Semplicemente non c’è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un
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DAI TERRITORI
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Il dissenso non si arresta. La vostra repressione non ci fermerà!
31 gennaio 2012 -
Caro sindaco Stefàno, a Taranto i giovani ci sono
29 gennaio 2012 -
Solidarietà agli arrestati No TAV
26 gennaio 2012 -
Chiediamo con forza le dimissioni di Alemanno
15 gennaio 2012 -
Le strade e le piazze sono di chi ama
16 dicembre 2011
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La dichiarazione della Rete delle Reti in Difesa dell’Umanità denuncia l’aggressiva campagna mediatica scatenata contro la nostra Rivoluzione, che si legge nel sito
Credo che questa campagna elettorale per le regionali sia la peggiore che abbia visto in vita mia, forse la peggiore in assoluto della storia repubblicana. C’è poi in particolare un singolo fatto la cui gravità parla da solo. Questa è una campagna elettorale in cui, ad esempio, notiamo la totale polarizzazione verso il leader (ad esempio i candidati PDL che giurano in piazza San Giovanni a Roma la fedeltà a Berlusconi), una campagna elettorale che definire populista è poco, un PDL che crede che il suo successo a queste regionali possa venire SOLO dall’amore degli elettori verso il premier ed infatti tutto è proiettato su di lui.
Intervento di Simone Oggionni, da Liberazione di oggi
Dax vive. Questa è la frase che ricorre spesso quando si parla di Davide. Io non sono d’accordo: Dax è morto. Dax è morto quella sera, il 16 marzo 2003, ucciso da tre fascisti che lo aspettavano fuori dal locale. Una rissa tra balordi finita in tragedia scrisse la maggior parte della stampa. Forse nella nostra moderna Italia affermare che si sia trattato di un agguato fascista ormai non è più accettabile, bisogna legittimare l’estrema destra, bisogna rivalutare il fascismo: mica si può scrivere che ci sono ancora ragazzi 26enni che muoiono ammazzati perchè sono sporchi comunisti o zecche dei centri sociali. Dax quella sera è morto prima di tutto nella menzogna, nella falsità di un potere mediatico che insabbia e minimizza, e che non porge nemmeno due righe di scuse quando diventa evidente l’inganno. 

