Padova. Dopo l’alluvione, le botte della polizia e le risate dei sindaci

dei Giovani Comunisti/e di Padova

Lunedì 8 novembre Berlusconi e Bossi si incontrano ad Arcore per concertare la posizione politica della Lega e del Pdl dopo l’affondo di Fini alla conclusione della convention di Futuro e Libertà. La decisione è quella di andare ancora avanti e di lasciare la Lega a gestire la trattativa con Fini.
Bisogna però anche dimostrare che il governo è nel pieno delle sue funzioni e che le lotte intestine e di palazzo non impediscono agli uomini del fare di essere in campo. La speranza è quella di poter affrontare gravi emergenze come quella dell’alluvione nel Veneto, terra generosa con il Centrodestra e in particolare con la Lega, che ha visto il suo astro emergente, il trevigiano ex ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, stravincere le elezioni regionali in primavera.
Un’occasione ghiotta: curare il proprio elettorato, mostrare determinazione nell’affrontare i problemi del paese, lisciare il pelo agli amministratori e a quelli che si stanno lamentando per lo scarso interesse dei media e dello stesso governo per l’emergenza nelle province Venete, fare un bagno di folla plaudente per rilanciare l’immagine del presidente del Consiglio. Si tratta anche di non lasciare la scena a Napolitano che, chiamato da Variati, ha già in programma un incontro con gli Amministratori locali e i cittadini a Vicenza.

Tuttavia la mattinata nella Prefettura di Padova, l’accoglienza “calda” di centinaia di giovani, ha rovinato la festa. Lo spartito e la musica non sono state quelle programmate dagli strateghi del centrodestra. La manifestazione di questa mattina, pur essendo molto partecipata, è nata spontaneamente dopo un passaparola avvenuto tra le associazioni politiche e studentesche.

Nonostante la manifestazione fosse composta esclusivamente da studenti “armati” solo di libri e idee, la risposta da parte della Questura è stata la solita: violenza cieca. Tra i ragazzi coinvolti negli scontri, anche alcuni compagni hanno riportato delle gravi contusioni. La repressione fascista di questa manifestazione consiste nell’ennesima dimostrazione dell’assenza del diritto di libera espressione e di protesta in questo paese. Nonostante gli appelli dei manifestanti a un dialogo pacifico, la risposta delle forze del dis-ordine è stata di reiterata violenza: infatti le cariche verso la folla di giovani si sono verificate ripetutamente.

I politici e i sindaci di diversi comuni del Veneto si sono più volte affacciati ai balconi della Prefettura deridendoci e schierandosi dalla parte degli squadristi che aggredivano la massa. Il Presidente del Consiglio, dimostratosi ancora una volta incapace di ascoltare e dialogare con i giovani, si è negato alla collettività entrando dalla porta di servizio scortato dai suoi scagnozzi.

La manifestazione di questa mattina ha dimostrato ancora una volta come le istituzioni, impregnate dell’ideologia borghese, si nascondano davanti alla realtà dei fatti e non siano mai state capaci di leggere il presente, in modo tale da agire per il futuro.

L’allagamento del Veneto non è altro che l’ennesima dimostrazione di tutto ciò. Come Giovani Comunisti condanniamo le modalità di gestione della difficile situazione del Governo e della Protezione civile. Siamo stanchi di aspettare che si verifichi l’irreparabile prima che le istituzioni intervengano .

GIOVANI COMUNISTI – PADOVA

10 Novembre 2010

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