Il nostro antifascismo: un programma di azione

Il nostro antifascismo: un programma di azione

di Daniele Maffione

Il capitalismo ed il fascismo sono due facce della stessa medaglia. Lo insegna la storia del movimento operaio, che i Giovani Comunisti non dimenticano. Ogni giorno prolifera il terreno su cui si sviluppa la reazione squadrista: lo sfruttamento nelle fabbriche, la dismissione del patrimonio industriale, la privatizzazione degli enti pubblici, l’aumento delle tasse, l’espulsione delle masse dalla vita politica del Paese, la crescente condizione di precarietà, l’oppressione economica e sociale, l’attacco frontale al ceto medio, lo svuotamento giuridico ed istituzionale delle sedi democratiche, lo stralcio della Costituzione, producono naturalmente un humus in cui proliferano la paura, l’insicurezza e le idee fasciste.

Il fascismo ha una natura di classe

Le guerre che il capitale scatena nei paesi poveri, in uno scenario internazionale animato dalla corsa alle materie prime, dai conflitti finanziari e dal riarmo bellico, aumentano i flussi migratori verso i paesi capitalisti. Qui le classi dirigenti accrescono la propria opulenza, a discapito di un vertiginoso impoverimento dei  lavoratori. Quindi, il tipo di società in cui viviamo è sempre più povera e multietnica. A fronte di questi processi mondiali, generati dal capitalismo, la risposta naturale che produce la destra conservatrice, in Italia e nel mondo, è sempre più marcatamente populista, xenofoba, identitaria.

Si dirà che il fascismo, con il governo Monti, non ha bisogno dell’olio di ricino e del manganello. Nel nostro Paese, ormai, le aggressioni fasciste sono all’ordine del giorno ed assumono progressivamente i tratti di un richiamo al nazismo. A volte, se ne ricorda la stampa, che cita solo i casi di tentato omicidio. Ma complessivamente, il fenomeno è ampiamente sottovalutato, soprattutto dai partiti politici e dalle organizzazioni che fanno richiamo ad un antifascismo istituzionale e di facciata.

E’ significativo notare come formazioni fasciste, prima destinate a raccogliere consensi nostalgici e marginali, si siano evolute accentuando tratti antisemiti ed intolleranti verso gay, rom, propugnando l’islamofobia e l’immancabile “caccia al comunista”. E’ il caso di Forza Nuova di Roberto Fiore, che è stata fondata il 29 settembre del 1997, nel giorno di Sant’Arcangelo, patrono della Guardia di Ferro rumena, organizzazione fondata da Corneliu Zelea Codreanu, ispirata da un feroce antibolscevismo ed antisemitismo. Ma la stessa Casapound, sostenuta da un giro di denaro imponente, che ne fa il primo gruppo neofascista di Roma, fa esplicito richiamo a figure come Robert Brasillach, delatore di ebrei ed antifascisti e collaborazionista del governo nazista di Vichy.

I fascisti proliferano sul terreno della lotta di classe che i capitalisti stanno conducendo contro i lavoratori e le conquiste del movimento operaio del Novecento. Non a caso, l’obiettivo del governo Berlusconi, prima, e del governo Monti, poi, è di stralciare la Carta costituzionale, fondata sul lavoro e sull’antifascismo. Costituzione che, c’è da dire, è sempre stata attuata soltanto in parte.

Perché dobbiamo difendere la Costituzione

All’indomani della Liberazione e della proclamazione della Repubblica, il 2 giugno 1946, al fascismo, sconfitto politicamente e militarmente dalla Resistenza, è stato consentito di sopravvivere negli apparati dello Stato, nell’esercito, nelle forze dell’ordine, nella pubblica amministrazione. Già Calamandrei parlava dei rischi derivanti da un mancato processo di rinnovamento nella cultura del popolo italiano e da un’adeguata “de-fascistizzazione” del Paese. Egli vedeva nella Resistenza il momento della fondazione di una religione civile, fatta del riscatto, dell’impegno, della partecipazione attiva alla vita politica, economica e sociale del Paese. Calamandrei parlava della Resistenza come un moto “spontaneo” del popolo italiano, che si era sollevato dopo vent’anni di oblio morale del fascismo. Tuttavia, la lettura di Calamandrei, pur animata da un grandissimo profilo intellettuale e giuridico, unico nel suo genere, peccava nella consapevolezza che la Resistenza non era stata un moto spontaneo, ma un processo lungamente preparato dalla lotta antifascista e dall’organizzazione dei partiti politici più combattivi, in primis, quello comunista.

Il superamento dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, l’inserimento della norma del pareggio di bilancio e lo stralcio di fatto dell’articolo 3 della Costituzione, che sancisce che: “(…) È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” ci pongono di fronte ad una svolta epocale, che segna la restaurazione dei rapporti di forze fra capitale e lavoro.

Se capitola la Costituzione, l’intero assetto democratico-istituzionale della nostra Repubblica verrà liquidato, a favore di un disegno golpista ed autoritario delle classi dirigenti italiane, che, per dirla con Gramsci, stanno accentuando il proprio carattere sovversivo, a favore di una democrazia che sia solo di diritto e non di fatto, portando a svuotare lo stesso concetto di democrazia dal suo senso più profondo. In questo processo, il Presidente della Repubblica ed il Partito Democratico hanno delle responsabilità storiche pesantissime e si rendono complici di un progetto reazionario, che dobbiamo fermamente condannare. Dobbiamo fare appello alla mobilitazione al corpo elettorale della sinistra moderata, che è attraversato da profondi turbamenti e spaccature. Saremmo ingenui, infatti, a reputare tutti gli iscritti ed i simpatizzanti del PD come dei fiancheggiatori del governo Monti. Sappiamo benissimo, infatti, delle contraddizioni che convivono in quel partito politico e tra i suoi sostenitori, Dobbiamo essere capaci di incarnare la spinta più profonda ed avanzata per i diritti dei lavoratori e la difesa della nostra democrazia, scaturita dalla Resistenza antifascista.

