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	<title>Giovani Comunisti/e &#187; IV Conferenza GC</title>
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	<description>pace, lavoro, giustizia sociale, diritti e libertà</description>
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		<title>IV Conferenza GC, ordini del giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 18:39:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[IV Conferenza GC]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[imperialismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Recuperare al più presto la categoria dell&#8217;Imperialismo
La destrutturazione della nostra organizzazione, portata avanti dal gruppo dirigente che ha operato la scissione, ha cancellato dalla prassi quotidiana anche le più elementari forme di analisi politica. La questione internazionale, trattata in modo superficiale, provinciale e subalterno alle ragioni dei padroni, ad eccezione di alcune sporadiche realtà strettamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Recuperare al più presto la categoria dell&#8217;Imperialismo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La destrutturazione della nostra organizzazione, portata avanti dal gruppo dirigente che ha operato la scissione, ha cancellato dalla prassi quotidiana anche le più elementari forme di analisi politica. La questione internazionale, trattata in modo superficiale, provinciale e subalterno alle ragioni dei padroni, ad eccezione di alcune sporadiche realtà strettamente locali, deve tornare ad essere approfondita, recuperando le nozioni di base della teoria Leninista dell&#8217;Imperialismo.<span id="more-370"></span> A perenne ricordo di una gestione sciagurata, ricordiamo ad esempio l&#8217;appoggio alle ragioni israeliane nel conflitto palestinese, il supporto alla creazione di una teocrazia nella regione cinese del Tibet, il costante allontanamento dai movimenti contro la costituzione di basi Nato sul nostro territorio nazionale, il supporto alle più disparate rivoluzioni colorate al soldo dell&#8217;occidente. I Giovani Comunisti chiedono pertanto al Partito e a Liberazione maggiore attenzione e cura delle questioni legate all&#8217;analisi della politica internazionale. E&#8217; inoltre necessario incrementare gli scambi culturali e formativi con i rappresentanti di partiti e paesi fratelli, così da mettere reciprocamente in rete esperienze teoriche e pratiche per la costruzione del socialismo del XXI secolo.<br />
<a href="http://typectionary.it.msn.com/"></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;">
<div>
<div><strong>Economia per una nuova &#8220;cassetta degli attrezzi&#8221;</strong></div>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">La drammatica debolezza elettorale che sconta oggi il nostro Partito nella politica italiana è nota a tutti, ed è figlia di una perdita di senso della realtà sociale che ci circonda, che non deve tramutarsi nella perdita del senso della Storia.<br />
Sosteniamo con forza, che gran parte della nostra emorragia elettorale sia dovuta alla mancanza di ricerca, alla carenza di studio per soluzioni alternative in economia, soluzioni di sistema per il mondo del lavoro.<br />
L’economia è la stella polare per un Partito Comunista.<br />
Se proponiamo di sconvolgere radicalmente la realtà, non possiamo prescindere dai ruoli di forza presenti nella società italiana e dalle ideologie che muovono la struttura economica del Paese.<br />
C’è assoluto bisogno di passare da una “guerra di posizione” verso una “guerra di manovra”, di segnare il passo e rilanciare proposte nuove, che vadano al di là della lotta sacrosanta contro la legge 30 e dell’istituzione di un salario mensile di disoccupazione sulle ceneri dell’esempio francese.<br />
Bisogna con forza dominare l’aspetto economico e studiare l’ideologia monetarista, oggi dominante, in tutti i suoi aspetti, nei condizionamenti sistemici per quanto riguarda l’Europa e il ruolo della BCE ( dall’indipendenza rispetto al potere politico della Banca Centrale, al perseguimento della lotta all’inflazione come finalità primaria ).<br />
Proponiamo con forza di concentrare le nostre energie verso lo studio sistemico della globalizzazione che muove merci e profitti e non lavoratori.<br />
Ripartendo dall’economia reale, realizzando proposte che limitino il ruolo della finanza nell’economia, che segnino l’avanzamento dell’economia reale, quella basata sul capitale e sul lavoro, rispetto a quella fondata sugli indici di Borsa.<br />
Le proposte esistono e sono le più disparate, da una diversa gestione del bilancio dello Stato, oggi più che mai utilizzato per coprire e giustificare guerre umanitarie, alla lotta contro le lobby confindustriali trasversali in Parlamento, che ottengono ogni qual volta che lo desiderino finanziamenti pubblici.<br />
Vogliamo indirizzare l’economia italiana verso un aumento della spesa pubblica in settori strategici, dalle infrastrutture, quelle reali, di cui il Paese ha bisogno, ( acquedotti nel mezzogiorno d’Italia, messa in sicurezza di intere comunità, messa in sicurezza di edifici scolastici pericolanti… ) creando sviluppo, lavoro, progresso e benessere collettivo.<br />
Un aumento dell’imposizione fiscale ( una perequazione fiscale ) nei confronti dei ceti sociali più ricchi che devono contribuire alle uscite dello Stato e una lotta senza quartiere all’evasione fiscale delle Partite Iva.<br />
Queste sono solo alcune delle molte misure necessarie per LIBERARE la società italiana dalla sua condizione feudale di medioevo permanente.<br />
Come giovani comunisti dobbiamo renderci in grado, in tempi brevi, di analizzare con lucidità la situazione italiana, europea e mondiale partendo proprio dalla base economica, riuscendo puntualmente a elaborare delle strade percorribili di uscita dalle crisi sistemiche del Capitalismo, ma nel piano di un progetto più ampio e complessivo, di modello alternativo allo sviluppo economico esistente.<br />
