Il IV congresso dei giovani comunisti, oggi qui a Rimini ha un valore aggiunto: non contribuiremo solo alla definizione di un nuovo assetto nazionale della nostra organizzazione, ma da oggi poniamo le basi per un nuovo assetto e una nuova stagione politica locale.
Il sostanziale appiattimento della nostra attività è stato il risultato di divergenze derivanti da un’infelice stagione politica del partito e dei giovani comunisti, incentrati più sulle lotte interne che su quelle sociali. Oggi vogliamo dire basta a questa deriva autolesionista, basta a questo modo di intendere e di fare politica; non possiamo più, né avremmo potuto prima, permetterci il lusso di pensare alla vita di partito come fine a sè stessa e concentrata su calcoli e logiche di appartenenza a correnti e sottocorrenti.










