6 NOVEMBRE, STOP BIOCIDIO!

6 NOVEMBRE, STOP BIOCIDIO!

La generazione di oggi che lotta per avere il futuro di domani
di Rossella Puca, Coordinatrice Gc Salerno

“Ma oggi ho visto nel corteo
tante facce sorridenti,
le compagne, quindici anni,
gli operai con gli studenti”

ed ho visto le mamme con le foto dei propri figli strappati alla vita, i preti, gli anziani con la “coppola” ed il sigaro, le famiglie con i passeggini, le signore con il bastone ad uncino di legno laccato, i bambini con il loro sorriso incorniciato da lentiggini.
Facevo cordone nello spezzone studentesco-universitario e tra un intervento e l’altro, una canzone e l’altra, con la pioggia battente ed i capelli grondanti di acqua, si chiacchierava, ci si conosceva, e “tu quanti anni hai?” “17, sono di Piazza Garibaldi!” …”invece tu?” “io ne ho 15,quasi 16 però…vengo dall’area Nord di Napoli e tu e ro sj?”.
Tutte quelle centinaia di ragazzi, studenti e non, dai 14 ai 28, erano lì, con ombrelli colorati o con k-way dai colori accesi, a ballare, cantare, urlare slogan.
Una generazione giovane e ribelle pronta a lottare per il futuro della propria terra e della propria vita.
Quella generazione attorniata dalla musica alta e dal boato caratterizzante, confluiva con quelle che erano davanti, dietro ed ai lati, unendosi in un solo coro di voci all’udire canzoni popolari di una volta. I non più giovani cantavano con gli occhi nostalgici rivolti al cielo grigio e tetro chiedendosi tra se e se com’era possibile che quegli scapestrati tutti bagnati conoscessero “Contessa”, i giovani gioiosi e al contempo sfiduciati in se per il proprio futuro negato, rivolgevano i loro pugni tesi al cielo quasi a voler fare a pugni con l’aria e la pioggia, strillando versi e motivi.
Al popolo campano sabato si sono uniti il popolo dell’ILVA, del basso Lazio, della Calabria, e sfilavano tra le strade di Napoli, alzando il pollice in alto al sentire voci che apprezzavano che fossero lì, tra tutti loro. “Facciamo fronte unico, uniamoci, aldilà della provenienza.” si sentiva dire.
Anche la pioggia in quel momento aveva un grande significato.
La pioggia era l’inconveniente, “il nemico” della giornata, quella che avrebbe potuto impedire la riuscita di una mobilitazione del genere. Quasi la mano invisibile che poteva sparpagliare e nullificare, una camorra lecita, questa volta proveniente dal cielo e che non avesse gambe appoggiate alla terra.
Eppure, nessuno dei presenti si è lasciato intimorire: da Piazza Garibaldi, lungo il rettifilo, fino a Piazza Plebiscito… al massimo si poteva prendere un po’ di influenza ma cosa potrà mai essere in confronto ai tumori dei nostri fratelli, dei nostri amici, dei nostri vicini di casa?
Abbiamo tutti il diritto a vivere nella nostra terra natia.
Vogliamo restare qui, senza dover per forza andar via e cercare fortuna altrove.
Siamo un esercito di sognatori, e non di cose irrealizzabili, e per questo siamo invincibili!

Napoli, 16 Novembre 2013
Rossella Puca, Coordinatrice Gc Salerno

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