I NO MUOS IN PIAZZA A PALERMO

I NO MUOS IN PIAZZA A PALERMO

di Giuseppe Montalbano

In migliaia fra attivisti e cittadini siciliani hanno attraversato Palermo per gridare sotto il Palazzo dei Normanni, sede dell’assemblea regionale, la loro volontà di fermare la costruzione del MUOS, il sistema satellitare della marina militare statunitense di cui una delle basi a terra è in cantiere a pochi passi dalla città di Niscemi, all’interno di una riserva naturale, con gravissimi rischi per la salute di migliaia di cittadini e un devastante impatto ambientale, come denunciato da numerosi esperti e studiosi. Un corteo plurale e determinato nell’opposizione a un simile strumento di guerra contro la minaccia per i cittadini siciliani di vedersi spogliati per l’ennesima volta del loro diritto alla salute e alla tutela del territorio.

La grande manifestazione di ieri è stata aperta con l’occupazione della sala d’Ercole, dove si svolgono le sedute del parlamento regionale, fatta il giorno prima dagli stessi attivisti NO MUOS che per quasi 24 ore hanno presidiato il palazzo. L’azione di blocco insieme ai numeri del corteo e alla crescenti adesioni, nazionali e non, dalla società civile alle istituzioni, che stanno avendo i NO MUOS, mostrano ancora una volta il successo di un movimento forte, maturo, consapevole di poter vincere una battaglia al limite delle possibilità per la difesa della salute e dell’ambiente di tutti i cittadini.

Dopo il dietrofront di Crocetta rispetto alla revoce delle autorizzazioni per il cantiere del MUOS, a seguito di un rapporto dell’ISS su cui non pochi dubbi e critiche sono state mosse da illustri studiosi (e paradossalmente contenute in appendice allo stesso rapporto ufficiale!), il movimento NO MUOS ha saputo dare in tempi brevi una decisa e forte risposta al tentativo di lasciare mano libera al governo americano con la grandissima manifestazione nazionale dello scorso 9 agosto, in cui a migliaia hanno abbattuto le reti del campo militare USA attuando una vera e propria invasione dell’area di costruzione del MUOS.

L’appuntamento di ieri ha segnato un’altra tappa fondamentale in una lotta che cresce e che si scontra con l’indifferenza e le vergognose dichiarazioni di Crocetta, tanto spudorato in nome della supina fedeltà al padrone americano da arrivare addirittura ad accusare i NO MUOS, tra cui troviamo associazioni come Libera e Addiopizzo, di “infiltrazioni mafiose”. Se il presidente della Regione ha cercato di alzare i muri dell’indifferenza e del discredito sul movimento, i NO MUOS hanno saputo rispondere facendoli crollare tutti e ridando ancora una volta voce alla Sicilia che ripudia la guerra e si batte per i diritti inviolabili delle persone contro la sopraffazione di pochi.

GIUSEPPE MONTALBANO

da www.ilcorsaro.info

Un commento

  1. Cedere alla costruzione dell’impianto radar MUOS sarebbe solo l’ennesima prova dell’imperialismo occidentale e della nostra soggezzione al sistema filoamericano instauratosi a partire dal 1945 e consolidatosi durante il periodo della guerra fredda. E’ ignobile che il nostro governo ceda alle pressioni statunitensi come un cagnetto impaurito e poi si dica che la nostra è una democrazia.

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