Ci impegniamo dunque nella creazione di un laboratorio permanente, interno ai GC, che si occupi di economia. Potremo così rappresentare l’elemento propulsore del Partito anche dal punto di vista tematico e analitico, esportare un domani questo metodo di lavoro a realtà più grandi fino a proporre la nascita di un’alternativa complessiva di respiro europeo, tra i vari partiti della Sinistra Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Conferenza Nazionale delle/dei Giovani Comuniste/i dice no a qualsiasi tipo di accordo con l&#8217;UDC</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le/i Giovani Comuniste/i respingono qualsiasi ipotesi di collaborazione istituzionale o alleanza elettorale con l’Udc, partito che in Sicilia, come nel resto d’Italia, rappresenta uno dei fronti più avanzati dell’internità del potere mafioso nella politica e nell’amministrazione della cosa pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo inoltre incompatibile con le battaglie promosse dai GC per difendere la libertà di orientamento sessuale, i diritti delle coppie di fatto, la legalizzazione delle droghe leggere e per contrastare la dilagante violenza ai danni di Gay, lesbiche e trans, qualsiasi accordo con un partito espressione dell’integralismo cattolico, omofobico e liberticida. Nel rispetto delle lotte dei GC a fianco del movimento Glbt, della lunga tradizione di antimafia sociale e dell’impegno quotidiano delle /dei compagne/i per contrastare il potere politico mafioso in Sicilia, esprimiamo quindi la più ferma opposizione ad ogni proposta di accordo con il partito di Cuffaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo infatti, una simile scelta incompatibile con l’appartenenza a Rifondazione Comunista, con la sua storia e con una coerente battaglia antimafia.</p>
<p style="text-align: justify;">ODG Approvato con Favorevoli 110</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le/i Giovani Comuniste/i considerano sciagurata qualunque ipotesi di alleanza politica per il governo con l’Udc, partito che rappresenta uno dei fronti più avanzati della commistione tra poteri clientelari e spesso criminosi e amministrazione pubblica.<br />
Riteniamo assolutamente improponibile qualunque convergenza programmatica con un partito che sul terreno della laicità, dei diritti civili, della politica sociale ed economica è strategicamente rappresentativo delle istanze dell’integralismo cattolico più reazionario.<br />
Con la stessa risolutezza, riteniamo a livello politico-programmatico il nostro partito strategicamente alternativo al Partito democratico, espressione in molte realtà locali e a livello nazionale degli interessi confindustriali e padronali.<br />
Il giudizio sul Pd è quindi nettissimo e privo di reticenza.<br />
Questo giudizio così netto non ci può tuttavia esimere dal considerare che esiste nel nostro Paese una gigantesca questione democratica (sistematici tentativi di stravolgere la Costituzione in senso presidenzialista, legge elettorale maggioritaria, conflitto di interessi, accentramento di potere politico ed economico nella figura del presidente del Consiglio) che va arginata, provando a verificare la disponibilità delle altre forze democratiche per una modifica dell’attuale sistema bipolare e per la salvaguardia della Costituzione. Ciò non ha nulla a che fare con un accordo di tipo politico o programmatico.<br />
Parimenti, il rapporto con le diverse articolazioni territoriali delle diverse forze del centro-sinistra è – nel riconoscimento di una linea politica di autonomia dalle forza moderate &#8211; appannaggio delle singole realtà territoriali. A guidare l’iniziativa del nostro partito sul tema delle alleanze a livello locale devono essere, come sempre, i programmi e i contenuti e non una decisione aprioristica che non consideri le singole specificità territoriali.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">ODG Repinto con Favorevoli 104.</p>
<p style="text-align: justify;">24 astenuti.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
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		<title>Conclusa la IV Conferenza nazionale dei GC</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:18:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[IV Conferenza GC]]></category>
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		<description><![CDATA[Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti(22/02/2010) -
”Unità radicamento conflitto” sono queste le parole d’ordine della quarta Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti del PRC conclusasi domenica a Pomezia.
Un momento fondamentale di confronto e di messa a punto delle linee politiche nazionali ma specialmente una conferenza difficile, chiamata a decidere le modalità tramite cui ripristinare una struttura fortemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti(22/02/2010) -</p>
<p style="text-align: justify;">”Unità radicamento conflitto” sono queste le parole d’ordine della quarta Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti del PRC conclusasi domenica a Pomezia.<br />
