Cari GC, i comunisti non fanno lotte diseguali per eguali

di Marco Sferini Lettera aperta in merito al dibattito apertosi sulle pagine del sito nazionale dei Giovani Comuniste/i sull’omosessualità e i Pride

Alle giovani comuniste e ai giovani comunisti
Alle compagne e ai compagni del PRC

Care compagne, cari compagni, perdonate questa intrusione nel vostro mondo che non è più il mio, anagraficamente parlando, da ormai parecchi anni. Vorrei poter essere molto sintetico, e so che non ci riuscirò, nel dirvi che le comuniste e i comunisti non sono persone che fanno lotte diseguali per uguali. Non si può francamente accettare che vi sia una sorta di classificazione dei diritti in base al loro legame storicamente provato o meno con l’operaismo, col movimento dei lavoratori che ha fondato la lotta per la liberazione degli esseri umani dal profitto.
Non vorrei che ci ritrovassimo a dover fare i conti un giorno con un partito monotematico, monotono e distante da tante problematiche che pure interessano quelle persone che vogliamo rappresentare e che ci sono diventate aliene da un po’ di tempo a questa parte.
E non credo che questa alienazione dal voto, dal consenso sia ascrivibile all’interessamento costante che Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti/e hanno mostrato e dimostrato per il movimento omosessuale, transgender e bisexual. Sarebbe come affermare che, in epoche ormai trascorse, i comunisti in Italia deviarono dalla lotta di classe per seguire, ad esempio, le vicende del divorzio o dell’aborto. Sono state battaglie promosse e dirette dai comunisti ed è un patrimonio di libertà che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità e che complementa un quadro più generale peraltro contemplato dalla nostra Costituzione che si regge su un impianto sociale e che si allarga alla schiera di tutti i diritti civili e sociali.
Alle compagne e ai compagni che rivendicano per il Partito un carattere meno disponibile con la “contaminazione” (parola peraltro riesumata da loro stessi) con il movimento omosessuale, vorrei ricordare quelle belle frasi di Brecht che riecheggiano il palpito di un cuore che sente il pericolo della scomparsa di tutte le libertà se anche solo una è minacciata.
Voglio dirlo con grande franchezza: la posizione dei compagni torinesi (la chiamo così per opportunità di sintesi, e chiedo venia ai compagni di Torino) è fuori dallo schema della “rifondazione comunista”, così come lo sarebbe una posizione che affermasse che la lotta per la libertà di espressione è secondaria rispetto alla lotta operaia, e via di seguito.
Io penso che se si vuole fare un dibattito, lo si deve fare sapendo che Rifondazione Comunista ha nel suo Dna, nel suo preambolo di Statuto, e nella sua storia ormai conosciuta e riconoscibile, un principio di libertarismo che non inquina e non inficia la spinta ideale e pragmatica verso il superamento del capitalismo, verso il Comunismo.
Qualcuno potrebbe pensare che io mi esprimo in questi termini perché sono omosessuale, o almeno tale mi ritengo sino ad oggi. Non è così. Ho la presunzione (lasciatemela…) di sapere che un comunista non prescinde da nessuna libertà, perché si batte ovunque sia per l’espansione della libertà, per la vita vera, non per la sopravvivenza.
La rigidità di certe interpretazioni del Comunismo, non ci aiuta ad essere propositivi, spontanei e vicini con quella gente che non ci capisce, ma che ci vede quando vendiamo il pane, quando volantiniamo per strada, quando testardamente cambiamo ogni giorno il giornale in bacheca ben sapendo che Liberazione non può competere con tg, radio e web, ma che se non ci fosse sarebbe peggio.
E’ per questo che non comprendo la posizione dei compagni di Torino. Perché esclude o tende ad escludere. Perché schematizza e semplifica e, in ciò, è deficitaria rispetto allo stesso concetto di lotta.
Io non posso credere che la lotta di Stonewall e di tanti e tanti omosessuali nel mondo sia inferiore o meno importante di quella dei lavoratori dell’Eutelia o di Pomigliano. Sono lotte diverse, certo. Ma equipollenti. Entrambe tendono ad assicurare a soggetti deboli o emarginati, vittime del profitto e del pregiudizio, una speranza di riscatto, una vita migliore.
E il senso della nostra lotta è solamente questo, come diceva Togliatti: “Fate in modo di rendere la vita degna di essere vissuta”.
Un caro saluto.

MARCO SFERINI

12 Luglio 2010

40 commenti

  1. Satta P. Daniele

    Questo comunicato, cosidetto “torinese”, viene attaccato e criticato sempre perchè tratta la scala delle priorità del PRC e dei GC e perchè omofobico, retrò, Togliattiano…
    tanto di guadagnato, perchè così si dimostra la pochezza di chi lo fa e la sua capacità di strumentalizzazione

    io suggerirei di analizzarlo in maniera meno strumentale e pregiudiziale ; affrontare gli altri argomenti che questo tratta, e sopratutto L’APPROCIO ALTERNATIVO che il comunicato suggerisce

  2. Satta P. Daniele

    “I pride perdono la loro funzione politica di lotta se rimangono eventi vuoti di discussione costruttiva e pieni di drag e musica techno, organizzati con enormi profitti e interessi per chi gestisce locali, serate in discoteca e tutto il business GLBT.
    Non è preoccupante che i dirigenti Arcigay siano spesso criticati per la scarsa trasparenza e la collusione col lobbysmo del business GLBT?”

    è possibile discutere di questo passaggio, per esempio?

