno spesso trovati di fronte al dramma della “inutilità” del nostro soggetto; per capirsi meglio: a chi non è capitato di trovare l’operaio, cui sei capace di portare solidarietà attiva al picchetto o allo sciopero, che ti ringrazia ma poi va dall’IdV a chiedere l’interrogazione parlamentare per far conoscere la propria vicenda?</p>
<p style="text-align: justify;">Consapevoli della necessità imprescindibile di ritrovare lo spazio che compete ai comunisti e alla sinistra, dentro il Parlamento a dar voce al mondo del lavoro oggi sistematicamente ignorato (vedi approvazione del Collegato al Lavoro che smantella l’Articolo 18 nell’indifferenza di PD e IdV), riteniamo estremamente utile, in virtù di quanto esposto nel primo punto di questo documento, ragionare in termini concreti su quali possibilità abbiamo oggi, in condizioni extraparlamentari, di risolvere almeno parzialmente questo nostro deficit di utilità.<br />
La Federazione della Sinistra è presente nei consigli regionali di moltissime regioni italiane; un dato importante che, considerate le nostre generali condizioni, dovremmo sfruttare maggiormente.<br />
In Toscana è stata presentata, nel corso della precedente legislatura, una proposta di legge contro le delocalizzazioni, per il sostegno all’occupazione e al controllo operaio sotto forma di cooperative (testo completo qua: <a href="http://www.rifondazionetoscana.it/?p=1332" target="_blank">http://www.rifondazionetoscana.it/?p=1332</a>).<br />
In Umbria, nel corso della scorsa legislatura, era stata presentata una proposta di legge per l’introduzione del reddito sociale, in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati (testo completo qua: <a href="http://www.prcumbria.it/files/pdl%20reddito%20sociale.pdf" target="_blank">http://www.prcumbria.it/files/pdl%20reddito%20sociale.pdf</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo opportuno che, sfruttando il contesto del Congresso fondativo utile anche a definire il cammino da intraprendere nei prossimi mesi, sia stabilito che in ogni consiglio regionale ove la Federazione della Sinistra è presente siano riprese e presentate queste due proposte di legge, eventualmente affiancate da una terza pdl su tematiche legate al diritto allo studio, da elaborare nelle sedi opportune, al fine di avanzare su buona parte del territorio nazionale una concreta risposta dei comunisti e della sinistra ai problemi posti dalla crisi e dagli attacchi al mondo del lavoro e del sapere messi in atto dal Governo e da Confindustria.<br />
Naturalmente siamo consapevoli di quanto ciò che accade all’interno dei consigli comunali e delle giunte rimanga all’interno delle stanze del palazzo o nei trafiletti dei quotidiani locali.<br />
Per questo, riprendendo quanto detto già nel punto precedente del documento, crediamo sia utile a far tornare utile la FdS presentare tali proposte di legge e intorno ad esse costruire, su scala regionale, con un capillare lavoro sul territorio, un’informazione e un consenso di massa, a partire dal coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (a partire dalla FIOM, per passare ai lavoratori in lotta, agli studenti, ai movimenti, alle associazioni…).</p>
<p style="text-align: justify;">Rilanciare la sinistra, rilanciare i comunisti<br />
In conclusione, senza entrare nel merito delle circostanze che hanno portato a celebrare il Congresso fondativo della FdS con questo regolamento e queste modalità, vorremmo esprimere tutto il nostro convinto sostegno al progetto della Federazione della Sinistra, che potrà e dovrà essere capace di rafforzarsi, a partire dal 22 novembre, con un’offensiva unitaria rivolta a tutto il panorama della sinistra italiana (partiti, movimenti, associazioni…) a partire da SEL e dai tanti compagni e compagne di quel partito che non intendono rivivere infauste personalizzazioni della politica.<br />
Per questo, per la sua natura necessaria e migliore possibile di “federazione”, siamo convinti che la FdS non debba ambire a diventare un nuovo partito, quanto a costruire una sempre più ampia aggregazione di soggetti, comunisti e non comunisti, che si riconoscono nella prospettiva del Socialismo del XXI secolo.<br />
