Boicottiamo i test Invalsi!

Boicottiamo i test Invalsi!

di Giovani Comunisti Firenze

Si avvicina il giorno in cui gli studenti delle scuole di ogni grado saranno chiamati a sostenere il test Invalsi. Questi sono prove a quiz che sottopongono agli studenti domande sul livello complessivo della loro formazione ed, in generale, sull’efficienza del loro istituto. Queste prove non tengono conto in alcuni modo delle differenze che esistono tra le varie realtà scolastiche del paese: non solo si ignorano le differenze tra le varie regioni, ma così si straccia individualistico dell’insegnamento, da sempre caratteristico del sistema italiano. Gli insegnanti infatti nella loro attività di insegnamento e di valutazione tengono conto di tutta una serie di fattori, quali le caratteristiche socio-culturali del ragazzo, oltre a quelle caratteriali, riuscendo così ad instaurare una relazione che prevede arricchimenti in entrambe le direzioni.
Tutto ciò viene cancellato con i test Invalsi: il modello proposto dai quiz è quello tipico delle scuole anglosassoni, dove l’apprendimento richiesto agli studenti è di tipo prettamente nozionistico e superficiale. Nella scuola italiana si è invece sempre ribadita l’importanza di un insegnamento caratterizzato da approfondimento, elaborazione, collaborazione e verifiche mirate. La somministrazione di prove basate su una logica completamente diversa da quella seguita durante il corso dell’anno non solo è controproducente dal punto di vista dei risultati (si viene giudicati con modalità che non si conoscono) ma inoltre tolgono anche tempo a quella che è la normale didattica di qualità. Questo avviene dal momento che gli insegnanti, per poter avere dai ragazzi risultati decenti nei quiz, devono prevedere prima della prova un periodo in cui si eseguono in classe prove fac simile. La cosa più assurda è, infatti, che i test non sono fini a se stessi: i risultati vengono utilizzati per compilare delle graduatorie delle “scuole virtuose”, dove, ovviamente, gli istituti più meritevoli sono quelli nei quali gli studenti hanno ottenuto punteggi maggiori nei quiz.
Da quest’anno dalle graduatorie dei risultati dell’Invasi dipenderanno le modalità in base alle quali verranno distribuiti i fondi statali: gli istituti ritenuti non meritevoli saranno in questo modo lasciati senza finanziamenti. Così facendo si procede a grandi passi sul percorso, iniziato oramai dai governi precedenti e che portato avanti con chiarezza da quello Monti, di trasformazione della scuola pubblica in un’azienda, dove tutte le decisioni vengono prese in base a parametri puramente economici. Il passo successivo sarà, in questa logica, quello del calcolo degli stipendi dei docenti (già oggi tra i più bassi di Europa) in base ai risultati ottenuti nei quiz dai loro studenti. E questa non è una possibilità così remota come si potrebbe pensare: nella manovra di disinformazione sulle vere finalità dell’Invalsi portata avanti dai sostenitori del metodo, rientra anche il tentativo di far credere che i test siano anonimi. Ciò non è assolutamente vero: ogni prova ha un codice specifico che la collega ad un unico studente. Inoltre, assieme al test viene distribuito un questionario con domande inerenti la vita privata degli studenti (“Con chi vivi?”, “Quanti libri ci sono in casa tua?”, “Hai mai subito atti di bullismo?” solo per fare degli esempi): a cosa serve raccogliere dati sensibili, entrando nelle vite private dei ragazzi, se, come affermano i sostenitori delle prove, questi test hanno un fino puramente statistico?

Proponiamo quindi di boicottare i test, dal momento che questi ancora non sono obbligatori e il non svolgerlo non avrà conseguenze sulla valutazione dello studente. Nei giorni previsti per le prove (9 e 11 maggio per le seconde e le quinte elementari, il 10 maggio per le terze medie e il 16 maggio per le seconde superiori) non andiamo a scuola: non è più tollerabile che si continui a far cadere sui fondi di finanziamento all’istruzione pubblica una mannaia che rende il sapere di qualità un privilegio dei pochi che possono pagarselo. Lascia il test in bianco per rivendicare una scuola di qualità, per tutti e senza quiz!

GIOVANI COMUNISTE/I – FIRENZE

19 aprile 2012

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