Accolto il ricorso della Federazione della Sinistra: “Manifestare non è reato!”

Accolto il ricorso della Federazione della Sinistra: “Manifestare non è reato!”

Ufficio stampa FdS

“Manifestare non è un reato, con buona pace di Alemanno e della Giunta di Roma. Lo ha stabilito stamane il TAR del Lazio, accogliendo il ricorso presentato dalla Federazione della Sinistra”, lo rendono noto i consiglieri regionali della Federazione della Sinistra, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, e il portavoce romano della FdS, Fabio Alberti.
“Il Tribunale Amministrativo ha annullato l’ordinanza condannando il Comune di Roma, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento delle spese di giudizio. E’ una sentenza molto importante – dichiarano in una nota congiunta Peduzzi, Nobile e Alberti – perché stabilisce l’impossibilità per Alemanno e la sua Giunta di porre in essere in futuro atti di analogo contenuto.”.
“Grande soddisfazione per la Federazione della Sinistra perché con questa pronuncia è stato bloccato il tentativo subdolo della giunta capitolina di reprimere il conflitto sociale in un momento come questo –concludono- in cui i provvedimenti antipopolari sono all’ordine del giorno, è stato ripristinato un diritto fondamentale: quello di manifestare. Da oggi le strade e le piazze di Roma, tornano libere”.

Ufficio stampa FdS

14 febbraio 2012

Un commento

  1. Antonio Di Ninno

    “mi sono convinto che anche quando tutto è perduto bisogna mettersi tranquillamente all’opera ricominciando dall’inizio”
    Antonio Gramsci – lettera del 12 settembre 1927
    ———————————————————–
    Lettera aperta alla comunità irpina e non solo.
    La costruzione di un Partito comunista di massa che vada oltre il 2009 è una impresa ardua ma non impossibile. La società futura non può e non deve essere quella imposta dal modello imperialista del capitale.
    La globalizzazione del mercato, della finanza e dei problemi del pianeta non devono fermare la voglia e la volontà dei comunisti di lottare, affinché il percorso dell’umanità non si fermi al primo bivio ma continui la lotta per migliorare la propria esistenza.
    Compagne e Compagni vi assicuro che non è facile. Non è prevista la rifondazione di un partito comunista in un mondo a capitalismo avanzato ed internazionalizzato, che fa dello sfruttamento del pianeta e delle sue risorse umane e materiali il suo credo.
    La battaglia che ci vede impegnati in Italia ed in Europa insieme ad altre forze comuniste, socialiste ed ambientaliste è di lunga lena. L’importante appuntamento del 6/7 giugno è solo una tappa per costruire un movimento più ampio che fa della costruzione di una Europa sociale un obbiettivo fondamentale, dove al centro ci sia l’uomo con i suoi bisogni e non solo il mercato con le sue leggi. Il contributo dei comunisti italiani è stato ed è determinante a tale scopo.
    Le manifestazione di R. C. e dell’intera sinistra a Roma ci dice di continuare, di non perdere la speranza, e di trasformare la speranza in prospettive per il futuro. Fissare oggi alcuni traguardi in Italia è importante, intravedere la possibilità di cambiamento è fondamentale per le future generazioni.
    Molte sono le battaglie che attendono i comunisti fuori dal Parlamento, l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro,dove la partecipazione dei cittadini si esplica attraverso le proprie organizzazioni sociale (partiti, sindacati, associazioni, ecc.),invece ci propongono per il futuro una repubblica federale fondata sul mercato, non che sulla democrazia autoritaria con e con la legge elettorale proporzionale, con lo sbarramento al 4% a livello europeo a livello nazionale questo ha significato tenere le sinistra ed in particolare il prc fuori, dal parlamento. Ed un ulteriore atto di ingiustizia è stato fatto,non ci sono rimborsi elettorale per le liste che non superavano il 4% nella prima proposta era il 2%.
    Ma questo non significa che i Comunisti sono scomparsi.
    Non vi sembra assurdo conciliare autoritarismo e democrazia?
    Compagne e compagni sono solo alcuni temi all’ordine del giorno che vedono impegnati tutti i comunisti insieme ai movimenti, nel futuro prossimo e remoto perché è solo se riusciamo in questa fase difficile a resistere sarà possibile prospettare un futuro migliore, per le popolazioni di queste terre cosi martoriate non solo dall’emigrazione giovanile.
    Il tempo ci dice di continuare, di non mollare di andare avanti e non fermarsi.
    Riprendere l’elaborazione e la lotta, uscire dal torpore determinato dalla sconfitta.
    Il ruolo dei comunisti a livello zonale,provinciale e nazionale, è stato sconfitto anche per colpa nostra , adesso dobbiamo più determinati a proseguire, nel nostro cammino. Perciò compagne e compagni anche qui noi non perdiamo la speranza aiutateci a costruire una nuova elaborazione che guardi avanti il futuro ed i nuovi bisogni. A costruire una nuova classe dirigente “giovane e fresca” che si misuri con i nuovi problemi della globalizzazione delle idee e del mercato, che è in crisi non solo ideale, ma anche economica. Dobbiamo uscire da questa crisi, in avanti. So Che è difficile, ma la questione il conflitto CAPITALE_LAVORO è ancora all’ordine del giorno.
    “Oggi nella situazione in cui è messa l’Italia non si può abiurare! ma occorre invece valorizzare valori dell’uguaglianza,se nò perchè hanno finanziato le banche e non fecero il reddito minimo garantito.
    Oggi Franceschini dice: reddito minimo a chi perde il Lavoro e si dimenticato di quando era al Governo di tutte le polemiche che ha fatto con noi del prc-se su questo argomento.
    Mentre Lui e gli altri tutelavano i Banchieri corrotti ed i manager, noi suggerivamo che bisognava tassare le rendite finanziarie”.
    Mentre oggi si fa ancora peggio non ci soldi per i precari, e chi perde il Lavoro, si salvano i supermanager:
    Qui di seguito riporto qualche nome, e cifre in euro al lordo delle imposte, bilanci 2007, pubblicati da Liberazione il 18 marzo 2009 pagina tre.
    Matteo Arpe (Capitalia) 37 milioni e 400 mila euro;
    Cesare Geronzi (Capitalia,Mediobanca) 24 milioni;
    Riccardo Ruggiero (Telecom Italia,Safilo) 17 milioni e 200mila;
    Giovanni Batoli ( Banca Intesa,Intesa S.Paolo,Mittel)11 milioni e 400mila;
    Gabriele Galatei di Genola ( Mediobanca,Telecom Italia,Rcs)11 milioni;
    Luca Cordero di Montezemolo(Fiat,Ferrari,Tod’s 7 milioni;
    Sergio Marchionne (Fiat) 6 milioni e 900 mila;
    Marco Tronchetti Provera(Camfin,Pirelli,Pirelli Re) 6 milioni.
    Questi sono solo alcuni esempi che però servono a far capire che per i deboli ci vuole la frusta e per i ricchi i soldi non bastano Mai!
    Perciò invito tutti i compagni/e ovunque essi/e stanno, a superare la fase difficile e alla ripresa delle iniziative politiche presso i nostri circoli affinché ricominci un nuovo cammino che non ci faccia perdere la speranza.
    Su la testa e non togliamoci la coppola e il cappello,davanti al potere dei padroni,come diceva Di Vittorio. Compagni e Compagne il Lavora che ci attende è di lunga lena,con voi possiamo farcela.
    Lacedonia, 19 marzo 2009 Il presidente CPF

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