  3. Io credo che parlare dei pride come di “carnevalate” sia una stigmatizzazione che già dice molto sulla sensibilità di queste compagne e di questi compagni verso le tematiche gay, lesbiche e transgender.
    Io non dubito della buona fede del comunicato, ma è, in tutta evidenza, un comunicato che nemmeno quelli del PMLI farebbero… E sono stalinisti, maoisti e quanto altro ancora… Eppure fanno manifesti contro l’omofobia e contro il sessismo.
    Mi chiedo cosa dovrebbero essere i Pride se non una festa piena di colori e di provocazioni: solo l’ironia può battere il pregiudizio, non certo uno sciopero.
    Lo sciopero è l’arma dei lavoratori, l’ironia e la risata “che li sepellirà” – questi saccenti parrucconi del pregiudizio che si annidano nella religione e in molti altri nidi – è l’arma di chi ogni giorno si sente recluso dentro lo steccato del giudizio preventivo, un po’ come la guerra per un afghano o un iracheno.
    Anche il pregiudizio sà uccidere bene e colpire giovani fragili, privi di una corazza morale e identitaria tale da fronteggiare l’altezzosità di chi si sente assolutamente normale.
    Lobbysmo? A parte il fatto che chi partecipa al Pride non credo lo faccia per avere due o tre giovani in più in discoteca… Io ho visto lo scorso anno a Genova centinaia di famiglie con bambini marciare con noi per le vie della Superba. E mai, dico mai, ho visto tanta allegria, tanta voglia di vivere e tanta voglia di dimenticare anche per un solo attimo di essere oggetto di scherno quotidiano su film comici, barzellette, giornali, internet e via di seguito…
    Mai come al Pride ho visto tantissimi giovani con una voglia di lottare che era immensa. Se solo sapessimo anche noi creare una lotta del genere tra i lavoratori…
    Per questo il nostro Partito, in quanto comunista, deve lavorare senza pensare che queste lotte civili siano una “distrazione” dalla sacralità dell’operaismo.
    Siamo e saremo sempre operaisti e con tutte le lavoratrici e i lavoratori. Ma le lotte si sono moltiplicate e, per fortuna, la gente chiede sempre più diritti e si accorge – prima o poi – se glieli tolgono. Pomigliano docet…

  4. Marco del Monaco

    “Sono lotte diverse, certo. Ma equipollenti. Entrambe tendono ad assicurare a soggetti deboli o emarginati, vittime del profitto e del pregiudizio, una speranza di riscatto, una vita migliore.”

    Secondo me non sono equipollenti.

    Le vittime del profitto sono i lavoratori in quanto lavoratori, i quali possono essere etero o gay.
    I gay, in quanto gay, possono benissimo non essere vittime del profitto.

    La minoranza gay puo’ avere (ed ha) esponenti di spicco nelle classi dominanti.

    La classe dei lavoratori è si (per definizione) esclusa ed emarginata dalle classi dominanti.

    Nel DNA di un partito che si richiama al comunismo ci deve essere come obiettivo principale e primario 8per gli etero e per i gay, senza alcuna distinzione) quello della trasformazione di questi ultimi rapporti.

    “Sarebbe come affermare che, in epoche ormai trascorse, i comunisti in Italia deviarono dalla lotta di classe per seguire, ad esempio, le vicende del divorzio o dell’aborto. Sono state battaglie promosse e dirette dai comunisti ed è un patrimonio di libertà che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità e che complementa un quadro più generale peraltro contemplato dalla nostra Costituzione che si regge su un impianto sociale e che si allarga alla schiera di tutti i diritti civili e sociali.”

    Ma se il divorzio è stato citato come importante esempio di lotta di libertà nel comunicato!

    “E’ per questo che non comprendo la posizione dei compagni di Torino. Perché esclude o tende ad escludere.”

    Cosa?

    Il comunicato dice esattamente l’opposto. E’ un richiamo alla non esclusione e alla non divisione!

    Qui due passaggi:

    <>

    <>

  5. “E’ per questo che non comprendo la posizione dei compagni di Torino. Perché esclude o tende ad escludere.”

    ecco i toni di esclusione e divisione del comunicato:

    (…) dunque non lo è neanche creare una distinzione fra omosessuali e non omosessuali, poichè questo servirebbe ad accentuare ulteriormente una differenza che non esiste.

    Essere contro l’omofobia, non è agire a tutela di una diversità nè coltivare in modo acritico e autoreferenziale un orticello ghettizzato; dunque non lo è neanche creare una distinzione fra omosessuali e non omosessuali, poichè questo servirebbe ad accentuare ulteriormente una differenza che non esiste.

  6. I gay non sarebbero vittime del profitto? E dove vivono? In Edenlandia??? Sono uomini come tutti gli altri, sono lavoratori come tutti e anche imprenditori.
    La condizione gay quindi, visto che è trasversale, non sarebbe degna della lotta dei comunisti per l’abolizione del capitalismo? Se ragioniamo così, compagni, abbiamo già perso. Ma non le elezioni, la nostra battaglia per l’esistenza e per un futuro del movimento comunista.
    Cari compagni, posso dirvi del tutto sinceramente che provo una sorta di grande rabbia nel leggere parole come la “minoranza gay”. Non ci sono minoranze, ma solo uomini e donne. Vogliamo fare la conta di tutto? Facciamo dei comunisti… Quanti siamo in Italia? Tanto pochi da non esigere nessun rapporto di forza a nostro favore per cambiare le cose. Vogliamo davvero ridurci così?
    E’ possibile che non riusciate a capire che ogni lotta di liberazione spinge verso una evoluzione sociale, che la dinamica del profitto entra in crisi anche per questo, perché si crea una coscienza più larga e non settaria, non rivolta verso sé stessi. Forse, compagni, dovremmo tutti rileggerci Gramsci… Ci farebbe un gran bene.

  7. Tu hai le fette di salame negli occhi da non ammettere (anzi, di negare) che stiamo criticando la logica di una lobby?

    Centinaia di articoli come questi
    http://www.gay.it/channel/attualita/26198/Inchiesta-Arcigay-3-I-conti-non-tornano.html
    dovrebbero far riflettere e creare discussione, non dovrebbero essere cestinati.

    Come poi si nota dai tuoi commenti, il tuo lottare per il “loro – noi” è proprio un distaccarsi, un evidenziare una differenza. SVEGLIA! E quello che critichiamo.

    La finisco qua. Dopotutto già trovo strano che un tuo comunicato sia pubblicato su questo sito, visto che non sei un tesserato GC.

    Continuerei in altra sede.

  8. cito parte di un commento del compagno Ramon Mantovani, che credo colga il punto della questione, e soprattutto mette in evidenza il sentimento che ha stimolato l’articolo dei Compagni di Torino, Civitavecchia, Perugia, Cagliari, Lecco, Firenze ecc….

    “dire che chi pensa che le contraddizioni debbano essere ordinate in una gerarchia sia omofobo è una solenne cazzata. o se si preferisce una iperbole priva di qualsiasi base reale. cioè una iperbole del nulla.
    sarebbe come dire che l’omosessuale al quale non frega nulla degli immigrati o degli operai salariati, e che si sente sinceramente liberale è un oppressore degli sfruttati ed è quindi illiberale.
    Non si da l’automatismo su cui è fondato il ragionamento di matteo (Iannitti). A meno che non si tratti di processo alle intenzioni.
    a meno, cioè, che non si dica che gli omofobi giacché sanno di essere impopolari si sono inventati la teoria della gerarchizzazione delle contraddizioni per meglio perseguitare gli omosessuali.
    inoltre matteo (Iannitti) sembra mettersi su un piedistallo dal quale giudicare gli altri. sostanzialmente identificando in una teoria politica come complice dell’omofobia e un’altra come antiomofobica.
    la storia è piena di comunisti di formazione bordighiana che teorizzavano l’arretratezza della lotta al fascismo e che si batterono come leoni con le armi in pugno contro i fascisti e di comunisti di formazione gramsciana che scapparono a gambe levate.”

