Giovani Comuniste/i, sempre!

Giovani Comuniste/i, sempre!

gcPiù di una settimana è ormai trascorsa dalla chiusura dei lavori della V Conferenza dei Giovani Comuniste/i, tempo utile e necessario per valutare a sangue freddo e dalla giusta distanza le conclusioni, le istanze, i contenuti scaturiti dagli incontri e dagli scontri della due giorni romana.

Una platea che ci riconsegna una giovanile viva, fertile e brulicante, uno spazio aperto al confronto più ampio possibile, uno strumento prezioso per la crescita e la maturazione di tutti i suoi organi.

Proprio il confronto (che spesso sfocia anche nello scontro) è il motore imprescindibile di ogni forza che voglia definirsi rivoluzionaria. Confronto che però non deve mai scadere nel politicismo stagnante e fine a se stesso, ma che deve sempre muovere da una vigile e instancabile osservazione e analisi della realtà nel suo costante modificarsi.

Un punto saldo nella nostra organizzazione rimane perciò la centralità della lotta di classe in ogni sua declinazione. L’azione dei giovani comunisti si è contraddistinta negli anni per partecipazione e organizzazione dei conflitti e delle pratiche sociali: basti pensare al movimento di Genova, all’Onda, ai movimenti ambientali (No Muos, No Tav, No Triv), alla battaglia contro il caporalato dei braccianti a Nardò, piuttosto che alle esperienze di mutualismo in risposta alle emergenze di L’Aquila, dell’Emilia e della Liguria, costituite e organizzate spalla a spalla con altre realtà sociali, una delle cui più avanzate espressioni è l’esperienza della “Libera Repubblica di Fossoli”.

Sulla scorta di queste esperienze va dunque sottolineato un passaggio fondamentale del documento politico uscito dalla V Conferenza, riguardo l’importanza nell’organizzazione: “[…] di confrontarsi, relazionarsi e creare rete con tutti i soggetti politici, sociali e sindacali che condividono con noi il terreno di azione e analisi, ma anche con tutti i singoli individui che la crisi e le politiche liberiste hanno isolato all’interno della società”. Dobbiamo però confrontaci con la realtà attuale che ci circonda: la nostra generazione non risponde più agli stimoli classici con cui eravamo abituati a comunicare, ma è sempre più isolata da muri di gomma. Venendo meno la coscienza di classe e aumentando la distanza tra i lavoratori e la politica, l’unico strumento per tornare a coinvolgere le persone e aiutarle a riconoscere la loro vera condizione attuale è quello di stimolare una coscienza critica, capace di cogliere la complessità e le problematiche legate al loro ruolo all’interno della società contemporanea.

Chi sono i Giovani Comuniste/i oggi? Sono studenti, lavoratori, laureati, disoccupati, precari; giovani impegnati nelle piazze, nei movimenti, nelle pratiche sociali, nella strada, negli stadi, nell’associazionismo e in ogni luogo in cui si raccolgono altri giovani.

Non dobbiamo porci l’obiettivo di rappresentare un blocco, una classe, una categoria, non dobbiamo porcelo perché quel blocco, quella classe, quella categoria siamo anche noi.

Questa pluralità, questa ricchezza è geneticamente votata alla lotta contro il fascismo e il capitalismo, una lotta che ci vede impegnati a cooperare e a confrontarci con tutte quelle altre forze che hanno a cuore la difesa della democrazia e della costituzione dall’attacco neoliberista di questi ultimi decenni.

Lo spirito con cui usciamo da questa conferenza è più forte: vogliamo la luna, sappiamo anche come prendercela.

GIOVANI COMUNISTE/I
Coordinamento provinciale di Perugia

13 novembre 2015

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