L’uomo sulla gru: “Sono stato picchiato”

L’uomo sulla gru: “Sono stato picchiato”

Da indiscrezioni in ambito ospedaliero l’uomo avrebbe riportato un trauma toracico causato da terzi

IMG_1774-680x340Si è conclusa la protesta sulla gru in centro a Bologna di un 38enne di Latina che lamentava di essere stata pestato dalla Polizia e non assistito dai medici. L’uomo, dopo cinquantasei ore, si è convinto a scendere. Piuttosto provato fisicamente, è stato portato in ospedale dove la prognosi di entrata parlerebbe di “trauma toracico causato da terzi”. In questo momento, sono in attesa di incontrarlo alcune persone che ieri sera avevano partecipato alla presentazione dell’associazione contro gli abusi in divisa, Acad, in una sala del Pratello e, da lì, s’erano recate in via Oberdan, più vicino possibile alla gru. L’uomo, pare, sarà difeso da Libero Mancuso, ex magistrato ed ex assessore della Giunta Cofferati allertato proprio da alcuni dei partecipanti all’assemblea.

«Bravi ai carabinieri e ai vigili del fuoco», ha detto il procuratore aggiunto di Bologna delegato ai rapporti con la stampa, Valter Giovannini. Nei prossimi giorni l’uomo verrà sentito dalla Procura per chiarire i motivi del gesto. L’Ansa e il procuratore continuano a omettere che l’uomo aveva tentato di mettersi in contatto con Ilaria Cucchi e che il maresciallo negoziatore di primo livello, forte di un addestramento “guerresco” con degli esperti del Ros di stanza a Livorno, lo avrebbe trattato pari pari come un talebano. L’uomo, infatti, aveva la sim del cellulare isolata dagli stessi militari ed era in grado solo di comunicare col 112, ossia con gli stessi carabinieri che filtravano la comunicazione con l’esterno. Che Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, fosse a disposizione per convicerlo a scendere da quella gru, era noto alle autorità già dal pomeriggio di giovedì. La donna era preoccupatissima per le condizioni di una persona visibilmente in difficoltà anche dal punto di vista psichico e solo dopo essere stata tenuta in stand-by per parecchie ore ha deciso di parlare con la stampa. Ci sfugge la logica della negoziazione ma forse l’intervento di Ilaria, simbolo delle battaglie civili contro gli abusi in divisa, sarebbe stato percepito come uno smacco per i negoziatori in divisa.

«Sono ormai passate tantissime ore e la situazione è preoccupante. Non ho competenza ed esperienza per gestire una simile situazione, ma rinnovo tutta la mia disponibilità per ciò che sarà ritenuto utile», ha ripetuto all’Ansa Ilaria Cucchi che, dalle colonne di Popoff, ieri sera aveva scritto al procuratore Giovannini. «È ormai la terza notte che è in cima ad una gru altissima a Bologna e minaccia di buttarsi giù. Giovedì mattina ho ricevuto un suo messaggio su Facebook – ha spiegato Ilaria Cucchi – Mi chiedeva aiuto. Diceva di voler parlare con me. Non lo conoscevo, non era mio amico su Facebook e non sapevo chi fosse ma era una persona in difficoltà, in un’altra città, e non sapendo cosa fare mi sono rivolta ai carabinieri, con i quali ho avuto contatti per tutta la giornata fino a sera. Ho raccontato l’accaduto e mi sono messa a disposizione. Mi hanno detto che avrebbero valutato e deciso». Durante la giornata, spiega, «ho avuto uno scambio di messaggi su Facebook con Antonio ed ho cercato come potevo di rassicurarlo e convincerlo a scendere da quella gru, ma non ha più risposto. Ho appreso dai giornalisti che gli è stato disattivato l’account».

Verso le 23 di mercoledì, l’uomo era stato denunciato dalla polizia per resistenza a pubblico ufficiale e maltrattamento di animali, e sanzionato per ubriachezza. Diversi passanti avrebbero avvertito i vigili dopo averlo visto prendere a calci il proprio cane sotto il portico del Pavaglione, i vigili avrebbero avvertito la questura che si trincera dietro una versione secondo la quale l’uomo avrebbe dato in escandescenze e colpito con una testata un termosifone (al posto delle solite capocciate al muro o in terra), riportando una “piccola ferita”. Per questo era stato accompagnato all’ospedale Maggiore dove, secondo quanto l’uomo ha scritto su Facebook, non gli sarebbero state fatte le radiografie che pretendeva. Così verso le 3 è salito sulla gru in via Oberdan, protestando contro l’ospedale e contro la polizia. Resta da capire come sia sceso, se c’è stato un blitz dei negoziatori o se l’uomo sia sceso spontaneamente, stremato da tre notti all’addiaccio e dall’incontro con l’assessora ai servizi sociali, Amelia Frascaroli, che si sarebbe rivelata al limite di una crisi di nervi, secondo quanto riferito da alcuni testimoni.

Tutto ciò in una città distratta e feroce, coi bottegai di via Oberdan isterici, i turisti che si facevano i selfie sotto la gru e alcuni passanti che lo esortavano a gettarsi anziché sperperare denaro pubblico per pagare i turni straordinari di vigili, carabinieri e pompieri. Bologna è una città intossicata dall’emergenza sicurezza fin dai tempi di Cofferati ed ora è attraversata da rigurgiti di guerra fra poveri egemonizzati dalla Lega, la seconda forza politica in Regione con un capogruppo, Fabbri, che dichiara tranquillamente di voler radere al suolo i campi rom. Tra i segnali di resistenza all’intolleranza e agli abusi quelle cento persone che hanno preso parte alla presentazione di Acad.

ERCOLE OLMI

da Popoffquotidiano

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