Gli amici dei fascisti

Chi copre i fascisti? Innanzitutto, non siamo di fronte ad un unico movimento, con una testa ed un corpo politico, ma di fronte ad un fenomeno diffuso e composito, costituito da movimenti “auto-organizzati” e “partiti”, da reti informali, come quella degli Hammerskin, e da singoli esaltati, che militano lungamente nelle fila delle formazioni più violente e poi passano all’azione (è il caso del Casseri di Firenze, ritenuto uno degli ideologi dell’Ideodromo di Casapound, ma anche del Breivik di Utoya, in Norvegia).

Sovente, queste formazioni, che dall’inizio degli anni Novanta hanno tentato con un discreto successo un lavoro di penetrazione nelle curve delle tifoserie calcistiche di mezza Europa, trovano in Italia una copertura politica nella destra parlamentare. In particolar modo, nelle maglie del Pdl, fondato dagli eredi dell’M.S.I. poi Alleanza nazionale, e della Lega nord è facile scovare esponenti “nostalgici”, che esibiscono con disinvoltura il saluto romano in comizi pubblici o fanno esplicito richiamo al Ventennio mussoliniano. Differente è il caso di partiti minoritari, come La Destra di Storace o il Movimento idea sociale di Pino Rauti, nati anche da dissidi personali con i partiti più grandi. Ma i partiti istituzionali non si limitano a dare “copertura” ai gruppi neofascisti. E’ noto come Cristiano De Eccher, senatore del Pdl, coinvolto nelle formazioni terroristiche dell’estrema destra, ritenuto il custode dei detonatori delle bombe di Piazza Fontana, abbia depositato in Parlamento un ddl per abrogare la XII Disposizione transitoria e definitiva della Costituzione, quella che prevede il reato di apologia d fascismo.

In sostanza, non è difficile comprendere come, in un Paese come il nostro, in cui la destra parlamentare, a differenza di quella francese, tedesca e britannica, non riconosce i valori fondativi della Repubblica, proliferino ibridi storico-politici e si consenta alla cultura fascista di perpetrarsi e rigenerarsi, in un’epoca di profonda crisi economica e morale.

L’estrema destra in Europa

Tuttavia, sarebbe limitativo dire che il proliferare di gruppi ed organizzazioni neofasciste sia circoscritto alla sola Italia. “(…) In Europa, populismo, nazionalismo, estremismo di destra e neonazismo, per quanto continuino a rappresentare fenomeni specifici e distinti, tendono sempre più ad accavallarsi e sovrapporsi, mescolandosi l’uno nell’altro (…) La loro progressione, prima lenta, poi accelerata, è avvenuta in un quadro che è andato rapidamente trasformandosi, segnato da nuovi rapporti economici e finanziari, come da profondi cambiamenti tecnologici, con l’introduzione di un’instabilità generale, di insicurezza e paura. Ampi sono stati i settori che si sono ritrovati scoperti di fronte alla nuova realtà sociale.” (S. Ferrari, in “Il panorama dell’estrema destra europea, populismi e destre estreme a Est e a Ovest”).

Ci troviamo, in ultima analisi, di fronte ad un processo di deriva delle classi dirigenti continentali, di cui non conosciamo la durata, ma che ha sicuramente un’estensione profonda. La crisi economica coinvolge ampi strati della società, soprattutto i proletari ed il ceto medio, che, a seconda dei paesi, sono divenuti permeabili alla propaganda di ideali reazionari.

Il fenomeno rossobruno

Il fascismo è onnipresente, ben foraggiato dal grande capitale, rivendica una “cultura non conforme”, muta pelle in modo repentino, ammicca a miti della contestazione giovanile del ’68 e tenta finanche di penetrare, con la propria propaganda, nelle fila del movimento comunista. E’ il caso del cosiddetto fenomeno “rossobruno”, che ha una lunga gestazione nelle concezioni del belga Jean-Francois Thiriart, in gioventù un socialista massimalista (come Mussolini), poi arruolatosi nelle SS Valloni.

Nel Dopoguerra, Thiriart venne condannato per collaborazionismo e, nel 1963 fondò l’organizzazione “Giovane Europa”. Dapprima ferocemente anti-comunista, convinto com’era che il nazionalsocialismo fosse una valida alternativa al comunismo sovietico ed all’imperialismo nordamericano, Thiriart svoltò verso una lettura “nazional-bolscevica”, rivalutando ed esaltando, in chiave conservatrice, dei tratti della figura storica di Stalin e dell’Unione sovietica, considerata un baluardo “nazionalista” contro gli Stati Uniti d’America.

Questa lettura trovò successo in alcuni gruppi neonazisti europei. Tra i “padri” del rossobrunismo italiano troviamo fra gli altri Franco Freda (fondatore della casa editrice Aristocrazia Ariana e del Fronte Nazionale, processato per la strage di Piazza Fontana), Gabriele Adinolfi (Terza Posizione, ideologo ed ispiratore di Casapound), Peppe Dimitri (afferente ai N.a.r., poi in Alleanza Nazionale, infine consigliere del sindaco Gianni Alemanno) e Roberto Fiore (segretario nazionale Forza Nuova).

Il primo nome adottato dal gruppo fu “Lotta studentesca”e pubblicò la rivista: “Per la Terza posizione”. Questa formazione, più votata al “movimentismo” ed alla cultura nazional-popolare, riuscì a coalizzare molti ex-militanti di gruppi già disciolti per apologia di fascismo come Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Lotta di Popolo e Fronte Studentesco, predicando l’equidistanza fra il comunismo e l’imperialismo.

A proposito di una certa sinistra pseudo-rivoluzionaria

Il rossobrunismo è una galassia costituita da più approcci teorici, convergenti però in un comune obiettivo: gettare confusione e divisione tra i comunisti e, più in generale, gli internazionalisti. Esiste, infatti, l’interpretazione “comunitarista”, di cui il massimo esponente in Italia è Costanzo Preve, proveniente dalle fila della sinistra extra-parlamentare, poi approdato ad una graduale abiura del marxismo, fino alla teorizzazione dell’incontro fra comunismo e nazifascismo in un comune terreno anticapitalista. Latori del suo pensiero sono i redattori del sito: www.comunismoecomunità.it.

