Gli studenti e le conseguenze dei piani di austerità in Europa

Gli studenti e le conseguenze dei piani di austerità in Europa

Dichiarazione congiunta di CJC (Spagna), CJC (Catalogna), COMAC (Belgio), EDON (Cipro), FGCI e GC (Italia), JCP (Portogallo), UJCE (Spagna), KNE (Grecia), UEC (Francia). La dichiarazione, in vista delle lotte studentesche del 17 novembre, è stata proposta dal MJCF

traduzione di Franco Tomassoni per Marx21.it

Dal 2008, il sistema capitalista è entrato in un nuovo periodo di crisi. Questa crisi sistemica è iniziata negli Stati Uniti d’America e si è mossa verso l’Europa e ha avuto drastiche conseguenze sulle classi popolari nel nostro continente.

I meccanismi di aiuto della “troika” sono schemi per salvare i capitalisti, a sostegno dei governi di destra e socialdemocratici, e non possono fermare la crisi. Anzi peggiorano la situazione applicando politiche reazionarie che conducono i popoli in situazioni ancora più difficili nella fase più profonda della crisi capitalistica. Con la crisi l’Unione europea mostra la sua vera natura di istituzione imperialista, il cui obiettivo è quello di servire gli interessi della borghesia europea.

La crisi dei debiti sovrani che sono un sintomo della crisi economica del capitalismo, in paesi come Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia è un pretesto per imporre piani di austerità alle classi popolari. Tali politiche riducono i diritti dei lavoratori, degli studenti e di tutto il popolo. Esse costituiscono dichiarazioni di guerra contro gli interessi degli strati popolari.

Per quindici anni il settore della Pubblica Istruzione è stato al centro di attacchi da parte dell’UE nella direzione di riprodurre gli standard del sistema scolastico inglese e americano, a partire dall’apertura del mercato della formazione ai monopoli, fino alla privatizzazione e commercializzazione delle scuole pubbliche creando enormi opportunità per la creazione di profitto. Nonostante la situazione sia già grave di per sé si corre il rischio di un ulteriore peggioramento. In continuità con il processo di Bologna e con la strategia di Lisbona, che è ora Agenda euro2020, i giovani provenienti dalle classi popolari saranno esclusi dalle università.

Le organizzazioni firmatarie dichiarano che il giorno Giovedì 17 novembre, giornata internazionale dello studente:

1. L’istruzione superiore è un diritto fondamentale delle persone e dei giovani, che non dovrebbe essere sottomesso all’economia privata.
2. L’educazione e l’istruzione superiore deve essere un servizio pubblico, gratuito e laico. Lottiamo contro la riforma capitalista, per un Università che serva i bisogni dei popoli e non il profitto dei capitalisti e dei monopoli.
3. I nostri paesi devono essere portati fuori dal processo di Bologna!
4. Lo scopo dell’università dovrebbe essere quello di educare i giovani e permettere a tutti di perseguire progetti di ricerca di qualità senza il ricatto delle risorse per portarlo avanti.
5. Il capitalismo non è un sistema che permette a tutti di studiare e di vivere in condizioni decenti, quindi dobbiamo combatterlo e rovesciarlo.
6. Le università non dovrebbero, tramite il tentativo di sviluppare politiche come il processo di Bologna, applicare politiche imperialiste nei confronti di altri stati.. Le università di tutti i paesi devono promuovere programmi di cooperazione e di ricerca basati sulla solidarietà e sugli interessi comuni della società e delle persone, non sugli interessi e sul profitto delle multinazionali e delle imprese.
7. Gli studenti provenienti dal terzo mondo che studiano in Europa sono vittime di discriminazione e razzismo. I capitalisti stanno sfruttando e partecipando al saccheggio di tali paesi. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà, sosteniamo la loro causa e ci appelliamo a loro affinché si uniscano nella battaglia comune per i diritti.
8. Sollecitiamo le nostre università a sviluppare partenariati con le università palestinesi, aiutando la lotta per la vita, l’istruzione e il lavoro che il popolo palestinese sta conducendo in condizioni avverse, a causa della continua occupazione imperialista israeliana.
9. Denunciamo fermamente la faziosità, il revisionismo e l’anticomunismo nella formazione che procede falsificando la storia e identificando il nazismo con il comunismo;
10. Allo stesso modo combattiamo l’ideologia capitalista dell’educazione e vogliamo una democrazia reale nell’elaborazione di programmi e nell’organizzazione dell’università, in modo che l’educazione e la scienza possano avere il ruolo che gli spetta nella società, per migliorare la vita dei lavoratori e della società tutta.

Infine, esprimiamo la nostra solidarietà agli studenti e alla gioventù del mondo, che si batte per una migliore condizione di vita e di studio.

Lottiamo per un mondo di pace, solidarietà, socialismo, per un’Europa libera dello sfruttamento capitalistico e affinché gli studenti vivano liberamente e abbiano le migliori condizioni di studio per migliorarsi e dare il loro contributo allo sviluppo della società!

22 novembre 2011

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