Un momento fondamentale di confronto e di messa a punto delle linee politiche nazionali ma specialmente una conferenza difficile, chiamata a decidere le modalità tramite cui ripristinare una struttura fortemente indebolita da una scissione che ha coinvolto una parte importante del gruppo dirigente centrale e numerose/i compagne/i diffuse nei territori.<span id="more-396"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono due le mozioni presentate alla conferenza quella legata al documento 1 “generazione di sogni” che raggiunge il più alto risultato ad una conferenza dei Giovani Comunisti 70% e ha come primi firmatari Simone Oggionni e Anna Belligero che verranno scelti al termine della conferenza come portavoce nazionali dei giovani comunisti e la seconda che presenta il documento 2 “lottare occupare resistere” all’area interna al PRC di falce e martello ottiene il 24% su scala nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza si è svolta in un clima fondamentalmente propositivo. Sostenere l&#8217;unità delle forze comuniste e della sinistra (comitati, associazioni, reti, movimenti, collettivi) nel solco della Federazione della Sinistra per un radicamento su tutto il territorio e per una maggiore presenza dell’organizzazione giovanile all’interno dei conflitti, sviluppare l&#8217;antifascismo senza ridurlo a semplice controinformazione, continuare a sostenere il movimento dei diritti civili e di liberazione sessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono solo alcune delle tematiche affrontate dai 270 giovani delegati (ciascuno in rappresentanza di 30 iscritti) provenienti da tutta Italia che per tre giorni si sono allontanati da volantinaggi, raccolte firme ed iniziative concrete sul territorio per confrontarsi sulle grandi questioni che rappresentano i punti di svolta per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Al margine della conferenza sono stati eletti i 50 membri del coordinamento nazionale dei Giovani Comunisti (38 per il primo documento e 12 per il secondo) che verranno presto riconvocati per stabilire i membri dell’esecutivo.</p>
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		<title>Unità, radicamento, conflitto</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:16:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Unità, radicamento, conflitto. Dietro queste tre parole, è iniziata ieri a Pomezia, alle porte di Roma, la IV conferenza nazionale dei Giovani Comunisti. Circa trecento giovanissimi, tra delegati, invitati ed ospiti, provenienti da tutta Italia si sono ritrovati dopo due mesi in cui si sono svolte 150 conferenze alle quali hanno partecipato oltre tremila iscritti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Unità, radicamento, conflitto. Dietro queste tre parole, è iniziata ieri a Pomezia, alle porte di Roma, la IV conferenza nazionale dei Giovani Comunisti. Circa trecento giovanissimi, tra delegati, invitati ed ospiti, provenienti da tutta Italia si sono ritrovati dopo due mesi in cui si sono svolte 150 conferenze alle quali hanno partecipato oltre tremila iscritti. Numeri importanti, che dimostrano come l&#8217;organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista ha, in questi ultimi mesi pur contraddistinti dalla crisi, politica ed economica<span id="more-394"></span>, e, come ha spiegato il presidente dei lavori della conferenza, Danilo Borrelli, «dall&#8217;ennesima, sbagliata scissione», aumentato il suo radicamento nei territori.</p>
<p>Ad aprire la tre giorni della conferenza nazionale, ieri pomeriggio, in ritardo sui programmi a causa dello sciopero dei trasporti che ha paralizzato Roma, è stato un emozionante intervento di Emanuele, ragazzo del comitato aquilano 3e32, reduce dal No Bertolaso Day di giovedì. Tra gli applausi, Emanuele ha ricordato il senso e il valore della campagna post-sisma &#8220;cento per cento&#8221;. Cento per cento ricostruzione, partecipazione, trasparenza. «Tutti concetti colpevolmente dal Governo. E dopo l&#8217;inchiesta sul Bertolaso e soci abbiamo scoperto perché». Al centro dell&#8217;attenzione della giovanissima platea, con un&#8217;età media visibilmente più bassa delle altre tre conferenze, le capacità di resistenza dei loro coetanei abruzzesi, al cui fianco le Brigate della Solidarietà ed Epicentro Solidale hanno avuto un ruolo fondamentale.<br />
Quindi la parola è passata agli &#8220;esterni&#8221;, invitati per salutare la quarta conferenza. Esterni, però, per modo di dire. Tutti gli interventi che si sono susseguiti, infatti, hanno fatto esplicito riferimento all&#8217;importanza dei tre principi dietro i quali si sta muovendo la tre giorni: unità, radicamento, conflitto. E se dalle organizzazione della Federazione dei Giovani Comunisti Italiani l&#8217;attenzione, viste le comuni e quotidiane pratiche di radicamento e conflitto confluite nella Federazione della Sinistra, è stato posto l&#8217;accento sulla conseguente &#8220;unità&#8221;, dall&#8217;organizzazione giovanile dell&#8217;Italia dei Valori è arrivato l&#8217;impulso a iniziare un cammino comune su alcune battaglie, in primis quella per restituire un volto democratico al nostro paese. Molto applaudito è stato poi l&#8217;intervento dei giovani di Sinistra Critica che, pur mostrando le differenze politiche attuali tra le due forze politiche di riferimento, ha mostrato come un percorso comune verso una vera alternativa politica all&#8217;attuale centrosinistra è non solo auspicabile, ma doveroso e possibile.<br />
La discussione si è poi spostata sul futuro, con al centro i saperi, la scuola e l&#8217;università: prima l&#8217;unione degli studenti, quindi l&#8217;Unione degli Universitari, il coordinamento universitario Link e il Coordinamento dei Collettivi, partendo dall&#8217;analisi di ciò che ha rappresentato l&#8217;esperienza dell&#8217;Onda, ha rilanciato la necessità di una mobilitazione comune.<br />