Vi è poi la lettura geopolitica dello scontro fra potenze mondiali, generata dalle teorie euroasiatiste dei russi  Zhirinovskij e Limonov, dichiaratamente “nazional-bolscevichi”, che, in un sincretismo a noi incomprensibile, propugnano sulle proprie bandiere un cerchio bianco su sfondo rosso ed una falce martello nera. In linea col pensero de primi due anche Dugin, fondatore del “Fronte nazional bolscevico” e del cosiddetto “Partito Eurasia”, uno dei primi a tradurre in russo le opere del principale  teorico nazista, Julius Evola. Costoro, in una lettura nostalgica dei grandi fasti della Russia zarista e della potenza militare dell’URSS, concepiscono un’alleanza fra tutte le potenze asiatiche, europee e mediorientali (in primisi, l’Iran) contro il comune nemico, visto nell’imperialismo americano. In Italia, estensori di questa interpretazione sono gli animatori del sito “Coordinamento Progetto Eurasia”.

Singolare poi, è il caso del sito “Stato e potenza”, che ripropone la stessa chiave di lettura borghese dei rapporti internazionali e fa riferimento ad un “socialismo rivoluzionario e nazionale”, introducendo il proprio manifesto programmatico con una frase di Ho Chi Minh ed individuando nel Fondo Monetario Internazionale, nella Federal Reserve e nella Banca Centrale Europea la genesi di un complotto orchestrato dai circuiti giudaico massonici, che avrebbero generato la crisi capitalista.
Da notare come questo sito riproponga un simbolo di una spada posta in diagonale dietro uno scudo, che riporta delle croci frecciate. Qualcuno ha avanzato la tesi fantascientifica che quel simbolo rappresentasse il distintivo della Stasi, la polizia politica della DDR. In realtà, la spada è un gladio e, ciò che è peggio, è l’inquietante analogia fra le croci poste sullo scudo e lo stemma del Partito delle Croci Frecciate ungheresi, organizzazione neonazista fondata da Ferenc Szalasi, impegnata nei pogrom contro gli ebrei e nella repressione antifascista sotto la dittatura filonazista dell’ammiraglio Horthy, poi, salito al potere nel 1944. Attualmente, la simbologia delle Croci frecciate è sfoggiata dallo Jobbik, partito neonazista ungherese, e dalla Guardia magiara, la sua struttura para-militare. Lo Jobbik sostiene di battersi contro le congiure “massoniche e sioniste” e definisce l’Olocausto un “bluff ebreo”.

Non si può, infine, non citare il caso del “Campo antimperialista”, de “La Rinascita – Quotidiano della Sinistra Nazionale”, “Sumud – Associazione antimperialista”, “Appello a popolo”, “Rivista indipendenza”, che rivendicano tutti il proprio appoggio alla causa palestinese ed araba, sfociando in interpretazioni antisemite, date dall’identificazione di tutto il popolo ebraico nello stato d’Israele e nelle politiche genocide dell’estrema destra sionista. Lo sbocco di queste attestazioni di solidarietà è la “distruzione” Israele (e di tutti gli ebrei)! Qualcuno di questi siti, in tempi recenti, si è spinto persino in un appoggio srumentale al movimento dei No tav. L’obiettivo è sempre il solito: costruire sistematicamente la confusione, riproponendo teorie politiche ed economiche fasciste (vedi il tema della sovranità monetaria, la fuoriuscita dall’euro, il concetto di nazioni che si identificano con delle etnie superiori ad altre, ecc.)!

I Giovani Comunisti e l’antifascismo

Purtroppo, c’è da dire, che in assenza di una corretta lettura marxista delle questioni internazionali, tesi come quelle rossobrune vengono riprese, con una buona dose di superficialità ed ingenuità, anche da militanti onesti e rischiano di fare “senso comune”. Ma è nostro compito educarci all’analisi ed alla prassi marxista, piuttosto che ripiegare su letture semplicistiche della complessa realtà odierna. Questo è ciò che stiamo facendo.

I Giovani Comunisti, da un anno e mezzo, hanno istituito una responsabilità specifica sull’antifascismo nel proprio gruppo dirigente nazionale. L’obiettivo che ci siamo dati non è soltanto di coordinare l’attività della nostra organizzazione in modo costante e sistematico, rompendo quello schema che vuole l’antifascismo relegato ad una certa cultura dell’emergenza e dello spontaneismo. Per noi l’antifascismo non è uno scontro tra bande rivali in strada. I GC hanno imparato che contro il fascismo si lotta ininterrottamente tutto l’anno, con un intenso lavoro politico, culturale ed organizzativo, coordinando le proprie forze sui territori, nelle sezioni dell’ANPI, nelle reti antifasciste autorganizzate, nel tentativo di costruire il più vasto schieramento giovanile contro i rigurgiti reazionari.

Abbiamo strutturato il nostro dipartimento nazionale istituendo in ogni federazione un responsabile antifascismo, che ha il compito di monitorare costantemente i movimenti delle formazioni neofasciste, sviluppando inchiesta e denuncia politica, disvelando anche i collateralismi con la destra istituzionale. A gennaio abbiamo lanciato la nostra prima campagna nazionale sull’antifascismo: “Stalingrado in ogni città!”. Il nostro obiettivo è di costruire una mobilitazione continua contro il fascismo, destando le masse giovanili dal torpore di questi decenni e spingendole all’impegno politico, per contrastare le derive reazionarie del capitalismo e riaffermare nell’antifascismo la coscienza politica degli italiani.

Per noi l’antifascismo non è una lapide, è un programma d’azione!

In più di una circostanza, come a La Spezia, abbiamo smascherato le coperture con esercizi commerciali dei gruppi eversivi come Casapound, che, nel ripostiglio del pub “L’Olandese volante”, dicitura comune ad una rete di locali, dietro cui si celano e si foraggiano, da Milano a Todi, gruppi neofascisti, venivano nascoste mazze, catene, spranghe di ferro, tirapugni, coltelli.

