GUARDIOLA, DEL BOSQUE E IL BARBUTO DI TREVIRI

GUARDIOLA, DEL BOSQUE E IL BARBUTO DI TREVIRI

di Andrea Mastrototaro

C’è una lotta in Italia alla quale non mi piace assistere e alla quale non voglio prender parte ma che purtroppo costantemente mi tira in ballo ogni giorno è la nuova guerra tra poveri è la guerra tra generazioni,giovani contro vecchi, gerontocrazia contro giovanilismo, buttandola sul calcio potremmo dire Guardiola vs. del Bosque. Penso che partecipare a questo dibattito ci ponga in una visione errata, il problema in questo paese non è da che parte stare, penso che in questo paese il problema sia da che parte di giovani e vecchi vuoi stare.
A volte mio padre, nei nostri pochi momenti d’ incontro, mi racconta la sua vita aziendale, attuale e passata, del suo passato mi parla dei suoi primi anni da metalmeccanico, mi racconta di come è entrato in azienda,delle lotte fatte davanti ai cancelli insieme ad altri lavoratori per i loro diritti, delle sue speranze per il futuro, insomma egli sapeva che attraverso il suo lavoro poteva contribuire non solo al miglioramento della sua vita (infatti qualche anno dopo si è sposato e due anni dopo sarebbe nato quel gran figo del figlio, che poi sarei io!)ma anche al benessere della collettività, insomma egli sapeva di essere un soggetto attivo e vitale per questo paese. Ho riflettuto molto su questi suoi spaccati di vita e ho provato a paragonarli con i nostri tempi,penso che oggi come oggi se si vuole uscire da questa inutile dialettica che non porta a nulla penso che si debba parlare di due fattori fondamentali, il primo fattore è il merito, il secondo fattore è il diritto, inteso come estensione dei diritti.

Personalmente intendo il merito non come la nuova frontiera del capitalismo e del darwinismo sociale, ma come vera e concreta opportunità per tutti di potersi realmente emancipare in un sistema in cui lo Stato è garante di questa emancipazione e può realmente mettere tutti in condizioni di avere un eguale preparazione perchè riesce a sopperire col suo venir in aiuto li dove il ragazzo, o in questo caso anche il bambino, non ha la possibilità di crescere in una famiglia culturalmente emancipata.Questa capacità di poter mettere tutte le persone sulla stessa griglia di partenza permette a tutti non solo di emanciparsi come individui ma aiuta la collettività a crescere. Il secondo punto fondamentale riguarda l’ estensione dei diritti, oggi nella fase storica in cui viviamo, l’ incertezza di una stabilità per una crescita personale è pressoché negata.L’ impossibilità di crearsi un futuro e l’ incertezza di vivere in un eterno futuro prossimo che non va oltre il limite massimo di un anno è diventato ormai una certezza, tutto questo non aiuta sicuramente il merito,anzi in un paese come il nostro in cui il clientelismo è una delle maggiori piaghe il merito sicuramente finisce per essere non calcolato.
E così ci si ritrova a vedere la tanto disperata “fuga dei cervelli”, tutto questo esodo è causato da una totale mancanza del merito come criterio valutativo e una mancata estensione dei diritti, siano essi non solo remunerativi,ma sopratutto contrattuali, visto che molto spesso chi decide la vita dei giovani e non solo è una classe politico-dirigenziale che non solo non comprende i problemi di chi li sta difronte ma impoverisce usando come metro di valutazione il clientelismo(quindi piazzando amici o parenti loro o di qualcun altro indipendentemente dall’ età, ad esempio) e li colpevolizza ulteriormente precarizzando le loro vite con contratti in cui i diritti sono totalmente ridotti al minimo, come ovviamente il loro stipendio.
Per questo il dibattito che si viene a creare è inutile quanto nocivo e creato a tal proposito per dividere la società in polemiche inutili, in quanto pone contro non solo due generazioni (genitori-figli) ma pone contro due categorie sociali( garantiti-precari). La Sinistra dovrebbe riprendere delle famose parole di un signore barbuto di Treviri che concludeva un suo libro dicendo: “Proletari di tutto il mondo unitevi!”, egli davanti alle ingiustizie del tempo, indicava la via di uscita e di libertà della classe sfruttata attraverso l’ unità di tutti i lavoratori oppressi. Penso che la Sinistra oggi in ITALIA facendo sue le parole di MARX e usando quei due criteri(merito ed estensione dei diritti) come fondamenta possa fare quel famoso “ASSALTO AL CIELO” che da tempo il popolo italiano merita d’ avere.

ANDREA MASTROTOTARO

redazionale

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