LA MIA FRANCOFORTE: LA DEMOCRAZIA AI TEMPI DELLA TROIKA

LA MIA FRANCOFORTE: LA DEMOCRAZIA AI TEMPI DELLA TROIKA

di Michele Frascarelli

Sono arrivato a Francoforte per BLOCKUPYFRANKFURT alle 9 del 31 maggio direttamente da Berlino, tappa del mio Inter Rail. I blocchi alla bce sono avvenuti mentre ero ancora in treno , infatti la manifestazione è iniziata alle 6 di mattina e seguivo la cronaca tramite internet. Arrivato a Francoforte ho visto una città blindata un numero di poliziotti impressionante, tutti i palazzi del potere circondati da transenne e polizia. Dopo il mio arrivo trovo i manifestanti in pausa pranzo. Manifestanti di tutte le nazionalità europee e non , era davvero una manifestazione internazionale , ricordava gli anni dei social forum, un mix di culture politiche e di nazionalità che davvero non avevo mai visto. L’Europa che vogliamo, quella dei popoli , che ora si ribellano alla dittatura della Troika, delle banche, e della lucida follia neoliberista.

Un bel clima insomma. Dopo la pausa pranzo i manifestanti invadono le vie della moda di Francoforte , noi italiani blocchiamo per mezz’ora l’ingresso alla Benetton . Dopo 1200 operai morti in Bangladesh, obbligati a lavorare in una fabbrica di cui loro stessi temevano per l’integrità strutturale , la Benetton una contestazione e un boicottaggio se li merita tutti . La polizia tedesca prova a rompere il blocco, come aveva fatto con gli altri blocchi fatti da altri manifestanti, ma noi italiani abbiamo la pellaccia dura e cordonati resistiamo. Ad unire tutti i manifestanti è un coro , stranamente capito ed urlato da tutti ” AH -ANTI ! ANTICAPITALISTA!” È il coro che unisce tutti i manifestanti, che emozione ! Poi torniamo al campeggio, l’indomani ci sarà il corteo principale . Nel programma delle contestazioni è prevista qualche azione simbolica, ma lo spirito del corteo è davvero pacifico, ad aprire il corteo c’è il blocco anticapitalista, realtà di movimento europee e tedesche sfilano compatte dietro lo striscione ”LET´S CHOOSE COMMUNISM” , grande emozione. Seguono Attac! , Die linke , e tutti gli altri. Il corteo insomma prosegue tranquillo quando ad un tratto, senza che sia accaduto nulla, i poliziotti ci tagliano la strada e rinchiudono la testa del corteo in un vicolo, oltre 1000 persone! Rinchiuse dentro una via a scopo preventivo perché secondo loro, con degli scudi di polistirolo costituivamo un pericolo per l’ordine pubblico tedesco.

Sono le 11.40, siamo bloccati qui,  accerchiati da poliziotti tedeschi in passamontagna roba che manco fossimo dirigenti del Monte dei Paschi di Siena.

Intervengono i parlamentari della DIE LINKE che cercano una mediazione con le forze di polizia: posiamo i pericolosissimi scudi/manifesti di polistirolo e facciamo una assemblea ad una piazza qui dietro. Permesso negato. Prosegue la trattativa passano le ore, in tutto questo tempo la polizia ha cercato di dividere il corteo tra “i violenti” ( sequestrati in un vicolo) ed il resto, ma il gioco evidentemente non gli è riuscito. Infatti anche alle 7 di sera, dopo 9 ore dalla partenza del corteo, lo spezzone di 16.000 persone era li ad urlare e a tentare di liberarci, scontrandosi con i manganelli e lo spry ustionante della polizia. Spry che ha mandato un giornalista ricoverato in shoc anafilattico poiché colpito da quest’arma chimica. Insomma la trattativa fallisce, nel mentre la polizia lancia avvisi solo in lingua tedesca, incomprensibili agli stessi tedeschi per il poco volume con il quale vengono lanciati. Durante questo tempo , impiegati di un palazzo inorriditi dalle inumane condizioni in cui la polizia tedesca ci ha richiuso, organizzano un passaggio con secchi e corde attraverso il quale ci danno acqua e carta igienica. Una solidarietà popolare, che mi ha emozionato. Ho passato quelle ore stimando quei manifestanti , che pur liberi caricavano sulla polizia per liberarci. Io nel mentre stavo con altri splendidi compagni italiani , ma pensavo ai compagni di partito con i quali ho condiviso tanto, e con i quali c’è un amore fraterno, creato ad anni di lotta insieme. Mi mancavano. Ad un tratto, sarà forse telepatia, tra la folla spuntano due bandiere di rifondazione che sventolano vigorose. Quasi piango.

Verso le 19.30 la situazione precipita, la capogruppo al parlamento della DIE LINKE viene arrestata e portata via dalla polizia, che indossa guanti e caschi. Analizzo la situazione : stavamo manifestando pacificamente , ci hanno rinchiusi qui e portano via i parlamentari . Mi rivengono in mente le immagini di Genova , i racconti di Bolzaneto. Sarebbe stato terribile se non fosse stato per i compagni italiani di Globalproject con i quali mi trovavo , abbiamo cordonato e resistito fino alla fine, abbiamo fatto cantato ed urlato tutti i cori che conoscevamo , un po per rabbia un po per scaricare la tensione. Poi durante lo sgombero e gli arresti i poliziotti vedendo che non cedevamo , attaccati saldamente uno all’altro , hanno attaccato prima gli altri manifestanti, circondandoci in fine con le spalle al muro. Non paghi di ciò, i poliziotti sono saliti sul camion della manifestazione , sfasciando tutto ciò che hanno trovato sopra. Sono poi intervenuti i caschi neri del corpo nazionale di polizia e ci hanno portato via uno ad uno. Chi più e chi meno brutalmente. Mentre ci portavano via due poliziotti a testa in passamontagna un angolo della strada dovevamo urlare nome e cognome per gli avvocati. Penso m’avranno sentito pure in Portogallo . Infine ci hanno perquisito schedato con i numeri identificativi e ci è stata consegnata una mappa con il daspo dal centro di Francoforte fino alle 7 di mattina del giorno dopo.

Siamo tornati in campeggio, convinti ancor di più che , se questa è la reazione ad un corteo pacifico che contesta la TROIKA, TUTTI INSIEME FACCIAMO PAURA.

Ci vediamo al prossimo BLOCKUPYFRANKFURT !!

MICHELE FRASCARELLI
Giovani Comuniste/i – Perugia

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