Archivio del mese: agosto 2010

29 Agosto per non morire. I Compagni non dimenticano

Ricordo il rosso sulle nostre bandiere e i pugni chiusi fra i cortei ininterrotti. Ricordo i miei dodici anni…i calzoncini corti e tanto fiato in gola per gridare “Bella Ciao” anche a notte fonda. La notte dei presidi di chi conosceva l’amore per la prima volta su di un divano disastrato, in un anonimo incrocio che presto sarebbe divenuto cuore pulsante delle nostre vite.

E poi ricordo il 29 Agosto di sei anni fa. I sorrisi di piccoli volti roventi nei passeggini che sfilavano innumerevoli. Ricordo trentamila persone in marcia e la luce dello spirito rivoluzionario che illuminava un piccolo angolo di quest’epoca corrotta. Poi gli spari, le lacrime di mia madre e il sangue che impertinente colorava l’asfalto. Un pezzo di dignità veniva sottratto irrimediabilmente alla nostra generazione.

Nessuna incoerenza: scardinare il bipolarismo per definire l’alternativa

In risposta a Matteo Iannitti, di Danilo Borrelli Caro Matteo, sento il dovere di rispondere ad alcune obiezioni che muovi al mio articolo proprio per liberare il dibattito interno da eventuali errori di interpretazione o da caricature di posizioni altrui: tutto ciò non farebbe bene né alla discussione né alla proficua dialettica tra compagni.
La critica maggiore che mi muovi è quella di sostenere posizioni “inconciliabili, profondamente contraddittorie se non demenziali” tra l’analisi del mio articolo e la proposta politica. Non mi sembrano parole di poco conto e per questo credo di meritarmi la possibilità di argomentare ulteriormente il mio pensiero, anche se in maniera schematica.

Fuori Berlusconi, tutti in piazza! W la Costituzione

Firma l’appello di Andrea Camilleri, don Andrea Gallo, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack
Il carattere eversivo dell’azione di Berlusconi è ormai dichiarato, la sua volontà di assassinare la Costituzione nata dalla Resistenza è costantemente esibita. Per difendere la Repubblica è necessario che l’Italia civile faccia sentire unanime la sua voce.
A questa Italia che vuole rinascere dalle macerie in cui l’ha precipitata un regime di cricche chiediamo di scendere in piazza al più presto, l’ultimo sabato di settembre o il primo di ottobre, per una grande manifestazione nazionale a Roma.

Mai alleati di chi vogliamo distruggere

Una risposta a Danilo Borrelli. Di Matteo Iannitti Caro Danilo, certamente non è semplice affrontare gli avvenimenti che accadono in questi giorni, come tu stesso affermi, in continua modificazione ed evoluzione. Hai il merito di aver messo nero su bianco un elemento nuovo di analisi, protagonista di tante discussioni ma ancora non così chiaramente esposto: la ricollocazione del padronato del nostro Paese e i conseguenti stravolgimenti del quadro politico.
Le insofferenze di Confindustria, le pesanti irritazioni delle gerarchie ecclesiastiche, l’imbarazzo dei partners internazionali per la vicinanza di Berlusconi a Putin e Gheddafi e l’inquietante autonomizzazione della FIAT di Marchionne dal resto del quadro politico

Berlusconi, i poteri forti e il ruolo della sinistra di classe

di Danilo Borrelli Assistiamo ad una fase mutevole dello scenario politico italiano. L’attuale maggioranza di governo è quotidianamente attraversata da fibrillazioni che investono il vero collante di una coalizione che domina (seppur a fasi alterne) da più di quindici anni lo scenario politico del Paese; questo collante, che sta venendo meno, è proprio Silvio Berlusconi.

Quella che si svolge in questi giorni, lungi dall’essere una sollevazione morale (!) contro l’attuale Presidente del Consiglio e la sua banda di ossequiosi alleati, è una guerra fratricida per la successione ad un Premier, che sembra avere perso parte dell’appoggio di quei poteri forti che in tutti questi anni ne hanno sostenuto una leadership unanimemente riconosciuta.

A Sapri per salvare una generazione devastata e abbandonata

di Matteo Iannitti Tra qualche giorno ci metteremo in viaggio. Alcuni metteranno sveglie che non sentiranno, altri consapevolmente le spegneranno. Partiremo comunque più tardi dell’orario previsto. Un giro tra le vie deserte delle città di agosto per recuperare qualche compagno. E poi l’autostrada per Sapri. Arriveremo più tardi di quanto previsto, dall’alto ammireremo il golfo e sulle rive del mare proveremo rabbia e delusione. Infatti mancheranno ancora alcuni chilometri per il campeggio. Poi vedremo sventolare le bandiere rosse. Interromperemo con un po’ di sollievo e un po’ di malinconia i nostri infiniti discorsi sui massimi sistemi e parcheggeremo. Pronti

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