Terremoto, un mese dopo

Terremoto, un mese dopo

img_20160925_185222Ad un mese dal sisma prosegue l’impegno dei compagni e delle compagne di Rifondazione Comunista dentro le Brigate di Solidarietà Attiva.

Insieme a tante e tanti volontari provenienti da tutt’Italia abbiamo costruito delle azioni concrete di aiuto alle popolazioni terremotate. Abbiamo partecipato dentro tutte le iniziative messe in campo dalle BSA, in particolare:
-messa a disposizione delle nostre sedi sul territorio nazionale per la raccolta di aiuti;
-gestione di una cucina nella prima emergenza sul campo di Acquasanta;
-volanti di consegna beni di prima necessità alle frazioni e case sparse nell’intero cratere;
-distribuzione di prodotti alimentari e vestiario in strutture deposito nel cratere;
-consegna in raccordo con gli enti locali di roulotte per alloggiare situazioni particolari impossibilitate a stare in tenda;
-distribuzione di mangimi per animali a piccoli allevatori.
Dopo un mese in cui abbiamo impostato il lavoro nell’emergenza, adesso stiamo aprendo un nuovo lavoro, sempre nell’ambito delle BSA:
-sportelli informativi e di aiuto alla popolazione nella compilazione della modulistica per l’ottenimento dei benefici rivolti ai terremotati;
-volanti socio-sanitarie per la mappatura e il sostegno dei casi di trauma post sisma e bisogni particolari;
-ascolto delle esigenze della popolazione avviando percorsi di partecipati di gestione delle problematiche dall’emergenza alla ricostruzione.
Con queste iniziative stiamo operando anche al fine di sollecitare il Governo ad occuparsi di chi ha assoluto bisogno di rimanere sul territorio con soluzioni abitative temporanee (allevatori, ecc).
La fase che si sta aprendo e che noi ci stiamo attrezzando per affrontare sin da ora è quella della ricostruzione. Innanzitutto la ricostruzione dell’area del cratere che deve vedere il coinvolgimento pieno delle persone e delle imprese locali sia nell’immediato per la predisposizione dei moduli abitativi provvisori, sia per la ricostruzione vera e propria. La ricostruzione non può e non deve essere “appaltata” all’esterno, magari alle ditte specializzate nelle grandi opere, ma deve essere essa stessa un fattore di ricostruzione e costruzione di una economia locale, in cui oltre alle case si mettano i presupposti per una rivitalizzazione di questa area montana. Quindi ricostruzione partecipata a tutti i livelli.
In secondo luogo proponiamo di dar vita ad un grande piano pubblico per la messa in sicurezza del territorio, delle abitazioni e degli edifici pubblici. La direzione di marcia deve essere una deroga ai patti di stabilità per finanziare questa grande opera utile e necessaria. Occorre invece assolutamente impedire che il Governo proceda – come ha annunciato – con il “metodo expo”, cioè basato sulle deroghe alle normative vigenti. E’ proprio derogando e gestendo in modo “eccezionale” ciò che eccezionale non è, che si sono viste le peggiori cose in Italia in termini di speculazione, inefficienza e corruzione.
Come Partito abbiamo quindi svolto un positivo ruolo politico nella fase dell’emergenza, dobbiamo adesso proseguire l’impegno e allargarlo ulteriormente nella fase della progettazione e della realizzazione della ricostruzione. Per questo voglio rivolgere un appello in particolare alle giovani e ai giovani comunisti per partecipare al lavoro volontario nella zona del terremoto e nello stesso tempo un appello a tutto il partito per costruire in tutto il paese una campagna di sensibilizzazione sul tema della messa in sicurezza: i soldi ci sono, bisogna prenderli a chi ne ha troppi e bisogna usarli per le cose che servono!

ANDREA FERRONI – Portavoce Nazionale Giovani Comunisti/e

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