I GC di Torino sulle dinamiche di Mirafiori

Giovani Comunisti e giovani operai
I Giovani Comunisti Torino, spesso soprannominati il “Circolo Garibaldi 2.0”, sono una piccola ma dignitosa organizzazione giovanile che in questi mesi, spesso senza alcun supporto ed aiuto del partito, ha lavorato per dare una svolta proletaria e operaia. Il compito è del tutto superiore alle nostre forze politiche, ma buona parte del nostro impegno militante è dedicato a questo nobile compito. In questi mesi siamo stati impegnati in presidi e volantinaggi in alcune fabbriche in crisi, dal gruppo Fiat e indotto, a fabbriche di altri settori. Abbiamo partecipato alle manifestazioni nazionali dell’USB e della FIOM, immergendoci col sindacato in lotta. Questo stremante impegno ha contribuito a creare un legame, ma siamo onesti. Pensiamo di conoscere molte problematiche interne, merito non dei volantinaggi, ma dal fatto che molti di noi in fabbrica ci lavorano.
La rabbia e la sfiducia verso istituzioni, partiti e sindacati dilaga e rimane il sentimento maggioritario delle fabbriche dimenticate dalla politica.

Rappresentanza e il compito dei comunisti
Il nostro compito, anzi il nostro dovere è quello di dare voce a quel 46% di NO, di dare rappresentanza a questo spirito resistente, a questo corpo pieno di cuore e dignità. E’ un voto dignitoso, il NO ha vinto nei seggi più importanti, nelle catene di montaggio (seggi 6-7-8-9). Se si escludono i voti dei colletti bianchi, dei dirigenti e del reparto verniciatura, il NO è ben sopra al 51%. L’impressione che percepivamo nella città durante i numerosi volantinaggi non era così positiva. Ma si sa, chi conosce quel mondo di fatica, sa cosa c’era in gioco. Venerdi siamo stati 12 ore al presidio davanti porta 2 di Mirafiori, insieme ai compagni, agli operai, alle rsu, per una notte di speranza e gloria. Una sconfitta dignitosa, ben sopra tutte le aspettative. Il
comitato del SI nei giorni precedenti annunciava che il NO non avrebbe superato il 20%.
Tutto il mondo della politica si è schierato con Marchionne, dalle destre, al Partito Democratico. Vendola non ha avuto il coraggio di schierarsi apertamente e noi eravamo soli, contro il partito del capitale. Il Partito Democratico, IDV e il Terzo Polo lunedì 10 gennaio hanno addirittura negato un incontro con la FIOM e domenca 23 gennaio il Partito Democratico ha scaricato i comunisti della Federazione della Sinistra in ottica comunali. Il piano Marchionne ha finalmente fatto chiarezza nei partiti dell’ex unione, ci ha aiutato nel comprendere meglio il quadro politico.
Ora tocca a noi costruire un partito degno di questo nome, capace di dare rappresentanza a quel 46% di Mirafiori, perchè chi come noi ha fatto inchiesta in questi luoghi, sa che siamo lontanissimi da questo obiettivo. Nonostante siamo l’unico partito a pieno sostegno di questi lavoratori, non riusciamo ad essere attrattivi e credibili. Il motivo è semplice. Gli operai non hanno bisogno di un partito che gli dice: “avete ragione, noi siamo con voi”. Hanno bisogno di un partito che si prenda carico di questi problemi e con una progettualità concreta e pragmatica che riesca a risolverli. Questa dovrà essere la nostra sfida, siamo realmente troppo lontani da questo compito, negarlo non ci aiuterà a risolvere il problema.

