UN’ULTIMA VOLTA SULL’UNITA’

di Paolo Cipressi

Un ultima volta sull’unità. La massima chiarezza nel dibattito, la massima unità nella lotta. Di Paolo Cipressi (Comitato di gestione nazionale dei Gc. Documento “Lottare, occupare, resistere”)

Con la pubblicazione dei due documenti, la conferenza nazionale dei Giovani comunisti finalmente può iniziare. Tuttavia, si parte nel modo peggiore, con una campagna di attacchi e accuse sull’unità nei GC. I compagni delle aree (Essere comunisti e Rigenerazioni) che hanno sottoscritto il documento “Una generazione di sogni, conflitti e rivoluzioni” presentano questo come il “documento unitario”, descrivendoci come i soliti settari, quelli che vogliono spaccare l’organizzazione. I toni cambiano a seconda dell’impeto: c’è chi ci accusa di fare il gioco della destra, di non capire la voglia di unità che c’è a sinistra, di aver presentato il documento “Lottare, occupare, resistere” solo per le poltrone!

Interveniamo un’ultima volta sul presunto documento “unitario”. Interveniamo l’ultima volta perchè abbiamo dei contenuti da portare in questo dibattito politico e di conseguenza non abbiamo bisogno di nasconderci dietro alcuna retorica pro o contro l’unità. I Gc hanno bisogno di un dibattito sano e chiaro su come si ricostruisce l’organizzazione. Ritrovarsi a dover parlare di chi è unitario e chi non lo è, mentre fuori dai nostri circoli la destra attacca, il governo distrugge lo stato sociale, la crisi lascia nella disperazione milioni di giovani e la nostra organizzazione è quasi completamente da ricostruire, sarebbe assurdo. Vogliamo discutere di cosa ha portato i Gc a dimezzarsi, di come costruire collettivi o intervenire in una lotta operaia, dell’unità militante con le altre organizzazioni, dell’indipendenza dal PD; di come rafforzare le nostre pratiche sociali, a partire dalle Brigate di solidarietà attiva, che in Abruzzo prima e all’Eutelia ora, stanno mettendo in pratica uno straordinario esempio di militanza e vicinanza reale ai lavoratori e alle loro famiglie. Su tutto questo abbiamo sempre avuto ed abbiamo idee diverse dalla maggioranza: non le vogliamo nascondere.

Come si è arrivati al “documento unitario”.

Ci si chiede perché non ci siamo confrontati con le altre aree, perché non abbiamo  provato a  scrivere un documento unico. Per rispondere è bene ripercorrere le puntate di questa storia.

Dopo la scissione vendoliana, l’intero esecutivo si è dimesso. Da quel momento è stato impossibile riunire il coordinamento nazionale dei Gc a causa dei veti incrociati tra le aree che oggi si ritrovano “unite”. Dopo mesi di scontri a colpi di articoli su Liberazione e di discussioni in cui si è arrivati a ventilare anche l’ipotesi di sciogliere i Gc, l’organizzazione veniva commissariata e veniva nominato un comitato di gestione nazionale con 3 rappresentanti.  Ad Agosto questo organismo iniziava la discussione sul regolamento per la conferenza…ratificato a Novembre, con uno slittamento dei tempi della conferenza al 2010! Non trovando un accordo sulla composizione del futuro coordinamento nazionale e dell’esecutivo, non si chiudeva sul regolamento: tra chi minacciava di fare gli emendamenti e gli interventi della segreteria nazionale per sistemare le percentuali di rappresentanza, sono trascorsi oltre 2 mesi.

Il 17 Novembre, termine primo per la consegna delle sintesi dei documenti, ne veniva pubblicata una sola, la nostra. In realtà nella tormentata notte del 17/11, dopo scene di tutti i tipi nei corridoi della direzione nazionale, erano state presentate altre due bozze : una dai compagni di Essere comunisti, l’altra di Rigenerazioni. Quindi c’erano 3 documenti ed abbiamo chiesto che venissero messi a conoscenza di tutti; così non è stato. Il documento unitario non esisteva, se ne parlava senza niente di scritto e la base continuava a rimanere all’oscuro di tutto: in pratica regnava un caos in cui l’unica certezza era la presenza del nostro testo “Lottare, occupare, resistere”. Nei successivi 10 giorni si è mossa una poderosa campagna per “chiedere” ai compagni di Rigenerazioni di ritirare il loro documento. Decine di gruppi su facebook, raccolte firme, note in cui i 3 rappresentanti di questa area venivano accusati di voler sfasciare i Gc, appelli alla base affinché li giudicasse e persino richiami ai picconi! Alla faccia dell’unità dei Gc! Nella loro risposta, i tre compagni hanno parlato di una campagna violenta con l’obiettivo di arrivare ad “una unità senza aggettivi, finalizzata soltanto a una gestione pacificata dell’organizzazione, acritica”. Siamo stati perfettamente d’accordo ed abbiamo richiesto di far cessare immediatamente questa campagna. A questo punto interveniva la Direzione, che senza spendere una parola su quanto stava avvenendo,  concedeva altri 2 giorni oltre il termine stabilito dal regolamento per la consegna dei documenti definitivi con le relative firme. Il Documento “Una generazione di sogni, conflitti e rivoluzioni” veniva pubblicato il 2 Dicembre, senza essere mai stato oggetto di un confronto aperto e come puro frutto di una mediazione di vertice. Inoltre, superando di molto la lunghezza massima stabilita per i documenti definitivi , è ancora sotto ri-scrittura…e siamo all’11 Dicembre!