A Monza, abbiamo spinto alla mobilitazione tutti gli antifascisti, denunciando le connivenze fra i gruppi come “Lealtà e Azione” ed amministratori del Pdl. Stessa cosa abbiamo fatto a Pavia, disvelando il legame fra il vicesindaco della Lega nord e Forza Nuova. A Napoli, dal 2009, siamo stati fra i protagonisti delle diverse ondate di mobilitazione antifascista contro Casapound, che non è mai riuscita a radicarsi in città, e siamo stati capaci di far approvare, primi in Italia, un ordine del giorno che dichiara la Consulta Provinciale Studentesca apertamente antifascista, stringendo un intenso rapporto di collaborazione con l’ANPI.

Nella provincia di Perugia, grazie all’attività dei giovani compagni e dei nostri amministratori, siamo riusciti a far approvare in diversi comuni un ordine del giorno per riaffermare i valori repubblicani e vietare le sedi istituzionali ai gruppi neofascisti.

A Catania e Palermo siamo stati i primi, e fra i pochissimi, a denunciare le pesanti infiltrazioni di cosche mafiose e di fascisti di Forza d’Urto (gruppo afferente a Forza Nuova) nel cosiddetto “Movimento dei forconi”.

Per non citare Bologna, dove un corteo di Giovani Comunisti ha ricacciato fascisti di Forza Nuova nella giornata delle foibe. O Giugliano di Napoli, dove, nel medesimo giorno, un picchetto di Giovani Comunisti e studenti hanno impedito l’ingresso di esponenti neofascisti in una scuola, che volevano tenere una “conferenza” sulle foibe, con l’avallo della preside dell’istituto e del sindaco del Pdl. Ricordiamo poi, la Lombardia, la Toscana, il Lazio, la Campania, solo per citare alcune realtà, dove diversi compagni hanno procedimenti a carico per scontri coi fascisti.

Abbiamo attivato un meccanismo di autofinanziamento, ancora da perfezionare e sviluppare appieno, per sostenere le spese legali dei compagni interessati da procedimenti giudiziari. Il caso più eclatante è stato quello della costituzione di un comitato per Alessandro Savoldi, giovane comunista pavese, che era stato querelato da Roberto Fiore in persona, con il rischio di essere condannato al pagamento di una penale di 15 mila euro. Alessandro, infine, è stato prosciolto da ogni accusa.

Persino nella Roma di Alemanno, i Giovani Comunisti, presenti ai picchetti davanti alle fabbriche, sono stati aggrediti ferocemente dai fascisti nel giorno dello sciopero generale della FIOM. Ma non hanno desistito. Numerosissimi, infine, i casi di un rinnovato impegno dei Giovani Comunisti tra gli studenti, volto a politicizzare le nuove generazioni con l’antifascismo. Questa attività si è palesata nell’elezione di rappresentanti di istituto, nella costituzione di nuovi collettivi e coordinamenti studenteschi, che hanno alimentato tra i giovani un ritrovato entusiasmo sulla Resistenza, favorito dall’incontro che stiamo incentivando con i partigiani dell’ANPI.

Questi sono solo alcuni degli esempi di una generazione di giovani militanti comunisti che, dal Nord al Sud del Paese, continua “senza tregua” la lotta contro il fascismo e l’indifferentismo, di cui parlava Calamandrei, che è una zona grigia pericolosa, in cui alcune idee rischiano di attecchire. Abbiamo imparato che le  botte non piegheranno mai la nostra volontà di trasformare il mondo, di estirpare il cancro fascista, di attuare i dettami della nostra Costituzione. E, finchè non otterremo la vittoria, continueremo a lottare!”

DANIELE MAFFIONE

Responsabile Antifascismo, Direzione nazionale Giovani Comunisti

13 aprile 2012

84 commenti

  1. Nikola, ma come cazzo scrivi? Ma non ti rendi conto che vivi in un altro pianeta! Ma tu cosa fai il sabato sera?

  2. Come si fa ad apprezzare l’articolo? L’autore confonde posizioni diverse e non definisce la categoria di rossobruno. Insomma il lettore non sa neppure qual è il criterio di giudizio (per quanto fasullo) utilizzato dall’autore.
    L’autore, se non vuole chiedere scusa, come dovrebbe se fosse un uomo, vuole almeno fornire la “definizione di rossobruno” che ha in mente? Attribuire la qualifica di rossobruno a svariati gruppin e non precisare il criterio di giudizio (il concetto di rossobruno che si accoglie) e veramente da dementi. Pur sentendomi interamente rosso, preferisco che altri mi credano un rossobruno, anziché un demente.
    Comunque, sui rapporti tra nostra Costituzione (che il demente vorrebbe difendere) e Unione Europea, segnalo due link, dai quali il demente potrà imparare qualche cosa e qual è la posizione di Appello al Popolo: L’insanabile contrasto tra Costituzione della Repubblica Italiana e Trattati dell’Unione Europea: http://www.appelloalpopolo.it/?p=6272;e un video L’unione politica europea è fuffa e l’unione economica europea è un mostro:http://www.appelloalpopolo.it/?p=5932.

    Se poi il demente intende sapere che cosa pensano i partiti comunisti seri della sovranità, vada a leggersi questo:http://www.marx21.it/comunisti-oggi/nel-mondo/1471-questione-nazionale-e-lotta-per-il-socialismo.html

    Sappia, però, il demente, che un demente che studia rimane sempre un demente.

  3. Mattia Di Gangi

    Per Mimmo: Sono iscritto alla federazione di Palermo e mi trovi ogni venerdì al Gap del circolo Rosa Luxemburg, oltre che ovunque ci sia di bisogno per ora che siamo in campagna elettorale. Saresti così gentile adesso da dirmi chi sei tu?
    Sono iscritto ai GC e odio gli attacchi gratuiti contro l’organizzazione, ma non mi sogno sicuramente di difendere chi sostiene le teorie che tanto ci hanno allontanato dai lavoratori. Tra queste riconosco sicuramente l’abbandono di ogni presupposto patriottico (assolutamente necessario per i comunisti e per chiunque si prefigga di governare un paese in senso progresssita) e l’accettazione incondizionata del liberalismo di sinistra che ci fa identificare come la sinistra dei pride e della legalizzazione.
    Mi dispiace per quanti vanno seguono ancora queste idee di bertinottiana memoria ma il comunismo è ben altra cosa.