È necessario un ribaltamento, un&#8217;alternativa, una nuova Politica. È qui che i due documenti presentati ieri, &#8220;Giovani comuniste/i: una generazione di sogni, conflitti e rivoluzioni&#8221;, che ha ottenuto il 75,5% dei consensi, e &#8220;Lottare,occupare,resistere&#8221; che ha conseguito il 25,5%, hanno la loro base comune. Ma se il primo documento, presentato da tutte le componenti di maggioranza nel Prc, ha messo al centro della sua analisi la crisi «la cui uscita si sta prospettando a discapito dei lavoratori» ha spiegato il relatore Francesco D&#8217;Agresta «rivelandosi come una scusa per licenziamenti e distruzione dei diritti dei lavoratori», la base del secondo documento, presentato dalla componente Falcemartello è stata l&#8217;analisi di quanto accaduto all&#8217;interno del Prc negli ultimi mesi, «con una scissione perpetrata a danno dei Giovani Comunisti» ha spiegato Giovanni Savino «ma iniziata fin dalla terza conferenza dei Gc quando non si votò contro le spedizioni militari in Libano e Afganistan per &#8220;coerenza&#8221; con l&#8217;allora segretario, Fausto Bertinotti, che salutava le nostre truppe in partenza per le missioni con la spilletta della pace». Due documenti, due visioni diverse dell&#8217;attuale scenario politico che, però, guardano insieme ai Giovani comunisti come realtà interna alle lotte e ai conflitti. Tanti gli esempi: dall&#8217;Alcoa alla Merloni, dall&#8217;Alcatel alle lotte per il diritto all&#8217;abitare, all&#8217;istruzione, alle battaglie per la difesa dell&#8217;acqua pubblica, fino ad arrivare alla difesa dei diritti dei lavoratori e per un nuovo, vero welfare. Da una parte l&#8217;attenzione a una forte organizzazione, dall&#8217;altra la necessità di una politica veramente alternativa, più lontana dalla Bresso e più vicina ai No Tav. In entrambi i casi, dalla sala gremita dell&#8217;Hotel Selene piovono applausi mentre qualcuno intona &#8220;Bandiera rossa&#8221;.<br />
Oggi alle 12 il segretario del Prc e portavoce della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, porterà i suoi saluti alla conferenza nazionale dei Giovani Comunisti che si concluderà domenica con la votazione dei documenti politici e dei nuovi organismi dirigenti. Da lunedì si tornerà a lavorare e a lottare, ognuno sui propri territori.</p>
<p>DANIELE NALBONE</p>
<p>20/02/2010</p>
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		<title>IV Conferenza GC, galleria fotografica</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:38:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La IV Conferenza nazionale ha eletto il nuovo coordinamento nazionale, di 50 membri che, riunitosi subito dopo la fine dei lavori congressuali, ha eletto portavoce nazionali dell&#8217;organizzazione Anna Belligero (della federazione di Bari) e Simone Oggionni (della federazione di Bologna). A loro e a tutti i compagni e a tutte le compagne dei Giovani Comuniste/i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La IV Conferenza nazionale ha eletto il nuovo coordinamento nazionale, di 50 membri che, riunitosi subito dopo la fine dei lavori congressuali, ha eletto portavoce nazionali dell&#8217;organizzazione Anna Belligero (della federazione di Bari) e Simone Oggionni (della federazione di Bologna). A loro e a tutti i compagni e a tutte le compagne dei Giovani Comuniste/i il migliore augurio di buon lavoro!</p>

<a href='http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/iv-conferenza-nazionale-gc.html/dsc_6222' title='DSC_6222'><img width="150" height="150" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/DSC_6222-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="DSC_6222" /></a>
<a href='http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/iv-conferenza-nazionale-gc.html/dsc_5939' title='DSC_5939'><img width="150" height="150" src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/DSC_5939-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="DSC_5939" /></a>
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<p style="text-align: right;">Foto di Michele Lapini</p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="../iv-conferenza-nazionale-gc.html/giovani-comuniste-sintesi-documento" target="_blank">DOCUMENTO POLITICO FINALE APPROVATO DALLA IV CONFERENZA NAZIONALE</a></strong></p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>A Pomezia la IV Conferenza dei GC</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 18:17:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ferrero]]></category>
		<category><![CDATA[IV Conferenza]]></category>

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		<description><![CDATA[NOTA STAMPA PRC-SE: GIOVANI COMUNISTI, DAL 19 AL 20 FEBBRAIO A POMEZIA SI TIENE LA IV CONFERENZA NAZIONALE
Roma, 18 gennaio 2010.
Nota stampa del l'ufficio stampa del Prc-Se.

NOTA STAMPA PRC-SE: GIOVANI COMUNISTI, DAL 19 AL 20 FEBBRAIO A POMEZIA
SI TIENE LA IV CONFERENZA NAZIONALE "UNITA', RADICAMENTO, CONFLITTO" LE PAROLE D'ORDINE.
SABATO 20 INTERVIENE IL SEGRETARIO PAOLO FERRERO

“Unità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>NOTA STAMPA PRC-SE: GIOVANI COMUNISTI, DAL 19 AL 20 FEBBRAIO A POMEZIA SI TIENE LA IV CONFERENZA NAZIONALE
Roma, 18 gennaio 2010.
Nota stampa del l'ufficio stampa del Prc-Se.

NOTA STAMPA PRC-SE: GIOVANI COMUNISTI, DAL 19 AL 20 FEBBRAIO A POMEZIA
SI TIENE LA IV CONFERENZA NAZIONALE "UNITA', RADICAMENTO, CONFLITTO" LE PAROLE D'ORDINE.
SABATO 20 INTERVIENE IL SEGRETARIO PAOLO FERRERO

“Unità, radicamento, conflitto”: la nuova strada sui cui si incamminano i Giovani Comunisti nella nuova stagione politica è ben rappresentata da queste tre parole che campeggeranno per tre giorni, a partire da domani, venerdì 19 febbraio, nella sala riunioni dell'hotel Best Western Selene di Pomezia dove, a partire dalle ore 12, i Giovani comunisti terranno la loro IVa Conferenza nazionale.
Dal 19 al 21 febbraio, in realtà, si svolgerà solo l'ultima fase di un percorso congressuale lungo un mese e mezzo, nel corso del quale quasi tremila giovani e giovanissimi militanti di Rifondazione su tutto il territorio nazionale si sono confrontati su due piattaforme: “Giovani comuniste/i: una generazione di sogni, conflitti e rivoluzioni”, presentato da tutte le componenti di maggioranza nel Prc (primi firmatari Anna Belligero e Simone Oggionni), che ha ottenuto il 75,5% dei consensi, e “Lottare, occupare, resistere!” (25,5%), presentato dalla componente Falcemartello.