    Ecco è proprio questo il punto.
    Io posso anche vederla in maniera differente di altri sull’utilità dei gay pride, ma sarei il primo a scagliarmi contro qualsivoglia oppressore delle libertà altrui, e tra questi dunque quelle degli omosessuali, trans, lesbiche. bisex.
    Non si può accettare la posizione superficiale e presuntuosa di Ianniti, ed anche la strumentalizzazione che alcuni compagni fanno dall’articolo che mi vede tra i firmatari dell’articolo (“Omofobia: Serietà Comunista, non carnevalate” GC Civitavecchia).
    Credevamo tutti che col finire dell'”era bertinottiana” alcuni modi di fare ed intendere la politica fossero cambiati, ed invece dobbiamo prender nota del contrario.
    Il tutto mi rattrista e non poco.

  9. Giuseppe Metallo

    Nel primo commento all’articolo di Sferini si legge che il comunicato “torinese” “viene attaccato e criticato … perchè omofobico”. Io però non vedo nessuna accusa di omofobia nelle parole di Sferini. Forse dovremmo cercare di calmarci e stare al merito della discussione.

  10. compagno capisco la tua posizione ma veramente non riesco a vedere intenti di divisione e ghettizzazione e pregiudizio nel comunicato di torini, anzi!

    Forse mi hai frainteso: io ho detto che TUTTI i lavoratori (sia gay che etero) sono tutti vittime del profitto.

    Non c’è distinzione di sorte e c’è eguaglianza in questa appartenenza di classe.

    Ho poi detto che non tutti i gay sono vittime del profitto.

    Su questo puoi smentirmi?

    Se si parte da qui io ritengo che la cessazione di ogni diseguaglianza, ghettizzazione e differenziazione la si abbia se tutte le vittime del profitto (etero, gay, trans, etc.) riacquistino, per citare Gramsci, un nuova egemonia culturale collettiva.

    Ma cosa c’è di sbagliato in questo?

  11. Caro Sferini,
    dispiace notare che Stalin, Mao e Pmli , vengono tirati ad uso e consumo.
    Potrei fare lo stesso io, con i dirigenti del mio partito e della sua dirigenza e paragonarli al PMLI.
    Non conosco bene il PMLI e non mi interessa, però sono sicuro che il paragone non reggerebbe:
    Almeno nel PMLI vige la meritocrazia e non ci sono correnti che si dividono il partito in una competizione di lecchineria locale e nazionale…
    Potrei citare le tante vicende dove il nazionale ha permesso ai locali di prendere i soldi, piazzare i consiglieri e scappare col bottino (vedi Sardegna) in SEL
    chiusa la parentesi su Stalin e PMLI.

    l’80% dei pride si concludono in disco/locale, spesso si accordano con l’arcigay (che ha bilanci da Psi anni 80)
    http://www.gay.it/channel/attualita/26198/Inchiesta-Arcigay-3-I-conti-non-tornano.html

    concludendo il comunicato GC “cosidetto di Torino” non contiene note di omofobia, infatti di tutti quelli si lamentano di ciò nessuno si è permesso di riportare i passaggi in cui lo sarebbe, vabbè ragazzi provate a leggerlo al contrario, magari si trova un ode a Stalin e Mao….

  12. “Almeno nel PMLI vige la meritocrazia e non ci sono correnti che si dividono il partito in una competizione di lecchineria locale e nazionale…”

    Essere Corrente

  13. Internet è l’unico mezzo di comunicazione in cui siamo presenti e noi lo utilizziamo per farci vedere sempre più divisi anche in discussioni palesi…
    boo…

  14. Quanto mi manca Mercader… Piena solidarietà e appoggio ai Compagni Torinesi

  15. Sferini scrivi:
    “La condizione gay quindi, visto che è trasversale, non sarebbe degna della lotta dei comunisti per l’abolizione del capitalismo? ”

    Allora, visto che le pariole hanno ancora un significato e visto che su qyuesti temi sarebbe utile evitare strumentalizzazione e isterismi, mi/ci dici DOVE nel comunicato e DOVE nelle risposte si è detto che la condizione gay non sarebbe degna per l’anti-capitalismo.

    Abbiamo e ho detto esattamente l’opposto, che l’anti-capitalismo non presuppone differenziazioni, ghettizzazioni o esclusioni tra lavoratori (gay, lesbo-trans, etero, etc.).

    E’ veramernte grave, compagno, che si lancino queste accuse ai compagni basate sul nulla o su puerili isterismi.

    Deriva….

  16. Mi sembra che non si voglia capire. E’ del tutto evidente che il vostro comunicato pone il rapporto tra i comunisti e la lotta per i diritti civili in un rapporto differente da quello che il Partito della Rifondazione Comunista intende da sempre. Per il PRC e per i GC (basta rileggere anche il documento finale della IV Conferenza nazionale dei GC) il rapporto con tutte le lotte di liberazione è essenziale ai fini di un rafforzamento della libertà personale e di quella collettiva.
    La frase che tu citi significa ciò che il vostro comunicato esprime in sintesi: che al centro dell’agire del PRC dovrebbe esservi il rapporto tra capitale e lavoro e la lotta di classe, mentre le altre lotte sarebbero di secondo ordine, lotte sovrastrutturali davanti a quella strutturale economica.
    Questa rigida interpretazione dell’analiticità marxiana non funziona per un semplice, banale motivo: ogni lotta per l’acquisizione di nuovi diritti è lotta contro il capitale. E’ il capitale che si insinua ovunque e tutto controlla. Se riusciamo a disarticolarlo, a separarlo dalle persone fornendo loro spunti di acquisizione di coscienza critica non credi che sia un bene?
    Se il pregiudizio verso le persone omosessuali è così radicato, lo è altrettanto quello che considera o considerava un tempo il figlio dell’operaio inferiore a quello dell’imprenditore.
    Quel pregiudizio non è poi così diverso dall’altro. E se, con mille lotte, oggi i figli degli operai possono frequentare università e studiare, con fatica e mille sacrifici, lo devono anche a chi ha creduto in quelle battaglie e non si è tirato indietro.
    I comunisti non hanno il diritto di estraniarsi da nessuna lotta di liberazione. Farlo dimostra solamente o una punta di supponente settarismo o quella che già Lenin chiama “estremismo, malattia infantile del comunismo”.
    In quanto agli isterismi, non mi appartengono. Piutttosto vorrei sapere perché avete cancellato dal vostro profilo su Facebook la mia risposta a voi, e poi ancora una seconda volta e poi mi avete persino tolto l’amicizia.
    E’ questo il rapporto dialogico che volete avere con chi la pensa diversamente da voi? Vai sulla mia pagina su Facebook e leggi gli insulti veri e propri che il compagno Salutari mi ha rivolto. Ho già scritto che non mi importano, ma vorrei capire il perché di tanta acredine. In fondo, io ho solo espresso una opinione. E dire che addirittura io non dovrei scrivere su questo sito perché non sono un GC è più del settarismo, è vergognoso. Ognuno ha il diritto di scrivere qui: da Paolo Ferrero sino al compagno di base centenario.
    Questo è un sito web dei Giovani comunisti, ma non per questo deve essere esclusivista.
    Ecco è questa logica dell’esclusivismo che caratterizza anche il vostro comunicato: i comunisti sono comunisti, non sono un partito “gay” e quindi devono occuparsi dei lavoratori. I diritti gay vanno bene… ma attenzione a non “contaminarsi” troppo… Si perderebbe la sacrale purezza ideologico-politica che esprime la nostra grande forza oggi…
    Con sincero affetto e un fraterno saluto.