  4. Mattia Di Gangi

    Prima di venire attaccato per essere fascista e omofobo, vorrei chiarire che secondo me i nostri impegni vadano focalizzati nella costruzione di una sinistra che si impegni per la difesa e l’ampliamento dei diritti dei lavoratori e per un miglioramento del settore pubblico che comprende sicuramente la scuola ma anche le industrie di stato.
    Tutte le altre lotte sembrano un lusso al confronto.

  5. Salutari è malato di egocentrismo e manie di persecuzione e sicuramente non aspettava altro per dar sfogo a tutto il suo protagonismo da quattro soldi! Nell’articolo si dice semplicemente che c’è tutta una serie di siti che gira intorno all…a galassia “rossobruna” e non che in TUTTI i siti, blog o riviste ci sono tesi antisemite! Detto questo non mi sembra che sia questo il punto, infatti il problema non è se c’è qualche piccola imprecisione nell’articolo, la vera questione è che c’è un pericolo “ideologico” anche nelle nostre fila e questo pericolo va combattuto! Quindi spostare tutta l’attenzione su una questione “personalistica” non ha senso! p.s. Salutari ha più volte nominato impropriamente il KKE (cercando di creare quella confusione che tanto piace a quelli “ambigui” come lui), mi limito a rispondere che se lui fosse stato un militante del KKE sarebbe già stato cacciato a calci in culo(nella migliore delle ipotesi)!

  6. Ma Beniamino…… perche non leggi invece di fare subito brutta figura?<>

    Cosa dicevi? che non diceva che in TUTTI c erano tesi antisemite? Non so cosa pensare di voi, veramente…

  7. <>

  8. “……….il blog “La patria del ribelle”, che rivendicano tutti il proprio appoggio alla causa palestinese ed araba, sfociando in interpretazioni antisemite, date dall’identificazione di tutto il popolo ebraico nello stato d’Israele e nelle politiche genocide dell’estrema destra sionista. Lo sbocco di queste attestazioni di solidarietà è la “distruzione” Israele (e di tutti gli ebrei)! “

  9. Ma come si fa a parlare di pericolo ideologico se l’ autore non capisce nemmeno chi sono i fantomatici rossobruni? ovvero fascisti che si mascherano di rosso? O forse qui non si capisce nemmeno quali siano i concetti fascisti visto che si dal rossobruno a chi propone concetti che NON SONO FASCISTI. La patria e la sovranità della stessa sono argomenti che appartengono al mondo rosso, socialista, comunista chiamatelo come volete. Chi pensa di difendere la costituzione senza rivendicare la sovranità nazionale è un comunista che non ha capito cosa vuol dire esserlo! E se non ha capito cosa significa essere ciò che proclama di essere allora che la smetta di dare del rossobruno ( e quindi del fascista) a chi invece fa il socialista in modo SENSATO. Se voi continuate a dire che uscire dall’ euro e rivendicare la sovranità sono cose da fascisti, questi ultimi non faranno altro che mascherarsi di rosso ( ovvero rossobruni ) ” rubando” queste tematiche che voi stolti gli avete regalato. Peccato che poi loro nella testa abbiano ben altro ( impero, signoraggio, finanzia ” ebrea”, antiamericanismo e non antimperialismo ecc). Appello al popolo, rivista indipendenza, patria del ribelle, campo antimperialista, comunismo e comunità, sollevazione, sono tra le poche realtà che difendono degnamente il pensiero socialista ed antimperialista in Italia proprio perché capiscono la centralità della questione nazionale. E se c’è ancora qualche sinistrato internettiamo non caduto nella trappola fascita con maschera rossobruna( esempio: rinascita) è proprio grazie a queste realtà che ho elencato!
    Qui l’ unico pericolo ideologico è che la sinistra non sa nemmeno quali dovrebbero essere le sue battaglie lasciando queste ai fascisti che le fanno proprie, le strumentalizzano e le trasformano ( la sovranità monetaria trasformata nella teoria del signoraggio, la patria trasformata in impero, il capitalismo assoluto e globalizzato che diventa l’ alta finanza usuraia, l’ antimperialismo ridotto solo ad antiamericanismo, ecc).

  10. credo che il compagno Manchione debba chiedere scusa pubblicamente al compagno Salutari per le falsità scritte. Stimo il compagno Maffione e il suo lavoro di responsabile antifascismo nei gc (ottima la campagna “Stalingrado in ogni città”), ma l’articolo è così pieno di castronerie, errori, imprecisioni e pressapochismo per un dirigente comunista che sarebbe il caso di cancellarlo per la credibilità del partito e della giovanile (ormai ai minimi termini).
    Si può discutere sull’opportunità dell’Italia di uscire o meno dall’Ue e dall’euro (sull’uscire dalla Nato credo che siamo tutti d’accordo) e quanto questo convenga ai lavoratori, ma bollare come “fascismo” temi quali la sovranità monetaria, finanziaria ed economica è davvero grave.
    Poi il rossobrunismo è un fenomeno (oltre che una categoria) che esiste e sicuramente “Rinascita” ne fa parte, ma tutto il resto di blog, siti e riviste citati non ne fanno parte assolutamente, tutt’altro!
    Si può criticare Costanzo Preve, anche fortemente, sulle sue posizioni comunitariste e di abbandono del comunismo (non ne fa mistero), ma da qui ad etichettarlo come amico dei fascisti ce ne vuole.
    L’articolo di Maffione sembra una brutta copia degli scritti di Evangelisti sul rossobrunismo, che hanno il merito di essere precisi e puntuali (anche se a volte non li condivido perché troppo rigidi nelle etichette).
    Daniele ha fatto molta confusione fra signoraggio (quello sì fascista) e sovranità economica o fra sovranità nazionale e nazionalismo borhese antiamericano.
    Ripeto Maffione dovrebbe chiedere scusa a Salutari e a gli altri e ritirare l’articolo.