Il programma della IV conferenza nazionale dei Giovani comunisti prevede, dopo l'insediamento della presidenza, il saluto dei tanti ospiti, italiani e stranieri, che hanno già confermato la loro presenza, e la relazione introduttiva del presidente della Commissione, Danilo Borrelli, che in questa fase congressuale ha gestito il percorso dei GC. Sabato 20 febbraio si entrerà nel vivo del dibattito dell'organizzazione e, alle ore 12, porterà il suo saluto Paolo Ferrero, Segretario nazionale di Rifondazione Comunista e Portavoce della Federazione della Sinistra. I lavori si chiuderanno domenica 21 febbraio, con la votazione dei documenti politici e dei nuovi organismi dirigenti (Coordinamento nazionale e Portavoce) che guideranno i Giovani Comunisti.

-- Ufficio stampa Prc-SE</pre>
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		<title>La IV Conferenza Nazionale dei GC</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani Comunisti]]></category>
		<category><![CDATA[IV Conferenza GC]]></category>

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		<description><![CDATA[
GIOVANI COMUNISTE/I IV CONFERENZA NAZIONALE
POMEZIA Hotel  Selene &#8211; via Pontina km. 30
PROGRAMMA
19 febbraio 2010
ore 12,00: apertura dei lavori e insediamento della Presidenza
ore 12,15: saluti delle delegazioni internazionali
ore 13,00: saluti degli ospiti
ore 15,15: relazione introduttiva del presidente della Commissione nazionale per la Conferenza
ore 15,45: presentazione dei due documenti
ore 16,30: presentazione dei tre emendamenti al primo documento
ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/nota-stampa-prc-se-iv-conferenza-gc.html"><img class="aligncenter" title="Banner Conferenza" src="http://home.rifondazione.it/xisttest/images/banners/100218gc.gif" alt="" width="606" height="77" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>GIOVANI COMUNISTE/I IV CONFERENZA NAZIONALE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>POMEZIA Hotel  Selene &#8211; via Pontina km. 30</strong></p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-353"></span>PROGRAMMA</p>
<p>19 febbraio 2010</p>
<p>ore 12,00: apertura dei lavori e insediamento della Presidenza<br />
ore 12,15: saluti delle delegazioni internazionali<br />
ore 13,00: saluti degli ospiti</p>
<p>ore 15,15: relazione introduttiva del presidente della Commissione nazionale per la Conferenza<br />
ore 15,45: presentazione dei due documenti<br />
ore 16,30: presentazione dei tre emendamenti al primo documento<br />
ore 16,45: elezione ed insediamento delle commissioni<br />
ore 17,00: inizio del dibattito</p>
<p>20 febbraio 2010</p>
<p>ore 10,00: prosecuzione del dibattito<br />
ore 12,00: saluto del segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero</p>
<p>ore 15,00: dibattito<br />
ore 21,00: riunioni delle commissioni</p>
<p>21 febbraio 2010</p>
<p>ore 9.30:  votazione degli emendamenti al primo documento<br />
ore 10,00: relazione della Commissione politica e votazione dei documenti<br />
ore 14,00: relazione della Commissione Verifica Poteri e votazioni connesse<br />
ore 14,30: relazione della Commissione per il Regolamento e votazioni connesse<br />
ore 15,30: relazione della Commissione elettorale e votazione del coordinamento nazionale<br />
ore 16,00: prima riunione del nuovo coordinamento nazionale ed elezione del/dei portavoce<br />
ore 16,30: conclusioni</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Dettagli organizzativi</p>
<p>Cara  compagna, caro compagno,</p>
<p>La conferenza si svolgerà presso la struttura alberghiera Best Western “Hotel Selene” a Pomezia, in via  Pontina km. 30</p>
<p><img title="Continua..." src="http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><br />
Il costo del pernottamento (in camera doppia), per le due notti di venerdì 19 e sabato 20, è a carico del partito nazionale;</p>
<p>Chi volesse andare in tripla è pregato di segnalarlo, così come chi volesse la camera singola (che ha un costo aggiuntivo di 25 euro a notte);</p>
<p>I delegati che dovessero arrivare soltanto sabato mattina sono tassativamente chiamati a segnalarlo via mail  entro giovedì 18<br />
febbraio;</p>
<p>Sempre per mail, siete pregati di indicarci gli accoppiamenti nelle stanze: in assenza di una vostra comunicazione, sarete inseriti casualmente in coppia</p>
<p>I pranzi e le cene (dalla cena di venerdì al pranzo di domenica) sono a carico dei singoli delegati e avranno un costo massimo di 15 euro cadauno (saranno<br />
pagati da chi ne usufruirà direttamente in hotel);<br />
Sarà disponibile un servizio di navetta dalla stazione di Pomezia all’albergo, oltre ovviamente ad alcune macchine messe a disposizione dai<br />
compagni. Invitiamo però i delegati che possono venire in macchina a farlo e a gestirsi autonomamente;</p>
<p>Il costo del viaggio (treno o auto) sarà a carico dei rispettivi regionali o federali: ciascun delegato è quindi invitato ad accordarsi con il proprio tesoriere provinciale o regionale;</p>
<p>Per tutti coloro i quali fossero interessati a partecipare come invitati e non sono delegati, il costo dell’albergo è a loro carico: il costo è di  55 euro a notte compresa la colazione con sistemazione in camera doppia, di 50  euro a notte compresa la colazione con sistemazione in camera tripla, di 85 euro a notte compresa la colazione con sistemazione in camera singola.</p>
<p>Per qualsiasi informazione:<br />
Danilo Borrelli – 3332448277 (danilo.borrelli -CHIOCCIOLA-gmail.com)</p>
<p>Giovani Comuniste/i –<br />
Commissione Nazionale per la Conferenza</p>
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		<title>Conferenza GC Rimini, gli Odg</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 20:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dai territori]]></category>
		<category><![CDATA[IV Conferenza GC]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il IV congresso dei giovani comunisti, oggi qui a Rimini ha un valore aggiunto: non contribuiremo solo alla definizione di un nuovo assetto nazionale della nostra organizzazione, ma da oggi poniamo le basi per un nuovo assetto e una nuova stagione politica locale.