Alla luce di quanto è accaduto in questi mesi prendiamo solo atto di alcuni punti:

1 – sono stati presentati alla fine due documenti. Fino a prova contraria nessuna delle due opzioni rappresenta l’intero corpo dei nostri militanti. Continuare a dire che una è unitaria e l’altra no, significa squalificare un intero settore della nostra organizzazione.

2 – il documento “una generazione di…” è unitario nel senso che unisce pezzi del vecchio documento Rigenerazioni al vecchio documento Giovani e Comunisti. Si tratta quindi dell’unità tra due componenti politiche: l’una è la vecchia maggioranza Giovani Comunisti che ha portato la struttura al disastro, l’altra è la componente giovanile di Essere Comunisti. Queste due aree erano divise fino a ieri e lo sarebbero state anche alla conferenza se non fosse stato per l’intervento dall’alto. Nessuno nella base dei Gc ha avuto accesso al percorso per arrivare a questo documento, nessuno ha potuto discuterne i contenuti; non è quindi un documento che ha unito la base in una discussione comune e aperta, ma la resa di un’area che ha dovuto ritirare il proprio documento, ad un’altra area che vuole mettere i GC sotto il proprio controllo.

3 – non esistono all’interno dei Giovani Comunisti “unitari” e “non unitari”. Esiste chi ha un piano per costruire i Gc e chi ne ha un altro; chi ha un’idea di partito sociale e chi ne ha un’altra; chi sta lavorando in questi giorni per le alleanze con il Pd alle regionali e chi è contrario a simili alleanze; chi ha un’idea di cosa sarà la Federazione della Sinistra e chi ha un’altra idea di unità; chi ha un’idea di quali compagni debbano formare gli organismi dirigenti e chi ne ha un’altra. Confrontiamoci su questo.

4- quale democrazia e quale autonomia dei Giovani Comunisti hanno in mente i presentatori del documento “una generazione di….”? Prima, per far cessare i loro scontri è stato necessario il commissariamento! Poi questo documento “unitario” è nato grazie all’ingerenza pesante e senza precedenti della segreteria nazionale e dell’apparato del partito. Una campagna senza precedenti è stata messa in campo per inibire la presentazione di un terzo documento. Che democrazia è una democrazia in cui chiunque raccoglie le firme tra la base per presentare una propria proposta in campo viene avvolto dall’accusa di voler “spaccare l’organizzazione” come è stato fatto con i presentatori del terzo documento?

Che regole comuni si vogliono dare ad un dibattito quando il documento “unitario” è nato grazie a cambiamenti del regolamento concessi ad hoc per farlo nascere?

6 – accoglieremo con favore l’unità. Quella vera, fatta sui contenuti e sulla discussione, e non su un clima di inibizione e di condanna del dissenso come quella che oggi viene imposta a tutto il dibattito. Un documento unitario nasce dalla discussione tra i compagni, nei circoli, non nei corridoi della Direzione Nazionale sotto la regia attenta dei vertici del partito. Dell’unità dal basso, sui contenuti, non ne abbiamo visto nemmeno l’ombra.

7 – i compagni che presentano il documento “una generazione di…” possono garantire per trasparenza verso l’organizzazione dei Gc che l’accordo sul documento unitario non è stato raggiunto componendo già le percentuali dei futuri gruppi dirigenti e i nomi dei portavoce nazionali? Qualsiasi accordo di questo tipo tra componenti andrebbe infatti reso pubblico e spiegato da subito ai partecipanti alla Conferenza nazionale.

In un articolo scritto a Settembre abbiamo criticato il comportamento della maggioranza; la logica della visibilità con la quale si tornava a intervenire nelle mobilitazioni operaie e studentesche; la scelta del partito di aprire alle alleanze per le regionali con il Pd nel silenzio della maggioranza dei Gc. Non vedevamo una reale svolta nella crisi dei Gc e chiedevamo una totale inversione di rotta che non è mai stata presa in considerazione. Abbiamo lanciato delle proposte concrete e alternative, prima nell’appello, poi nel documento. Per 40 giorni sono state le uniche idee in campo, le uniche che ogni Gc potesse leggere e valutare. In queste lunghe settimane mai nessuno delle aree di maggioranza ci ha chiesto un confronto sui documenti, né ha risposto a quanto proponevamo. Il percorso che hanno scelto è sotto gli occhi di tutti.

Non temano i compagni che non sanno rispondere a queste domande. Non le riproporremo in Conferenza. In Conferenza parleremo di crisi, di movimento operaio e studentesco, ecc. Insomma parleremo di politica. Sarà il caso che lo facciano tutti e sarà una bella dimostrazione di unità alla quale non mancherà mai il nostro sostegno.

11 Dicembre 2009

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