  11. Brunomaria Cosenza

    Ciao Paolo e Grazie della Risposta

    Leggo “L’articolo di Maffione potrà anche essere impreciso in un paio di punti”.

    Usi il condizionale per metterti forse al riparo, non svisceri (ma rimandi a dei link) le questioni ponendoti su un piedistallo di per sé fragilissimo.
    Perché ritengo fragili le accuse mosse.

    Prescindendo dalle tematiche, quando si scrive una falsità e quindi si sbaglia Generalmente si chiede scusa e si opta per una rettifica.

    In Particolare Perché stavolta tutto si è fatto tranne che rettificare celermente e chiedere pubblicamente scusa delle palesi (il vostro utilizzo dell’italiano a me sembra abbastanza opinabile) falsità (più o meno gravi) riportate ?
    Sospetto…..per questioni personali ? Beh….spero di no altrimenti sarebbe facile concludere come “ve la state cantando nonchè suonando”.

    Ribadisco il mio punto di vista, l’autorevolezza e la credibilità dovrebbero essere CARDINI di chi sostiene, propaga e lotta per quello in cui crede al fine di trasmettere agli altri l’idea o (ancor meglio) la convinzione di essere nel giusto.

    Queste sono, nel vostro caso sarebbero, LE BASI, non elementi accessori.

    Se l’autorevolezza viene a mancare, e nel caso in oggetto tutto si può essere tranne che credibili non avendo chiesto scusa né ritrattato le accuse, quale sarebbe allora il fine reale dell’attività dei Giovani Comunisti ?

    Grazie, ciao

  12. L’articolo è una vergogna, i temi e le argomentazioni portate altro non sono che pressappochismo. Mi stupisce che nessuno abbia deciso di censurare l’articolo sul nostro sito Nazionale, che viene sporcato da questi articoli vergognosi (e se posso anche da denuncia), scritti da gente che di Comunista ha ben poco.. Daniele Gc Terni

  13. massimo baronti

    Vedo che passa il tempo ma la battaglia contro i mulini a vento ancora non è finita. Vedere fascisti dappertutto anche dove non ce ne sono fa parte della strategia del partito per portarlo alla completa dissoluzione. Da vecchio iscritto a rifondazione la lettura di questo articolo mi fa sentire sempre piu convinto della bontà della mia scelta di uscire da rifondazione. Per quanto riguarda la questione euro-unione europea visto che dici che le teorie sulla sovranità monetaria sono fasciste mi spieghi come puoi attuare il tuo comunismo (evidentemente diverso da quello marxista) senza avere una moneta dello Stato? Vedo che il fascismo finanziario si è impossessato (ma del resto col senno di poi anche quando ero iscritto tutta questa democrazia nel partito non c’è mai stata) anche di rifondazione.
    Senza una moneta nazionale (e con l’odierna approvazione del pareggio di bilancio in costituzione) lo Stato non esiste più in nome di non si sa bene quale internazionalismo (forse quello del capitale ma allora ditelo chiaramente ai vostri iscritti).

  14. In base a questo articolo praticamente sono “fascisti”:

    -i partiti comunisti europei più radicati a livello popolare come KKE, PC Portoghese, PC Russo, Ucraino e Moldavo.

    -la quasi totalità dei partiti comunisti asiatici, latino-americani, arabi e africani

    -almeno l’80% della storia del comunismo italiano e del movimento comunista internazionale, dalla Rivoluzione d’Ottobre a quella Cubana passando per la resistenza vietnamita e per i movimenti di liberazione dell’america latina

    vedete un po’ voi…

  15. Ma chi se ne frega del ‘rossobrunismo’ che è bello e sepolto da trent’anni! Al limite può essere un argomento (in effetti interessante) per un dibattito storico politico ma finisce lì.
    Qui la questione è un’altra: l’autore di quello scritto delirante sembra veda la realtà dagli occhi di un commissario NKVD delle grandi purghe, più che come un contemporaneo dirigente politico

  16. Bixio civitavecchia

    Lo scandalo sta nel non ammettere la confusione

    Nel non chiedere scusa ad un compagno

    Nel tirare in ballo qualsiasi cosa in modo abbastanza viscido, per non rispondere a tono.

    Si continuano le accuse, si parla di tutto ma non si mostrano le prove.

    Come nei tribunali fascisti. Senza prove.

  17. …. ma poi, parlando di “eurasismo” e “nazionalbolscevismo” almeno si facesse unsa seria disamina storica e ideologica dei fenomeni…no, si buttano a caso nomi di sigle e personaggi. E tanto per fare scalpore si citano un po’ di russi, anche se è noto che uno Zhirinovskij con eurasisti e nazional-bolscevichi non c’entra nulla e che Eduard Limonov è oramai diventato un liberale.

  18. Per Brunomaria: l’unico condizionale che uso è sulle imprecisioni, perchè al massimo è una questione di lingua italiana.
    Per il resto è tutto all’indicativo, non si accettano lezioni di antimperialismo da gente che non pone basi di classe all’antimperialismo (o le riscopre con un paio di secoli di ritardo rispetto al movimento operaio internazionale), non si accettano lezioni da gente che ogni due mesi proclama la morte dei GC ma poi è sempre qua.

    “Rimandare a link” per me è citare le fonti, sarebbe ora che anche negli ambienti militanti si prenda questa abitudine.

  19. Guardate il sito collegato al nome di tale Marco. Guardatelo, compagni, e fatemi sapere cosa ne pensate.

  20. Beh direi che è molto esplicito nel suo essere neofascista e neonazista.

  21. varie ed eventuali

    La politica è fatta anche di svolte personali.

    Se uno cambia le sue posizioni all’interno di un soggetto politico, riceve una medaglietta (o incarico prestigioso, che dir si voglia).
    L’individuo in questione parte da una posizione di dissenso rispetto a chi gli ha offerto tale premio, dunque tenta di dimostrare la fedeltà attraverso eccessi di zelo.

    Da un punto di vista antropologico non fa una piega.

  22. Maffione vieni a torino a rispondere invece di incespicerti nell’inventare scuse….sono proprio curioso di vedere se continui a blaterare falsità anche faccia a faccia.

