Archivio del mese: ottobre 2009

SALARIO E PRECARIETA’, TORNARE A FARE POLTICA

di Simone Oggionni, comitato di gestione Giovani Comuniste/i

Non servono molte parole per descrivere il Paese, la crisi drammatica nella quale è sprofondato. Basta guardare il computo di oltre 13mila imprese in meno in un anno (la differenza tra quelle fallite e le nuove attività, secondo i dati delle Camere di Commercio) oppure i 550mila posti di lavoro perduti nello stesso periodo di tempo (Banca d’Italia). Basta fare due conti in tasca alle famiglie operaie, parlare con un’intera generazione in attesa, senza prospettive, senza futuro. Lo abbiamo detto in tutti i modi possibili: è la crisi del capitalismo, che sprigiona senza rete i suoi effetti distruttivi. Ed è la crisi di una classe dirigente che da trent’anni, anche nel nostro Paese, è impegnata a dissolvere diritti e conquiste di un mondo del lavoro sempre più abbandonato a se stesso. Anche da questa realtà materiale emerge l’urgenza, in primo luogo per noi giovani, di tornare a fare politica. Provando a metterci del nostro, lavorando per un progetto che abbia al suo centro la critica netta e non mediabile al sistema capitalista e alla sua logica e, insieme, un conflitto sociale che restituisca alla società un suo protagonista dimenticato: il mondo vasto e vario del lavoro dipendente e subordinato, precario e sfruttato, in tutte le sue forme. E se la politica è lo strumento dell’organizzazione dei conflitti e della costruzione, a partire da essi, di una trama organica e complessiva, allora noi Giovani comuniste/i non possiamo stare a guardare. Dobbiamo prendere il toro per le corna, e affrontare la questione salariale.

SABATO 24 OTTOBRE MONTIAMO TENDE IN TUTTE LE PIAZZE D’ITALIA

Invitiamo ad aderire all’appello alla mobilitazione per sabato 24 ottobre lanciato dalla popolazione aquilana, che
si prepara col termometro già sotto lo zero ad affrontare l’inverno appenninico nelle tende allestite subito dopo il
terremoto.

Alle 6000 persone che sono rimaste per necessità lavorative e familiari sui luoghi colpiti dal sisma, contribuendo in
maniera fondamentale alla ripresa economica e sociale del territorio, è stato detto dopo sei mesi di tendopoli di trasferirsi in alberghi lontani anche oltre cento chilometri dai comuni di residenza. Avrebbero avuto pieno diritto a una soluzione semplice ed efficace come moduli abitativi removibili, e non di essere all’ultimo momento costrette ad affrontare spostamenti quotidiani che soprattutto per gli strati sociali più deboli comportano gravi difficoltà economiche, sommate spesso alla perdita del lavoro oltre che della casa.

IL KOLLETTIVO ONDA ROSSA IN LOTTA PER LA LIBERA INFORMAZIONE

Per i Giovani Comunisti del KOLLETTIVO ONDA ROSSA la c.d. Riforma Gelmini rapprenta, senza mezzi termini, l’approdo dei tentativi di devastazione intellettuale e di mercificazione del sapere portati avanti in questi anni. Le nostre future azioni non potranno non concentrarsi sulla lotta a questa riforma e per la crescita della consapevolezza in tutti dell’ingiustizia sociale sottesa a questa.

I tagli alla scuola, soprattutto questi ultimi portati avanti in maniera così scellerata, non possono assolutamentte essere condivisibili da qualunque parte li si osservi. Nella riforma si parla della introduzione di nuovi corsi ma ancora non si sa come verranno gestiti visti i tagli di personale e di fondi previsti. La realta ci dice di circa 42.000 cattedre in meno, di tagli, in tre anni, del 20% della spesa per l’istruzione pubblica, di una riduzione epocale del personale amministrativo di 150.000 unità, di 47.000 docenti in meno e 20.000 insegnanti precari senza lavoro. Numeri che fanno pensare ad un disastro per tante famiglie italiane: ma la cosa che più fa rabbia è che a pagare maggiormente le conseguenze di questa scelta scellerata sarà il Sud (50% di tagli), sud che già risente della chiusura di tante strutture scolastiche di piccoli comuni (ma non si tiene conto delle difficoltà che le famiglie avranno per sostenere i costi dei viaggi o le difficoltà dei bambini a spostarsi?). Quindi il motto è: maggiore disoccupazione per una peggiore qualità del sapere!

ESITO DEL CAMPEGGIO NAZIONALE

*Il campeggio nazionale Alternativa Rebelde ha rappresentato una scommessa
vinta, seppur non esaustiva. In questa settimana infatti si sono registrati
punti significativi di convergenza politica tra le e i partecipanti al
campeggio comunista, anticapitalista e femminista.Ciò che più ha dato
soddisfazione è la sintonia sull’agenda politica del prossimo autunno da un
lato e, dall’altro l’amalgama tra le/i compagne/i nell’esperienza di vita
comunitaria. Le compagne e i compagni che hanno partecipato al campeggio
auspicano che questo risultato soddisfaciente porti Gc e Fgci a promuovere
nelle prossime settimane e nei prossimi mesi appuntamenti analoghi su tutti
i territori e a livello nazionale.  Concordano altressì sulla necessità di
intensificare le pratiche di lotta comuni, allargando il fronte dei soggetti
in campo, a partire dalla mobilitazione nelle scuole (con l’apertura
dell’anno scolastico), sui temi del lavoro, della precarietà e
dell’immigrazione.
*

Powered by WordPress | Designed by: search engine optimization company | Thanks to seo service, seo companies and internet marketing company