    Marco

  17. Caro compagno,

    solo per precisare che non uso facebook.
    Io ho semplicemente sottoscritto, indivisualmente e senza rappresentare alcun gruppo politico/circolo/sezione se non me stesso, il comunicato dei GC di Torino.

    Prendo comunque atto delle tue risposte che rispetto ma che ritengo inadeguate alla riflessione che il comunicato ha voluto stimolare.

    Mi auguro che tu abbia capito che il definire i gay pride manifestazioni carnevalesche che non aiutano le analisi e i posizionamenti dialettici intorno al tema omofobia non sia considerato, in sè, un comportamento omofobico.

    Mi auguro poi che tu abbia compreso, anche, che se si vuole aprire una riflessione critica sulle associazioni omosessuali (chi stiamo appoggiando?) questo non significhi, di per se, omofobia.

    Ma è mai possibile che per affrontare questi temi o si appoggiano incondizionatamente determinate “derive” oppure si è tacciati di omfofobia?

    Veramente non riesco a capire.

    Ti scandalizzi se ti faccio notare che non tutti i gay sono discriminati dalle classi dominanti ma che, si, tutti i lavoratori (gay o non gay) lo sono.

    Io voglio partecipare alla lotta di liberazione degli sfruttati!

    Un fraterno saluto anche a te.

    Marco

    A proposito ne stiamo discutemdo qui: http://www.forumsinistra.info
    se volessi interagire sei il benvenuto!

  18. Inizio ad avere qualche dubbio.
    Forse ho capito perchè eviti di parlare di una lobby esistente. E’ ciò è gravissimo. Ecco perchè elogiate il mito di Luxuria. Dopottutto gli avevate anche dedicato la prima pagina su Liberazione quando VINSE LUXURIA all’isola dei famosi. La Luxuria che ora si scopre simpatizzante di destra… che sorpresa.

    Poi tutt’ora non capisco perchè un 37 che usa il suo ruolo di Amministratore intervenga qui con un suo comunicato. (negando pure di aver censurato)
    D’altronde lo stesso titolo del comunicato è STATO CENSURATO
    Inoltre qui nessuno discrimina. SEI TU che ogni volta rimarchi una diversità tra omosessuali e non. SEI TU che parli di contaminazione paragonando quindi l’omossesuale ad una malattia. E’ il tuo linguaggio omofobo, ma neanche te ne rendi conto.
    Non il CARNEVALE che si organizza con poi “festa in discoteca” con tanti $$$$$$$$$$

    Noi e 10 giorni che ripetiamo che NON CI SONO DIFFERENZE. Ma è bastato denunciare i dati sulla lobby arcigay per farti scaldare. Evidentemente è qualcosa che tu hai l’ordine di nascondere. BRAVO COMPAGNO!

    La nostra accusa è quella di aver mostrato un problema che tu (il grande uomo che piange perchè dopo attacchi INFAMI che ci hai rivolto vieni cancellato da una amicizia virtuale) vuoi NASCONDERE

    Ed evita di parlare di insulti
    I presunti insulti che ti ho detto sono “politcante” e di “essere una persona poca onesta”.
    Accuse CHE TI RIFACCIO QUA, oltre di usare il tuo ruolo da AMMINISTRATORE.
    Che grandi insulti, piangerai per anni.
    DA RICORDARE COME QUESTO CAOS SIA NATO DA IL TUO DESIDERIO di uso parole tue”SAREI INSULTATE”

    Ed aggiungo “sei cosi poco onesto” che mi vergogno di essere un tuo (ex per fortuna) compagno di partito.
    Scusami, se nella mia lettera di dimissione ti ho citato

    Intanto rifaccio notare (da 5 mesi ormai) che sul sito che tu amministri ci sono 6 articoli sul lavoro e 20 sui pride/omosessualità.
    Eccola la vostra (per me ex) giovanile, ma anche per te e da tanti anni. E dicevate che per voi non ci sono priorita? noooooooooooooooo

    Per fortuna che oggi, al turno di notte, potrò parlare dei temi di lavoro. IN FABBRICA. Potrò parlare dei temi che affliggono noi giovani, partendo dalla precarietà.
    E non mi pare che quando VOI eravate al governo avete fatto qualcosa per eliminare la precarietà.
    Però mi ricordo la proposta di Luxuria. Ossia soldi statali per le persone che volevano fare l’intervento per cambiare sesso. I giovani sono senza lavoro e soldi, diamoli per interventi chirurgici.
    Perchè qui le “priorità che avete dato sono ben visibili”. Seppur fingete che tutti i temi sono da trattare.

    Ma dopottutto come non ricordare…
    Il giorno in cui i giovani del KKE occupavano il Partenone su questo sito in home page c’era scritto “GIUSTO O SBAGLIATO NON PUO ESSERE REATO”

    http://giovanicomunistitorino.blogspot.com/2010/05/lottimo-esempio-del-kke.html

    Ricordate vero?
    Non è cambiato niente, anzi.
    Davate la colpa a Bertinotti , la colpa ora di chi è?
    VOSTRA!

