Categoria: Esteri

Gli studenti e le conseguenze dei piani di austerità in Europa

studentidollari

Dichiarazione congiunta di CJC (Spagna), CJC (Catalogna), COMAC (Belgio), EDON (Cipro), FGCI e GC (Italia), JCP (Portogallo), UJCE (Spagna), KNE (Grecia), UEC (Francia). La dichiarazione, in vista delle lotte studentesche del 17 novembre, è stata proposta dal MJCF

traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

Dal 2008, il sistema capitalista è entrato in un nuovo periodo di crisi. Questa crisi sistemica è iniziata negli Stati Uniti d’America e si è mossa verso l’Europa e ha avuto drastiche conseguenze sulle classi popolari nel nostro continente.

I meccanismi di aiuto della “troika” sono schemi per salvare i capitalisti, a sostegno dei governi di destra e socialdemocratici, e non possono fermare la crisi. Anzi peggiorano la situazione applicando politiche reazionarie che conducono i popoli in situazioni ancora più difficili nella fase più profonda della crisi capitalistica. Con la crisi l’Unione europea mostra la sua vera natura di istituzione imperialista, il cui obiettivo è quello di servire gli interessi della borghesia europea.

Il Che è morto di nuovo

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di Carlo Lingera

“Che Guevara era morto, ma ognuno lo credeva che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva”
(F.Guccini – Stagioni)

Apprendiamo con enorme dolore della morte in combattimento del comandante Alfonso Cano, a capo del segretariato delle FARC EP. La guerriglia più longeva al mondo perde oggi il suo lider più importante. Il 5 novembre 2011 è una data triste e luttuosa per l’intero movimento comunista mondiale, e la portata storica di questa data è pari solo a quel tragico 9 ottobre del ’67 in cui venne giustiziato il comandante Guevara.

I parallelismi fra le due morti dei due guerriglieri eroici non sono destinati peraltro a finire qui. Innanzitutto l’apporto dell’ apparato imperialista nordamericano in entrambi i casi è stato decisivo. Ricordiamo come in Colombia l’Imperio Yanqui e il suo cane Israele

Appello unitario per un 15 ottobre di lotta

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Il 15 Ottobre sarà una giornata europea di mobilitazione di lotta: “gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri, chi pretende di governarci non ci rappresenta, l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!”.

Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale,  multinazionali e poteri forti ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita.

Lezioni dall’Islanda: “Il vostro debito non lo paghiamo”

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di Matteo Iannitti

Si sa, ultimamente, chi si mette in testa di interpretare e capire il mondo non lo fa più col calcolo scientifico della letteratura marxiana o con il rigore e il cinismo leninista. E chi decide di cambiarlo lo fa col cuore prima che con la testa. Per l’insofferenza di fronte le proprie e le altrui condizioni, per la rabbia verso chi si arricchisce e specula sulla pelle di molti altri, per una voglia di giustizia che ti fa stringere i pugni davanti ad ogni malefatta. Per quel desiderio di felicità collettiva senza la quale non riesci a tirare avanti senza sentirti in colpa.

Obiettivo numero uno: sconfiggere il fascismo in tutta Europa

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di Simone Oggionni

La letteratura racconta la realtà, la verità raggiunge la fantasia. Il giallista Stieg Larsson qualche anno fa aveva previsto tutto: la violenza dell’estrema destra scandinava, il sangue e la strage come rottura dell’illusione di un nord Europa paradigma della tolleranza e della convivenza civile.
Nel cuore del nord Europa in questi anni il racconto macabro si è trasformato in realtà e il martirio di novantadue ragazzi a Oslo e Utoya è il prezzo che dobbiamo pagare per aprire collettivamente gli occhi sul fatto che l’estrema destra e il neonazismo sono tutt’altro che un residuo del passato. La strage compiuta da Anders Breivik è la manifestazione di un fenomeno che denunciamo da tempo.

Revoluciòn en el SOL

di Anna Belligero

Per comprendere realmente l’organizzazione di questo movimento è stato necessario, ma certamente non sufficiente, piantare la tenda al centro del villaggio. Un po’ come hanno fatto loro, nella capitale, che di certo non è un villaggio, ma che lì, proprio al centro, riesce a farsi comprendere da tutt* quell* che passano, e prova a scalfire l’indifferenza di un Paese che dicono “va risvegliato”.

Funziona tutto alla perfezione, il movimento 15 M è un corpo perfetto e regolare, con le sue articolazioni, autonome ma connesse tra loro. Ma soprattutto è un corpo. Non si rilasciano dichiarazioni individuali, non si dichiara il nome dell’organizzazione o del collettivo di appartenenza, perchè quella piazza non è una sfilata di parte, ma una lotta collettiva per tutt*. Una lotta collettiva “por el cambio”. Il cambiamento del Paese intero, mobilitato a partire dai suoi cittadini più giovani. Tantissimi ragazzi, ma soprattutto tantissime ragazze a promuovere e far vivere questa.

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