Il 26 maggio a Brindisi e il 16 giugno contro la precarietà a Roma

di Simone Oggionni Come tutti sapete, dopo la grande manifestazione della Federazione della Sinistra del 12 maggio, i Giovani Comunisti erano pronti – per la giornata del 26 maggio a Roma – Continua »

Io non ho paura. In piazza il 26 maggio, per Melissa e per il nostro futuro

Appello Non si può morire entrando a scuola. Queste parole continuano a rimbalzare nella testa di ciascuno di noi nelle ultime ore. Finora nessuno si era mai permesso di toccare la scuola Continua »

Non si può morire entrando a scuola!

Comunicato stampa Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a  reagire. La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di Continua »

Attentato a Brindisi. “La mafia ha più paura della scuola che della giustizia”

Comunicato stampa  Tre bombe hanno ucciso questa mattina davanti ad un Istituto professionale di Brindisi una ragazza di 16 anni e ne hanno ferite altre sette. Forse è presto per affermare con Continua »

L’amore che non finisce. Ci vediamo al Pride del 9 giugno a Bologna

di Lorenzo Lupoli E’ un 17 maggio strano, di un periodo molto strano. Un 17 maggio che inizia, per me, almeno due mesi fa, in un 17 marzo di lutto e ricordo. Continua »

 

Il 26 maggio a Brindisi e il 16 giugno contro la precarietà a Roma

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di Simone Oggionni

Come tutti sapete, dopo la grande manifestazione della Federazione della Sinistra del 12 maggio, i Giovani Comunisti erano pronti – per la giornata del 26 maggio a Roma – alla seconda mobilitazione del mese, raccogliendo e rilanciando l’appello del comitato “il nostro tempo è adesso” di cui siamo parte. I fatti tragici di Brindisi hanno cambiato l’agenda e l’ordine delle priorità.
Abbiamo deciso di aderire all’appello lanciato dagli studenti brindisini per una manifestazione nazionale a Brindisi (il 26 maggio alle ore 14: qui il testo) e di spostare la manifestazione di Roma

Io non ho paura. In piazza il 26 maggio, per Melissa e per il nostro futuro

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Appello

Non si può morire entrando a scuola. Queste parole continuano a rimbalzare nella testa di ciascuno di noi nelle ultime ore. Finora nessuno si era mai permesso di toccare la scuola in questo modo, con un atto che oltre ad essere assassino e criminale è vigliacco e vergognoso. Colpire la scuola vuol dire colpire il futuro di un paese, la speranza di costruirne uno migliore.

Non si può morire entrando a scuola!

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Comunicato stampa

Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a  reagire. La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.
Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio.

Attentato a Brindisi. “La mafia ha più paura della scuola che della giustizia”

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Comunicato stampa 

Tre bombe hanno ucciso questa mattina davanti ad un Istituto professionale di Brindisi una ragazza di 16 anni e ne hanno ferite altre sette. Forse è presto per affermare con certezza i nomi dei responsabili. Ma certo non aspetteremo le sentenze della Cassazione per esprimere la nostra indignazione e per dire che la Storia di questo nostro Paese la conosciamo fin troppo bene.

L’amore che non finisce. Ci vediamo al Pride del 9 giugno a Bologna

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di Lorenzo Lupoli

E’ un 17 maggio strano, di un periodo molto strano. Un 17 maggio che inizia, per me, almeno due mesi fa, in un 17 marzo di lutto e ricordo.
Le campane suonano a morto, l’odore acre dell’incenso mi spingono fuori, sul sagrato della chiesa dove sono entrato e mi sono seduto in prima fila, per rispetto di chi non c’è più, a condividere il dolore con chi, silente, sa come me quello che nessuno doveva sapere, quello che nessuno ha voluto sapere.

Crescono in Italia piccole ombre rossobrune

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di Saverio Ferrari

Presente il console generale della Repubblica popolare cinese, Cai Wen, il 18 febbraio scorso a Milano, presso una sala di via Sansovino, si è svolta una conferenza dal titolo: «Il risveglio del Drago. Politiche e strategie della rinascita cinese». Fin qui nulla di strano. Tranne che ad organizzarla sia stata «Eurasia»una rivista di studi geostrategici legata all’estrema destra, e che a presiederla vi fosse Claudio Mutti, ex dirigente di Giovane Europa, un’organizzazione neofascista degli anni Sessanta, sezione italiana di Jeune Europe.