  19. @ Andrea
    Vuoi gentilmente spiegarmi chi, secondo te, può intervenire in un dibattito qui sul sito dei GC? Un 37enne no? Un comunista che ha aderito al PRC dal 1994 no? Un ex coordinatore dei GC di Savona no? Un membro di segreteria provinciale no? Solamente tu puoi parlare?
    E ti ripeto, anzi ti prego, dimmi quale commento abbiamo censurato!!! Nessun commento è stato censurato. Tu piuttosto hai censurato le mie risposte su Facebook. Per paura di cosa? Del confronto, evidentemente.
    Per il resto non replico, perché gli insulti non mi interessano.
    Buona fortuna.

    Marco

  20. io penso che Andrea ha fatto centro, e per esulare dall’argomento si cerchino pretesti come insulti, un pò come facevano le madame inglesi quando l’accompagnatore non gli metteva la giacca sulla pozzanghera…
    dovremmo inserire un’articolo nello statuto dove si scrive che facebook non fa parte della vita di partito.
    Satta Paolo Daniele, GC CAGLIARI
    Precario pubblico, avrei preferito una stabilizzazione nel 2006; mi accontenterò di un cambio di sesso gratis.
    Grazie PRC, grazie Bertinottiani…

  21. Ora state cacando fuori dal vaso.

    Mito di Luxuria?

    Cambio di sesso gratis?

    Accusare il Compagno Sferini di “coprire” i buchi di bilancio dell’Arcigay? Anzi… la “lobby dell’Arcigay?”

    Compagni, vedo che i miei timori erano del tutto fondati.

    Il problema quì non è avere un’opinione diversa sui Pride o voler analizzare da un altro punto di vista la partecipazione dei comunisti ai movimenti per i diritti civili…. non ci prendiamo in giro.

    Il problema non è dare la priorità ad una lotta o ad un altra… il problema non è analizzare Marxianamente i temi dei diritti civili… io la buona fede la concedo a tutti ma alla prova dei fatti quì c’è ben altro.

    Il problema quì non è se nel bilancio dell’Arcigay (che io critico per motivi totalmente diversi) non c’è sufficiente chiarezza sul bilancio interno, trall’altro su cifre ridicole… 560.000 euro per un organizzazione nazionale… ma state scherzando? Mezzo milione di euro è il bilancio medio di una coperativa con una dozzina di addetti… e voi denunciate ruberie su un bilancio di un’associazione nazionale di queste dimensioni… è come denunciare un furto di polli… via cerchiamo di essere aderenti alla realtà.

    Il problema quì è che, in modo sibillino, ma che le successive risposte esplicano molto più chiaramente, teorizzando complotti di lobby gay… è come se da un giorno all’altro denunciassimo il fatto che c’è gente che guadagna vendendo le maglie del Che e quello che fa le bandiere per rifondazione… GRAZIE AL CAZZO che in ogni ambito umano c’è gente che guadagna anche sui movimenti… quanto avranno guadagnato quelli che facevano le bandiere della pace quando scoppiava la guerra in Iraq? Che si fa allora? Non si espongono? E non c’è una famosa foto del Che che beve una cocacola… anche lui servo degli Yankee?
    Piccole imprenditorialità che tentano di farsi un mercato nel mondo gay diventano il centro del conflitto capitale – lavoro? Buttiamo una bomba a Torre del Lago (LU) perchè organizza un pride ogni ferragosto anche per riempire gli alberghi della zona?

    Certo che l’Arcigay guadagna anche dei soldi legati alla militanza politica e non dei suoi associati… ci sono dei locali dove per entrare ci vuole la tessera Arcigay… è chiaro che in questo modo le tessere aumentano di brutto… ma questo è sufficiente per criminalizzare o deprecare una modalità di mobilitazione (il pride) che da anni in tutto il mondo i movimenti GLBTQ mettono in atto?

    Gay Pride non vuol dire automaticamente o esclusivamente Arcigay… il problema diritti civili o movimebto LGBTQ non si semplifica associandolo in toto all’arcigay.

    L’arcigay è legata ad una misteriosa lobby internazionale di altre associazioni gay borghesi che fanno i pride in ogni angolo del globo?

    E questa sarebbe analisi marxista?

    I movimenti scelgono da soli come manifestare le loro ragioni, se noi siamo intelligenti, da comunisti possiamo dare una nostra analisi ed un nostro contributo utile all’accumulazione di forze… ma vedo che ci ricasco e provo a rispiegarvi dopo esserci provato lungamente anche su facebook… ci ricasco sempre….

    Il problema non è questo, il problema è che sottilmente alcuni (non tutti) suggeriscono un modello di militanza (dei gay, con i gay, per i gay) che in qualche modo sembra “incompatibile” o “diverso” dal modello di militanza (e quindi modello umano…) del militante comunista. E questo per me è grave.

    I “Modelli” mi hanno sempre fatto un po’ paura, anche quando il “Modello” era l’uomo sovietico alto biondo e petto largo che con la moglie accanto ed i figli in braccio andava a lavorare. Il concetto di Uomo nuovo non è una descrizione estetica o nichilista dell’umanità ma una costruzione soprattuto di consapevolezza interiore e di pratica relazionale. confondere l’una cosa con l’atra è, permettetemi, davvero poco comunista.

    Ed io ho il sospetto che qualcuno abbia in testa questa confusione.

    Termino esprimendo la mia totale solidarietà al compagno Sferini per le brutte brutte cose che ho letto nei suoi confronti.

    PS anche io ho compiuto trent’anni essendo del dicembre 1979, posso scrivere su questo sito o violo l’autonomia dei GC? No perchè se è così allora non sono affatto daccordo che su questo sito scriva gente che in tasca non ha la tessera dei GC………

    PPS trovo simpatico che magari le critiche al fatto che su questo sito scriva il compagno Sferini che è over 30 arrivino anche da compagni che magari fino a poco tempo fa teorizzavano che non avesse senso che questo partito avesse una giovanile…

    PPPS spero che questo sito presto adotti una moderazione dei commenti, se volete datemi dello stalinista, sono anni che me lo dicono e non mi sono neanche mai più di tanto offeso.

    Enrico Pellegrini

  22. caro Pellegrini se nei dirigenti GC ce ne fosse uno che ha mai preso un piccone in mano o che non rivestisse l’incarico per mozione e fedeltà, forse si capirebbe di cosa si parla…
    il comunicato incriminato suggerisce un modo molto coerente di saltare l’omofobia rigettando distinzioni e categorizzazioni.