Una Federazione della Sinistra dove, ci preme ricordarlo in vista dei congressi di PRC e PdCI, non è più comprensibile la presenza di due distinti partiti comunisti.<br />
Auspichiamo, dunque, il rafforzamento della Federazione della Sinistra e, al suo interno, di un soggetto comunista unitario capace di sostenere e guidare la battaglia per l’unità della sinistra e per la costruzione di una società nuova.</p>
<p style="text-align: justify;">DMITRIJ PALAGI</p>
<p style="text-align: justify;">MATTIA NESTI</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/un-contributo-alla-discussione-verso-il-1%c2%b0-congresso-della-fds.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Proposte giovani per la Federazione</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/proposte-giovani-per-la-federazione.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/proposte-giovani-per-la-federazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Federazione della Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=636</guid>
		<description><![CDATA[Siamo una generazione che vive sulla propria pelle le conseguenze delle scelte liberiste degli ultimi venti anni. All’attacco al sistema delle tutele e dei diritti, è andata di pari passo un’offensiva culturale, che ha demolito qualunque idea di riscatto attraverso lotte collettive, affermando l’individualismo e l’egoismo sociale come unico mezzo per l’affermazione personale. Questo Governo,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-637" style="margin: 4px;" title="gc-fds" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/gc-fds.jpg" alt="" width="276" height="190" />Siamo una generazione che vive sulla propria pelle le conseguenze delle scelte liberiste degli ultimi venti anni. All’attacco al sistema delle tutele e dei diritti, è andata di pari passo un’offensiva culturale, che ha demolito qualunque idea di riscatto attraverso lotte collettive, affermando l’individualismo e l’egoismo sociale come unico mezzo per l’affermazione personale. Questo Governo, espressione diretta dei peggiori poteri forti del nostro Paese, sta demolendo il presente ed il futuro di intere generazioni, colpendo due aspetti centrali per il nostro futuro: l’istruzione e il lavoro.<span id="more-636"></span><br />
I tagli sistematici all’istruzione, l’ingresso dei privati nella scuola e nell’Università, l’idea di scuola e Università della Gelmini, rispondono ad un’idea di società ben precisa, che mette al primo posto il profitto e la logica di mercato, un’idea escludente, che annulla qualunque mobilità sociale, e priva di futuro l’intero mondo della ricerca, che viene in massa costretto a cercare fortuna lontano dall’Italia.<br />
Sul fronte del lavoro, la precarietà si è impadronita in questi anni della nostra vita, una precarietà che si è estesa da modalità contrattuale all’intera esistenza: contratti di una settimana, di un giorno, a volte di qualche ora, introdotti attraverso la Legge 30 con l’aggettivo di atipici, sono ormai diventati la norma: la norma di una generazione che sarà la prima, dalla nascita della Repubblica, a stare peggio della precedente.<br />
Questa crisi devastante, che ha evidenziato da un lato i limiti strutturali del capitalismo e dall’altro la totale inadeguatezza dell’esecutivo, ha riaperto il conflitto sociale.<br />
Il nostro compito, non più rinviabile, è connettere le tante scintille esplose in quest’autunno, saldandole in una nuova e rinnovata idea di società: abbiamo proposto, tra i primi, il referendum abrogativo della Legge 30 proprio come terreno di lotta unificante delle tante solitudini che milioni di lavoratori stanno vivendo.<br />
Il compito dei giovani nella Federazione della sinistra è dunque tornare in sintonia con i bisogni, le aspirazioni, i sogni di una generazione che chiede partecipazione e cambiamento.<br />
Quanti giovani abbiamo incontrato nelle piazze degli scioperi studenteschi e dei lavoratori, quanti nelle manifestazioni per la libertà di stampa, quanti nella grande manifestazione del 5 dicembre contro le politiche del Governo?<br />
