Categoria: Diritti

Precari attenti! Avete 60 giorni per far valere i vostri diritti

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di Simone Oggionni e Anna Belligero Care compagne e cari compagni, nel caso in cui vi fosse sfuggito vi segnalo un fondamentale articolo pubblicato da Liberazione il 25 ottobre a firma di Nanni Alleva. Mi permetto di segnalarvelo perché svolge una funzione di straordinaria e meritoria informazione circa il “collegato lavoro” votato nei giorni scorsi in via definitiva dalla Camera dei deputati. In particolare mette in rilievo una norma contenuta in questa legge, fondamentale non solo per la legislazione italiana ma anche per la vita di centinaia di migliaia di lavoratori precari.

In buona sostanza la questione è questa: fino all’entrata in vigore del “collegato lavoro” era possibile impugnare in giudizio i contratti di lavoro precario di qualunque tipo (a termine, a progetto, interinale) che presentassero illegittimità formali e sostanziali e chiederne, in

Dopo il 16 Ottobre continua il processo unitario. Con la FIOM, per lavoro, salario, diritti

La manifestazione di oggi è un evento che segna la storia recente del nostro Paese e apre una nuova fase nella politica e nella società italiana: oltre un milione e mezzo di persone ha invaso Roma in maniera totalmente pacifica. Decine di migliaia di bandiere, gli studenti, le associazioni democratiche, il mondo del lavoro precario e dipendente, tutti intorno alla Fiom e ai metalmeccanici. Con parole d’ordine chiare (la dignità del lavoro, il contratto collettivo nazionale, il salario, l’opposizione al modello di Pomigliano) hanno indicato una strada molto precisa alla sinistra e ai comunisti.

I 500 giorni di isolamento di Saadat

di Carlo Lingera Puoi avere conosciuto il carcere a 16 anni, puoi aver accettato l’idea che la prigione sia il prezzo naturale da pagare per la libertà della tua gente. Puoi avere già trascorso in carcere mesi e mesi, possono averti già sottratto anni interi, nel fiore della vita. Puoi abituarti a considerarlo come parte integrante della tua esistenza, e adoperarlo per temprare la tua convinzione rivoluzionaria, ad approfondire la tua formazione politica. Ma 500 giorni di isolamento in una galera israeliana, 500 giorni possono essere eterni anche per te compagno Saadat. Anche per chi come te ha dimostrato lungo tutto il corso della vita cosa vuol dire essere un militante

Il Papa in visita in Sicilia… “E io pago!”

scarica il volantino dei GC di Palermo Per la visita di Papa Benedetto XVI, la Regione Sicilia, la Provincia e il Comune di Palermo hanno stanziato 2,5 milioni di euro, investiti tra impianti di amplificazione, palchi, impianti luce, maxischermi e addobbi vari: una cifra veramente eccessiva e spropositata per una regione e una città “sofferenti”. Palermo versa in una drammatica situazione: siamo sommersi dai rifiuti, ci sono centinaia di persone senza casa, mancano sbocchi occupazionali per i giovani, i servizi sociali sono insufficienti e mal finanziati.

I/Le Giovani Comunisti/e per Sakineh e contro ogni violenza sulle donne!

Per la vita di Sakinehdi Anna Belligero “Non c’è più tempo”, è questa la frase che ormai da troppe ore leggiamo e ascoltiamo, riguardo alla vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani, o più semplicemente Sakineh. E’ la minaccia costante che risuona nelle nostre orecchie, sono le immagini ripetute di una pratica maledetta e a noi direttamente sconosciuta, è la sensazione di vivere lo stesso incubo, nel buio di una cella, con l’angoscia della solitudine e la paura di morire. Oltretutto da innocente. Prima di tutto perché è innocente, Sakineh non deve morire. Prima di tutto perché nessun uomo, nessun dio, nessun governo può disporre della vita di qualcun*. Prima di tutto perché ha un figlio e una figlia che l’aspettano e non l’hanno mai abbandonata.

Per una unità democratica contro ogni forma di razzismo

di Valerio Todeschini Varese, giovedì 22 luglio scorso, una ragazza viene insultata e picchiata sull’autobus perchè si lamenta del caldo. E le viene gridato  “sporca negra, negra di merda”. Un atto, l’ennesimo purtroppo, che ci da il senso di come nella città giardino ormai sempre più si sta insinuando una sorta di razzismo diffuso, strisciante, che diventa una giustificazione per gli atti più brutali, verso chi è ritenuto diverso (sia dal punto di vista razziale che sessuale). Varese, la Lombardia, che dal punto di vista

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