    Vebbè meglio dire che i comunisti siamo omofobi per poi dissociarci e farci più belli, mettiamoci anche i cubani omofobi ora:
    http://www.cubainformacion.tv/index.php?option=com_content&view=article&id=1631%3Aien-cuba-se-persigue-la-homosexualidad&catid=34&Itemid=86

    La censura la farai a qualcun’altro, come la stesse che subii quando scrissi due righe sulle forze dell’ordine nella mailing list di “giovani e comunisti”, trovo molto strumentale prendersela per presunte offese mortali, sembra di essere finiti nel 700 in cui incrociare a cavallo il nobile senza riverire era motivo di duello.
    quando ci insegnate a sbucciare la mela?

  23. “I “Modelli” mi hanno sempre fatto un po’ paura”

    A me sinceramente non mi fanno paura, semplicemente ritengo che vi possano essere, dato un determinato obiettivo, modelli efficaci , utili e aggreganti e modelli inefficaci, inutili ed escludenti.

    Il pride, per me, va dritto in questa categoria.

    “Il concetto di Uomo nuovo non è una descrizione estetica o nichilista dell’umanità”

    Appunto!

    APPUNTO!

  24. Giuseppe Metallo

    Mamma mia. L’articolo di Ianniti che usava il Gay Pride per screditare la storia dei comunisti mi è sembrata una squallida e strumentale provocazione. Eppure la reazione di certi compagni “ortodossi” finisce per dargli pure ragione!

    Dite la verità: eravate tutti d’accordo? Volevate fare la caricatura del comunista duro e puro, per mettere in difficoltà chiunque non condivida la posizione di Ianniti? Beh, ci siete riusciti benissimo. Ma cosa ne avrete in cambio?

  25. Caro Satta ti accorgi di ciò che scrivi?

    Dici che qualche “fantasmatico dirigente” non ha mai preso il piccone in mano e per questo non capisce niente dell’argomento trattato…

    1 – Te che ne sai di che hanno fatto le persone nella loro vita?
    Come ti permetti?
    Io sono più di dieci anni che lavoro (16 se si conta anche quando facevo lo sgobbino in hotel e ristoranti) e lavoro nel sociale, ogni giorno a confrontarmi con la Classe, quella vera, quindi a me non mi insegni nulla sul tema. Chiaro?

    2 – Se anche qualcuno non avesse ancora “preso il piccone” per lavorare (non credo tu ti rifersca a Trotsky) dove sarebbe il problema? Se un dirigente GC a 25 divide la sua vita tra studio e militanza politica questo lo rende incapace di capire che esiste il lavoro?
    Allora che smettano tutti di studiare in terza elementare e vadano a lavorare così l’analisi politica ne gioverà…
    Ci potremmo anche chiedere quanto Marx abbia lavorato di piccone in vita sua…

    3 – Rivendico con orgoglio la tua censura sulla ML che citavi, lo rifarei non una ma 1000 volte. Anzi quasi quasi mi vado a rileggere le vecchie mail e ne metto qualcuna a disposizione dell’ampio pubblico così almeno si scopre in maniera più compiuta il pensiero di uno di questi “nuovi ed innovatori”… e si esce finalmente da questo alone di presunta ingenutià…

    Ti conosco mascherina!

    Enrico

  26. “…se volete datemi dello stalinista, sono anni che me lo dicono e non mi sono neanche mai più di tanto offeso.

    Enrico Pellegrini”

    …e perchè bisognerebbe offendersi?

  27. Andrea Padovani

    In 8 anni di militanza non mi ricordo di avere mai letto niente di simile da nessun GC di qualsiasi mozione o sottomozione… Ma come si fa a dire certe cose sul movimento Glbtq?! Sicuri di non aver sbagliato partito?

  28. Caro Andrea Padovani,

    il fatto che nessuno abbia mai affrontato il discorso in maniera critica per otto anni non ti pone nessun tipo di problema/quesito (considerando anche dov’è e cos’è il partito, in termini di interessi, militanza, egemonia nella sinistra e consensi, rispetto a otto anni fa)?

    Comunque compagni almeno se ne parla (è già qualcosa) e i giovani compagni potranno farsi la loro idea…

    …dovrebbe funzionare cosi’ in un partito comunista.

    marco

  29. Infatti i GC ora sono 6mila persone e il partito è al 2%
    In otto anni avete fatto un bel lavoro.
    Forse, visto anche l’ampio consenso, si doveva porre prima il problema. Bertinotti e la proposta di cambio di sesso gratuito sono fuori dal Partito. Vogliamo cambiare?
    Ora tornami a parlare più di lavoro.

  30. 29 commenti qui e 5 articoli sul pride su questo sito in un mese.
    1 articolo sul lavoro con zero commenti negli ultimi 2 mesi

    Ecco l’immaginario della giovanile.

  31. Caro Andrea “Perno” Salutari, è ovvio che gli argomenti polemici suscitino più commenti, specie da parte del “popolo di Internet” (che non corrisponde al popolo dei circoli di Rifondazione).

    Sul tema del lavoro c’è molto più consenso, e quindi molto meno da commentare e polemizzare via tastiera. Però scommetto che nei circoli si parla molto più di lavoro e vertenze, che di Gay Pride!

    Non confondiamo il partito di Internet col partito reale!

  32. Nel partito si, nella giovanile no.
    E’ questa la nostra critica.

  33. Caro Pellegrini, io parlavo a titolo generico, mi spiace molto che ti senta toccato, hai la coda di paglia?
    Quando parlavo di piccone in mano mi riferivo che la dirigenza dei GC è come la Regina Maria Antonietta, quando il popolo chiede pane si suggeriscono Briosche…
    così proposte, che più volte ho fatto in riunioni/attivi GC, come il diritto di voto a studenti/lavoratori fuori sede, riforma del sistema di arruolamento di Polstato, VVF, GdF, CC che sia meno più fascista e popolare ecc rimangono cose nel vuoto.
    All’ultimo attivo degli iscritti a Cagliari mi sono sorbito un’ora di vaneggi su elezioni universitarie e CNSU, continuamo così, è che io sono io, altrimenti da lavoratore precario avrei mandato a quel paese tutto da molto tempo

    Per il resto, puoi bluffare quanto vuoi, ma io non ho maschere pubblica pure le mie e-mail censurate, ritengo ci siano contenuti coerenti con quello che penso io e molti altri compagni.Rileggitele caro Enrico:
    in una si affrontava la questione delle Forze dell’ordine con un approccio più serioso e meno anarchico, vabbè forse tu, il bergamasco e il brizzolato siete per le canne e gli sbirri infami…

    voi continuate a divertirvi con le vostre mozioni e mozioncine, egemonie, equilibri ecc…
    io vivo la mia militanza in maniera pulita e indipendente, però almeno posso vantarmi di usare la lingua solo per parlare…saluti
    Satta Paolo Daniele
    GC Cagliari