I Mass media vogliono eliminarci
I media, soprattutto quelli di sinistra, stanno in tutti i modi tentando di oscurarci. Credo che questo sia lampante. Spesso le rare occasioni di visibilità ci vengono concesse dai destri, pensiamo a “L’ultima parola” di Paragone o al “Il Tempo” di Sechi.
Molti compagni avranno notato come in quest’ultimo mese i media, i TG nazionali piuttosto che dare spazio al nostro partito, hanno ripetutamente dato visibilità al presunto compagno Rizzo e al progetto fantasma Sinistra Popolare. Credo che il perchè sia chiaro a tutti.
Piccolo aneddoto: alla manifestazione nazionale dell’USB del 9 ottobre Marco Rizzo è comparso all’improvviso e pochi minuti dopo è stato cacciato dagli operai. Questo per far comprendere quando sia lontano dal nostro popolo. Mai la sua formazione politica si è vista nei pressi di Mirafiori. La Federazione della Sinistra, al contrario, da quasi 8 mesi è presente ai cancelli della Fiat, il segretario di Rifondazione Comunista spesso è stato dei nostri. Paolo Ferrero infatti è l’unico politico che è andato a parlare con gli operai sempre, molto prima del referendum, pochi giorni prima di esso, ma soprattutto l’unico che è andato dopo il referendum. Quindi logica la domanda: perchè danno spazio a lui e non a noi?

L’obiettivo dei Giovani Comunisti
Come giovani comunisti, ma soprattutto come giovani operai nell’era del precariato dilagante, conosciamo sulla nostra pelle un problema che poche volte viene affrontato dal mondo della politica. Un problema dilagante nella nostra generazione che volutamente viene oscurato. Spesso noi giovani lavoratori non veniamo assunti direttamente dall’azienda, ma lavoriamo tramite agenzie interinali e cooperative. La giovane classe lavoratrice viene così disunita, spezzettata.
Difatto ci è impedito lo sciopero e l’adesione al sindacato. Succede non di rado che lavoratori con la stessa mansione hanno diritti diversi, a partire dalla paga e delle pause. Credeteci, è un problema che in fabbrica, ma anche in altri posti di lavoro, si inizia a sentire molto che se non affrontato seriamente potrà contribuire ad aumentare la guerra tra poveri, tra operai stessi. La fine del contratto nazionale e l’avvenire dei nuovi contratti individuali nascono per disunire i lavoratori e indebolire le richieste degli stessi. Dobbiamo sforzarci di rappresentare maggiormente questa nuova generazione disillusa dalla politica degli affari, dai sindacati padronali. La battaglia dei Giovani Comunisti sul collegato lavoro è l’inizio di un giusto e indispensabile lavoro. Noi abbiamo una risorsa importantissima lobotomizzata dalla
televisione, culturalmente ammaliata dallo stile Berlusconi, politicamente e civilmente ignorante.
Gli ultimi dati istat dicono che la disoccupazione giovanile è al 28,9%, questo significa che il dato reale è ben superiore. In questi mesi di lotte operaie, di lotte dei lavoratori, dove sta la quasi totalità dei giovani? Tocca a noi portare questi apatici dalle poltrone di casa alle piazze, alle lotte. E’ un’impresa sicuramente impossibile, ma “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”

28 gennaio 2011
Noi facciamo nostro questo spirito rivoluzionario. Questa mattina alle 5 abbiamo aderito, sotto invito della Fiom, al picchetto dell’Iveco. E’ riuscito benissimo, il nostro contributo è stato utile e necessario. Poche ore dopo abbiamo partecipato compatti alla bellissima e partecipata manifestazione regionale indetta dalla FIOM. Sarebbe dovuto e sensato creare nelle prossime mobilitazioni un’azione e una presenza unita di tutti i giovani comunisti, tutti i giovani della Federazione della Sinistra perchè solo quando siamo uniti nelle lotte il padrone trema.
Questo è il nostro obiettivo. Siamo realisti, esigiamo l’impossibile.

Giovani Comunisti Torino

http://www.youtube.com/watch?v=pFzi2TC0eAE (video di Sorrentino)

http://giovanicomunistitorino.blogspot.com/2011/01/anche-se-tutti-noi-2326-no.html (link dell’articolo)

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