REFERENDUM: 15 MILIONI DI ITALIANI SONO STANCHI DI QUESTA POLITICA!

REFERENDUM: 15 MILIONI DI ITALIANI SONO STANCHI DI QUESTA POLITICA!

Oltre il 32% degli elettori di tutta Italia conferma quello che sosteniamo da tempo: il petrolio e gli idrocarburi vanno abbandonati. È necessaria una politica differente.

 

Questa mattina Renzi e il PD gongolano per il mancato raggiungimento del quorum al referendum contro le trivelle. Francamente non si capisce cosa ci sia da gongolare quando più di 15 milioni di italiani, nonostante una massiccia campagna astensionistica e oscurantista che – contro ogni principio di democraticità – questi hanno perpetrato, si recano alle urne per esprimere la volontà di cambiamento rispetto all’attuale politica energetica del paese. Considerata pure la scorrettezza con la quale governo, partito di maggioranza e media, hanno gestito questa parentesi elettorale, non possiamo non leggere la volontà di cambiamento espressa dai cittadini italiani sotto il segno del riscatto democratico nei confronti di un governo autoritario e ipocrita, che – con l’ingerenza del diretto sostegno dell’ex-Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – ha promosso apertamente la deresponsabilizzazione dei cittadini, invitandoli a non andare a votare.

Non è una ragione credibile sostenere “l’inutilità” del referendum: non ci si dimostra tanto premurosi o tanto ossessionati da qualcosa di inutile. Riteniamo piuttosto che la farsa mediatica caratterizzante l’aspetto estetico di questo governo sia giunta al proprio apogeo, di menzogna e tradimento della lealtà dovuta nei confronti del popolo! Questo referendum era piuttosto una concreta minaccia a nuovi (e vecchi) insediamenti in mare da parte delle multinazionali degli idrocarburi, che causano quotidianamente piccoli e grandi incidenti, dagli sversamenti di quantità più o meno rilevanti di prodotto ai più notevoli dissesti di natura idrogeologica e sismica. Le trivelle inquinano!

Le rassicurazioni, trite e ritrite, che questo governo, esattamente come i precedenti, ripete a pappagallo sotto dettatura delle società energetiche, sono baggianate: nessun impianto di queste megastrutture è realmente sicuro, perché le attività che svolgono sono gravemente impattanti sul nostro ecosistema.

E noi non abbiamo bisogno di fonti fossili, tanto più che sono in via d’esaurimento: l’Italia, con i suoi geni e gli investimenti di qualità effettuati, rappresenta un’avanguardia tecnologica nella ricerca e nello sviluppo di nuove fonti di approvvigionamento energetico, maggiormente sostenibili e rinnovabili.

Ma della qualità italiana, della produzione d’alto livello, originale e distintiva del nostro paese, al governo Renzi non importa nulla! Come di tutte le balle, siamo stufi pure di quella sui posti di lavoro: non è affatto vero che la voluta cessazione delle attività di trivellazione in mare avrebbe tolto il lavoro a molti; sarebbe bastato infatti un serio piano di riqualificazione per poter reinserire questi cittadini al lavoro.

Sono invece le trivelle, le “grandi opere” inutili, le mastodontiche infrastrutture necessarie solo agli interessi delle grandi multinazionali, a eliminare posti di lavoro!

Alberghi, ristoranti, agenzie immobiliari, attività turistiche, aziende con produzioni di qualità: costoro dovranno cessare l’attività e i dipendenti perderanno il lavoro, perché nessuno vorrà né potrà più frequentare mari inquinati! Ma Renzi è il servo dei petrolieri e i bracci del suo governo si diramano ad ogni livello sociale: alle 19 circa di ieri (ancora in tempo utile per il voto al referendum) a Genova una raffineria ha sversato in acque locali grosse quantità di petrolio dirette a mare, ma la notizia è stata diffusa alle 23.

L’oscurantismo e il boicottaggio hanno colpito ancora! Ma questa è la dimostrazione dell’inaffidabilità delle energie fossili e del settore produttivo e distributivo annesso, e la dimostrazione della pericolosità di questo governo, servo e zimbello coi poteri forti, autoritario e falso coi cittadini!

A questo modo selvaggio e retrogrado di fare politica, rispondiamo con la mobilitazione popolare: questo referendum è solo l’inizio di una stagione di lotte (e di nuovi referendum) che grideranno a questa politica corrotta che siamo stufi, e che vogliamo decidere noi cittadini la strategia energetica del paese, il modello costituzionale che più ci piace (quello dei nostri padri costituenti) e il modello sociale più giusto per tutt*!

Giacomo De Fanis
Coordinamento Nazionale GC
Gruppo Ambiente

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