  34. Andrea Padovani

    Giusto Deng… Però io trovo veramente insopportabile che nel 2010 in un’organizzazione comunista (soprattutto in una giovanile) si faccia ancora la classifica delle priorità, o il pane o le rose. Penso che in un’organizzazione che si chiama RIFONDAZIONE comunista debbano coesistere le lotte per i diritti civili e per il lavoro… Pena l’arretramento a vecchi metodi ormai superati e dannosi

  35. Giusto Andrea. Fu Rosa Luxemburg a dirlo: “Vogliamo il pane, vogliamo anche le rose”, questo perché sulle tavole dei signori borghesi si mettevano sempre le rose come ornamento. Su quelle dei proletari ci stava a mala pena il pane.
    Ringrazio le compagne e i compagni che hanno condiviso le mie parole. E spero che, chi anche non le ha condivise, possa un giorno capire che battersi contro il profitto, per distruggere la struttura economica, vuol dire non escludere tutte le altre lotte di liberazione. Forse la strada è ancora lunga o forse c’è qualche cattivo maestro in giro che si permette ancora di affermare che i comunisti dovrebbero essere una sorta di gruppo missionario volto solo all’operaismo.
    Io appartengo ad una famiglia operaia, quindi so benissimo cosa significa alzarsi alle 5 del mattino e fare i turni in fonderia. Ho visto mio padre farlo per oltre 40 anni… E se io non ho fatto quella vitaccia, è proprio grazie a lui e alla voglia che aveva di emancipare suo figlio dal lavoro di fabbrica.
    Glielo insegnò, direttamente o meno, il PCI, la cultura sindacale di allora, la voglia di migliorare comunque la vita della sua famiglia e del mondo che lo circondava.
    E’ per questo che provo un senso di frustrazione nel leggere certi paragoni: Marie Antoinette e le brioche paragonata alla dirigenza dei GC. Ma vi rendete conto, compagni, che questi sono insulti gratuiti? Io credo che non ve ne rendiate proprio conto. E questo è ancora peggio…
    Continuo a chiede quali siano le mail censurate. Sono state TUTTE pubblicate, anche quelle più insultanti. E poi basta con questa pantomima di un ritorno del fricchettonismo bertinottiano. Accusate Enrico di questo? Siate seri, compagni…
    E poi cosa c’è di male nel criticare le forze dell’ordine? Si cade nell’anarchismo? E’ un delitto di lesa maestà?
    Come non c’è nulla di male nel farsi le canne (e detto da uno che non se le fa, vale doppio).
    Comincio a pensare che ci siano due luoghi di sviluppo del pensiero politico: uno troppo serioso e dogmatico, un altro – a cui mi sento vicino – aperto al confronto e disposto ad essere comunista in una chiave non dogmatica, ma esplicitamente comprensibile rispetto al dialogismo odierno, al conatto con i giovani di oggi.

  36. Adesso abbiamo superato il limite
    Il comunicato di Sferini è stato pubblicato su Liberazione, il nostro no. La potrei considera una censura per NASCONDERE il dibattito.
    Sia chiaro, tante volte ho spedito articoli che non sono stati pubblicati. Però questo è un caso particolare
    E’ Tragicomico, unico caso dove non si pubblica la critica, ma solo una risposta “non gc tra l’altro” alla critica dentro all’organizzazione gc.
    Voglio credere che è per un errore telematico il nostro comunicato non è arrivato alla redazione.
    Ad essere maligni direi che i dirigenti del PARTITO usano i mezzi in loro possesso per ELIMINARE LA DIVERSITA’ di vedute, e spauriti dal discreto successo del comunicato corrano al riparo sul quotidiano del partito
    Liberazione è un giornale comunista del partito, non solo DEGLI ALTI DIRIGENTI.

    Il tutto fa male, soprattutto nella settimana in cui si era proposto come gc di fare la distribuzione militante del giornale e di fare 5 abbonamenti per la sopravvivenza di esso.
    Aspetto fiducioso che il nostro comunicato ora venga pubblicato, in caso contrario, aspettatevi il peggio.

  37. La lotta all’omofobia è da sostenere ma non credo che ” sfilate carnevalesche ” piene di provocazioni per le strade possano portare a molto, quelli sono solo incipit per aumentare la discriminazione quindi non vedo come una persona possa cambiare opinione sull’ omosessualità se questi vanno scorrazzando nudi per le vie del centro.
    Ora non voglio passare per un intollerante ne per un razzista , ci mancherebbe altro ma ci sono mille modi di condurre le lotte soprattutto quelle culturali e vanno condotte con la massima serietà, fare queste proteste “allegoriche” ( per l’ omosessualità come per la precarietà ” ) tutti sui camioncini a ballare senza portare risultati concreti non portano da nessuna parte… quindi massima solidarietà ai Compagni Torinesi.. non c’è più tempo per ridere nè per scherzare…

    Saluti

  38. Solidarietà?

    Di che? Contro quale minaccia? Contro quale attacco?

    Compagni io credo che quì si stia veramente perdendo contatto con la realtà.

    Credevo che si stesse discutendo tra compagni/e, che si stesse parlando di politica, che anche se con toni accesi, (come è normale quando ci si appassiona ai temi) si stesse liberamente parlando… non che esistessero “due fazioni” nelle quale schierarsi e a cui, dare, all’una o a all’altra, “Solidarietà”.

    Ma che film avete visto?

    La politica purtroppo è fatta di complessità, la complessità che fa in modo che su una nota che ho scritto ad esempio trovassi il plauso di un compagno come Mantovani su cui il 90% delle volte mi trovo in disaccordo e magari su questo tema mi trovo in posizioni diversa da compagni con cui ho condiviso mille volte le stesse posizioni. E allora? Qual’è il problema?

    Credo sia davvero deleterio semplificare in “noi e voi” o che compagni dicano che nei GC si vogliano “eliminare le diversità” si parla di “Nascondere il dibattito”… è nascosto questo dibattito?

    Purtroppo alcuni interventi confermano i timori che ho espresso qualche commento fa’, ovvero che sotto sotto esista il pensiero più o meno esplicitato di un “fronte” contro l’altro… che esista un modello di militante giusto ed un modello sbagliato, che esistano i liberi pensatori, portatori della verità assoluta e non mediabile ed invece i biechi burocrati che controllano Liberazione come controllano la luce di camera propria e che passano le giornate a trastullarsi nei loro troni di cristallo tra droghe allucinogene senza mai aver dato un volantino o essendosi già venduti al “nemico”.