  23. da quando c’é quel blog Benito lo legge ogni ora e non fa più l’amore con me

  24. Edda Ciano Mussolini era la figlia primogenita del duce e non la sua amante. L’amante “storica” del capo del fascismo era Claretta Petacci, fucilata insieme a lui a Giulino di Mezzegra, una frazione vicino a Dongo nel comasco vicino al confine svizzero.
    Se almeno si sapesse la storia per fare della già impietosa satira… sarebbe un bene, no?

  25. Uno passaggio della risposta di Indipendenza allo scritto di Maffione che meriterebbe una replica argomentata.
    (…) quando e in che modo Indipendenza avrebbe scritto, sostenuto, anche solo fatto ventilare «interpretazioni antisemite, date dall’identificazione di tutto il popolo ebraico nello stato d’Israele e nelle politiche genocide dell’estrema destra sionista»? Quando e come Indipendenza avrebbe affermato «il concetto di nazioni che si identificano con delle etnie superiori ad altre»? Perché non si cita uno scritto, un paragrafo, una virgola (tra rivista cartacea, sito, note su facebook, ecc.) in cui Indipendenza abbia mai affermato cose simili? Non si è in grado semplicemente perché falsità e calunnie non si possono provare. Chi lancia delle accuse, ha l’onere della prova, del riscontro, quantomeno dell’argomentare sempre su dati di fatto, altrimenti si qualifica come diffamatore o provocatore, se non peggio.
    Non parliamo poi del fatto che, nel documento, Indipendenza viene di fatto accostata sia a forze dichiaratamente fasciste (e qui siamo al delirio puro e semplice) sia a realtà che si rifanno a ideologie come l’eurasiatismo e il comunitarismo (e qui siamo al delirio surrettizio), nei confronti delle quali da sempre abbiamo argomentato e manifestato un rifiuto politico. Chiaro, netto, inequivocabile. Attraverso articoli, attraverso il lavoro politico e culturale, comunque con cognizione di causa. Non con menzogne, approssimazioni, ignoranza, che contraddistinguono il su citato documento e che, a ben vedere, possono queste sì favorire confusionarismi, fraintendimenti ideologici e discredito di nobili istanze come l’antifascismo.

    Solo per citare i più recenti articoli (molti dei quali disponibili anche in rete)

    – n. 14, giugno/luglio 2003: Comunità contro comunitarismo http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/COMUNIT%C0%20CONTRO%20COMUNITARISMO.htm
    – n. 15, novembre/dicembre 2003: Critica all’antimericanismo http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/Critica%20all%27antiamericanismo.htm
    – n. 19/20, febbraio/maggio 2006: Comunitarismo, Eurasia, Impero. Le ragioni nazionalitarie di un rifiuto (prima parte) http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/Eurasia%20prima%20parte.htm
    – n. 22, luglio/agosto 2007: Comunitarismo, Eurasia, Impero. Le ragioni nazionalitarie di un rifiuto (seconda parte) http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/Eurasia%20seconda%20parte.htm
    – n. 22, luglio/agosto 2007: Comunitarismo, Eurasia. Parla Costanzo Preve. http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/Intervista%20a%20Costanzo%20Preve.htm
    – n. 22, luglio/agosto 2007: Le ragioni di un dissenso. Notazioni critiche a Costanzo Preve http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/Risposta%20a%20Costanzo%20Preve.htm
    – n. 28, luglio/agosto 2010: Fascismo contro nazione. Storia e attualità di una strumentalizzazione http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/fascismo%20e%20nazione%2028.htm
    – n. 29, novembre/dicembre 2010: L’idea di comunità: teoria, ambiguità, contaminazioni
    – n. 29, novembre/dicembre 2010: Intervista a Indipendenza. Le ragioni di un progetto politico
    – n. 31, novembre/dicembre 2011: Quale antifascismo? Tra smarrimenti, involuzioni e attualità
    – 14 gennaio 2012: Antifascismo, “rossobrunismo”, “destra” e “sinistra”. Note per una discussione http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/neofascismo%20e%20rossobrunismo%20sito%20(1).htm

  26. Lorenzo Dorato

    Salve,

    facendo parte della redazione di comunismo e comunità volevo intervenire sul tema. Anzitutto stiamo elaborando una risposta dettagliata e argomentata alle calunnie e accuse provenienti dall’articolo di Maffione, risposta che sarà l’occasione, spero definitiva, per chiarire alcuni punti fondamentali generatori, nel migliore dei casi, di gravi equivoci. Non essendo però tale risposta ancora completa, vorrei puntualizzare qui, direttamente, un paio di cose in maniera telegrafica.

    1- Comunismo e comunità non è un partito o un’aggregazione politica portatrice di una linea rigida e determinata, ma è un laboratorio politico di discussione aperto e inclusivo cui partecipano varie persone che apportano il loro contributo alle tematiche trattate. In questo senso il sito non è in alcun modo il “latore” di Costanzo Preve. Preve semplicemente collabora al sito contribuendo con il suo fecondo lavoro teorico. Non sempre si è d’accordo, spesso ci sono contrasti, posizioni diverse sia tra Preve e gli altri collaboratori, sia tra i collaboratori stessi. E questo è assolutamente normale, trattandosi di un laboratorio di discussione politica in cui ognuno è responsabile per le posizioni che assume.
    Proprio in questi giorni è in corso una polemica aperta della nostra redazione e collaboratori (tutta) contro alcune posizioni profondamente sbagliate, espresse da Preve in un suo recente articolo (a breve uscirà una risposta al riguardo). Questo riguarda il libero dibattito interno ed ogni contributo esterno a tale dibattito è benvenuto.

    2- Le affermazioni riportate sul conto del sito comunismoecomunita nell’articolo sono estremamente gravi e del tutto infondate. Trattasi di pura calunnia non argomentata. Basta leggere il nostro sito per rendersi conto delle falsità, espresse con tanta superficialità nelle righe dell’articolo. Nella risposta in corso di stesura avremo modo di spiegare, senza alcuna vis polemica e con la certezza delle nostre idee, il perché le affermazioni riportate sul conto del sito comunismoecomunità sono false ed estremamente gravi.

