“GIOVANI SENZA LAVORO? SERVE IL SISTEMA TEDESCO”

Happy schoolchildren with many books.

di Paola Giaculli

Il governo tedesco vuole far scuola non solo in fatto di disciplina finanziaria, ma anche nell’istruzione. Il motivo che sottende a questi pesanti tentativi di condizionamento è quello economico: se l’economia tedesca funziona, dipende dal nostro sistema di istruzione, dice la ministra del Lavoro tedesca Ursula Von der Leyen in un’intervista al Corsera (11 giugno). Oggetto in causa è il cosiddetto sistema duale, una formula mista di formazione scolastica e avviamento alla professione, sulla base del quale si stanno concludendo molteplici accordi bilaterali in particolare con Spagna, Portogallo e anche con l’Italia, come avvenne con il convegno congiunto della ministra tedesca e della ministra Fornero a Napoli nel novembre 2012, che venne contestato dagli studenti...

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IL SOGNO DELLA PALESTINA CANTA SU «ARAB IDOL»

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di Michele Giorgio

E se Mohammed Assaf vincesse Arab Idol? Hussein, 22enne di Gaza, aspetta qualche secondo prima di rispondere alla nostra domanda. «Sarebbe un bel dilemma per quelli del governo di Hamas – prevede -, perché da un lato non vogliono entrare in conflitto con gli imam più radicali che accusano Assaf di portare sulla strada sbagliata i ragazzi musulmani, dall’altro sanno che sarebbe un terribile errore impedire il concerto a Gaza di un palestinese diventato così popolare, che canta la sua terra». Ha ragione Hussein.
Sarebbe folle impedire una esibizione pubblica di Assaf, nato e cresciuto a Khan Yunis, che davanti a milioni di telespettatori arabi, con il suo repertorio fatto di brani pop e della tradizione classica, ha saputo riportare in primo piano la questione pal...

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LA RIVOLTA DI GEZI PARK NEGLI OCCHI DI UNA GIOVANE TURCA

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di Berivan Keles

Cari lettori, volevo informarvi di quello che sta accadendo in Turchia in questo momento e di come sono iniziate le cose, per ascoltare una fonte diretta.
Chi è stato ad Istanbul avrà visto Piazza Taksim. Si tratta di una delle più grandi aree aperte in città, che è stata protagonista fino a quest’anno di molte proteste, incontri, ecc. Nei pressi della piazza, dietro la fermata dell’autobus, c’è un parco chiamato “Gezi Park”, che è una delle poche aree verdi della Città, nonché l’unico a Taksim. Pochi mesi fa il governo ha deciso di chiudere Piazza Taksim per il traffico automobilistico e aprirla solo per i pedoni. Tuttavia, secondo questo piano Gezi Park sarebbe stato abbattuto per far posto ad un edificio in memoria di un palazzo militare una volta lì presente.

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BOLZANETO, L’ITALIA E’ IL PAESE DELLA TORTURA

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di Checchino Antonini

«L’Italia è un Paese in cui si pratica la tortura, ma si fa finta che non sia così», sbotta Lorenzo Guadagnucci uscendo dal Palazzaccio. Da pochi istanti è stata pronuciata la sentenza di Cassazione per i massacri e gli abusi commessi a Bolzaneto nel 2001. La Quinta sezione penale della Cassazione ha messo un paletto definitivo sul capitolo delle violenze avvenute nella caserma di Bolzaneto, carcere provvisorio del G8 di Genova, confermando 7 condanne e concedendo 4 assoluzioni. Oronzo Doria, Franco, Trascio e Talu, sono i nomi degli agenti assolti...

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LA POLIZIA SPEGNE I RIPETITORI DELLA TV GRECA

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di Isabella Borghese

Come è stato già preannunciato in giornata la Ert, la Radiotelevisione pubblica greca, ha cessato pochi minuti fa le sue trasmissioni: i canali sono stati infatti oscurati e il ripetitore principale posto su una montagna vicino ad Atene, e’ stato invece neutralizzato dalla polizia. L’operazione causa il licenziamento di quasi 2.800 dipendenti e fa parte del piano di dismissioni imposto dalla Troika. Sara’ creato un nuovo ente radio-tv, non piu’ a controllo statale e soprattutto con meno personale.
Aveva dichiarato il portavoce dell’esecutivo, Simos Kedikoglou – ”le trasmissioni saranno interrotte e tutti i 2.780 dipendenti dell’Etr (Elliniki Radiofonia ke Tileorasi) saranno licenziati. Così è stato.
Le altre stazioni radio-televisive private greche che ha...

