Malcolm X, quel coraggio per combattere anche oggi il razzismo

Malcolm X, quel coraggio per combattere anche oggi il razzismo

Cinquant’anni dopo l’assassinio di Malcolm X ciò per cui lui e Martin Luther King hanno combattuto è sotto attacco. Noi possiamo onorare la loro eredità portando a termine la loro missione

MalcolmX2Quando Malcolm X fu assassinato nel 1965 – 50 anni fa sabato – ero un attivista del movimento per i diritti civili di Martin Luther King, un uomo di pace che ha guidato le proteste non violente che hanno abbattuto la segregazione in America e hanno portato le leggi per i diritti civili e i diritti di voto.

Malcolm era visto come un militante che vedeva la violenza come una risposta adeguata per l’oppressione dei neri. “La libertà con ogni mezzo necessario” è stato il suo più famoso slogan.

Non ero sempre d’accordo con Malcolm X in particolare con le sue critiche al Dr King e alla filosofia della resistenza non violenta. Ma ho sempre ammirato l’uomo Malcolm. Era un gigante: il suo coraggio ha squarciato l’oscurità del razzismo. E la storia della sua vita è ancora una fonte d’ispirazione.

Ho sentito parlare per la prima volta di Malcolm attraverso il reportage di Louis Lomax un giornalista nero di New York il cui documentario “L’odio che genera odio” portò l’organizzazione di Malcolm, la Nation of Islam. all’attenzione nazionale nel 1959. Attraverso gli altri scritti di Lomax ho appreso della storia di Malcolm: un giovane nato nel Nebraska il cui padre fu assassinato da sospetti razzisti bianchi quando aveva sei anni; la cui madre non in grado di far fronte da sola alla crescita di sette figli  se li era visti togliere e alla fine fu internata in un istituto di salute mentale.

A scuola nonostante la sua mente acuta Malcolm fu deriso dagli insegnanti, quando disse che voleva fare l’avvocato. Senza i suoi genitori a guidarlo si rivolse a una vita da criminale a New York e Boston dove venne finalmente catturato e scontò sei anni di carcere per furto e violazione di domicilio. Ma questa si rivelò la sua salvezza. Trasformò la sua cella in un’aula scolastica e la prigione divenne il suo tempio mentre cominciava a leggere voracemente e scopriva l’Islam. Si rese conto del vuoto della sua vita precedente e le voltò le spalle per sempre.

Ero così incuriosito di ascoltarlo che guidai fino a New York per conoscere l’uomo ma lui era fuori città e quindi non ho mai avuto modo di incontrarlo. Soprattutto sono stato ispirato dalla sua capacità di discutere e dall’acutezza della sua mente. Egli era un vero credente: il suo messaggio era internazionale e viaggiò in Europa, Africa e Medio Oriente, al fine di diffondere il suo messaggio per liberare i neri .

Sia Malcolm e che King erano agitatori. Ed entrambi sono stati disciplinati organizzatori del popolo. Malcolm era in grado di incanalare la rabbia di una folla nell’azione ma poi a assicurarsi che non degenerasse in violenza. Come disse un poliziotto di New York testimoniando il suo controllo della folla:“Nessuno uomo dovrebbe avere un simile potere“. E, come dissero alcuni osservatori all’epoca, Malcolm X era l’unico uomo nero che poteva iniziare una rivolta razziale o interromperla .

In realtà, anche se a molti sembravano opposti, Malcolm è stato ispirato da King. Era affascinato dall’impatto del movimento per i diritti civili; venne anche a Selma poco prima del suo assassinio per offrire il suo sostegno  ai manifestanti picchiati dalla polizia per le loro richieste del diritto di voto per le persone di colore .

King, radicato nel cuore del sud segregato pieno di odio aveva la capacità di organizzare proteste di massa su una scala molto più grande di Malcolm. Egli mise insieme chiese, studenti e i vecchi e i giovani di tutte le razze. Ma Malcolm non ha mai smesso di crescere; mai smesso di imparare; mai smesso di cambiare. Deluso dalla Nation of Islam definì un nuovo percorso – andando in pellegrinaggio alla Mecca nel 1964. Si rese conto che anche se il linguaggio forte è necessario non può da solo cambiare la società. Respinse la convinzione precedente che “i bianchi sono il diavolo” e abbracciò il valore del fare alleanze e la necessità di coalizioni multirazziali e multiculturali.

La tattica di King cambiò le leggi sul voto e la segregazione – realizzazioni che Malcolm non avrebbe mai potuto pretendere; e alla fine cominciò ad apprezzare questo. Probabilmente, se Malcolm e il dottor King avessero continuato a vivere sarebbero diventati alleati potenti nella lotta per la giustizia economica e l’uguaglianza razziale.

King era provocatorio come Malcolm ma anche non violento nella tradizione di Gandhi – la fede nella forza massima e nella potenza della resistenza non violenta che ti conferisce la capacità di risolvere i conflitti e creare il cambiamento. Non solo, ma negli Stati Uniti la violenza  è semplicemente una tattica non credibile quando lo Stato ti supera in modo così schiacciante .

Lo stesso vale oggi. Negli ultimi mesi e anni dalla Florida a Ferguson abbiamo ascoltato le tragiche storie di uomini neri e ragazzi uccisi dalle forze statali o dai vigilantes con evidentemente nessun senso di giustizia. Trayvon Martin, Michael Brown, Eric Garner e Tamir Rice sono solo alcune delle vittime più note.

In momenti come questo alcune persone guardano a Malcolm X e dicono che la violenza è il modo per combattere. Ma non è la via da seguire; come il Dr King ha mostrato il potere più impressionante è il potere dell’amore.

E’ innegabile che Malcolm era un faro di grande forza nella sua vita. Poteva connettersi con distese di persone quando gli altri non potevano. Ha dedicato la sua vita a sollevare le masse nere alla lotta senza compromessi per la dignità, il rispetto e il rispetto di sé. La sua vita per le strade gli ha dato una credibilità che molti altri non potevano contendere e la sua storia di redenzione attraverso la fede è una fonte d’ispirazione.

Cinquant’anni dopo il suo coraggio e la sua dignità non negoziabile spiccano ancora. E rimane un grande rammarico che sia Malcolm X che Martin Luther King siano stati abbattuti dai proiettili degli assassini prima che ciascuno potesse compiere la sua missione.

Ma il movimento vive al di là delle pallottole. Molto di ciò  per cui Malcolm e King hanno combattuto è sotto attacco. Noi possiamo onorare l’eredità di entrambi gli uomini continuando a organizzare e a portare a termine il lavoro incompiuto della nostra epoca.

JESSE JACKSON

articolo da The Guardian: http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/feb/20/ferguson-malcolm-x-racism-assassination-martin-luther-king-ferguson

traduzione di Maurizio Acerbo

fonte: Sandwiches di realtà

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