    Per ora mi fermo qui.

    Un saluto

    Lorenzo Dorato

  27. Volevo rivolgere un saluto al movimento dei GC italiani e porre alcune critiche, limitate ad alcuni argomenti, trattati dall’autore dell’articolo.
    1)Innanzitutto la tua critica all’utilizzo di determinati simboli che ricordano movimenti politici che si sono macchiati di crimini contro l’umanità è si lecita, ma allo stesso tempo io vedo una falce e martello in questo sito, e la falce e il martello mi ricordano i Gulag sovietici. Forse un po di autocritica non guasterebbe! Quel che ho sempre notato in molti giovani impegnati politicamente è che sono abbastanza consci dei punti sui quali criticare l’avversario, ma allo stesso tempo hanno le pupille cucite e non vedono che determinate dinamiche si sviluppano anche all’interno del loro partito. Vorreste forse negare che anche la struttura del partito è “fascista”? Vi è una dirigenza e tutti i membri sottostanti o si adeguano alle scelte della dirigenza o vengono ostracizzati. Questo voi tutti lo definireste fascista, se non foste coinvolti personalmente.
    2) cito una sua frase: “All’indomani della Liberazione e della proclamazione della Repubblica, il 2 giugno 1946, al fascismo, sconfitto politicamente e militarmente dalla Resistenza…”. Assolutamente aberrante questa sua dichiarazione, la quale dimostra che Lei non possiede alcuna conoscenza degli eventi bellici svoltisi in Italia tra il 1943 e il 1945 e il ruolo marginale, SUL CAMPO STRATEGICO E NON SU QUELLO SIMBOLICO, operato dalla resistenza italiana durante quel periodo, sia per l’esiguità dell’equipaggiamento, sia per l’esiguità di guerriglieri disponibili. L’Italia non è stata liberata dalla Resistenza, ma dall’esercito anglo-americano, i tedeschi hanno difeso benissimo la penisola e sono capitolati soltanto alla fine della guerra. A quel punto sono scoppiate le sommosse popolari, ma i tedeschi erano in ritirata verso le Alpi, dunque, a parte qualche scaramuccia, non ci sono stati tutte queste grandi battaglie campali che il suo commento potrebbe richiamare alla memoria di un ingenuo ragazzino che legge. Lei dovrebbe sapere che i miti creano danni enormi, così come il mito della “Grande Germania” ha causato le due guerre mondiali, questo mito della Resistenza e dell’antifascismo, portato alle estreme conseguenze come fate voi, è molto rischioso, nel peggiore dei casi è tendente ad incitare una guerra civile.
    3) la sua critica a Preve è del tutto priva di senso e glie lo spiego subito: Preve è un Hegeliano-marxiano-marxista, se non si conosce per intero il pensiero hegeliano, marxiano e marxista, non si può assolutamente affrontare una critica al pensiero di Preve. Perché lei lo definisce fascista? Perché, ad esempio, vorrebbe ammettere nella memoria storica anche i caduti della RSI? E dove sta il problema? Lui è uno storico, oltre che filosofo, e dunque non può ignorare un fenomeno storico positivo come l’esercito regolare della RSI, così come non può ignorare il genocidio armeno, o i milioni di sovietici che si arruolarono volontari nell’esercito tedesco proprio per sconfiggere il regime che lei tanto acclama con lo slogan: “Stalingrado in ogni città”. Penso che lo sognerò stanotte questo vostro tanto amato slogan, io le rispondo che “Stalingrado” non deve più accadere, mai più due generazioni dovranno massacrarsi per un pezzo di terra mossi da ideologie populiste e reazionarie come erano quella nazista e quella sovietica-stalinista. La pregherei, facendo leva sul suo buon senso, di riflettere almeno 1 mese prima di scrivere un articolo del genere, soprattutto di documentarsi meglio ed evitare di sparare a zero su tutto e tutti.
    Inoltre volevo pregarla di non toccare ambiti che non sono di sua competenza, dato che lei non si intende di filosofia e non penso che avrà letto tutte le opere di Marx ed Hegel, e precedentemente Aristotele, senza il quale Hegel risulta incomprensibile e di conseguenze lo stesso Marx. E soprattutto la smetta di strumentalizzare ideologicamente la memoria storica.
    Cordiali saluti
    Massimo Serra, 22 anni, studente di Filosofia all’UNIPA, non iscritto e non simpatizzante per nessun partito.

  28. Scusate per alcuni errori grammaticali, ma derivano dalla fretta del battere sulla tastiera: *”la sua critica a Preve è del tutto priva di senso e GLIELO spiego subito”

  29. Lorenzo Dorato

    Pubblicato poco fa l’articolo della redazione di Comunismo e Comunità in risposta alle accuse di Daniele Maffione.

    http://www.comunismoecomunita.org/?p=3197

    Saluti

    Lorenzo Dorato

  30. Siete veramente incorreggibili; non riuscite ancora a fare i conti con la storia e a capire la differenza fra il concetto di sovranità/indipendenza nazionale e nazionalismo fascistoide. Dare dell’antisemita a destra e a manca è peraltro esercizio facile, di sicura approvazione mass-mediatica, oltre a essere un’ottima carta da visita per farsi accettare nei “salotti buoni”. Ovviamente, di fondo, c’è anche l’accettazione acritica della demonizzazione di Stalin (e dell’esperienza sovietica tutta fra il 1917 e il 1953). Vi consiglio la lettura del compagno Ludo Martens o almeno di Domenico Losurdo su Stalin, oltre a un buon corso di pensiero politico realista.

    Federico Guglielmo

  31. Stato e Potenza si svela! Ecco qua il suo redattore Gabellini che fa una conferenza con Nuove Sintesi:

    http://www.losai.eu/il-ruolo-della-nato-e-di-israele-nel-nuovo-ordine-mondiale/?fb_action_ids=4817600438494

    Chi è Nuove Sintesi? Un’associazione che fa eventi dal titolo “Il Terzo Reich per l’Europa” assieme a una serie di marchi con la croce celtica:

    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=442093735832143&set=a.382265081815009.82618.382252875149563

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