Archivio del mese: febbraio 2010

1° Marzo: la nostra rabbia contro il razzismo

Pubblichiamo in versione testuale e PDF il volantino dei GC di Milano

Facciamo appello a lavoratori e studenti, italiani e stranieri, a partecipare alle iniziative previste per il primo marzo.

Questa giornata di protesta riguarda tutti noi: i fatti di Rosarno segnano un punto di non ritorno. E’ l’ora di scatenare la nostra intolleranza verso l’intolleranza razziale. I mass media, la Confindustria e i due poli politici (Pd e Pdl) ci immergono ogni giorno nel veleno razzista. Rivolgono la nostra rabbia verso gli immigrati perché sia distolta l’attenzione dalla crisi epocale di questa società. Non si pensi al crack finanziario, ai soldi pubblici regalati alle banche, ai tagli a sanità e scuola pubblica, all’emergenza mutui e affitti. Così ci tolgono ogni nostro diritto e ci ne lasciano uno solo: quello di linciare chi sta peggio di noi mettendo alla gogna lo straniero.

Ormai succede di tutto

Comunicato stampa di Francesco Ilardo e Valerio Todeschini (Giovani Comunisti – PRC,  Federazione della Sinistra -Varese)

Ormai succede di tutto. Il Partito Democratico riconosce come “interlocutrici” le frange della nuova destra fascista a Varese? E’ una domanda che ci poniamo dopo aver appreso dai giornali che Casa Pound ha partecipato all’iniziativa di presentazione del candidato del PD Alessandro Alfieri, in quanto “attratti e incuriositi” dal profilo dello stesso candidato.
Domandiamo, se la domanda non è sgradita, se la corsa del PD all’accaparramento di voti, dopo aver raggiunto Confindustria (Colaninno), oggi butta a mare anche l’antifascismo

Il debole dominio del capitalismo sulla scuola italiana

Fin dalla nascita delle prime società divise in classi, la classe predominante esercitava il suo dominio anche e soprattutto sul piano culturale; passarono secoli prima che il diritto all’istruzione fosse esteso anche ai ceti sociali più bassi. Questo perché le classi dominanti dovevano (e devono), per mantenere il loro potere, influenzare, con una cultura manipolata o con semplice disinformazione gli strati sociali più infimi. Spesso i ceti sociali disagiati non ricevevano nemmeno una cultura di base. Tutto questo perché un popolo ignorante o disinformato è più facilmente controllabile.

Un esempio sono gli Stati Uniti d’America, che fondano il loro dominio sull’ignoranza e la disinformazione, in primis del popolo americano stesso al quale vengono somministrate quotidianamente pillole di propaganda spacciate per verità assoluta tramite media, giornali, telefilm e qualunque altro strumento di comunicazione di massa. E a questo tipo di sistema ci stiamo avvicinando anche noi. Ci sono già riusciti per quanto riguarda i media, i programmi di “storia”, i telefilm, la TV in generale, i giornali e via dicendo. Il nostro governo si sta muovendo in tale direzione anche per quanto riguarda l’ambito scolastico in quanto tale.

Il nuovo Coordinamento nazionale GC

IL NUOVO COORDINAMENTO NAZIONALE

La generazione dei sogni e della lotta. Da Pomezia al futuro

Intervista a SIMONE OGGIONNI, Coordinatore nazionale dei Giovani Comunisti/e

”Unità radicamento conflitto” sono queste le parole d’ordine della quarta Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti del PRC conclusasi domenica a Pomezia. Un momento fondamentale di confronto e di messa a punto delle linee politiche nazionali ma specialmente una conferenza difficile, la prima dopo gli anni delle batoste che la sinistra ha subito sul piano elettorale, chiamata prima di tutto a decidere le modalità tramite cui ripristinare una struttura fortemente indebolita da una scissione che ha coinvolto una parte importante del gruppo dirigente centrale e numerose/i compagne/i diffuse nei territori.

Conclusa la IV Conferenza nazionale dei GC

Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti(22/02/2010) -

”Unità radicamento conflitto” sono queste le parole d’ordine della quarta Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti del PRC conclusasi domenica a Pomezia.
Un momento fondamentale di confronto e di messa a punto delle linee politiche nazionali ma specialmente una conferenza difficile, chiamata a decidere le modalità tramite cui ripristinare una struttura fortemente indebolita da una scissione che ha coinvolto una parte importante del gruppo dirigente centrale e numerose/i compagne/i diffuse nei territori.

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