Il sostanziale appiattimento della nostra attività è stato il risultato di divergenze derivanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il IV congresso dei giovani comunisti, oggi qui a Rimini ha un valore aggiunto: non contribuiremo solo alla definizione di un nuovo assetto nazionale della nostra organizzazione, ma da oggi poniamo le basi per un nuovo assetto e una nuova stagione politica locale.</p>
<p>Il sostanziale appiattimento della nostra attività è stato il risultato di divergenze derivanti da un&#8217;infelice stagione politica del partito e dei giovani comunisti, incentrati più sulle lotte interne che su quelle sociali. Oggi vogliamo dire basta a questa deriva autolesionista, basta a questo modo di intendere e di fare politica; non possiamo più, né avremmo potuto prima, permetterci il lusso di pensare alla vita di partito come fine a sè stessa e concentrata su calcoli e logiche di appartenenza a correnti e sottocorrenti.<br />
<span id="more-344"></span><br />
Vi è la necessità più che mai di tirare fuori il meglio di noi stessi, in quelle attività, in quelle iniziative che davvero ci riportano in mezzo alla gente e ci fanno parlare di concretezza, di alternative. Sì perchè se noi ci consideriamo comunisti, vuol dire che abbiamo avuto il coraggio di pensare e di immaginarci una società diversa, multiculturale, equa, partecipata e realmente democratica.<br />
Il nostro pensiero forse ai più può sembrare utopico, e forse è vero, ma la cosa straordinaria è che la nostra “utopia”, se così la vogliamo chiamare, passa per la realizzazione di cose fortemente concrete e tangibili, i GAP, le casse di resistenza, i comitati per la casa.</p>
<p>Necessario al nostro sforzo di rilancio e di rinnovamento è il confronto sempre più stringente, continuativo e costruttivo in primo luogo con la FGCI e in secondo luogo con le associazioni, collettivi, centri sociali, che costellano il panorama provinciale.<br />
Proprio la collaborazione con queste forze deve accompagnare e segnare l&#8217;attività dei Giovani Comunisti nel più ampio percorso intrapreso dal Partito con la Federazione della Sinistra.</p>
<p>Il compito che abbiamo davanti nei prossimi mesi e nei prossimi anni è delicato.  La deriva culturale e politica di questo Paese ha trasformato la nostra società insegnandoci che l&#8217;egoismo ed il disinteresse nei confronti del prossimo sono l&#8217;unico modo per sopravvivere. Compito nostro è invertire questa tendenza, creare una vera alternativa sociale e culturale, riconquistare le forze che abbiamo perduto e trasformare questa società.</p>
<p>Chiediamo dunque, a tutti gli iscritti e a tutte le iscritte dei giovani comunisti della provincia di Rimini di sostenere questo indirizzo programmatico e di attuarlo insieme.</p>
<p>Coordinamento GC Rimini</p>
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		<title>Conferenza GC di Benevento</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 20:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor1</dc:creator>
				<category><![CDATA[IV Conferenza GC]]></category>
		<category><![CDATA[Benevento]]></category>

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		<description><![CDATA[VENERDI’ 12 febbraio ’10 ore 20 e 30 presso la sede del circolo di Pietrelcina si è tenuta la conferenza provinciale  dei Giovani comunisti di Benevento per eleggere il coordinatore Provinciale e i delegati nazionali. All’apertura dei lavori, alla presenza di una trentina di persone ci sono stati i saluti del responsabile dei GD Walter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">VENERDI’ 12 febbraio ’10 ore 20 e 30 presso la sede del circolo di Pietrelcina si è tenuta la conferenza provinciale  dei Giovani comunisti di Benevento per eleggere il coordinatore Provinciale e i delegati nazionali. All’apertura dei lavori, alla presenza di una trentina di persone ci sono stati i saluti del responsabile dei GD Walter Luisi e del Segr. Provinciale del PDCI CarmineMontella.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-342"></span><br />
Il primo ha salutato ricordando che: “..la storia del dopoguerra italiano è stata caratterizzata da due grandi culture popolari: quella democratica cattolica e quella comunista.<br />
La storia ci ha visto uniti per liberare l&#8217;Italia dal nazifascismo, ci ha visto lottare insieme sulle grandi questioni di interesse nazionale, pur avendo una visione, una proposta, una idea di governo diversa” ; mentre l’ing. Montella ha detto: “Le idealità che ci guidano,l&#8217;entusiasmo e la passione che sostengono l&#8217;impegno che ponete nella vostra militanza per la costruzione di una società migliore , mi vedono a voi fraternamente vicino.”</p>
<p style="text-align: justify;">I lavori dopo la lettura dei documenti si è conclusa con l’elezione  a coordinatore prov. di Leonardo Masone che ha dichiarato:”in un momento in cui la siocietà si sposta a destra e i diritti dei lavoratori vengono sempre più calpestati, la ricomposizione di una struttura giovanile di sinistra è importante e necessaria per sostenere la lotta che nei nostri territori è indispensabile e come unica forma democratica per portare avanti istanze che ormai non vengono nemmeno più citate. E’ fondamentale proporre un percorso nuovo che faccia pagare la crisi a chi l’ha prodotta e non a chi la subisce e quindi un nuovo conflitto sociale”.</p>
<p style="text-align: justify;">LEONARDO MASONE<br />
Portavoce provinciale GC Benevento</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovani Comuniste: per la liberazione delle donne!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 08:44:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[IV Conferenza GC]]></category>
		<category><![CDATA[questione femminile]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Deborah Pezzani (coordinatrice GC Parma, documento 2 Lottare occupare resistere)
La donna libera dall’uomo, tutti e  due liberi dal Capitale
[Camilla Ravera- L’Ordine Nuovo, 1921]

UNA CRISI TUTTA AL FEMMINILE.
