Un ennesimo regalo di fondi pubblici alla scuola privata

Un ennesimo regalo di fondi pubblici alla scuola privata

La politica che il governo Renzi ha in agenda ed attua rispetto alla scuola e in generale al mondo dell’istruzione è molto chiara e si potrebbe descrivere così: tagli, ridimensionamenti, nessun investimento strutturale e completa assenza di prospettive concrete di ripresa del mondo della conoscenza e della scuola. Peccato che questa impostazione riguardi solo la scuola e l’istruzione pubbliche, a proposito delle quali la Costituzione dice che dovrebbero essere non solo tutelate ma anche inventivate dallo Stato: questo dato forse sfugge alla coppia Renzi-Giannini, che hanno appena inferto un altro colpo durissimo, l’ennesimo, a quello che dovrebbe essere un baluardo Costituzionale, ma soprattutto un punto centrale dell’agenda politica di ogni Paese civile, o sedicente tale.

E’ notizia di stamattina infatti l’aumento deliberato dalla Commissione Bilancio del Senato di 25 milioni di euro ai fondi destinati alle scuole paritarie, ovvero quegli istituti ‘de facto’ privati, ma che qualora si attengano ai programmi del Ministero dell’ Istruzione possono rilasciare titoli aventi lo stesso valore dei diplomi rilasciati da una scuola pubblica.

Questi istituti in virtù della sciagurata Legge 62/2000 vengono inseriti nell’alveo della scuola pubblica (e quindi equiparati alle statali), ed è questo che oggi consente al Sottosegretario Toccafondi (Ncd) di esultare parlando di un successo per il sistema-istruzione (!).

Non è tanto lui e il suo partito che si dovrebbero vergognare (ci saremmo stupiti se l’ennesimo regalo alle scuole private non avesse reso felice il centrodestra), quanto il Partito Democratico, che all’indomani della mobilitazione di migliaia di studenti in occasione del 17 novembre, giornata del diritto allo studio, in cui si chiedevano più fondi e un’inversione di tendenza rispetto alle politiche messe in campo, approva un provvedimento squisitamente di destra, che va ancora una volta a colpire le fasce più deboli, e che ci conferisce l’ennesima dimostrazione, se ancora ce ne fosse stato bisogno: siamo di fronte ad un governo di destra contro cui ci opporremo in ogni modo, a partire dalle prossime mobilitazioni a cui parteciperemo e che promuoveremo noi stessi, battendoci per un reinvestimento di fondi nella scuola pubblica, compresa la restituzione degli 8 miliardi tagliati dalla riforma Gelmini, e chiedendo la definitiva interruzione del continuo e sempre più massiccio finanziamento agli istituti privati.

FILIPPO VERGASSOLA
Coordinamento nazionale GC

23 novembre 2015

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