5 Giugno, tutti a Roma contro la manovra lacrime e sangue

La nascente Unione Sindacale di Base e la Confederazione dei Cobas hanno indetto per il prossimo 5 giugno una manifestazione nazionale a Roma per contrastare la manovra lacrime e sangue scritta in queste ore nelle stanze del Governo e per esprimere massimo solidarietà al popolo greco in lotta contro le misure antipopolari adottate dal Governo e il violento attacco ai diritti sociali portato avanti dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Unione Europa.

La Federazione della Sinistra, con una dichiarazione del portavoce Paolo Ferrero, ha espresso la sua adesione all’appello alla mobilitazione diffuso dai sindacati di base, e scaricabile qui: http://www.cobas.it/index.php/cobas/content/download/1494/9855/file/appello%20manif%20anticrisi.pdf

Vogliamo rivolgere un appello innanzitutto alla stessa Federazione della Sinistra e al nostro partito, Rifondazione Comunista, affinché fin da oggi sia rimessa in moto quella macchina organizzativa che lo scorso 5 dicembre portò a Roma con treni, pullman e navi centinaia di migliaia di compagni e di compagne con le loro bandiere rosse (poi ignorate, come ben sappiamo, da tutti i paladini della “libera informazione”).

Questo vuol dire sì attivarsi sul piano dell’organizzazione del trasporto ma anche elaborare un calendario di iniziative che in tutti i territori costruiscano, sia dal punto di vista politico che comunicativo, una larga mobilitazione dei lavoratori, degli studenti, dei giovani precari e disoccupati, dei pensionati…

In secondo luogo vorremo rivolgerci a tutti i compagni e alle compagne della Cgil, in particolar modo alla base del sindacato e ai rappresentanti della mozione congressuale “La Cgil che vogliamo”.

Il Governo si prepara ad annunciare, a reti unificate, un piano “lacrime e sangue”, termine melodrammatico per indicare l’ennesimo, e secondo i piani del potere capitalista definitivo, attacco alle conquiste sociali delle lotte operai e studentesche, come già accaduto in Grecia, in Spagna e in Portogallo.

Articolo 18, pensioni, disoccupazione giovanile oltre il 28%, precarietà diffusa, smantellamento della scuola pubblica, reintroduzione di norme classiste sull’istruzione, evasione fiscale, totale accondiscendenza al volere delle banche, della finanza e dei padroni…questi, e tanti altri, i motivi per scendere in piazza e avviare, con una manifestazione oceanica, una stagione di lotta proprio nel momento in cui comincerà l’iter parlamentare del pacchetto di norme volute dalle destre.

Non si può, in questa delicatissima fase, aver paura di mettere o non mettere il cappello su una mobilitazione irrinunciabile per l’intera classe lavoratrice italiana. Siamo di fronte ad una violenta guerra di classe scatenata dai padroni, dalle banche, dagli speculatori contro le classi medio-basse: se non sapremo reagire uniti rischiamo di andare incontro ad un temibile periodo di barbarie.

Per questo chiediamo agli organizzatori della manifestazione del 5 giugno di aprire l’iniziativa a tutti i soggetti politici e sindacali che vorranno aderire, al popolo della Cgil di partecipare in massa e ai rappresentanti de “La Cgil che vogliamo” e della Fiom di aderire fin da ora con la massima convinzione a questa fondamentale giornata di mobilitazione.

I compagni greci, scesi nuovamente in piazza ad Atena lo scorso sabato in 100mila con il KKE e pronti ad affrontare un nuovo sciopero generale il prossimo 20 maggio, ci insegnano che la lotta è l’unica soluzione per far pagare la crisi a chi l’ha causata, che puntare ad uscire dal sistema in crisi e non dalla crisi del sistema è l’unico modo per ambire ad un’alternativa di giustizia sociale, libertà, uguaglianza.

Per questo il prossimo 5 giugno non potrà che essere un primo appuntamento, ma riteniamo fondamentale che tutti contribuiscano, anche a livello territoriale, alla piena riuscita della manifestazione per gettare le basi della lotta che ci aspetta e che dovrà essere in grado di costruire dal basso, pezzo per pezzo, lotta dopo lotta, conquista dopo conquista, questa irrinunciabile alternativa di sistema.

Invitiamo i compagni e le compagne dei Giovani Comunisti, della Federazione della Sinistra, dei sindacati di base, della Cgil e di altri soggetti di lotta a sottoscrivere e far girare quest’appello.

GIOVANI COMUNISTI/E – PISTOIA