    Se si parla tra compagni/e su un tema è una cosa, ci si infama, ci si scazza, si litiga… e questo va benissimo, ma non riconoscere l’interlocutore come degno di essere tale è un’altra cosa.

    Ovviamente tutto ciò imbellito dall’ipocrita e non argometata critica alle mozioni, alle aree, alle componenti…

    E voi, cari compagni che cazzo state tentando fare se non una sorta di “componente”?

    Mi permetto di argomentare coi fatti.

    – Pubblicate un articolo con toni molto accesi (anche se in alcune parti mediabilmente condivisibile) e chiedete adesioni a questo da vari territori. (cosa legittima, viene fatta sempre durante i congressi…)

    – Rivendicate le adesioni raccolte per presentarlo come un documento largo e sovra territoriale, tentando di accreditarvi quindi un maggior consenso. (cosa legittima, viene fatta sempre durante i congressi…)

    – Non accettate alcuna critica sullo stesso articolo, non è mediabile, o tutto o nulla, o aderisci o non aderisci, o sei con noi o contro di noi…. (cosa legittima, viene fatta sempre durante i congressi…)

    – Semplificate le posizioni di chi tenta di interloquire con voi, arrivando a dare a cani e porci dei bertinottiani (e darlo a me è più che una follia)… (cosa legittima, viene fatta sempre durante i congressi…)

    – Rivendicate il diritto di pubblicare PER FORZA il vostro intervento su Liberazione, come se fosse un congresso e quindi PER FORZA si deve pubblicare il vostro intervento… (non sò come scelgano gli articoli a Liberazione ma credo che scelgano i più significativi…)
    Io il mio intervento neanche l’ho mandato a liberazione nè ad altri siti… magari è perchè non ho necessità di visibilità o non cerco, con un articolo su un singolo tema, di creare intorno a questo un’omogeneità più complessa, magari credo che il dibattito possa anche essere utile senza lo scontro frontale e la conta…

    – Arrivate a minacciare “aspettatevi il peggio” quindi rinforzando il fatto che “voi” siete una cosa “omogenea” e quindi non solo i sottoscrittori di un articolo ma qualcosa di ben più strutturato, coeso, che condivide posizioni analoghe su questo tema ma anche ben su altri, in ogni caso un pensiero “censurato”.

    – Come ultimo atto ci mancava pure la “solidarietà” perchè ovviamente essendo una sorta di “nuova minoranza” allora siete sotto attacco dei biechi e compatti vecchi e burocratici dirigenti…

    Le cose che avete fatto non sono fuori dal mondo, ma testimoniano ben più di una condivisione di alcuni compagni sparsi per l’italia su un singolo tema e su un singolo articolo…

    A questo punto, se le vostre idee (omogenee) vi fanno addirittura essere attaccati e discriminati esplicitate ed argomentate questa omogeneità… almeno si parla nel pulito.

    In questo partito ci sono sempre state mille minoranze, mille aree, mille sensibilità, mille componenti, una in più non sarà certo la rovina…

    Detto questo sono felice che in questo partito si possa dire ciò che si pensa, giustamente fregandosene se questo pensiero è maggioritario o meno, ritengo utile che ognuno dica con la massima libertà ciò che pensa e ritenendo ogni contributo utile alla definizione o alla ri-definizione della linea politica…

    Chi giustamente rivendica questa libertà deve anche accettare il fatto (contatto con la realtà) che magari quel singolo pensiero magari incontra più critiche che plausi senza farne un dramma o senza denunciare la caccia alle streghe.

    Questo era il mio ultimo commento al tema, non intendo commentare oltre dato che ormai si parla d’altro.

    Enrico

  39. Nulla, ci sono solo arrivate chiamate di intimidazione, proposte di espulsione e censura su Liberazione.
    Niente di che… il solo “quei pazzi che non dovrebbero avere la tessera di Torino”. Cose che magari tu sei abituato a vedere nel partito.
    Ad altri pagliacci si è data solidarietà per eliminazione di una amicizia su FB ahaha (si, Sferini, parlo di te)

    A noi le minacce di essere sciolti nell’acido ci hanno ampiamente stufato.
    Il problema di fondo è che questa dovrebbe essere una discussione sull’immaginario interna alla giovanile.
    Nella giovanile se ne discussa ampiamente su FB e anche qui.
    Peccato che chi GC NON E’ si sia intromesso nella discussione, spostando l’argomento.
    Qui il noi /voi è GC/chi gc non è

    Le stronzate da congressi interessano a personaggi come a te/voi. Non certo a noi che siamo slegato da tutto e tutti e ABBIAMO IL CORAGGIO DI DIRE LE COSE.
    Il nostro scopo era non far apparire il comunicato per “i matti di Torino”. Cosa che è accaduta lo stesso.
    Bene a sapersi.

    Non sono un fesso, tu si?
    Se B risponde ad A o pubblichi B ed A o non pubblichi solo B. Invece qui si è voluto mettere le mani avanti (proprio come ha fatto Oggionni) negando il dibattito.
    Ed è imbarazzante sentirsi dire “ho letto su liberazione che vi attaccano, perchè?”
    Sia chiaro, il nostro comunicato prende spunto da un altro ancora.
    Han pensato di fare i fighi e di trattare coi fessi.

    Mentre su questo cè diversità.
    Noi abbiamo bisogno di visibilità. Perchè il 2.0 è nato e proprio come la lotta sul lavoro mi ha insegnato, non bisogna farsi mettere in piedi in testa dai padroni. (di una azienda o di un partito)
    Il 2.0 sempre stato, ora ha un nome.
    Mentre aspettatevi il peggio è solo per la posizione di Torino.

    “Chi giustamente rivendica questa libertà deve anche accettare il fatto (contatto con la realtà) che magari quel singolo pensiero magari incontra più critiche che plausi senza farne un dramma o senza denunciare la caccia alle streghe”

    E qui sei CIECO. Perchè qui si è preso più plausi che critiche. E questo che fa paura. Lo chiamano cambiamento.
    E voi vi chiamate Rifondazione? Si di voi stessi.
    PATETICO.
    Ma poi da uno che pochi messaggi fa era ORGOGLIOSO di censurare i messaggi di SATTA (forse c’è una minoranza che vi va bene, ed una che non vi va bene) non mi aspetto altro.

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