Scuola. Anche a Napoli scoppia la rabbia, scoppia la protesta

Nel momento della discussone in Parlamento dei provvedimenti del ministro Gelmini, che costituiscono il più grave attacco all’Università pubblica nella storia del Paese, anche a Napoli è scoppiata la rabbia e la protesta del mondo dell’istruzione pubblica che sta paralizzando le maggiori città italiane.

Nei giorni scorsi diversi istituti superiori occupati dagli studenti medi, questa mattina i ricercatori della Federico II, insieme ai dottorandi e agli studenti dell’ateneo, hanno occupato il rettorato per chiedere e poi ottenere dal rettore e dal collegio dei presidi di facoltà un parere negativo sull’approvazione della cosiddetta riforma. Nelle stesse ore è stata occupata inoltre la facoltà di Architettura, così come la storica sede di Palazzo Giusso dell’Università Orientale.

I compagni e le compagne dei Giovani Comunisti, insieme alla Fgci, erano al fianco dei ricercatori al rettorato e hanno successivamente partecipato alla grande assemblea a Palazzo Giusso, sfociata poi in un corteo spontaneo per le strade del centro storico e nell’occupazione simbolica del Maschio Angioino con centinaia di studenti.

Gli slogan più gettonati parlano di una riforma Gelmini da respingere completamente, della rivendicazione di un futuro che pare strappato di netto ad una generazione condannata al precariato e della volontà di arrivare a bloccare la città se la protesta non sarà ascoltata.

Sono scene che non si vedevano dal grande movimento dell’Onda di 2 anni orsono.

Da domani a martedì, data del possibile voto definitivo sul dll Gelmini, sono già in programma assemblee in tutte le facoltà. La rabbia e l’entusiasmo stanno montando, la sensazione è che si sia all’inizio possibile di un nuovo vasto movimento di lotta.

I GC lavoreranno per far crescere la mobilitazione, per unire le lotte di ricercatori e lavoratori dell’università, di studenti medi e universitari, di precari del mondo della conoscenza e del lavoro. Contro i tagli che distruggono la scuola e l’università pubblica, azzerano il diritto allo studio, mercificano il sapere. Contro la Gelmini e contro tutto il governo delle destre.

Per un’istruzione pubblica culla del sapere critico, democratica, di massa e di qualità.

Si comincia adesso!

GIOVANI COMUNISTI/E NAPOLI

27 Novembre 2010

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