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IN AFGHANISTAN C’E’ LA GUERRA, E IN GUERRA SI MUORE

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di Giuliana Sgrena

Non ci si può dividere di fronte a chi muore in Afghanistan scrive oggi su la Repubblica Adriano Sofri ricordando Giuseppe La Rosa, l’ultima vittima italiana della guerra afghana. Sono pacifista e convinta sostenitrice della non violenza, dunque non potrei mai banalizzare la morte, chiunque sia la vittima.

Ma dobbiamo sapere che in guerra si muore e gli italiani che vanno in Afghanistan partecipano a una guerra, alcuni forse persino inconsapevolmente, vista la retorica sulla “missione di pace”. Una missione di pace non si fa con i cacciabombardieri.

“Così si muore nella terra dell’odio” recita il titolo dell’articolo di Sofri, ma chi ha alimentato l’odio in Afghanistan? L’odio aveva già profonde radici, quelle che avevano portato ai massacri tra le varie component...

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A PROPOSITO DELLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE

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di Bruno Steri e Simone Oggionni

Abbiamo letto una dichiarazione del segretario nazionale Prc Paolo Ferrero con cui si comunica che, in occasione dell’incontro ad Atene dei presidenti e dei segretari dei partiti aderenti alla Sinistra Europea, egli ha inteso proporre “a nome di Rifondazione” l’individuazione di un Presidente della Sinistra europea da presentare come candidato dello schieramento di sinistra d’alternativa alle prossime elezioni europee. La domanda è: in quale sede di partito è stato discusso e assunto un tale orientamento, già in tal modo ufficializzato?

E’ da tempo che, di fatto, non esiste più il dipartimento Esteri del Prc...

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LA LIBERTA’ OLTRE IL MURO

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di Valerio Todeschini

Sabato 8 giugno scorso si è svolto un convegno nazionale organizzato da Palestina Rossa con tante realtà provenienti da tutta Italia per provare a rilanciare un percorso unitario di mobilitazione a sostegno del popolo palestinese. Qui di seguito riporto il mio intervento fatto per i\le Giovani  Comunisti\e, unica forza politico-partitica invitata dagli organizzatori ed intervenuta.

C’è un’immagine che mi piace sempre ricordare: quella di una bambina disegnata da Banksy su un muro, l’Israeli West Bank barrier, che cerca di volare grazie a dei palloncini, che leggera cerca di andare oltre, quasi di sognare un futuro diverso.

Quando penso alla Palestina non riesco a trovare una sintesi migliore, come a volte solo l’Arte riesce a rendere in maniera così sublime...

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DA NEET A DISOCCUPATI: GIOVANI E LAVORO NELLA CRISI

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di Daniele Di Nunzio e Giuliano Ferrucci*

La crisi internazionale ha messo a nudo le debolezze strutturali del nostro paese, di un contesto in cui pagano soprattutto i soggetti più deboli, a partire dai giovani che entrano (se entrano) in un mercato del lavoro caratterizzato dalla progressiva erosione dei diritti e delle tutele. Di seguito focalizziamo l’attenzione sui giovani (15-24 anni) e sui giovani-adulti (25-34 anni), al fine di illustrare le specificità generazionali dell’occupazione e i cambiamenti intervenuti negli ultimi anni. A questo scopo abbiamo elaborato i dati Istat riferiti al primo semestre del 2007 (anno di minimo della disoccupazione in Italia) e al primo semestre del 2012 (ultimi dati disponibili per analisi ad hoc).

In Italia la dinamica demografica è negativa, ...

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ALDROVANDI, QUELLI DEL COISP CI PROVANO ANCORA

Coisp

di Franco Frediani

Come se non fosse bastata la vergognosa gazzarra di Ferrara, avvenuta con la protesta portata addirittura sotto le finestre degli uffici dove lavora Patrizia Moretti Aldrovandi, madre di Federico, ucciso da quattro poliziotti il 25 settembre 2005 nella stessa città Estense, il sindacato di polizia Coisp è tornato provocatoriamente a farsi ancora sentire con due sit-in avvenuti ieri (martedì 7 maggio, ndr) a Roma. La scena questa volta si svolge in via Arenula, sotto il ministero di Grazia e Giustizia, e davanti alla sede del Consiglio Superiore della Magistratura, davanti agli occhi increduli e sorpresi di passanti e semplici cittadini.
Il passa parola è immediato e di lì a poco convergono sul posto decine di persone, tra i quali giovani dei centri sociali, e cittadin...

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