Che la precarietà “Termini” adesso

Che la precarietà “Termini” adesso

redazionale

“Che la precarietà termini adesso: Noi non partiamo, non andiamo all’estero, non lasciamo il nostro paese. Rimaniamo qui con le nostre competenze, le nostre vite, le nostre idee di futuro”. Questo il titolo e le parole del del flah mob realizzato questa mattina al binario 24 della stazione Termini di Roma da 100 giovani precari, uomini e donne – in rappresentanza delle reti, delle associazioni e dei movimenti che fanno parte del comitato “Il nostro tempo è adesso”  – per lanciare la manifestazione. La meglio gioventù, che si terrà sabato 16 giugno a Roma in piazza Farnese.

Lungo il binario 24 della Stazione Termini si è disposta una lunga fila di ragazze e ragazzi che portavano addosso un cartello con scritto ciò che la nostra generazione porta in dote al paese: “creatività”, “professionalità”, “laurea” “entusiasmo”, “competenza”. In cima  alla fila, metafora delle lunga attesa a cui è costretta la nostra generazione per raggiungere i propri obiettivi professionali e di vita, il presidente Monti e il Ministro Fornero consegnavano dei pacchi ai giovani. Pacchi su cui erano esposti i dati dello scandalo del nostro paese: “26% di disoccupazione giovanile”, “oltre 2 milioni di neet”, “22.000 euro procapite di debito pubblico” ecc. Pacchi su cui  campeggiava anche la scritta: “Destinazione consigliata: Francia, Olanda, USA, Canada, Svezia, Olanda ecc”, perché questi pacchi si trasformano per la nostra generazione in valigie, ovvero in un invito alla fuga per cercare altrove le opportunità che il nostro Paese ci nega.

Ma all’invito alla fuga noi abbiamo risposto rispedendo i pacchi al mittente e lasciando sul binario le valigie. “Che la Precarietà TERMINI adesso” recitava lo striscione di 4 metri srotolato sul binario. “Se ne vadano coloro che rovinano il nostro Paese, non chi può salvarlo dalla depressione, dalla povertà e dalla precarietà in cui questo governo sembra volerlo scaraventare”.

Al termine del flash mob ha avuto luogo una conferenza stampa “atipica” di presentazione della manifestazione del 16 giugno: “Manifestiamo per contestare una riforma del lavoro che non ha mantenuto nessuna delle sue promesse: nessuna riduzione delle tipologie contrattuali precarie; nessuna estensione del welfare; nessuna forma di reddito; ma, al contrario un innalzamento delle aliquote contributive per i parasubordinati che si troveranno con compensi ancora più miseri”, dicono le reti e associazioni promotrici dell’iniziativa. E aggiungono “Noi rimaniamo in Italia per riprenderci la nostra vita e il nostro paese e il 16 giugno dalle ore 18.00 saremo in Piazza Farnese a raccontarci e rappresentare la meglio gioventù: una meglio gioventù non solo anagrafica, ma fatta da tutte e tutti coloro che vogliono cambiare l’Italia e renderla un posto che somigli di più ai nostri desideri e alle nostre aspirazioni”.

6 giugno 2012

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