La Gioventù democratica mondiale contro la guerra imperialista

Segnalo questa importante presa di posizione della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, organizzazione internazionale delle giovanili comuniste e della sinistra anticapitalista di cui i Giovani Comunisti fanno parte. La trovo, sia pure nella sua schematicità, interessante ed equilibrata. E’ chiara la condanna della repressione e delle violenze del governo Gheddafi ed è chiarissimo l’allarme per un prossimo intervento militare imperialista. (Simone Oggionni)

La situazione in Libia

La Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFTY) ha osservato i recenti sviluppi della questione libica con profonda preoccupazione e allarme. Per il WFDY è terribile che la risposta alle richieste del popolo libico ed alle dimostrazioni di piazza sia stata la repressione, che ha causato molti morti tra i dimostranti.

Tutto questo richiede la nostra piena condanna ed è per noi inaccettabile in quanto rappresenta una violazione dei fondamentali diritti di espressione e di libera associazione, patrimonio di tutti i cittadini del mondo.

Allo stesso tempo, è allarmante per il WFDY che, in queste circostanze, le potenze imperialiste ( USA e i Paesi dell’Unione Europea) appartenenti alla NATO abbiano lanciato, attraverso i media dominanti, una campagna per giustificare un intervento esterno in questo Paese, con il pretesto di “difendere i diritti dei manifestanti”. In questo momento, è importante sottolineare che né la NATO né nessuno dei suoi membri sembrano preoccuparsi quando in Yemen o in Bahrain (alleati delle potenze imperialiste) si reprimono brutalmente le manifestazioni di piazza che vi hanno luogo. Inoltre, è una totale ipocrisia che questi stessi Paesi (in particolar modo nell’Unione Europea) legati al governo libico, pretendano adesso di essere considerati nemici storici di Gheddafi.

In questa situazione, il WFDY chiede che in Libia venga trovato un accordo pacifico tra le diverse fazioni e rifiuta totalmente ogni sorta di interferenza esterna, ed in particolar modo ogni tipo di intervento militare. Siamo infatti convinti che solo il popolo libico sia in grado di risolvere i propri problemi e che un intervento della NATO o di qualunque altro blocco militare significherebbe, solamente, morte e furto di materie prime, com’è già successo in Iraq e in Afghanistan.

traduzione di Carlotta Sorrentino

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