Certamente un numero altissimo, che però non sempre sono impegnati direttamente nelle organizzazioni politiche. Riaffermare l’idea che si può esprimere la propria idealità, la propria voglia di lottare attraverso l’impegno in una forza politica di sinistra e comunista è la sfida che lanciamo. Anche a livello giovanile. Individuiamo da subito tre aspetti di mobilitazione immediata, nazionale e sui territori, sui quali chiedere a tutte le forze sociali, politiche e territoriali di lavorare con noi:<br />
• lotta per il lavoro, per l’abrogazione della Legge 30, contro il lavoro nero, per una nuova scala mobile e per un salario degno.<br />
• Difesa dei saperi, contro l’ingresso dei privati nella scuola e nelle Università, innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni.<br />
• Una grande mobilitazione antirazzista e antifascista, per un nuovo approccio verso l’immigrazione, che chieda tutele e diritti per chi lavora nel nostro Paese.<br />
Il nostro Paese ha bisogno delle lotte dei comunisti e della sinistra. La nostra generazione, il nostro futuro ha bisogno di noi.</p>
<p>SIMONE OGGIONNI (portavoce nazionale Giovani Comuniste/i)<br />
FLAVIO ARZARELLO (coordinatore nazionale Federazione Giovanile Comunisti Italiani)</p>
<p style="text-align: justify;">5 Marzo 2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/proposte-giovani-per-la-federazione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>22.02.2010&#8230; al via il sito della Federazione della Sinistra</title>
		<link>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/parte-il-sito-della-federazione-della-sinistra.html</link>
		<comments>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/parte-il-sito-della-federazione-della-sinistra.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 18:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Federazione della Sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/?p=359</guid>
		<description><![CDATA[Care compagne e compagni, il nostro nuovo sito internet è pronto: sarà on line lunedì 22 febbraio. Uno strumento di comunicazione importante, il luogo sempre aperto di confronto politico, di informazione, di scambio, per parlare di noi a tutti. Un sito da fare insieme, interattivo. Fondamentale nel periodo elettorale: potrai scaricare il materiale per la]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong></strong></span><a rel="attachment wp-att-410" href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/il-dominio-di-un-capitalismo-debole-e-oligarchico-anche-sulla-scuola-italiana.html/logo_fds"><img class="alignright size-full wp-image-410" style="margin: 3px;" title="LOGO_FDS" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/LOGO_FDS.gif" alt="" width="200" height="188" /></a>Care compagne e compagni,   il nostro nuovo sito internet è pronto: sarà on line lunedì 22 febbraio. Uno strumento di comunicazione importante, il luogo sempre aperto di confronto politico, di informazione, di scambio, per parlare di noi a tutti. Un sito da fare insieme, interattivo. Fondamentale nel periodo elettorale: potrai scaricare il materiale per la campagna, documentarti sui testi, non dimenticare gli appuntamenti politici della tua zona, far conoscere le iniziative territoriali. <span id="more-359"></span>Perché il sito della Federazione della Sinistra funzioni davvero abbiamo bisogno dell&#8217;apporto di tutti: fateci sapere le iniziative che avete in programma per tenere sempre aggiornata l&#8217;Agenda degli eventi. Mandateci i vostri articoli, le fotografie, i video.  E&#8217; semplice: basta un clic per mandare, basta un clic per condividere idee e notizie con tutti i compagni. Soltanto insieme possiamo costruire il sito federazionedellasinistra.it<br />
Insieme, per la Federazione della Sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.federazionedellasinistra.it" target="_blank">www.federazionedellasinistra.it </a></p>
<p style="text-align: right;">Gruppo di lavoro comunicazione Rosa Rinaldi  Jacopo Venier  Silvia Garambois  Fabio Lupi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/parte-il-sito-della-federazione-della-sinistra.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