Questa conferenza s’inserisce in un quadro di crisi generale davvero raccapricciante. Una crisi economica, sociale e culturale che colpisce principalmente le donne e i migranti, in quanto anello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Deborah Pezzani (coordinatrice GC Parma, documento 2 Lottare occupare resistere)</p>
<p>La donna libera dall’uomo, tutti e  due liberi dal Capitale<br />
[Camilla Ravera- L’Ordine Nuovo, 1921]<br />
<span id="more-339"></span></p>
<p>UNA CRISI TUTTA AL FEMMINILE.</p>
<p>Questa conferenza s’inserisce in un quadro di crisi generale davvero raccapricciante. Una crisi economica, sociale e culturale che colpisce principalmente le donne e i migranti, in quanto anello più debole della società.<br />
La crisi economica sta mettendo a dura prova il mondo del lavoro e la parte femminile è tra quelle che più subisce, da un lato, condizioni peggiori che mettono a rischio la salute stessa di molte lavoratrici e dall’altra è quella più soggetta a precarietà e licenziamenti. Secondo un’indagine condotta dalla FIOM, infatti le donne lavorano in condizioni di maggiore svantaggio e maggiore sofferenza per condizioni e tipologia di lavoro spesso più ripetitivo e più parcellizzato. Le donne sono quelle concentrate nei livelli più bassi di inquadramento a parità di titolo di studio e di anzianità, guadagnando in media 200 euro in meno rispetto ai loro colleghi. Dal punto di vista della precarietà esiste il 25% in più di possibilità, per una donna, di avere un contratto precario, caratterizzato da periodi più brevi ma percorsi di precarietà più lunghi rispetto ad un uomo. Questo dato è riferito alle donne metalmeccaniche, siano esse impiegate o operaie, ma in generale questa è la musica per molti settori in cui la presenza femminile e giovanile prevale. Il settore terziario e dei servizi, dove le donne ricoprono buona parte degli impieghi, è uno di quei settori in cui flessibilità è diventata la parola d’ordine. La riforma della scuola mette in ginocchio intere famiglie per ragioni che ora non stiamo a ricordare ma è chiaro che a farsi carico dello smantellamento della scuola pubblica e a supplire della mancanza di strutture adeguate saranno in primo luogo le donne, costrette a casa con i propri figli; per non parlare delle tantissime insegnanti precarie che in questo momento si stanno battendo insieme ai loro colleghi in difesa di un posto di lavoro stabile e garantito. Il settore tessile è un altro esempio dello scempio della crisi del capitalismo. Questo settore vede impiegato il 75% delle donne su 1 milione di addetti complessivi. È tra i settori più colpiti dalla crisi e sta ricorrendo sempre più alla cassa integrazione e alla flessibilità per cercare di adattarsi ai cambiamenti del mercato.<br />
Se la crisi di sistema è scaricata in modo così determinato sulle tante donne al lavoro, non è da meno sul piano sociale e culturale. La solitudine in cui milioni di donne si trovano a prendersi cura di casa e famiglia, è aggravato dal progressivo smantellamento dello stato sociale. Si calcola che in media una donna lavora non 40 ma 60 ore settimanali. Quelle 20 ore in più sul groppone purtroppo non le troveremo in nessuna busta paga, sono il prezzo da pagare per il fatto di essere donne e lavoratrici.<br />
Se in ultimo aggiungiamo le campagne familistiche e reazionarie di Chiesa e Governo il conto è servito: le donne vengono rigettate tra le mura domestiche, con il continuo sfruttamento da parte del capitale, vita infelice e nessuna prospettiva per il futuro per migliaia di donne lavoratrici, precarie, studentesse e migranti.</p>
<p>PERCHÈ POCHE DONNE NEL PARTITO?<br />
Sul fronte interno abbiamo altri tipi di problemi, è ben noto a tutti, infatti, che tra partiti e sindacati è sempre più bassa la presenza femminile. Le donne iscritte sono poche, ancora meno quelle che ricoprono incarichi dirigenti, o partecipano all’attività politica. Le cause di una tale mancanza vanno ricercate in primo luogo nel fattore tempo, è chiaro che casa, lavoro e famiglia lasciano ben poco spazio ad altro, specie se queste strutture tutte al maschile non facilitano tempi di vita assai diversi.  Ma non possiamo limitarci a questo, dobbiamo interrogarci anche sul perché a fronte della doppia oppressione che subisce una donna delle classi subalterne non ci sia una volta di più la voglia di ribellarsi e organizzarsi. Forse la risposta è che quella voglia di ribellione in realtà esiste, ma purtroppo non c’è a loro modo di vedere uno strumento utile per poterla esprimere, manca un’organizzazione in grado di interpretare quei problemi e dare loro delle risposte concrete. Spesso ci sentiamo ricordare che è un problema di coscienza, niente di più vero, ma come possiamo allora fare avanzare quelle coscienze, in che modo possiamo convincerle che organizzandosi con noi è possibile intraprendere la via per l’emancipazione?<br />
