25 marzo, tornano i GC dell’Emilia Romagna

25 marzo, tornano i GC dell’Emilia Romagna

10440650_331726693646827_3445512391675437587_nGruppi di compagni, spesso poco connessi tra essi, in prima linea nella militanza nelle rispettive federazioni.

Questi sono i giovani comunisti dell’Emilia Romagna almeno fino al 25 marzo, quando per la prima volta dopo anni, grazie a un capillare lavoro svolto in occasione di incontri per le elezioni europee e regionali, manifestazioni e scioperi, si è riuscita a ricostruire una rete tra tutti i GC della nostra regione.

Tale rete ci ha permesso di organizzare un primo grande evento che vedesse riunite delegazioni di GC da tutta la regione a Bologna, presso la facoltà di scienze politiche. Non una normale riunione tra militanti in una sede di Partito ma, in pieno stile dei GC, un’attività di militanza volta a far conoscere in Italia quanto avviene nelle sinistre europee, in particolare in Grecia e Spagna. Un evento che neppure l’autoritarismo delle istituzioni universitarie bolognesi ha potuto impedire e che ha trovato compagni di Parma, Modena, Reggio Emilia, Bologna e tante altre città occupare la facoltà di scienze politiche rivendicando l’università come spazio pubblico e non riservato a cricche e caste di qualsiasi sorta.

Questo ha voluto essere l’incontro “Lo spettro che si aggira per l’Europa”, l’evento dei GC emiliano romagnoli che non si sono arresi alle logiche di potere delle destre e del Partito Democratico e ai loro tentacoli presenti nelle scuole e nelle università. Rivendicando il diritto allo studio, al libero insegnamento e la difesa degli spazi pubblici dalle privatizzazioni.

I giovani di Syriza in Grecia, Podemos e Izquierda Unida in Spagna, ci insegnano a non piegarsi alle logiche che vogliono lo studente quale semplice futuro oggetto di scambio nel mercato del lavoro, svuotato della sua creatività, della libertà di pensare, in favore di un bieco carrierismo e della fedeltà agli ideali dell’austerità e della flessibilità.

Contro questa Europa del liberismo, governata da banchieri e non da cittadini, proponiamo un modello che veda l’uomo e non il denaro al centro. Un modello che incentivi l’inventiva e la libertà dei giovani trattandoli come esseri umani e non come merci.

Se conformismo e censura sono il loro presente, cultura e conflitto saranno il nostro futuro.

RICCARDO GANDINI

Giovani Comuniste/i – Parma

28 marzo 2015

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