Home Blog sezione antirazzismo e antifascismo GLI INVISIBILI DI ROSARNO
GLI INVISIBILI DI ROSARNO PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Lombardi e Gino Sperandio   
Lunedì 11 Gennaio 2010 10:58

tratto da www.rifondazione.it

 

Caro  Ministro  Maroni,  le  foto  che  esponiamo  nel  sito sono quelle
scattate  ben  cinque  anni  fa  alla  Cartiera di Rosarno. La Cartiera,
archeologia  di  una industrializzazione meridionale ipotizzata, era già
da  molti  anni hotel della modernità, riservato, qualche mese l'anno, a
braccianti  invisibili. Non c'è che dire, un cinque stelle di polveri di
amianto,  di  puzzo  di  ogni  genere, di improbabili pareti di cartone,
destinato  a  quegli uomini e donne che leggi ingiuste fanno clandestini
cancellando loro diritti e dignità. Noi non abbiamo tollerato! La parola
tolleranza  non  appartiene  a noi che preferiamo riconoscere diversità,
mescolare  culture, costruire le identità in divenire, ma in questo caso
la usiamo in modo pertinente.




Non   abbiamo   tollerato  e  non  tolleriamo  l'ingiustizia  di  quella
precarietà  che  ti  fa  schiavo.  Abbiamo  raccolto  l'urlo  dei  tanti
movimenti che da anni denunciavano le condizioni di vita di questi nuovi
braccianti  e  abbiamo fatto da deputati della XV legislatura un viaggio
dantesco  nei gironi infernali dell'agricoltura meridionale modello PAC.
Non  abbiamo  tollerato  quelle  strade  della  vergogna  dove i giovani
braccianti  espongono  braccia  che  i  caporali selezionano e svendono.
Rosarno,  Foggia,  Cassibile,  San  Nicola  Varco, città dell'ortofrutta
meridionale diventano tappe consuete di una tratta umana drammatica dove
i pericolosi intrecci tra criminalità, assenza di diritti, precarietà si
fanno   vera   e   propria   schiavitù.  Noi  queste  città  le  abbiamo
attraversate,  trascorrendo  intere giornate ad ascoltare storie di vita
drammatiche. Questi “pericolosi” clandestini sospesi tra il sogno di una
opportunità  e  la  dura realtà che non la consente chiedevano di essere
visti,  chiedevano “soggiorno”. Una richiesta che abbiamo fatto nostra e
portata  in  quel  Palazzo  così  distante  dalle vite in carne ed ossa.
Abbiamo  chiesto  con  forza  e,  superando resistenze anche del governo
Prodi, ottenuto una Commissione di Indagine Conoscitiva sull'agricoltura
meridionale,  che  non  ha  concluso  l'iter  ma  che  mostra  un quadro
interessante.  Abbiamo proposto noi, che non tolleriamo l'ingiustizia di
rispondere  ai  desideri  di  cittadinanza  e di dignità, consentendo ai
nuovi   braccianti  di  essere  cittadini  attraverso  il  “permesso  di
soggiorno”  per  tutti.  Noi  che  non  tolleriamo  l'ingiustizia  e che
sappiamo che bisogna battere il mercato criminale, quello che tratta gli
esseri  umani  come  merce, abbiamo chiesto di istituire un collocamento
pubblico  in  cui  far  incontrare  braccianti  e imprenditori agricoli.
Imprenditori  agricoli  sottoposti  alle  dure  leggi  di  una  Politica
Comunitaria  che distrugge le agricolture locali e determina la crisi di
piccoli   imprenditori,   delle   criminalità   che   impongono   “altre
guardianie”,  a  danno  di  qualità  del  prodotto,  dell'ambiente e dei
diritti  dei  lavoratori.  Lei  ministro che invece tollera tutto questo
addita  i  “clandestini”come i responsabili dell'insicurezza collettiva.
Li  ha perseguitati con l'infame pacchetto sicurezza, li ha perseguitati
qualche  mese fa a San Nicola Varco in una spietata caccia all'uomo allo
scopo  di  riempire  il  CIE  di  Bari Palese e di consegnare il terreno
regionale  nelle mani della camorra. Oggi lei dichiara di non volere più
tollerare  i  clandestini di Rosarno, non vuole vedere le contraddizioni
che anche la sua politica di violenza produce. Le consigliamo di provare
a non tollerare più l'ingiustizia che noi mai abbiamo tollerato. Abroghi
il  pacchetto  sicurezza  e  garantisca  immediatamente  il  permesso di
soggiorno a tutti quegli invisibili dell'agricoltura.



 

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Gennaio 2010 11:09
 

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