Troppo spesso in questa conferenza abbiamo sentito testimoniare che fuori tutto è brutto e opprimente, soprattutto per le donne. Proprio una bella scoperta ma ancora non c’è una proposta di intervento su come provare a cambiare i rapporti di forza. Probabilmente questo avviene perché da troppo tempo i movimenti femministi e le organizzazioni di sinistra come la maggioranza del nostro partito affrontano il problema solo sul piano culturale, o tramite i soliti contenitori (che sembrano non passare mai di moda ..) entro i quali la così detta questione di genere è affrontata tra sole donne come tema a parte. Si organizzano perciò grandi iniziative di carattere teorico o che vedono nella violenza degli uomini sulle donne il principale ostacolo. In questo modo si continuano ad inseguire modelli di femminismo interclassisti o addirittura elitari separando l’elaborazione politica delle donne da quella del Partito tutto. Dimenticandosi, per altro, dei problemi quotidiani che una lavoratrice o una studentessa affronta ogni giorno e per i quali manchiamo sistematicamente di risposte. In ultimo, ma non per importanza, la panacea di tutti i mali: le quote rosa.  Anche in questa conferenza è stato ribadito il ruolo importantissimo che le quote possono svolgere, come strumento che garantisca la presenza delle compagne negli organismi dirigenti. A nostro modo di vedere non è così che risolveremo questo problema. In primo luogo perché si continuano a formare gruppi dirigenti non sulla base delle capacità e dell’intervento politico ma sulla base del sesso o perché semplicemente “si rientra nella quota”, inoltre così facendo si deprime la dignità di una donna che vuole realmente misurarsi sul piano politico e d’intervento. La nostra organizzazione per essere rilanciata deve invece basarsi su quadri dirigenti preparati, che si formino nella teoria e nella pratica attraverso le lotte e le vertenze. Le quote rosa sono solo uno strumento attraverso il quale si favorisce il carrierismo femminile e niente più. La timidezza delle compagne ad intervenire ed essere in prima fila la sconfiggeremo solo calandoci anima e corpo nell’attività politica.<br />
In ultima analisi si rischia ancora una volta che la portata rivoluzionaria per la liberazione della donna venga svilita da una battaglia legata esclusivamente al genere, separando gli uomini e le donne da quella che mai come ora dovrebbe essere una battaglia comune: la liberazione dallo sfruttamento del capitale.</p>
<p>DONNE PROTAGONISTE DELLA LOTTA DI CLASSE.<br />
Da che la crisi sortisce i suoi effetti abbiamo visto punte avanzate nel conflitto di classe. Tra queste punte avanzate non è mancata la presenza delle donne. A dimostrazione del fatto che c’è una voglia di protagonismo attraverso la quale,  contribuire insieme ai propri compagni di lavoro o di vita a liberarsi dall’oppressione del capitale. L’abbiamo visto in Canton Ticino più di un anno fa in occasione della lotta degli operai delle Ferrovie di Bellinzona. In quell’occasione si è costituito un gruppo chiamato “Officina donna &#8211; L’altra metà della Resistenza” composta dalle mogli e dalle compagne dei lavoratori delle Officine che si ritrovavano per discutere e confrontarsi su come loro stesse vivevano quella situazione di crisi, di com’era divenuto il clima in famiglia, nel confronto con i figli, i parenti e gli amici; allo stesso tempo sono state parte attiva di quella lotta vittoriosa. Si sentivano come in un nuovo ’68 dove l’avanzamento della lotta di classe contribuiva all’avanzamento dell’emancipazione femminile.<br />
Per citare un altro esempio, all’SPX di Parma le operaie metalmeccaniche hanno dato un contributo fondamentale nonostante fossero in misura decisamente inferiore agli uomini oltre ad essere del tutto spoliticizzate o sindacalizzate. Presidiavano il posto di lavoro giorno e notte. Chi ha potuto discuterci, come chi scrive, ha verificato e si è confrontato con le reali difficoltà di una donna a garantire la stessa presenza e costanza rispetto ai colleghi maschi. Perché ci sono i figli, c’è la famiglia, la spesa da fare e a volte ci sono padri e mariti che non capiscono quanto sia fondamentale per una donna preservare una propria indipendenza economica e personale tramite il lavoro.<br />
Realtà come quelle appena descritte ci indicano la strada da percorrere. Dobbiamo tornare davanti ai luoghi di lavoro e discutere con le tante donne sotto attacco dalle politiche del Governo e le scelte di un Padronato (maschile e femminile) che si rivolge loro solo per fare cassa. Tornare davanti ai luoghi di studio per sconfiggere il modello della “velina”, o della donna che si realizza solo attraverso la famiglia. Conoscere le reali condizioni di vita delle donne che vorremmo rappresentare e poterci confrontare con loro. Questo è solo un primo passo per iniziare a capire le difficoltà che queste vivono ogni giorno.<br />
Per questi motivi rivedere l’intervento politico e programmatico è fondamentale<br />
A nostro modo di vedere le rivendicazioni per le donne devono essere fatte in nome dell’eliminazione delle cause materiali che sono alla base del loro sfruttamento: la difesa dei posti di lavoro, un maggior stato sociale che permetta di socializzare responsabilità che per ora siamo le uniche a ricoprire. Il fatto che niente sia garantito per una donna è in linea con la strategia oppressiva della società in cui viviamo. Per questo una volta di più come donne e comuniste: Lottiamo, Occupiamo, Resistiamo!</p>
<p>Deborah Pezzani<br />
Coordinatrice GC Parma</p>
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		<title>ODG CONFERENZA GC BOLOGNA</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:32:02 +0000</pubDate>
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